{"id":33649,"date":"2020-06-04T00:00:00","date_gmt":"2020-06-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=33649"},"modified":"2020-06-04T00:00:00","modified_gmt":"2020-06-03T23:00:00","slug":"udine-crollo-della-produzione-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-crollo-della-produzione-industriale\/","title":{"rendered":"Udine, crollo della produzione industriale"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019impatto improvviso a marzo del Covid-19 sull\u2019industria della provincia di Udine \u00e8 stato pesantissimo: si stima un crollo del <strong>Pil <\/strong>nel solo 2020 pari a oltre <strong>9 punti percentuali<\/strong>. Nel <strong>primo trimestre<\/strong> 2020 l\u2019indicatore della <strong>produzione industriale<\/strong>, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gi\u00e0 in calo nei trimestri precedenti, \u00e8 sceso del<strong> -6,2%\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>La presidente <strong>Anna Mareschi Danieli<\/strong> illustra i risultati dell\u2019indagine trimestrale sul comparto manifatturiero provinciale condotta dall\u2019Ufficio studi di Confindustria Udine, che certifica la gravit\u00e0 della crisi economica in atto.<\/p>\n<p>\u201cLe misure di contenimento e di contrasto per limitare la diffusione della pandemia \u2013 sottolinea la presidente di Confindustria Udine \u2013 hanno determinato un <strong>doppio shock negativo<\/strong>: dal lato della domanda con il rinvio delle decisioni di investimento da parte delle aziende e di spesa da parte dei consumatori, dal lato dell\u2019offerta con il blocco di numerose attivit\u00e0 produttive. E anche nel <strong>secondo trimestre<\/strong>, in conseguenza della chiusura di circa il 60% delle imprese manifatturiere per diverse settimane e con le restanti che hanno continuato a lavorare a ritmi ridotti tranne poche eccezioni, la <strong>caduta<\/strong> dell\u2019attivit\u00e0 sar\u00e0 sicuramente <strong>maggiore<\/strong>. La fine del lockdown <strong>non<\/strong> sta generando un immediato <strong>rimbalzo<\/strong> perch\u00e9 le imprese devono smaltire le scorte accumulate, la domanda interna non d\u00e0 segni di ripartenza e quella estera risente della contrazione del commercio mondiale. Anche il <strong>fatturato<\/strong> ha segnato nei primi tre mesi di quest\u2019anno un crollo, con una variazione negativa del <strong>-6,8%<\/strong> rispetto allo scorso anno. In conseguenza della pesante diminuzione degli <strong>ordini<\/strong>, per il 73% delle aziende nel secondo trimestre si registrer\u00e0 un\u2019ulteriore e pesante diminuzione delle vendite\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli impatti dell\u2019emergenza sanitaria sui prezzi \u2013 continua la presidente \u2013 vedono prevalere al momento gli effetti deflazionistici. I <strong>prezzi <\/strong>dei <strong>materiali<\/strong> e dei <strong>prodotti finiti<\/strong> hanno registrato rispettivamente <strong>-7%<\/strong> e <strong>-6,4%<\/strong> nel primo trimestre rispetto al 2019. Lo scenario recessivo che ha caratterizzato la prima parte dell\u2019anno in corso appare generalizzato a livello settoriale, salvo alcune eccezioni\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>In dettaglio, l\u2019industria <strong>meccanica<\/strong> provinciale (che ha un peso rilevante nell\u2019intero settore manifatturiero, <strong>con il 43,2% degli addetti, il 31,1% delle aziende e il 42,1% del totale export del manifatturiero provinciale<\/strong>) dopo la crescita registrata nel 2017 (+3,1% la variazione tendenziale annua) e la decelerazione nel 2018 (+1,8%) ancora pi\u00f9 marcata nel 2019 (solo +0,6%), ha sub\u00ecto una pesante caduta nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: <strong>-4,8%<\/strong>. L\u2019industria <strong>siderurgica (in cui sono occupati il 7,7% degli addetti manifatturieri provinciali e le esportazioni pesano per il 26,5%),<\/strong> dopo un biennio 2017-2018 positivo (+2,1%) e una brusca frenata lo scorso anno (-3,5%), ha registrato un vero e proprio crollo nei primi tre mesi di quest\u2019anno: <strong>-7,4%<\/strong>. Nel settore del <strong>legno <\/strong>e dei<strong> mobili (con il 16,3% degli addetti, il 24,5% delle aziende e l\u20198,7% delle esportazioni sul manifatturiero provinciale)<\/strong>, al calo del 2019 (-3,9%) \u00e8 seguito un tracollo nel primo trimestre 2020: <strong>-11,9%<\/strong>. In forte diminuzione nei primi tre mesi di quest\u2019anno i volumi prodotti nel comparto dei <strong>materiali da costruzione<\/strong>, <strong>-13,9%<\/strong> mentre sono aumentati nel comparto della <strong>chimica<\/strong>, <strong>+1,8% settore che meno ha risentito dell\u2019impatto covid<\/strong>. L\u2019industria <strong>alimentare<\/strong> e quella della <strong>carta<\/strong>, pur segnando una variazione tendenziale negativa rispetto al primo trimestre 2019 (rispettivamente -4,9% e -2,7%), hanno registrato, non avendo interrotto la produzione, una crescita rispetto al quarto trimestre dello scorso anno (rispettivamente +1,9% e +3,8%).<\/p>\n<p>Con riferimento all\u2019<strong>occupazione<\/strong>, in provincia di Udine, secondo le elaborazioni dell\u2019Ufficio studi di Confindustria Udine su dati dell\u2019Osservatorio del lavoro della Regione, nel periodo <strong>gennaio-marzo 2020<\/strong> le <strong>assunzioni<\/strong> hanno riguardato <strong>19.045<\/strong> rapporti di lavoro, <strong>-14,2%<\/strong> rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente (quando si sono contate in 22.205 unit\u00e0). Le <strong>cessazioni<\/strong> sono state pari a <strong>17.306<\/strong> unit\u00e0, con un <strong>saldo<\/strong> di positivo di <strong>1.739<\/strong>, notevolmente<strong> inferiore<\/strong> a quello registrato nei primi tre mesi del <strong>2019<\/strong>, 5.016, e del 2018, 5.742. \u00a0Si \u00e8 osservata, infine, un\u2019<strong>esplosione<\/strong> nell\u2019utilizzo della <strong>cassa integrazione guadagni<\/strong> le cui ore autorizzate in provincia di Udine sono passate dalle <strong>238.515<\/strong> (138.858 riguardanti l\u2019industria) dei <strong>primi 4 mesi<\/strong> del 2019 alle <strong>9.690.705<\/strong> (8.393.792 riguardanti l\u2019industria) del 2020. Di queste, il <strong>91%<\/strong>, pari 8.845.339 ore si riferiscono al solo mese di <strong>aprile<\/strong>, superando il picco mensile dell\u2019agosto 2011 con 2.299.256 ore).<\/p>\n<p>\u201cLa maggior parte delle imprese \u00e8 costretta a navigare a vista \u2013 osserva Anna Mareschi Danieli \u2013, la merce stoccata va smaltita, il mercato non si riprende, la fiducia \u00e8 ai minimi storici e l\u2019incertezza regna sovrana, sia a livello italiano che internazionale. In assenza di adeguati investimenti pubblici a sostegno della ripresa del sistema produttivo e della protezione della produzione europea rispetto alla concorrenza di Paesi con costi di produzione decisamente inferiori ai nostri, nel giro di pochi mesi si rischia l\u2019esplosione di una vera e propria emergenza sociale, che nulla ha a che vedere con quella attuale, in quanto diventer\u00e0 non pi\u00f9 contingente, ma generalizzata e strutturale. Quando la paura sanitaria sparir\u00e0 o meglio quando ci saremo abituati a sopportarla, molti si troveranno a casa, non pi\u00f9 per ragioni sanitarie, ma perch\u00e9 non avranno un\u2019occupazione\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn autunno \u2013 rincara la presidente \u2013, se non prima, molte aziende saranno costrette a chiudere o comunque a ristrutturare pesantemente. Non si potr\u00e0 pi\u00f9 impedire il licenziamento per decreto. Se le imprese non riescono a sostenere i propri costi con il proprio fatturato e quindi il proprio margine, non c\u2019\u00e8 decreto che tenga. Si chiude. Nemmeno il lavoro si crea per decreto. Finora si \u00e8 distribuito giustamente (poco) denaro a pioggia per tamponare l\u2019emergenza, si \u00e8 utilizzata CIG e CIGS, ma sappiamo che il nostro Paese non pu\u00f2 sostenerla ancora per molto. Serve un cambio di visione per sostenere il nostro futuro. Se prima pensavo che questa visione per il futuro fosse assente, oggi ritengo che invece ci sia, ma non \u00e8 per nulla in linea con quella che porter\u00e0 all\u2019inversione di rotta, che dovrebbe mettere gli investimenti e le imprese, in quanto creatori di valore, al centro dell\u2019agenda politica. Abbiamo davanti a noi una sfida epocale e non c\u2019\u00e8 tempo da perdere, possiamo sfruttare questa opportunit\u00e0 oppure perdere l\u2019occasione. E questa occasione non torner\u00e0 pi\u00f9. Non so se \u00e8 chiaro: bisogna cambiare l\u2019Italia. Rapidamente. Prima che vada in fallimento non soltanto qualche impresa in pi\u00f9, ma l\u2019intero Paese. Possiamo farlo, ma dobbiamo volerlo. Tutti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicati i dati del primo trimestre<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":33650,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",640,447,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",500,349,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",464,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",372,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",750,524,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/34355-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Pubblicati i dati del primo trimestre","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33649\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}