{"id":32582,"date":"2020-02-27T00:00:00","date_gmt":"2020-02-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=32582"},"modified":"2020-02-27T00:00:00","modified_gmt":"2020-02-26T23:00:00","slug":"sicilia-nuove-scoperte-archeologiche-dei-ricercatori-friulani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sicilia-nuove-scoperte-archeologiche-dei-ricercatori-friulani\/","title":{"rendered":"Sicilia, nuove scoperte archeologiche dei ricercatori friulani"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 conclusa la terza campagna di archeologia subacquea in Sicilia condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Udine, nell\u2019ambito di un pi\u00f9 ampio progetto di collaborazione scientifica con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e il supporto dell\u2019Institute of Nautical Archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti), denominato <strong><em>Kaukana Project<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto prevede un organico programma di ricerca e studio delle testimonianze storico-archeologiche conservatesi lungo il litorale compreso tra le antiche citt\u00e0 di Ispica, Kaukana e Kamarina, in provincia di Ragusa, finalizzato alla ricostruzione diacronica del paesaggio sommerso e costiero.<\/p>\n<p>La scorsa estate l\u2019Unit\u00e0 di archeologia subacquea (UAS) dell\u2019Ateneo friulano ha concentrato le proprie ricerche <strong>nella baia di Kamarina<\/strong>, nel ragusano, dove, <strong>tra fine giugno e luglio 2019<\/strong>, \u00e8 stato nuovamente <strong>messo in luce e rilevato un gi\u00e0 noto relitto di una <em>navis lapidaria<\/em> di fine II secolo d.C.<\/strong>, per sottoporlo ad una nuova indagine secondo le pi\u00f9 recenti tecniche e tecnologie.<\/p>\n<p>Kaukana Project \u00e8 nato nel 2017 dalla volont\u00e0 di Sebastiano Tusa, gi\u00e0 Soprintendente del Mare e poi Assessore ai beni culturali della Regione Sicilia, ed \u00e8 stato co-diretto dallo stesso <strong>Sebastiano Tusa <\/strong>e <strong>Massimo Capulli<\/strong>, docente di archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, fino alla tragica scomparsa di Tusa a marzo 2019 nel disastro aereo del volo Ethiopian Airlines. Capulli ha successivamente proseguito le ricerche la scorsa estate, anche in nome del collega scomparso, insieme alla Soprintendenza del Mare, che sta proseguendo con maggiore impegno e tenacia la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le collaborazioni da tempo avviate con le Universit\u00e0, Enti di ricerca e Fondazioni italiane ed estere; la collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Udine conferma tale impegno.<\/p>\n<p>Obbiettivo della terza campagna, durata quattro settimane e che ha visto impegnati cinque operatori subacquei (tra ricercatori e studenti), \u00e8 stato <strong>lo scavo e l\u2018avvio di uno studio tecnico-costruttivo dello scafo di una nave lapidaria di fine secondo secolo d.C.<\/strong>. Il sito sommerso si trova nella baia a sud del sito greco-romano di Kamarina, a circa 2 metri di profondit\u00e0, sepolto da uno strato variabile compreso tra 1 e 2 metri di sabbia.<\/p>\n<p>Il relitto, in parte gi\u00e0 indagato in passato, trasportava <strong>due colonne monolitiche<\/strong>, semilavorate e lunghe poco pi\u00f9 di 6 metri, di marmo giallo numidico. Si tratta di marmo caratterizzato dalla grana fine e compatta, con venature giallo-paglia, che arrivava a Roma dall\u2019Africa fin dal I secolo a.C. e la cui esportazione continu\u00f2 per tutto il III secolo d.C., risultando, nell\u2019Editto dei prezzi di Diocleziano, il marmo pi\u00f9 costoso.<\/p>\n<p>A questo carico principale si aggiungevano altre merci e segnatamente <strong>blocchetti di marmo<\/strong> grigio e arenaria compatta, nonch\u00e9 <strong>anfore africane<\/strong>. Contenitore questo generalmente destinato al trasporto di olio e i cui luoghi di produzione si trovavano in territori corrispondenti all\u2019odierna Tunisia.<\/p>\n<p>Di notevole interesse \u00e8 stato il recupero di un <strong>bozzello in legno a puleggia<\/strong>, ossia una carrucola usata per tendere e manovrare la velatura dell\u2019imbarcazione, in perfetto stato di conservazione e con ancora una delle cime in posizione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abIl relitto di Kamarina, preservatosi per circa <strong>14 metri di lunghezza e 3 metri di larghezza<\/strong> \u2013 riferisce Massimo Capulli \u2013 rientra nella tipologia detta con \u201c<strong>costruzione su guscio<\/strong>\u201d, dove le tavole del fasciame vengono saldamente collegate fra di loro con funzione strutturale, mentre le ordinate sono solo di rinforzo. In questo caso l\u2019assemblaggio del fasciame \u00e8 atipicamente assicurato da un doppio ordine di incastri (mortase e tenoni) disposti in maniera sfalsata, verosimilmente per corroborare ulteriormente la tenuta dello scafo, destinato a carichi importanti\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa campagna del 2019 \u2013 conclude Capulli \u2013 \u00e8 stata estremamente fruttuosa. I nuovi dati raccolti da un relitto cos\u00ec importante sono un doveroso tributo all\u2019amico Sebastiano Tusa: la sua lungimiranza rende oggi possibile pianificare con il Soprintendente Valeria Li Vigni anche le ricerche dell\u2019estate 2020\u00bb.<\/p>\n<p>Per poter studiare e documentare il relitto \u00e8 stato necessario realizzare una ampia trincea longitudinale all\u2019asse della nave. In particolare, l\u2019indagine archeologica subacquea, svolta anche con finalit\u00e0 di esercitazione didattica, ha comportato l\u2019impiego di una sorbona ad acqua per la rimozione della sabbia.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 maggiore in basso fondale \u00e8 costituita dalla necessit\u00e0 di procedere per piani inclinati che evitino lo scivolamento del materiale lungo le pareti dello scavo: il movimento della sabbia si arresta difatti solo al raggiungimento di una certa pendenza delle pareti nota come angolo di attrito.<\/p>\n<p>La completa messa in luce dello scafo ha consentito di condurre <strong>rilievi diretti<\/strong>, <strong>riprese fotogrammetriche per generare un modello 3D<\/strong> e il prelievo di <strong>campioni per le analisi paleobotaniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutte le attivit\u00e0 a mare sono state coordinate congiuntamente da Massimo Capulli con Fabrizio Sgroi della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana con la collaborazione dell\u2019Ufficio Locale Marittimo di Scoglitti della Capitaneria di Porto di Pozzallo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Missione condotta da Universit\u00e0 di Udine e Soprintendenza del Mare siciliana<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":32583,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32582","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1-300x202.webp",300,202,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",640,430,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",300,202,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",500,336,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",474,319,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",387,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",300,202,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",750,504,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1.webp",250,168,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/33089-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Missione condotta da Universit\u00e0 di Udine e Soprintendenza del Mare siciliana","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32582\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}