{"id":34722,"date":"2020-10-11T00:00:00","date_gmt":"2020-10-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34722"},"modified":"2020-10-11T00:00:00","modified_gmt":"2020-10-10T23:00:00","slug":"anche-la-fiction-per-il-rilancio-dellisontino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/anche-la-fiction-per-il-rilancio-dellisontino\/","title":{"rendered":"Anche la fiction per il rilancio dell&#8217;isontino"},"content":{"rendered":"<p>Sono imminenti le\u00a0riprese della seconda stagione di \u201cVolevo fare la rockstar\u201d, ancora per la regia del goriziano <strong>Matteo<\/strong> <strong>Oleotto<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u00a0ritorno frutto degli ottimi ascolti tv, a cui si \u00e8 aggiunta un\u2019ottima performance sulla piattaforma RaiPlay, che per la prima volta in assoluto aveva reso disponibili tutte le puntate nello stesso giorno della messa in onda della prima.<\/p>\n<div>La prima stagione di \u201cVolevo fare la rockstar\u201d \u00e8 stata anche un ottimo veicolo promozionale per il Friuli Venezia Giulia e rimane a\u00a0oggi la serie tv pi\u00f9 lunga mai girata in FVG, con 126 giornate di shooting. Numeri\u00a0su cui ragionare e che evidenziano alcuni aspetti di una produzione cinematografica che spesso si tende a sottovalutare, ovvero l\u2019impatto economico che un set genera sul territorio che ne ospita le riprese e la conseguente ricaduta occupazionale.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Guardando a distanza di due anni i numeri della prima serie, si pu\u00f2 ricavare un\u2019analisi dei benefici di cui l\u2019intero territorio &#8211; Gorizia, Corm\u00f3ns e tutto l\u2019isontino &#8211; ha goduto, anche per anticipare le ricadute di questa imminente seconda stagione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>I sopralluoghi sono una fase della lavorazione del film tanto importante quanto misconosciuta: ci vogliono mesi di lavoro per arrivare a definire ogni ambientazione, ma \u00e8 in questa fase che una produzione inizia a spendere sul territorio. Contemporaneamente allo scouting delle location, inizia la fase di preparazione con la ricerca degli spazi necessari ai vari reparti: uffici per la produzione, locali da adibire a falegnameria e attrezzeria, luoghi per ospitare i casting e molti altri ancora.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Ancor prima di iniziare a girare, la Pepito Produzioni aveva gi\u00e0 speso oltre 160.000 euro nei circa 70 giorni di preparazione.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>La scelta di girare un film in una regione piuttosto che un\u2019altra, oltre che da ovvie motivazioni artistiche, \u00e8 fortemente influenzata da due fattori: la possibilit\u00e0 di trovare\u00a0 in loco competenze e servizi e la presenza di finanziamenti sul territorio. Nel primo caso, per la rilevanza di alcune voci di costo, le produzioni possono ritenere auspicabile assumere figure professionali del luogo, se preparate ed esperte, evitando di sostenere spese aggiuntive legate alla trasferta. Per la prima stagione, la troupe era composta da 88 persone, di cui 36 sono state reclutate in regione. Per tecnici e maestranze friulani, la produzione ha speso 602.000 euro per location manager, assistenti e runner di produzione, attrezzisti, costruttori e assistenti di scenografia, macchinisti, elettricisti, truccatrici, sarte etc.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Contemporaneamente, inizia il lavoro del casting locale, per individuare attori, piccoli ruoli e comparse. Qualche numero: 809 le comparse, pi\u00f9 di 80 gli attori locali per ruoli pi\u00f9 o meno importanti. Si contrattualizzano inoltre gli affitti degli ambienti: alla voce location e fabbisogni di scena la spesa \u00e8 stata di 193.454 euro. Se si guarda a due anni fa, anche le strutture di accoglienza hanno beneficiato della presenza della troupe, tra hotel e appartamenti sono stati spesi 202.680 euro.<\/div>\n<div>Senza dimenticare che le diarie della troupe romana in trasferta vengono spese principalmente nei negozi e ristoranti cittadini. Fatture alla mano, il dato finale di spesa diretta \u00e8 di oltre 2 milioni e 115 mila euro.\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>I benefici economici per il territorio non si esauriscono qui, poich\u00e9 a quest\u2019impatto diretto bisogna aggiungere quello moltiplicativo che si attiva sul tessuto economico locale a partire da questa spesa. In questo caso si parla infatti di impatto indotto.<\/div>\n<div>Questo processo moltiplicativo e i suoi effetti sul tessuto economico locale sono stati studiati per stabilire un valore del moltiplicatore, che permetta di quantificarne l\u2019effetto. Facendo riferimento agli studi pi\u00f9 accreditati condotti nel Regno Unito,\u00a0questo valore \u00e8 fissato tra 1,8 e 2,8. Anche adottando per il sistema locale il valore di moltiplicatore pi\u00f9 basso, ovvero 1,8, l\u2019impatto economico indotto arriva quasi a 3 milioni e 800 mila euro, aggiungendo che &#8211; secondo lo studio \u201cL\u2019Italia sullo Schermo\u201d, realizzato nel 2005 da Expo Cts Gruppo Fiera di Milano &#8211; 1 viaggiatore su 3 \u00e8 influenzato nella scelta della destinazione anche da cinema e\/o fiction.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinema e indotto economico<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":34723,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-34722","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",2500,1637,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",2500,1637,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",2500,1637,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-300x196.webp",300,196,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-1024x671.webp",640,419,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",300,196,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",500,327,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",474,310,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",391,256,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",300,196,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-1536x1006.webp",1536,1006,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-2048x1341.webp",2048,1341,true],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-1024x671.webp",1024,671,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1.webp",250,164,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/36444-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Cinema e indotto economico","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}