{"id":33685,"date":"2020-06-08T00:00:00","date_gmt":"2020-06-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=33685"},"modified":"2020-06-08T00:00:00","modified_gmt":"2020-06-07T23:00:00","slug":"quando-il-cosplay-gioca-con-il-sex-appeal-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/quando-il-cosplay-gioca-con-il-sex-appeal-2\/","title":{"rendered":"Quando il cosplay gioca con il sex-appeal"},"content":{"rendered":"<p>Per alcune giovani, l\u2019erocosplay, oltre a costituire un piacevole strumento di espressione artistica, pu\u00f2 offrire anche un\u2019opportunit\u00e0 di piccoli guadagni. Mi diceva una ragazza: \u201cL\u2019erocosplay mi attrae perch\u00e9 \u00e8 sempre e comunque una forma d\u2019arte. Certo, \u00e8 un\u2019altra sfaccettatura del cosplay, che non tutti apprezzano, e viene anzi spesso criticata. Ma si tratta di un\u2019attivit\u00e0 creativa che pu\u00f2 offrire anche piccole opportunit\u00e0 di guadagno: se poi sai posare e sei fotogenica, pu\u00f2 diventare davvero un lavoro! Non sar\u00e0 la cosa migliore da fare nella vita, per\u00f2 pu\u00f2 aiutare, soprattutto in questo periodo di difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Personalmente, come fotografo, amo il variegato e coloratissimo mondo del cosplay in generale, e il cosplay erotico, francamente, mi intriga molto.<\/p>\n<p>Trovo, quest\u2019ultimo, un campo ricco di spunti inediti e nuove possibilit\u00e0 espressive. Ma una raccomandazione ai fotografi che seguono gli eventi cosplay mi pare qui doverosa: una ragazza che ad una <em>convention<\/em> o durante un <em>contest<\/em> indossa un costume con gonnellino corto o tutina attillata, non sta facendo erocosplay se non (troppo spesso) nella testa di chi la fotografa, scegliendo magari punti di ripresa destinati pi\u00f9 a enfatizzare il seno o a \u201ccuriosare\u201d sotto le gonne che a restituire la bellezza del costume indossato e l\u2019interpretazione del personaggio scelto.<\/p>\n<p>Il rapporto fra fotografo e modella, anche al di l\u00e0 della famosa liberatoria, si basa su un accordo non scritto, ma fondamentale, che implica fiducia reciproca, collaborazione e condivisione di intenti. Cerchiamo dunque, se amiamo il cosplay, di non apparire come certi fappografi. Ed evitiamo di trasformare un <em>contest<\/em> o il ritratto di due cosplayer che riposano durante un evento pubblico in un\u2019improbabile seduta fotografica di cosplay erotico!<\/p>\n<p>E dir\u00f2 di pi\u00f9: tutto questo non solo per amore del cosplay, ma dello stesso erocosplay, che per essere tale ha bisogno di foto sensuali, certo, ma di grande qualit\u00e0, e di un progetto artistico condiviso. Le foto <em>upskirt<\/em>, rubate con fare predatorio, non rendono giustizia n\u00e9 al cosplay n\u00e9 alla sua versione pi\u00f9 sensuale. Sono, perlopi\u00f9, volgari e basta.<\/p>\n<p>Se l\u2019anima del cosplay \u2013 ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio e che pi\u00f9 lo distingue da altre forme di travestimento \u2013 \u00e8 la performance, con la stretta adesione al personaggio prescelto, allora una foto rubata ben difficilmente potr\u00e0 cogliere quest\u2019anima, nel cosplay classico cos\u00ec come in quello erotico. L\u2019interpretazione e la sua rappresentazione fotografica sono al centro del problema.\u00a0<\/p>\n<p>Mi piace concludere con le parole di un\u2019altra cosplayer: \u201cSecondo me, l&#39;erocosplay \u00e8 qualcosa che riguarda in particolare la parte interpretativa, \u00e8 per me qualcosa di molto legato agli atteggiamenti che un determinato personaggio ha. Mi piace l\u2019erocosplay come un\u2019espressione pi\u00f9 libera di certi personaggi che in Fiera e in altri eventi, per vari motivi, magari non ci si sente di portare\u201d.<\/p>\n<p>Quell\u2019eroina che sarebbe difficile presentare a una <em>convention<\/em>, prende invece vita sul set fotografico, spazio magico dove il tempo della quotidianit\u00e0 \u00e8 momentaneamente sospeso, e la <em>performance<\/em> \u00e8 resa possibile da quel progetto condiviso e da quella reciproca fiducia di cui parlavo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda parte<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":33686,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-33685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34392-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Seconda parte","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33685\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}