{"id":34101,"date":"2020-07-24T00:00:00","date_gmt":"2020-07-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=34101"},"modified":"2020-07-24T00:00:00","modified_gmt":"2020-07-23T23:00:00","slug":"i-ribelli-di-trieste-negli-anni-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/i-ribelli-di-trieste-negli-anni-70\/","title":{"rendered":"I ribelli di Trieste negli anni &#8217;70"},"content":{"rendered":"<p>La storia raccontata dai volti di ragazzi e ragazze degli anni Settanta, ribelli perch\u00e9 giovani e per scelta. La cronaca di anni di grandi cambiamenti a Trieste e in Italia scandita dalle fotografie di manifestazioni nelle strade, cortei, occupazioni, momenti di grande partecipazione che era anche scontro duro tra posizioni ideologiche e politiche.<\/p>\n<p>Anni non facili ma certo molto ricchi di cambiamenti ancora fuori dalla portata degli storici che <strong>Pietro Comelli<\/strong>, giornalista e scrittore, racconta nella pubblicazione <em>Ragazzi. Immagini e storie di ribelli negli anni Settanta a Trieste<\/em>, edito da Spazio Inattuale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel formato l\u2019opera si presenta: un album fotografico, dalla grafica varia e sorprendente, perch\u00e9 lo scheletro portante del lavoro \u00e8 costituito dalle fotografie.<\/p>\n<p>Scatti per la maggior parte in bianco e nero, inediti, raccolti da Comelli in anni di ricerca assieme a documenti e testimonianze. E proprio le storie di giovani di destra e di sinistra, che frequentavano le sedi dei partiti ma anche i gruppi non ideologicamente allineati, ragazzi e ragazze che contestavano la famiglia, credevano nel confronto, approfondivano e studiavano per capire e proporre modelli diversi, sono l\u2019alfabeto utilizzato da Comelli per decifrare una contemporaneit\u00e0 scomoda in una citt\u00e0 di confine, negli anni dell\u2019entrata in vigore del trattato di Osimo, dell\u2019approvazione della legge 180 con la quale Franco Basaglia cambier\u00e0 il volto della follia, della legalit\u00e0 del divorzio e dell\u2019aborto nell\u2019Italia cattolica. Gli anni ai quali ai 18enni viene data la possibilit\u00e0 di votare.<\/p>\n<p>\u201cHo voluto mantenere il formato e il ritmo dell\u2019album fotografico perch\u00e9 il progetto ha preso vita dalle fotografie\u201d, spiega l\u2019autore. \u201cNon conoscevo personalmente la maggior parte dei protagonisti, li ho cercati e incontrati per chiedere loro di raccontarsi, narrazione di momenti anche duri, di scontro e conflitto ma certamente di grande partecipazione e passione etica e politica. Quasi tutti hanno accettato di buongrado dopo l\u2019iniziale sorpresa, apprezzando che qualcuno fosse interessato a mettere nero su bianco ricordi che non erano mai usciti per essere condivisi\u201d.<\/p>\n<p>Sono dodici le storie, 9 ragazzi e 3 ragazze. Studenti per la maggior parte, ora uomini e donne che solo in due casi sono diventati politici di \u201cprofessione\u201d: <strong>Gianni Cuperlo<\/strong> e <strong>Roberto Menia<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink_fondazione.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/fondazione_aquileia.jpg\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Gli anni \u201970 e \u201980 sono un periodo storico lontano e allo stesso tempo vicino perch\u00e9 i ragazzi di ieri sono gli adulti di oggi. Lontano per la rimozione o la mera citazione superficiale di semplificazioni politiche che oggi sono fuori tempo massimo per Comelli.<\/p>\n<p>\u201cVi sono delle distanze abissali con i giovani di oggi. Allora i ragazzi nelle assemblee, nelle piazze, a casa e nelle sedi di partito erano curiosi, avevano voglia di imparare per essere pronti per la vita, la professione. Anche nelle discussioni fra coetanei era necessario essere preparati, mi ha ricordato <strong>Clara Sforzina<\/strong>. Oggi c\u2019\u00e8 poca capacit\u00e0 di analisi e i riferimenti agli anni \u201970 sono improntati a semplificazioni dei due schieramenti politici di sinistra e destra. Pescare dai fatti di 50 anni fa per sovrapporli all\u2019oggi non ha senso: tutto \u00e8 cambiato, sono scomparse le ideologie e la volont\u00e0 di partecipazione, e neppure i ragazzi e le ragazze sono numerosi, dopo il calo demografico\u201d.<\/p>\n<p>Partecipazione, ribellione, scontro duro, rispetto del \u201cnemico politico\u201d sono le parole che ricorrono nelle pagine del libro e durante le conversazioni nei quali il lavoro viene presentato. Trieste, laboratorio di sperimentazione politica dove il compromesso storico arriv\u00f2 prima che a Roma, dove i ragazzi del Fronte della Giovent\u00f9 avevano una loro sede e avevano idee che non collimavano con i dettami del Msi, dove all\u2019interno del Pci di Roberto Vidali, intriso dell\u2019ortodossia stalinista di Mosca, i giovani aderivano a gruppuscoli dissidenti.<\/p>\n<p>Trieste dove a destra <strong>Flavia Lai<\/strong> e <strong>Laura Castellani<\/strong> vissero intense storie d\u2019amore e di lotta accanto ai loro uomini. La prima al fianco di Fabio Valencic, in carcere senza processo per oltre 3 anni, e la seconda, cittadina americana figlia di esuli istriani, fidanzata di Almerigo Grilz, reporter di guerra morto in Mozambico nel \u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1987\" title=\"1987\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1987<\/a>.<\/p>\n<p>Oltre ai nomi gi\u00e0 citatati, Comelli racconta con rispettosa e schiettezza da cronista raccoglitore di ricordi le storie di <strong>Daniele Lipera, Roberto Colapietro, Marco Valle, Giorgio Lipossi, Angelo Lippi <\/strong>e<strong> Fulvio Sluga<\/strong>.<\/p>\n<p>Ribelli in una citt\u00e0 dalle tante anime dove, con visioni diverse a destra e sinistra, si affrontavano i temi legati all\u2019ecologia e alla tutela dell\u2019ambiente, contro il nucleare e avverso alla realizzazione del complesso residenziale popolare \u201cQuadrilatero\u00a0di\u00a0Melara&#8221;.<\/p>\n<p>Trieste dove i compagni stavano a sinistra e gli amici a destra, come nel caso di Claudio Misculin di Autonomia operaia e Paolo Morelli del Msi. Dove il missino Menia si confrontava con il professore di sinistra Stelio Spadaro, storico esponente del Pci cittadino.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Un sogno condividevano questi ragazzi e ragazze in divisa, eschimo e <em>Clarks<\/em> a sinistra e tanker e <em>Barrows<\/em> a punta a destra: suonare, fare musica e avere una propria band.<\/p>\n<p>\u201cPer me \u00e8 stato importante fare questo lavoro di ricerca e raccolta di testimonianze &#8211; conclude Pietro Comelli &#8211; perch\u00e9 sono storie mai raccontate, sono persone a cui nessuno ha mai chiesto di ricordare. Spero inoltre che questa modalit\u00e0 di narrazione possa avvicinare i giovani di oggi al passato recente\u201d.<\/p>\n<p>Sfogliare un album di reportage di fatti politici, sociali e di costume per far incontrare i ribelli di 50 anni fa e chi oggi pratica la contestazione in solitaria, davanti a uno schermo e una tastiera.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Pietro Comelli \u00e8 nato a Trieste nel 1969, giornalista e scrittore \u00e8 responsabile delle redazioni di Gorizia e Monfalcone del quotidiano Il Piccolo. Ha pubblicato assieme a Andrea Vezza \u201cTrieste a destra. Viaggio nelle idee diventate azione lontano da Roma\u201d, \u201cA colpi di manifesti. Grafica e comunicazione politica negli anni Settanta\u201d e \u201cI mondi di Almerigo\u201d. \u00c8 autore di \u201c\u02c2\u2026 leggete Tolkien stolti!\u02c3 Campo Hobbit 1977. Quando i giovani di destra fecero il \u201868\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pietro Comelli<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":34102,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-34101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1-300x202.webp",300,202,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",640,431,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",300,202,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",500,337,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",474,319,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",386,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",300,202,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",750,505,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1.webp",250,168,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/35157-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Pietro Comelli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34101"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34101\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}