{"id":34444,"date":"2020-09-07T00:00:00","date_gmt":"2020-09-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34444"},"modified":"2020-09-07T00:00:00","modified_gmt":"2020-09-06T23:00:00","slug":"il-profumo-della-brina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-profumo-della-brina\/","title":{"rendered":"Il profumo della brina"},"content":{"rendered":"<p><strong>Franco Giordani<\/strong>, una nostra vecchia conoscenza, il musicista originario di <strong>Claut in Valcellina<\/strong>, polistrumentista (chitarre,\u00a0bouzouki, mandolino e banjo), da diversi anni \u00e8 protagonista indiscusso della canzone friulana. In una mano il plettro, nell\u2019altra la penna per scrivere i testi delle canzoni.<\/p>\n<p>Dalla musica ai libri, il passo per diventare scrittore non \u00e8 poi cos\u00ec lungo, soprattutto per chi come lui conosce il valore delle parole. E dalle parole ai fatti. Franco ha recentemente dato alle stampe <em>Il profumo della brina<\/em>, un gustosissimo libro in cui racconta storie e avvenimenti della sua infanzia. Una raccolta di testimonianze allegre e divertenti al ritmo delle quattro stagioni e delle antiche tradizioni della valle, oramai scomparse, dove regnava la pace tra uomo e natura.\u00a0<u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/5696\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dopo l\u2019intervista dedicatagli per l\u2019album <em>Tru\u00f2ispar\u00ecs <\/em>del 2018<\/a><\/u>, abbiamo avuto modo di rincontrarlo nuovamente.<\/p>\n<p><strong>Nei primi anni \u201970 a Claut vivevano quasi 2.000 persone, oggi meno della met\u00e0. Anche rimarcando l\u2019invito di Mauro Corona, nella sua introduzione ai contenuti del libro, Giordani va a caccia di buoni ricordi. Quanto \u00e8 importante salvare la memoria storica della montagna?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome dice Corona ho agito sotto la spinta del ricordo, senza vanit\u00e0 o ambizioni letterarie, raccontando quell\u2019infanzia, per me magica, vissuta a Claut. \u00c8 un tentativo di salvare la memoria. Sono convinto che sia sempre importante ricordare ci\u00f2 che siamo stati, per fare meglio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le vette, i boschi, i silenzi, le storie, i paesaggi, la quiete, le tradizioni. \u00c8 un invito alla riflessione o un piccolo omaggio alle bellezze di Claut?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEntrambe le cose, direi. Un invito ai giovani a capire come vivevamo in quegli anni e un omaggio a una valle meravigliosa, aspra e selvaggia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong><em>Quando le temperature si sono abbassate e le piogge si fanno pi\u00f9 fitte, la mattina si sente il profumo dell\u2019aria fresca e la brina colora i campi di un candido manto\u2026<\/em><\/strong><strong>\u201d Il profumo della brina \u00e8 un deterrente per riscoprire quegli attimi che rendono l\u2019infanzia un\u2019et\u00e0 magica che mai si vorrebbe finisse?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019infanzia \u00e8 un\u2019et\u00e0 magica per tutti, per\u00f2 \u00e8 giusto che finisca, poi bisogna crescere. Forse non tutti riescono a slegarsi da quei ricordi. La mia non vuole essere un\u2019operazione nostalgica. Mi piace l\u2019idea di tramandare la memoria ai pi\u00f9 giovani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong><em>Ma anche quando i fiocchi cadono dietro le finestre ci sembra di tornare bambini e ci si ricorda di quando la neve era sinonimo di gioco e spensieratezza<\/em><\/strong><strong>\u201d. Franco ha mai marinato la scuola per scendere con una slitta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNessuno di noi marinava la scuola. Nella migliore delle ipotesi sarebbero piovuti i peggiori rimproveri e una bella punizione. Nella peggiore delle ipotesi, meglio scappare per non prenderle! Andavamo a sciare nei pomeriggi, senza impianti di risalita\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sembra strano ma nel mondo \u201cgiordaniano\u201d di Claut i bambini si sentivano grandi e volevano essere trattati da grandi\u2026 Pu\u00f2 condividere alcuni aneddoti raccontati nel suo libro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo cresciuti in mezzo a tanta libert\u00e0 ma anche a una certa crudezza. Gli adulti non ci nascondevano i problemi del vivere quotidiano. C\u2019era poca psicologia e poca delicatezza, forse questo ci ha reso un po\u2019 pi\u00f9 forti. Ma pu\u00f2 essere vero anche il contrario. Se uno era debole, veniva travolto. Per gli aneddoti, invito a scoprirli leggendo direttamente il libro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il 6 maggio 1976 l\u2019<\/strong><strong><em>Orcolat <\/em><\/strong><strong>devast\u00f2 il Friuli. Da allora inevitabilmente molte cose cambiarono: il sisma spazz\u00f2 via buona parte delle architetture spontanee, oltre a quel piccolo mondo antico fatto di tradizioni e usanze legate alla montagna. Che cosa cambi\u00f2 esattamente a Claut?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA Claut fortunatamente non ci furono crolli e tutte le case pi\u00f9 antiche furono restaurate, scongiurandone la loro scomparsa. Quasi nessuno le avrebbe recuperate. All\u2019epoca tutti volevano la comodit\u00e0 delle case moderne. L\u2019architettura del mio paese \u00e8 molto affascinante, cos\u00ec come quella degli altri paesi della Valcellina, Andreis in particolare. Il terremoto ha cambiato pi\u00f9 che altro i modi di vivere. Gli anni dell\u2019apparenza, insomma gli anni ottanta, erano alle porte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi parliamo di tecnologia 5G ma fa specie che fino a qualche decennio fa, a Claut, si poteva vedere un solo canale in TV. \u00c8 colpa della politica se la montagna friulana si trova in questo stato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSenz\u2019altro \u00e8 colpa della politica. Tutta la montagna, non solo la Valcellina, soffre. Sta bene solo qualcuno, in Trentino direi. Sono stati pi\u00f9 furbi e determinati. Ovunque in Italia i piccoli comuni soffrono, soprattutto quelli di montagna. Per questo nel 2017 ho dedicato il mio album <em>Truoisparis <\/em>interamente alla mia terra. Ma continuo a non nutrire alcuna stima nei\u00a0confronti dei nostri governi centrali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si dice che l\u2019osteria \u00e8 qualcosa di sacro che viene dopo la Chiesa e a Claut c\u2019erano diverse osterie. Che ricordi ha di questo mondo genuino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel mio libro ricordo in particolare tre vecchie osterie. All\u2019ingresso del paese a Pinedo la \u201cCarota\u201d, in centro \u201cC\u00e0cio\u201d e alla fine del paese, a Lesis, \u201cDante\u201d. Tre osterie bellissime, semplici e accoglienti, dove si poteva cantare, giocare a carte, a morra, scambiarsi opinioni, stringere affari, a volte anche fare un po\u2019 di baruffa. Sono state chiuse tutte e tre. Nel libro \u201cringrazio\u201d\u00a0la miopia dei nostri governanti, che con leggi inique equiparano Roma, Cortina e Taormina a Claut, Erto, Cimolais. Una condotta dannosa e incomprensibile e l\u2019Europa non ha migliorato per niente le cose, anzi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><strong>Non ha certo problemi di calvizie vista la folta capigliatura. \u00c8 forse per questo motivo che al suo paese c\u2019erano ben 4 parrucchieri e 1 barbiere&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando ero piccolo a Claut sulle quattro vie della frazione capoluogo (Bas\u00f9a) c\u2019erano 37 attivit\u00e0 commerciali. In quegli anni in tutto operavano circa 80 attivit\u00e0 commerciali (escluse le imprese artigiane), e quasi una trentina erano bar, ristoranti, trattorie. Al di l\u00e0 delle doverose battute relative all\u2019elevato rapporto bar\/abitante, ci rendiamo conto di cos\u2019\u00e8 successo? Hanno distrutto un tessuto socio-economico che difficilmente si potr\u00e0 ricreare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso 27 gennaio si \u00e8 tenuta la Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell\u2019Olocausto. Leggendo il suo libro scopriamo che nel suo paese risiedeva un sopravvissuto a un campo di sterminio. \u201cPerch\u00e9 la storia non si ripeta\u201d quanto \u00e8 importante parlarne?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 fondamentale ricordare questi avvenimenti perch\u00e9 non si ripetano pi\u00f9. Gli orrori del Novecento sono una ferita che non si potr\u00e0 mai rimarginare. Soprattutto bisogna raccontarli ai bambini, senza retorica o ideologia. \u00c8 strano per me pensare di essere nato solo 20 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. A noi pareva tutto normale. I bambini hanno una vitalit\u00e0 infinita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il calcio \u00e8 sempre un\u2019emozione specie quando si \u00e8 al debutto. Che emozioni ha provato a giocare contro il Real Madrid delle valli (il Cimolais)?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Real Madrid delle Valli era il Claut! Spero che i miei amici cimoliani non si arrabbino, ma \u00e8 la verit\u00e0. Nel libro racconto la\u00a0mia prima partita ufficiale \u201ccon le maglie\u201d. Per noi fu un\u2019emozione indimenticabile, un\u2019impresa titanica! Nessun genitore ci aiut\u00f2, ci arrangiammo da soli. Naturalmente la partita si disput\u00f2 nel campo sportivo dedicato a Ruggero Grava, campione del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga nel 1949. Vincemmo due a zero e segnai un gol\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Prima della conclusione pu\u00f2 svelare ai nostri lettori i suoi prossimi impegni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi sono fatti vivi in tanti chiedendomi di presentare <em>Il profumo della brina<\/em>. Spero di avere molte altre occasioni per raccontare il libro, sempre in compagnia della mia chitarra, per\u00f2. Mi sento molto pi\u00f9 a mio agio quando canto e suono. A volte parlare mi mette un po\u2019 in imbarazzo. Penso: \u201cMa saranno interessati?\u201d. Il mio modo pi\u00f9 naturale per esprimermi resta\u00a0la musica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Giordani<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":34445,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-34444","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1-300x192.webp",300,192,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",640,409,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",300,192,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",500,320,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",474,303,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",391,250,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",300,192,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",1000,639,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1.webp",250,160,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35927-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Franco Giordani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34444","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34444"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34444\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}