{"id":33130,"date":"2008-03-03T00:00:00","date_gmt":"2008-03-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=33130"},"modified":"2008-03-03T00:00:00","modified_gmt":"2008-03-02T23:00:00","slug":"la-forza-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-forza-della-memoria\/","title":{"rendered":"La forza della memoria"},"content":{"rendered":"<p>Il 20 aprile compir\u00e0 88 anni. Un appuntamento che <strong>Gianrico Tedeschi<\/strong> festegger\u00e0 facendo la cosa che pi\u00f9 gli piace. Recitare.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 nonostante una carriera sensazionale alle spalle, uno dei mostri sacri del panorama teatrale italiano continua ancora oggi a conquistare le platee di tutto lo Stivale. Sostenuto da una convinzione impossibile da scalfire: \u201cCome l\u2019universit\u00e0 o la sanit\u00e0, anche il teatro rappresenta un servizio pubblico\u201d.<\/p>\n<p>E detto da chi nell\u2019ambiente ha trascorso sessant\u2019anni di carriera, l\u2019affermazione appare difficile da obiettare. \u201cIl repertorio che presento \u2013 confida Gianrico Tedeschi in un attimo di pausa delle prove di <em>La rigenerazione<\/em> \u2013 si basa sul teatro classico e deve essere presentato nel solco della tradizione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Una scelta non facile visto che al giorno d\u2019oggi il pubblico apprezza maggiormente spettacoli meno impegnati&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEcco perch\u00e9 il teatro di cui parlo io ha bisogno di strutture pubbliche in grado di sostenerlo. La gente tende infatti a prediligere la commedia musicale e spettacoli basati solo e soprattutto sul divertimento. Un teatro privato, vivendo dell\u2019affluenza degli spettatori, non potrebbe permettersi un repertorio classico\u201d.<\/p>\n<p><strong>In questo contesto in Friuli Venezia Giulia i teatri pubblici non mancano di certo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa vostra regione pu\u00f2 contare su un panorama straordinario dal punto di vista teatrale. Recitare sui suoi palchi offre realmente la sensazione di fare un teatro al servizio del pubblico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per questo motivo ha allestito a Corm\u00f2ns una compagnia di prosa?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 tutto \u00e8 nato da Walter Mramor (direttore artistico di a.Artisti Associati di Gorizia, ndr) quando mi invit\u00f2 all\u2019inaugurazione del Teatro Comunale cormonese appena ristrutturato. Non potei rifiutare: il solo pensiero che una piccola cittadina volesse puntare le proprie energie su questa struttura e su una programmazione di qualit\u00e0 mi sembr\u00f2 subito un evento eccezionale cui non potevo mancare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Una scelta premiata con un riconoscimento speciale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa citt\u00e0 di Corm\u00f2ns ebbe la generosit\u00e0 di farmi cittadino onorario: una decisione che mi ha molto emozionato\u201d.<\/p>\n<p><strong>E che diede avvio a un nuovo rapporto&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn quel periodo avevo avuto un\u2019offerta per un testo scritto dal triestino Furio Bordon e portato alla ribalta da Marcello Mastroianni: <em>Le ultime lune<\/em>. Mramor mi propose di metterlo in scena e io accettai\u201d.<\/p>\n<p><strong>Domanda retorica: com\u2019\u00e8 andata?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSiamo giunti al sesto anno di tourn\u00e9e con oltre 350 repliche&#8230; Ma quello che mi fa pi\u00f9 piacere \u00e8 che il tutto sia nato dal rapporto speciale con Mramor, con Corm\u00f2ns e con l\u2019intera regione. Se prosegue cos\u00ec diventa un\u2019esagerazione: va a finire che devo anche morire l\u00ec&#8230;\u201d<\/p>\n<p><strong>Scongiuri di rito a parte, quali sono le cose che pi\u00f9 le piacciono di questa terra?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl Collio \u00e8 meraviglioso. Per non parlare del suo vino: eccellente. Peccato che adesso non posso pi\u00f9 berlo. Per\u00f2 assaggiarlo s\u00ec&#8230;\u201d<\/p>\n<p><strong>Volgendo lo sguardo indietro si scopre che il suo rapporto con il Friuli Venezia Giulia inizi\u00f2 molti anni fa, con un corregionale d\u2019eccezione: Giorgio Strehler.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl nostro incontro fu bellissimo. Tornavamo entrambi dai campi di concentramento, io dalla Germania e lui dalla Svizzera. A Milano Strehler fond\u00f2 uno studio d\u2019arte drammatica che riun\u00ec numerosi giovani artisti dell\u2019epoca\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fu allora che nacque l\u2019intuizione del teatro come servizio pubblico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDico solo che Paolo Grassi ci caricava tutti su un camion e ci portava in giro per la provincia a fare teatro nelle fabbriche&#8230;\u201d<\/p>\n<p><strong>Poi finalmente Grassi e Strehler riuscirono a fondare il Piccolo Teatro di Milano&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCi volle pi\u00f9 tempo del previsto perch\u00e9 si trattava del primo teatro pubblico in Italia e se ne doveva interessare il Comune. Io non ho avuto la pazienza di aspettare e sono andato a Roma, in Accademia. Poi per\u00f2 sono tornato\u201d.<\/p>\n<p><strong>In fondo Milano \u00e8 la sua casa.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa passione per il teatro la devo alla mia citt\u00e0. Quando ero ragazzino, ma questo vale anche e soprattutto oggi, tutte le sere una quindicina di teatri davano spettacoli diversi. Mio padre mi ci portava ogni domenica: mi appassionai e, dai 13 anni, iniziai ad andare a teatro da solo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Poco pi\u00f9 tardi, invece, il teatro ha iniziato a farlo. A quasi 88 anni compiuti e 60 di carriera Gianrico Tedeschi come si prepara per uno spettacolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCome ho sempre fatto. Studio il personaggio e il testo in ogni loro aspetto, cercando di comprendere anche l\u2019autore e tutta la sua opera. In altre parole ricreando l\u2019atmosfera della scena\u201d.<\/p>\n<p><strong>A proposito di scena: l\u2019ultimo testo che lei ha scritto \u00e8 stato <em>Smemorando<\/em>, una sorta di inno alla Memoria. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCito una frase scritta all\u2019uscita del museo di Dachau: <em>Se uno non vuole ricordare \u00e8 costretto a rivivere ci\u00f2 che \u00e8 successo<\/em>. La Memoria \u00e8 identit\u00e0. In una societ\u00e0 rivolta sempre e solo al futuro, ho sentito il bisogno di dire queste cose. Anche a costo di apparire noioso. Perch\u00e9 senza Memoria non si va da nessuna parte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianrico Tedeschi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":33131,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-33130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",1280,960,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",1280,960,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",1280,960,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-1024x768.webp",640,480,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",300,225,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",500,375,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",432,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",347,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",300,225,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",1280,960,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",1280,960,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-1024x768.webp",1024,768,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33645-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Gianrico Tedeschi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33130"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33130\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}