{"id":32592,"date":"2020-02-27T00:00:00","date_gmt":"2020-02-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=32592"},"modified":"2020-02-27T00:00:00","modified_gmt":"2020-02-26T23:00:00","slug":"alle-radici-del-friuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/alle-radici-del-friuli\/","title":{"rendered":"Alle radici del Friuli"},"content":{"rendered":"<p>Nato dalla febbrile e instancabile attivit\u00e0 di collezionista di <strong>Diogene Penzi<\/strong>, insegnante, preside ed etnologo, il museo a lui dedicato \u00e8 allestito in una delle <strong>barchesse di Palazzo Tullio Altan<\/strong>, dimora gentilizia tra le pi\u00f9 illustri del territorio di <strong>San Vito al Tagliamento<\/strong>.<\/p>\n<p>Il complesso si fregia anche di un giardino all\u2019italiana e di un parco, rinomati per bellezza e ricchezza delle fioriture. L\u2019allestimento museale si articola su pi\u00f9 piani e affronta il tema della vita contadina, a partire da tutti gli aspetti legati al quotidiano: la famiglia, l\u2019arredo domestico, la cucina, l\u2019abbigliamento, per arrivare a tutte le attivit\u00e0 destinate al sostentamento\u00a0e alla produzione di reddito. L\u2019esposizione abbina agli oggetti un ricco corredo iconografico che ne chiarisce contesto e uso.<\/p>\n<p>Il percorso si apre con gli <strong>ambienti domestici<\/strong>: il cuore della vita familiare, cio\u00e8 la cucina con il suo <em>fogol\u00e2r<\/em>, poi la camera da letto con i pagliericci imbottiti di foglie di mais. Le ricostruzioni sono corredate dalle pi\u00f9 svariate suppellettili, molte delle quali, ormai desuete, destando la curiosit\u00e0 dei visitatori.<\/p>\n<p>Ci sono poi gli <strong>ambiti legati alla sfera della famiglia<\/strong>, come la cura dell\u2019infanzia e la preparazione degli alimenti. Ma c\u2019\u00e8\u00a0spazio anche per le sezioni dedicate sia all\u2019autoconsumo sia alla produzione di un reddito integrativo, soprattutto \u201cal femminile\u201d: bachicoltura, filatura, tessitura e confezione di indumenti. Tra queste sezioni si distingue per ricchezza quella dedicata alla gelsibachicoltura, che espone le pi\u00f9 svariate tipologie di bozzoli. Tra gli indumenti spiccano invece per bellezza la biancheria ricamata e gli <em>scarpez<\/em>, calzature femminili con la tomaia in velluto nero ricamato e la suola di tessuti trapuntati,\u00a0elemento del costume tradizionale friulano che negli ultimi anni la moda ha riscoperto.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>allevamento del bestiame <\/strong>nei suoi aspetti materiali e simbolici rappresenta un capitolo importante dell\u2019allestimento del Museo di San Vito, affrontando temi quali la fienagione, la mungitura e la lavorazione del latte, la macellazione e la lavorazione della carne, ma anche l\u2019impiego degli animali quali mezzi di locomozione e trazione, tema legato a quello dei mezzi di trasporto, quali calessi e carri agricoli.<\/p>\n<p>Innumerevoli attrezzi in mostra sono legati alla lavorazione della terra, visto che l\u2019agricoltura costituiva, nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 produttive, la principale occupazione e fonte di reddito per le famiglie contadine. Agli attrezzi manuali, quali zappa, vanga e piccone, si affiancavano quelli trainati dai buoi, quali l\u2019erpice e aratri di diverse tipologie a seconda dell\u2019uso.\u00a0Specifiche sezioni sono dedicate alla maiscoltura e alla vitivinicultura.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La sede &#8211; Palazzo Altan<\/strong><\/p>\n<p>Incorniciato da uno spettacolare giardino all\u2019italiana, Palazzo Altan \u00e8 stato edificato nel corso del Seicento sulle spoglie di un modesto edificio acquistato dalla famiglia dei Conti Altan, a cui &#8211; nella seconda met\u00e0 del Settecento &#8211; sono stati aggiunti la Torre Grimana e un oratorio neoclassico di recente costruzione. Delimitato da due barchesse e completato a est da un\u2019esedra,\u00a0presenta degli interni resi interessanti dai lacerti di pittura seicentesca attribuibili al pittore tedesco Anton Joseph, dagli stucchi e affreschi che ornano la biblioteca settecentesca e, soprattutto, dal ciclo di affreschi a tema letterario che ornano il soffitto della camera da letto di Leandra Altan.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Museo della Vita Contadina \u201cDiogene Penzi\u201d <\/strong>\u00e8 gestito da Erpac FVG \u2013 Ente Regionale per il Patrimonio Culturale. Ingresso gratuito. Orari e giorni di apertura: dal marted\u00ec al venerd\u00ec 9-13; sabato e domenica 10-18.\u00a0Museo della Vita Contadina \u201cDiogene Penzi\u201d, via Antonio Altan, 86 &#8211; San Vito al Tagliamento; tel: 0434 833275<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palazzo Altan e l\u2019esposizione permanente della collezione di Diogene Penzi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":32593,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-32592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1-300x208.webp",300,208,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",640,444,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",300,208,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",500,347,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",467,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",375,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",300,208,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",750,520,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1.webp",250,173,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33102-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Palazzo Altan e l\u2019esposizione permanente della collezione di Diogene Penzi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32592"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32592\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}