{"id":34736,"date":"2020-10-13T00:00:00","date_gmt":"2020-10-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34736"},"modified":"2020-10-13T00:00:00","modified_gmt":"2020-10-12T23:00:00","slug":"palmanova-incontra-i-suoi-scrittori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/palmanova-incontra-i-suoi-scrittori\/","title":{"rendered":"Palmanova incontra i suoi scrittori"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa Cardatrice\u201d di <strong>Maria Renata Sasso<\/strong>, uscito per Gilgamesh Edizioni, \u00e8 il libro che apre la nuova serie di incontri proposti da \u201cI gioved\u00ec dei libri\u201d dedicato agli autori palmarini in programma dal 15 al 29 ottobre 2020 alle ore 18 nella Polveriera di Contrada Garzoni a Palmanova (ingresso libero con prenotazione obbligatoria via mail all\u2019indirizzo comunicazione@comune.palmanova.ud.it).\u00a0<\/p>\n<p>Il volume, raccolta di 8 racconti, \u00e8 una sfida felicemente portata a compimento per forza di scrittura, originalit\u00e0 di soggetti e intensit\u00e0 di empatia soggettiva nella costruzione di storie brevi che lasciano un lungo riverbero nella memoria del lettore. Da ogni narrazione scaturiscono una sorpresa di sviluppo, un volo dal Friuli alla Carnia, da Palmanova a Bari, dai foschi tramonti di New York ai primi del \u2019900 ai tumultuosi movimenti studenteschi dopo Valle Giulia a Roma.<\/p>\n<p>Le pagine scorrono agilmente, nonostante i temi trattino di fragilit\u00e0, vulnerabilit\u00e0, sofferenze dell\u2019anima. La scelta del racconto come modalit\u00e0 espressiva ha imposto all\u2019autrice un lavoro di sintesi, di sfoltimento del superfluo, di impasto per lavorare e rendere morbido contenuto e contenitore, di controllo del soggettivo per dare voce a una narrazione che sia oggettiva nel punto di osservazione, senza perdere il pathos della passione. Rigore espressivo che ha aggiunto forza senza comprimere le storie.<\/p>\n<p>La memoria lega i racconti nell\u2019impellenza di porgere al lettore uno sguardo intenso, narrazioni con soggetti diversi e sorprendenti. Le storie sono offerte a ognuno per farle proprie, riconoscendosi o riconoscendovi una universalit\u00e0 che \u00e8 condivisione.<\/p>\n<p><strong>\u201c<em>Tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia o se si pu\u00f2 raccontare una storia su di essi<\/em>\u201d. Perch\u00e9 ha scelto questa citazione di Karen Blixen in apertura della raccolta?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMi \u00e8 piaciuta molto questa frase perch\u00e9, fatte le debite proporzioni fra me e lei, suggerisce di guardare agli eventi della vita da lontano, soprattutto quelli dolorosi, dando loro un contesto storico e narrativo in grado di renderli oggettivi, quasi per neutralizzare, o meglio trasferire, la carica emotiva che portavano con s\u00e9. Inoltre anche lei arriv\u00f2 alla scrittura in et\u00e0 avanzata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dal romanzo storico a 4 mani a racconti in solitaria; un passaggio controcorrente: come lo spiega e vive?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201cScrivere un romanzo a quattro mani in contemporanea richiede una totale sintonia di idee, di modi di sentire, di visioni del mondo pur mantenendo la propria individualit\u00e0. Il linguaggio che ne risulta \u00e8 \u201cmeticcio\u201d, la scrittura pi\u00f9 controllata, pi\u00f9 minuziosa, anche se in qualche misura viene rallentata proprio da questa ricerca a due della soluzione migliore. La scrittura individuale \u00e8 al contrario pi\u00f9 intima, personale, e vive una maggiore libert\u00e0 di scelta sia della forma di scrittura, sia dei temi sia delle modalit\u00e0 in cui proporsi al lettore. Libert\u00e0 che contiene anche un maggiore rischio di sbagliare, una maggiore dose d\u2019incertezza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 avvenuto il passaggio?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stata una scelta dovuta anche a motivi contingenti, in questa fase della mia vita ho pi\u00f9 tempo a disposizione ma anche pi\u00f9 impegni da assolvere, perci\u00f2 ho trovato che la dimensione narrativa del racconto breve fosse la pi\u00f9 adatta da praticare nel passaggio fra la vita lavorativa e quella da persona \u2018diversamente impegnata\u2019\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come ha iniziato a scrivere racconti e quali le difficolt\u00e0 del genere?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPartecipando ad alcuni concorsi e mi sono subito accorta di come realizzare un racconto efficace comporti uno studio e un lavoro specifico che non mi aspettavo. Il racconto impone coerenza stringente e necessit\u00e0 di sintesi, quindi capacit\u00e0 di rinuncia. La concisione non deve andare a scapito dello spessore, della cura del linguaggio, delle soluzioni lessicali e deve mantenere allo stesso tempo alta la tensione narrativa. Il racconto necessita quindi di un\u2019efficacia pi\u00f9 immediata rispetto a quella richiesta a chi ha di fronte a s\u00e9 un orizzonte narrativo pi\u00f9 vasto, che consente di usare con maggiore larghezza tecniche di dilazione e di allontanamento fra i nuclei narrativi o dialoghi pi\u00f9 estesi. Due modalit\u00e0 di scrittura molto diverse fra loro, ma entrambe molto stimolanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia, da Bari alle montagne della Carnia: il silenzio delle rocce, la vita isolata e i colori e temperamenti del Mediterraneo. Tavolozze diverse?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEssendo racconti in parte autobiografici, i luoghi in cui ho vissuto sono emersi con prepotenza e hanno avuto un ruolo di primo piano nella scrittura dei racconti. Otranto e Bari in particolare e gli anni \u201950 e \u201960 hanno dato l\u2019imprinting al mio modo di essere e di pensare in una societ\u00e0 e in una famiglia borghese, ma aperta e progressista. Un contesto dove la parit\u00e0 fra uomo e donna non era in discussione ma, per mia fortuna, messa in pratica quotidianamente. Arrivata in Friuli ho scoperto e amato questo territorio cos\u00ec vasto e vario\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come ha vissuto il trasferimento della famiglia in Friuli?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEro piena di curiosit\u00e0 e di attese, sia per la nuova vita sia per il nuovo ambiente che in parte conoscevo, per qualche viaggio fatto in precedenza. La vera conoscenza del Friuli Venezia Giulia \u00e8 stata una conquista nel tempo. Il lavoro di insegnante in piccole scuole della Bassa friulana mi ha posto di fronte al desiderio di superare il gap linguistico. Mi sono cos\u00ec iscritta a corsi di lingua e cultura friulana per attuare una sorta di \u201cospitalit\u00e0\u201d culturale all\u2019incontrario. Non posso non amare il Friuli, in cui ho trascorso la maggior parte della mia vita, dove ho cresciuto i miei figli e dove ho intessuto la rete delle mie relazioni amicali e sociali. Un territorio che conosco abbastanza bene e che percorro in lungo e in largo. Ma da \u201cmigrante\u201d di lusso non posso per\u00f2 dimenticare la Puglia e le doti umane che mi ha donato, una Puglia a cui spesso ritorno trovandola per certi versi mutata e per altri immutabile. Nei racconti, inevitabilmente, la mia \u00e8 una Puglia dei ricordi. Ho trovato queste due ragioni antropologicamente pi\u00f9 simili fra loro di quel che si possa credere. In questi racconti esprimo i loro contrasti e le loro virt\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><strong>I racconti sono memoria e incontro, scoperta e scelta di vita. Essendo sorprendentemente differenti come ha scelto il titolo e la copertina? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl titolo posso dire di averlo scelto io e l\u2019editore ha approvato la mia scelta. Enigmatico, in quanto \u00e8 una parola desueta e un po\u2019 ambigua, e dal doppio significato; indica sia l\u2019oggetto che viene usato per uno scopo preciso sia una donna che mette in pratica l\u2019azione del cardare. Ambiguit\u00e0 che abbiamo immaginato potesse incuriosire il potenziale lettore. La scelta dell\u2019immagine da inserire \u00e8 stata invece concordata dopo una serie di ipotesi, pi\u00f9 o meno astratte o descrittive. Il bel quadro di questo pittore napoletano di inizio Novecento, Gennaro Villani, intitolato <em>Veneziana<\/em>, ha convinto entrambi e il grafico ha realizzato una copertina di cui sono davvero soddisfatta. La donna rappresentata pu\u00f2 evocare le tante protagoniste dei vari racconti o una in particolare, pu\u00f2 indicare l\u2019autrice, chiss\u00e0. I quadri o gli specchi alle spalle della signora richiamano la pluralit\u00e0 delle storie\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"\/ckeditor_assets\/pictures\/1089\/content_locandina_3_giovedi_dei_libri.jpg\" style=\"width: 500px; height: 707px;\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al via \u201cI gioved\u00ec dei libri\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":34737,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-34736","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1-300x236.webp",300,236,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",640,503,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",300,236,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",500,393,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",412,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",331,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",300,236,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",1000,786,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1.webp",250,197,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36462-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Al via \u201cI gioved\u00ec dei libri\u201d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34736"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34736\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}