{"id":33775,"date":"2020-06-18T00:00:00","date_gmt":"2020-06-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=33775"},"modified":"2020-06-18T00:00:00","modified_gmt":"2020-06-17T23:00:00","slug":"staranzano-slow-il-turismo-lento-come-volano-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/staranzano-slow-il-turismo-lento-come-volano-economico\/","title":{"rendered":"Staranzano Slow, il turismo lento come volano economico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Presentato <\/strong>il progetto <strong>STARANZANO SLOW,<\/strong>\u00a0<strong>cofinanziato da Comune di Staranzano e Pro Loco<\/strong>, ha ottenuto uno specifico finanziamento da parte di <strong>Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia<\/strong> nell\u2019ambito delle iniziative di <strong>CarigoGreen3, <\/strong>percorso triennale per la valorizzazione del territorio attraverso una fruizione a basso impatto ambientale e ad alto contenuto tecnologico, all\u2019insegna di sostenibilit\u00e0, paesaggio e innovazione.\u00a0Il progetto vede la partecipazione di numerose associazioni in particolare l\u2019Associazione Commercianti Staranzano Inn, Staranzano Centro Naturale, e Gruppo Commercianti COndiVIDe, nonch\u00e8 associazioni culturali e naturalistiche come Co.NA, Associazione Culturale Bisiaca, il Camper Club Foce dell\u2019Isonzo, le associazioni sportive La Staccionata e BisiachinBici.<\/p>\n<p>Presenti all\u2019incontro la presidente di Fondazione Carigo <strong>Roberta Demartin<\/strong>, il sindaco <strong>Ricardo Marchesan<\/strong>, l\u2019assessore al Turismo e Commercio <strong>Manuela Tomadin<\/strong>, il presidente della Pro Loco <strong>Gian Guido Bellan<\/strong>.<\/p>\n<p>Si tratta di un progetto di valorizzazione dei percorsi ciclopedonali e ippici che partendo da Staranzano come fulcro attrattivo grazie alle sue valenze naturalistiche ambientali, quali la Riserva Naturale della Foce dell\u2019Isonzo, l\u2019area Natura 2000 ed il ricco paesaggio rurale, e la strategica vicinanza con il polo intermodale Trieste Airport mira a mettere in positiva sinergia e sostenere le imprese locali con una azione di promozione integrata delle loro attivit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Il territorio basso isontino \u00e8 attraversato infatti da una rete di percorsi ciclo-pedonali e ippici che da anni segnalano un flusso crescente di fruitori attirati dalle ricchezze naturalistiche e paesaggistiche che vedono nella Riserva della Foce dell\u2019Isonzo un luogo di eccellenza per la preservazione dell\u2019ambiente fluviale e delle zone umide lagunari e di risorgiva.<\/p>\n<p>Numerose risultano le iniziative promosse sempre pi\u00f9 negli ultimi anni dalle associazioni volontaristiche volte alla promozione della mobilit\u00e0 sostenibile. A sostegno di una politica e mobilit\u00e0 green il comune di Staranzano si sta dotando del PUMS (Piano della mobilit\u00e0 urbana sostenibile) e del Biciplan, strumenti che prevedono la connessione dei tracciati ciclabili urbani con il polo intermodale Trieste Airport, le reti ciclabili regionali e transfrontaliere.<\/p>\n<p>Il territorio tuttavia non ha ancora saputo cogliere economicamente le potenzialit\u00e0 fornite dallo sviluppo di un turismo sostenibile, sempre pi\u00f9 attento all\u2019impronta ambientale e al consumo consapevole. La realizzazione, la cura e la manutenzione delle reti ciclabili devono diventare un programma ordinario delle amministrazioni locali per i tracciati urbani, ma ancor pi\u00f9 per l\u2019amministrazione regionale che ha in carico la manutenzione ordinaria delle reti regionali come la ciclabile FVG2 lungo il litorale.<\/p>\n<p>I flussi di visitatori si concentrano infatti per la maggior parte lungo la fascia costiera, percorrendo la ciclovia FVG2 e l\u2019Alpe Adria, verso La Riserva Naturale della Foce dell\u2019Isonzo e il litorale gradese.<\/p>\n<p>Intercettare tali flussi per il territorio di Staranzano significa ridare vitalit\u00e0 all\u2019economia locale, sia in termini di ristorazione sia di ricettivit\u00e0, ma anche di servizi volti all\u2019assistenza e supporto dedicati non solo ai turisti giornalieri.\u00a0<\/p>\n<p>Il progetto ha l\u2019obiettivo di dare visibilit\u00e0 e promuovere il territorio attraverso la valorizzazione delle realt\u00e0 esistenti, coordinate in una immagine comunicativa comune.<\/p>\n<p>L&#39;obiettivo generale \u00e8 il rafforzamento della competitivit\u00e0 del territorio come destinazione turistica, mirando al potenziamento della sua immagine, valorizzando le risorse naturali, culturali, materiali e immateriali presenti con le quali sono gi\u00e0 state sperimentate azioni e iniziative non coordinate. Il fine \u00e8 di realizzare un brand e un\u2019immagine del territorio che possa essere inserita nei circuiti di promozione regionale proposti nel portale web Promoturismo FVG, fornendo al contempo materiali cartacei di supporto alle fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali dedicate al turismo.<\/p>\n<p>Il progetto STARANZANO SLOW si fonda <strong>sull\u2019attivit\u00e0 di concertazione<\/strong> dell\u2019Amministrazione comunale con la Pro Loco, le associazioni locali e gli operatori privati, con la finalit\u00e0 di creare un tavolo di coordinamento per la promozione turistica del territorio che avvii progettualit\u00e0 ed azioni condivise con gli operatori del settore, pubblici e privati.\u00a0 I risultati al lungo temine attesi riguardano l\u2019aumento graduale del numero di visitatori\/turisti nel territorio, con un incremento dei pernottamenti e fruizione dei locali commerciali, spingendo cos\u00ec la riapertura di locali commerciali sfitti con lo sviluppo di microimprese, in particolar modo start up giovanili, specializzate nei settori dell\u2019accoglienza, artigianato e agricoltura di qualit\u00e0, nei settori dei servizi e prodotti legati alla mobilit\u00e0 slow, all\u2019edutainment ambientale, alle tecnologie digitali.<\/p>\n<p><strong>Staranzano Slow<\/strong> intende diventare uno strumento operativo ed una cornice di eventi per la promozione di prodotti volti a far conoscere il territorio in una scala regionale, intercettando i flussi e offerte turistiche transregionale e transfrontaliero, collegandosi alle maggiori reti cicloturistiche regionali e ai poli turistici pi\u00f9 attrattivi come Grado, Aquileia, Gorizia, Collio, Carso e Trieste.<\/p>\n<p>Pensato per un pubblico molto ampio con un bacino naturale nelle vicine Slovenia e Austria, nelle regioni italiane pi\u00f9 prossime e nel turismo interno dal Friuli Venezia Giulia, <strong>Staranzano Slow<\/strong> si presenta come una proposta fruibile e accogliente, proponendo un approccio al territorio basato sulla scoperta lenta che pone al centro il paesaggio e la natura.<\/p>\n<p>La chiave del progetto sono gli oltre <strong>20 gli itinerari diversi<\/strong>, concentrati sul Mandamento, tutti con base a Staranzano, che nel loro snodarsi tra sentieri e canali toccano anche San Canzian, Turriaco, Ronchi, Monfalcone. Specifici itinerari portano anche i visitatori da (e fino a) Grado, Aquileia, Gradisca, Gorizia, Trieste intercettando cos\u00ec flussi turistici pi\u00f9 consolidati e incanalandoli in un&#39;area di grande di interesse per il turismo lento, amante della vita all\u2019aria aperta, dell\u2019ambiente e del paesaggio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>StaranzanoSlow<\/strong> si propone con una veste grafica naturale, spontanea, gestuale, per offrire l\u2019idea di un territorio autentico e schietto, ma anche curato e attento alle esigenze dei suoi visitatori.<\/p>\n<p>Nel marchio, troviamo una parte testuale, molto concreta e dinamica accompagnata a un segno grafico che si offre a una doppia lettura: sia un richiamo al <em>bobol\u00e0r<\/em>, l\u2019albero simbolo di Staranzano, sia a una traccia di percorso. Un segno che racconta il reticolo di vie, sentieri e strade minori della zona o anche gli affluenti della foce dell\u2019Isonzo, diventando una narrazione ideale del territorio vasto intorno a Staranzano che viene proposto con gli itinerari.<\/p>\n<p>Il progetto Staranzano Slow si articola in <strong>due strumenti di comunicazione<\/strong> principali che si pongono l\u2019obiettivo di informare, invitare, e proporre la peculiare realt\u00e0 del territorio di Staranzano e i suoi dintorni. Sono il sito internet e il depliant-mappa.<\/p>\n<p>Il <strong>sito internet <\/strong><em>StaranzanoSlow.it <\/em>\u00e8 strutturato in tre basilari sezioni dedicate alle diverse maniere di esplorare il territorio: in bicicletta, a piedi e a cavallo.<\/p>\n<p>Una parte importante viene inoltre dedicata alle schede di approfondimento dei luoghi di particolare interessa dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ma anche storico e culturale.<\/p>\n<p>La struttura del sito propone una navigazione che offre gli itinerari come primo punto di accesso e come strumento di scoperta dei contenuti, per poi passare dati pi\u00f9 strutturati, come le informazioni sugli attrattori o i punti d\u2019interesse, fino a giungere alle realt\u00e0 commerciali, turistiche o di servizi, naturale completamento di una visita.<\/p>\n<p>Ogni itinerario sar\u00e0 a disposizione come guida alla navigazione in loco direttamente dalla versione <em>mobile<\/em> e permetter\u00e0 lo scarico dei file del tracciato compatibili con i principali navigatori GPS.<\/p>\n<p>Il sito si propone con design e contenuti professionali, una ottimizzazione per i motori di ricerca avanzata e sar\u00e0 disponibile in tre lingue, italiano, inglese e tedesco.<\/p>\n<p>Offrendo quindi una grande attenzione, oltre che alla naturale utenza locale e regionale, anche a quella del Veneto e ai visitatori da Austria e Slovenia.<\/p>\n<p>Il <strong>depliant-mappa <\/strong>\u00e8 uno strumento di diffusione, utile per la muoversi in bicicletta o per accompagnare il visitatore nelle escursioni a piedi, ma anche un&#39;occasione per un portare con s\u00e9\u00a0 un ricordo dell\u2019esperienza.<\/p>\n<p>La sua ampia diffusione, non solo presso i consueti canali turistici, ma anche quella garantita da associazioni e gruppi volontari locali permetter\u00e0 una diffusione capillare e dedicata. Lo stampato riporta oltre a una mappa, potenziata visivamente con i punti di interesse e i percorsi degli itinerari, un retro con le informazioni per raggiungere le localit\u00e0, le descrizioni tecniche dei percorsi e uno spazio dedicato ai partner del progetto con le loro proposte che ampliano l\u2019offerta per il visitatore.<\/p>\n<p>Quindi una minima ma curata guida per conoscere le zone del basso isontino, anch\u2019essa realizzata in tre lingue, che oltre alla stampa prevista in pi\u00f9 di 10.000 esemplari cartacei sar\u00e0 disponibile come copia digitale scaricabile gratuitamente via sito.<\/p>\n<p><em>\u201cIn una fase di necessit\u00e0 di rilancio e sostegno dell\u2019economia locale Staranzano punta al turismo slow. Che sia a piedi, in bicicletta, a cavallo o a bordo di un treno, ci\u00f2 che si vuole promuovere\u00a0 \u00e8 un turismo lento e sostenibile, a contatto con luoghi di rilevanza naturale, artistica, storica e culturale che favorisca la qualit\u00e0, la socialit\u00e0, il gusto dell\u2019esperienza. Un simile approccio alla scoperta del paesaggio e <\/em>dell\u2019ambiente si <em>contrappone alle modalit\u00e0 del turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicit\u00e0 dei luoghi\u201d, <\/em><em>spiega l\u2019assessore<\/em> <em><strong>Manuela Tomadin<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl progetto STARANZANO SLOW si ispira ai contenuti di Agenda 2030 e rientra nelle linee programmatiche del progetto triennale CarigoGreen3 promosso dalla Fondazione Carigo a sostegno delle iniziative che le amministrazioni locali avviano al fine di valorizzare il proprio territorio attraverso interventi innovativi e sostenibili\u201d, <\/em><em>aggiunge la presidente della Fondazione Carigo, <strong>Roberta Demartin<\/strong><\/em><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vie lente tra mare e Isonzo<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":33776,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-33775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1-300x192.webp",300,192,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",640,409,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",300,192,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",500,319,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",474,303,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",391,250,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",300,192,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",750,479,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1.webp",250,160,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34554-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Vie lente tra mare e Isonzo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33775\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}