{"id":34758,"date":"2020-10-16T00:00:00","date_gmt":"2020-10-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34758"},"modified":"2020-10-16T00:00:00","modified_gmt":"2020-10-15T23:00:00","slug":"monfalcone-si-confronta-sulletica-per-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/monfalcone-si-confronta-sulletica-per-il-futuro\/","title":{"rendered":"Monfalcone si confronta sull&#8217;etica per il futuro"},"content":{"rendered":"<p>Ritornano a Monfalcone gli appuntamenti di filosofia, la rassegna giunta alla terza edizione e quest\u2019anno organizzata dalla Biblioteca Comunale in collaborazione con il Festival Mimesis Associazione culturale Territori delle idee di Udine e, come di consueto, con il Liceo Buonarroti di Monfalcone, promossa dall\u2019Assessorato alla cultura del Comune di Monfalcone.<\/p>\n<p>La rassegna, intitolata \u201cUn\u2019etica per il futuro\u201d, \u00e8 ospitata al Teatro Comunale di Monfalcone (Corso del Popolo 20) e si articola in una serie di appuntamenti a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a: <a href=\"mailto:biblioteca@comune.monfalcone.go.it\">biblioteca@comune.monfalcone.go.it<\/a> \/ tel. 338.3772420 (anche Whatsapp). Necessario presentarsi 30 minuti prima dell\u2019orario di inizio.<\/p>\n<p>Il programma degli appuntamenti di filosofia \u00e8 stato illustrato nel corso di una conferenza stampa in Consiglio comunale dal vicesindaco del Comune di Monfalcone, <strong>Paolo Venni<\/strong>, presente il dirigente scolastico <strong>Vincenzo Caico<\/strong>, in collegamento online con <strong>Luca Taddio, <\/strong>direttore del Festival Mimesis Associazione Territori delle idee di Udine.<\/p>\n<p>Si inizia <strong>sabato 24 ottobre, alle 21<\/strong>, con \u201c<strong>Piccola filosofia dell\u2019Amore<\/strong>\u201d: il teologo <strong>Vito Mancuso<\/strong> in dialogo con <strong>Alberto Felice De Toni<\/strong> ci conduce in un viaggio nel sentimento universale pi\u00f9 cantato, letto e sentito del mondo, dall\u2019amore sensuale dei corpi a quello del puro sentimento, dall\u2019amore per la natura e gli animali a quello della mistica e della spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Vito Mancuso (Milano, 1962) \u00e8 stato docente di Teologia moderna e contemporanea all\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele di Milano e successivamente docente di Storia delle dottrine Teologiche all&#39;Universit\u00e0 degli Studi di Padova. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico anche perch\u00e9 le sue posizioni non sempre sono allineate con quelle delle gerarchie ecclesiastiche. Fra i suoi libri: <em>L\u2019anima e il suo d<\/em>estino (2007), <em>Io e Dio. Una guida dei perplessi<\/em> (2011), <em>Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare<\/em> (2013), <em>Dio e il suo destino <\/em>(2015), <em>Il Coraggio e la Paura<\/em> (2020).<\/p>\n<p><strong>Domenica 25 ottobre, alle 10.30<\/strong>, si parla de \u201c<strong>L\u2019infosfera<\/strong>\u201d con <strong>Luciano Floridi<\/strong>, una delle voci pi\u00f9 autorevoli della filosofia contemporanea. Dopo la prima rivoluzione copernicana, la seconda darwiniana, la terza freudiana, la storia dell\u2019essere umano \u00e8 pronta ad attraversare <strong>la rivoluzione virtuale<\/strong><strong>.<\/strong> L\u2019avvento del digitale ha influito non soltanto sull\u2019ambiente che ci circonda ma sulla percezione di noi stessi, imponendo giocoforza un nuovo modo di pensare: la filosofia deve ora fare i conti con questa essenza mutata della realt\u00e0 per trovare una nuova chiave di lettura del mondo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Luciano Floridi (Roma, 1964) \u00e0 professore ordinario di Filosofia ed Etica dell\u2019informazione all\u2019Universit\u00e0 di Oxford e presidente del Data Ethics Group dell\u2019Alan Turing Institute. In Italia ha pubblicato numerosi saggi tra cui: <em>Infosfera. Etica e filosofia nell&#39;et\u00e0 dell&#39;informazione<\/em> (2009); <em>La quarta rivoluzione. Come l\u2019infosfera sta trasformando il mondo<\/em> (2017); <em>Pensare l&#39;infosfera. La filosofia come design concettuale<\/em> (2020).<\/p>\n<p><strong>Sabato 31 ottobre, alle 18<\/strong>, \u00e8 in programma un dialogo tra <strong>Luisa Accati Levi<\/strong> e <strong>Fabrizio Desideri<\/strong> su \u201c<strong>Immagini e Storia<\/strong>\u201d. Prendendo spunto da una riflessione di Walter Benjamin sul progresso (\u201cSiamo costantemente spinti verso un futuro al quale diamo le spalle, dato che il nostro sguardo \u00e8 rivolto a un passato del quale possiamo solo ricavare un\u2019immagine ma non pi\u00f9 modificare\u201d), i due studiosi daranno vita a un dialogo imperniato sulla capacit\u00e0 della cultura umanistica di creare immagini del futuro a partire dal passato.<\/p>\n<p>Luisa Accati Levi (Torino, 1942) \u00e8 una storica, antropologa e intellettuale italiana. Ha insegnato Storia Moderna e Etnostoria all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti: <em>La laicit\u00e0 delle donne<\/em> (2008), <em>Apologia del padre. Per una riabilitazione del personaggio reale<\/em> (2017).<\/p>\n<p>Fabrizio Desideri (Empoli, 1953) \u00e8 docente di Estetica all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze. \u00c8 membro del Consiglio di Presidenza della Societ\u00e0 Italiana d\u2019Estetica (SIE) e direttore della rivista on line \u201cAisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell\u2019estetico\u201d. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti: <em>La misura del sentire: per una riconfigurazione dell&#39;estetica<\/em> (2013), <em>Origine dell&#39;estetico: dalle emozioni al giudizio<\/em> (2018).<\/p>\n<p><strong>Domenica 8 novembre, alle 10.30<\/strong>, si approfondisce con <strong>Pietro Del Sold\u00e0<\/strong>, introdotto da <strong>Marco Bergamasco<\/strong>, il tema de \u201c<strong>L\u2019amicizia<\/strong>\u201d, partendo dall\u2019assunto che siamo sempre pi\u00f9 soli e chiusi in noi stessi, i contatti con gli altri sono frammentari e raramente esprimono quel che siamo davvero. La societ\u00e0 alimenta ogni giorno l&#39;ossessione per un Io ipertrofico e narcisista e per un Noi escludente e aggressivo. In questo scenario l&#39;amicizia pu\u00f2 agire come un&#39;apertura, un dispiegamento d&#39;ali in grado di elevarci al di sopra delle piccole esigenze quotidiane, delle paure che paralizzano, della pigrizia che ci toglie slancio, delle false identit\u00e0 che nascondono il nostro volto e le passioni profonde.<\/p>\n<p>Pietro Del Sold\u00e0 (Venezia, 1973) \u00e8 autore e voce di <em>Tutta la citt\u00e0 ne parla<\/em> su Rai Radio3. Filosofo, ha studiato e insegnato all&#39;Universit\u00e0 Ca&#39; Foscari di Venezia e oggi alla Sapienza di Roma. Tra i suoi libri: <em>Il demone della politica<\/em> (2007), <em>Non solo di cose d&#39;amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicit\u00e0<\/em> (2018) e <em>Sulle ali degli amici. Una filosofia dell\u2019incontro <\/em>(2020).<\/p>\n<p><strong>Domenica 15 novembre, alle 10.30, Giovanni Leghissa<\/strong> ci introduce ne \u201cIl sogno di una cosa. L\u2019Europa oggi tra geopolitica ed eredit\u00e0 dei lumi\u201d. In un momento in cui l\u2019Europa si dibatte in una crisi globale, aggravata dalla pandemia, vale la pena riflettere su ci\u00f2 che accomuna e tiene assieme i cittadini europei. Tale questione non \u00e8 solo di rilevanza filosofica, o antropologica, non riguarda solo cio\u00e8 i valori in cui gli europei si riconoscono, ma ha anche una rilevanza di portata geopolitica. L\u2019Europa non esiste infatti solo in quanto serbatoio di valori e tradizioni, ma esiste (o non esiste) anche quale attore geopolitico. Nell\u2019incontro si cercher\u00e0 di mostrare come questi due aspetti siano variamente connessi e come la comprensione dell\u2019uno sia imprescindibile per quella dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Giovanni Leghissa (Trieste, 1964) \u00e8 professore associato presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell\u2019educazione dell\u2019Universit\u00e0 di Torino. I suoi interessi di ricerca comprendono: fenomenologia, filosofia continentale e psicoanalisi; studi culturali, di genere e postcoloniali; filosofia del postumano; epistemologia dell\u2019economia e teoria delle organizzazioni. Tra le sue pubblicazioni: <em>Neoliberalismo. Un\u2019introduzione critica<\/em> (Mimesis, Milano 2012). <em>Postumani per scelta. Verso un\u2019ecosofia dei collettivi<\/em> (Mimesis, Milano 2015). <em>The Origins of Neoliberalism<\/em> (Routledge, London 2016, con Giandomenica Becchio). <em>Per la critica della ragione europea. Riflessioni sulla spiritualit\u00e0 europea<\/em> (Mimesis, Milano 2019). Ha curato, con Enrico Manera, il volume <em>Filosofie del mito nel Novecento<\/em> (Carocci, Roma 2015).<\/p>\n<p><strong>Domenica 22 novembre, alle 10.30<\/strong>, si parla di \u201c<strong>Empatia e rischi del futuro<\/strong>\u201d con <strong>Laura Boella<\/strong>. L\u2019espressione \u201ccondividere il futuro\u201d, un tempo sostenuta dall\u2019idea della trasmissione dell\u2019esperienza tra generazioni, nonch\u00e9 di un \u201ccomune destino\u201d dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 tornata in primo piano con la pandemia. Certo, condividiamo un \u201ccomune destino\u201d, ma quale? Oggi abbiamo paura del futuro che \u00e8 visto come tempo della catastrofe annunciata o come immenso spazio dell\u2019ignoto, dell\u2019imprevedibile. Si pu\u00f2 provare a cambiare le regole del rapporto tra il singolo individuo e gli avvenimenti che coinvolgono la collettivit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 intera e volgersi a raccogliere il grido di dolore di chi non ha voce. Lo si pu\u00f2 fare iniziando a pensare, ad agire, assumendosi la responsabilit\u00e0 di esserci, di mettere in atto la propria capacit\u00e0 di interazione con il mondo e con gli altri, in poche parole mettendo in gioco l\u2019empatia.<\/p>\n<p>Laura Boella (Cuneo, 1949) ha insegnato Filosofia morale ed Etica dell\u2019ambiente presso il Dipartimento di Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano. Dopo essersi dedicata allo studio del pensiero femminile del Novecento, da alcuni anni si \u00e8 concentrata sul tema delle relazioni intersoggettive e dei sentimenti di simpatia, empatia, compassione. Ha pubblicato, fra gli altri: <em>Sentire l\u2019altro. Conoscere e praticare l\u2019empatia<\/em> (2006); <em>Neuroetica. La morale prima della morale<\/em> (2008); <em>Empatie. L\u2019esperienza empatica nella societ\u00e0 del conflitto<\/em> (2018); <em>Hannah Arendt. Un difficile umanesimo<\/em> (2020).<\/p>\n<p><strong>Domenica 29 novembre, alle 10.30<\/strong>, il filosofo e giornalista <strong>Pier Aldo Rovatti<\/strong> ci guida \u201c<strong>Verso un\u2019etica minima<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Molti equivoci hanno accompagnato la diffusione del pensiero debole. Eppure era chiaro fin dall\u2019inizio che il depotenziamento della Filosofia (quella con la effe maiuscola) aveva a che fare con una pratica di carattere etico che tentasse, contro ogni arroganza, di abbassare i toni, di introdurre un silenzio nelle parole e di promuovere un atteggiamento di pudore nei comportamenti.<\/p>\n<p>Le etiche massime, fondate sul dovere e non sul dubbio, contengono una pretesa assolutistica e totalizzante che si \u00e8 insinuata in tutti i nostri modi di vivere. Se questo era riscontrabile alla fine del secolo scorso, oggi \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente perch\u00e9 i toni si sono alzati all\u2019interno di una cultura, come la nostra, dominata dall\u2019egocentrismo e dall\u2019individualismo.<\/p>\n<p>Occorre cercare di muoversi \u201cverso\u201d un\u2019etica minima dove l\u2019io non la faccia pi\u00f9 da padrone. Ci\u00f2 significa andare decisamente controcorrente rispetto all\u2019uso attuale di parole chiave come societ\u00e0, popolo, politica, ivi comprese le parole specifiche della filosofia. La stessa parola \u201csoggetto\u201d, cos\u00ec importante, va adoperata criticamente facendo s\u00ec che non si trasformi ogni volta in uno schema categoriale.<\/p>\n<p>Pier Aldo Rovatti (Modena, 1942) \u00e8 stato docente di Filosofia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste. Dal 1976 \u00e8 direttore della rivista di filosofia <em>Aut Aut<\/em>. Dirige la Scuola di Filosofia di Trieste. Tra i suoi libri: <em>Il pensiero debole <\/em>(con Gianni Vattimo) (1983), <em>Abitare la distanza. Per una pratica della filosofia<\/em> (1994), <em>Etica minima. Scritti quasi corsari sull&#39;anomalia italiana <\/em>(2010), <em>Restituire la soggettivit\u00e0. Lezioni sul pensiero di Franco Basaglia<\/em> (2013).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terza edizione della rassegna<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":34759,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-34758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",640,477,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",500,373,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",435,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",349,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",1000,745,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1.webp",250,186,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36532-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Terza edizione della rassegna","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34758"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34758\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}