{"id":34313,"date":"2020-08-18T00:00:00","date_gmt":"2020-08-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34313"},"modified":"2020-08-18T00:00:00","modified_gmt":"2020-08-17T23:00:00","slug":"fare-tutto-il-necessario-ma-a-che-prezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/fare-tutto-il-necessario-ma-a-che-prezzo\/","title":{"rendered":"Fare tutto il necessario. Ma a che prezzo?"},"content":{"rendered":"<p>Sebbene il costo umano del Coronavirus sar\u00e0 probabilmente molto inferiore a quello dell\u2019influenza Spagnola che colp\u00ec l\u2019Europa un secolo fa, il costo economico potrebbe essere maggiore e durare pi\u00f9 a\u00a0lungo.<\/p>\n<p>Una questione fondamentale per prevedere gli effetti economici del Coronavirus \u00e8 capire se dopo il blocco\u00a0l\u2019economia torner\u00e0 al livello precedente e in che orizzonte temporale la caduta del reddito potr\u00e0 essere riassorbita.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 <strong>dipende da quante imprese italiane falliranno <\/strong>per crisi di liquidit\u00e0 dovuta al calo delle vendite. I fallimenti richiedono molto tempo per essere riassorbiti, prolungando gli effetti dello shock; i <strong>mancati pagamenti potrebbero amplificare il contagio <\/strong>finanziario ad altre imprese, con un effetto a catena sull\u2019intera economia, coinvolgendo anche i pochi settori non colpiti da questa crisi. In poco tempo, riprenderebbero a crescere i crediti deteriorati e il contagio si estenderebbe anche al settore finanziario.<\/p>\n<p>Evitare i fallimenti \u00e8 un obiettivo condivisibile e la risposta data dalle Istituzioni va nella direzione giusta:\u00a0fare tutto il necessario. Per funzionare per\u00f2 ha bisogno di essere credibile, e quindi sarebbe utile quantificare\u00a0quanto \u00e8 necessario. <strong>Garantire qualunque cosa <\/strong>dato che il debito pubblico italiano \u00e8 stato declassato a BBB-, un gradino prima dei titoli spazzatura, <strong>non \u00e8 credibile<\/strong>.<\/p>\n<p>La crisi da epidemia globale ci pone di fronte a scenari inesplorati in passato, come indicato dagli impatti della Spagnola e di Covid 19 su sistemi economico sociali radicalmente e strutturalmente diversi. Una cosa per\u00f2 \u00e8 certa: si va verso una <strong>pubblicizzazione del debito privato<\/strong>, il che implica una maggiore presenza e un ruolo dello Stato ulteriormente invasivo nell\u2019economia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il rischio di azzardo morale \u00e8 ovvio. Quando i governi aiutano le societ\u00e0 a evitare il fallimento, gli investitori\u00a0valutano che i governi assorbiranno sempre i rischi di coda del debito. Il costo del debito scende e il suo importo aumenta, in una spirale crescente.<\/p>\n<p>In un mondo \u201cnormale\u201d, i salvataggi fornirebbero alle societ\u00e0 sane o risanabili la liquidit\u00e0 di cui hanno bisogno per affrontare la crisi, mentre gli azionisti delle societ\u00e0 fortemente indebitate verrebbero sostituiti e il loro debito ristrutturato. In entrambi i casi le attivit\u00e0 sottostanti dovrebbero essere gestite in continuit\u00e0 remunerando i dipendenti.<\/p>\n<p>Ma in questo mondo, con i processi di fallimento in crescita, una grande crisi potrebbe risultare non sostenibile dai sistemi giuridico-legali. La necessit\u00e0 di ottenere rapidamente liquidit\u00e0 per le aziende rende difficilmente praticabili programmi mirati di intervento e salvataggio. Le politiche orientate al salvataggio sono necessarie, ma il problema dell\u2019eccessivo debito societario non dovrebbe essere risolto nel mezzo della crisi, ma in uscita dalla stessa. Per le banche centrali non sar\u00e0 sufficiente essere pi\u00f9 aggressivi sui tassi e rilassare i programmi di acquisto di asset pubblici e privati.<\/p>\n<p>Il motivo principale per cui il debito pubblico aumenter\u00e0 di molto, fino al 160% del PIL in Italia, \u00e8 dato dall\u2019<strong>incertezza dei tempi di uscita dalla crisi e dalla bassa crescita<\/strong>. Con l\u2019invecchiamento della popolazione e il rallentamento della produttivit\u00e0, ci sar\u00e0 maggiore formazione di risparmio e una minore domanda di investimenti.<\/p>\n<p>Di fronte a questi scenari da pi\u00f9 parti stanno emergendo orientamenti e proposte favorevoli all\u2019<strong>introduzione\u00a0di un\u2019imposta patrimoniale<\/strong>, legata cio\u00e8 all\u2019ammontare dei beni posseduti. Come abbiamo visto l\u2019emergenza COVID-19 sta richiedendo un enorme sforzo finanziario. La spesa pubblica sta aumentando considerevolmente e molti limiti sono stati necessariamente superati, anche con il consenso dell\u2019Europa. Secondo alcuni analisti ed economisti, tutto ci\u00f2 richieder\u00e0, prima o poi, un contributo straordinario da parte dei cittadini, sotto forma di tasse o imposte.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 ora di tassare i patrimoni, invece di continuare a penalizzare il lavoro, la produzione e i consumi?<\/strong><\/p>\n<p>A parere di chi scrive la strada della tassazione patrimoniale si \u00e8 gi\u00e0 dimostrata impraticabile, ma ci\u00f2 non\u00a0significa affatto che non siamo di fronte a una questione fiscale che va affrontata sul piano finanziario, anzich\u00e9 economico, soprattutto in vista della manovra di bilancio che ci attende nel 2020.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, basterebbe pagare gli stessi tassi tedeschi sul debito pubblico per vedere azzerato definitivamente\u00a0il deficit pubblico, ma anche la rendita che ne deriva. Il risparmio c\u2019\u00e8, abbondante, spesso impiegato all\u2019estero in perdita.<\/p>\n<p>Gli Stati hanno sempre fatto ricorso a forme di indebitamento straordinario per finanziare lo sforzo bellico e la ricostruzione, i <em>War bonds<\/em>. Ma con i rendimenti attuali di mercato come si pu\u00f2 consentire all\u2019Italia di emettere delle emissioni \u201cmonstre\u201d che consentano la mobilitazione di parte dell\u2019ingente stock di risparmio nazionale depositato in liquidit\u00e0 e attivit\u00e0 finanziarie, in concorrenza con la crescita degli altri debiti sovrani?<\/p>\n<p>Una soluzione potrebbe consistere nell\u2019<strong>emissione in aste mensili di Bond a 15 o 20 anni<\/strong>, allo scopo di ridurre l\u2019impatto finanziario annuale, con una cedola costante tra 1,5-2%, l\u2019attuale rendimento lordo del\u00a0BTP a 20 anni, esente da ogni imposta presente o futura, e che riconosca agli investitori che mantengano in\u00a0portafoglio il bond, un credito di imposta annuale di importo equivalente o superiore alla cedola.<\/p>\n<p>Il rendimento netto per il sottoscrittore italiano aumenterebbe in modo significativo costituendo un\u2019opportunit\u00e0 di investimento competitiva, legata allo sviluppo economico sociale del Paese, che \u00e8 ragionevole aspettarsi riceva un\u2019adesione significativa.<\/p>\n<p>Le risorse raccolte dovrebbero essere investite esclusivamente in investimenti pubblici pro-ciclici o in strumenti di sostegno e sviluppo alle imprese, per innestare il processo di crescita del PIL e assorbire l\u2019impatto dei provvedimenti anti crisi incorporati nel debito stesso.<\/p>\n<p>In questa prospettiva <strong>si potrebbero raccogliere 200-300 miliardi di euro <\/strong>(pari a circa il 5-6% delle attivit\u00e0 finanziarie delle famiglie italiane e a meno della met\u00e0 del risparmio italiano all\u2019estero) attraverso <em>High Impact Social Bond <\/em>(HISB) nell\u2019ambito di un piano nazionale di uscita dalla crisi Il problema, insomma, non \u00e8 quello di \u201ctrovare i soldi\u201d, ma quello di uscire da una trappola infernale che costringe ad aumentare le tasse per pagare i tassi di interesse sfavorevoli sul nostro debito pubblico.<\/p>\n<p>Non una patrimoniale quindi, ma <strong>canalizzare questo risparmio in investimenti nel nostro Paese <\/strong>darebbe\u00a0un grande contributo al \u201cfare tutto il necessario\u201d, senza imboccare la strada di un neo capitalismo di Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Economia post Covid<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-34313","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Economia post Covid","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34313"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34313\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}