{"id":32542,"date":"2020-02-20T00:00:00","date_gmt":"2020-02-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=32542"},"modified":"2020-02-20T00:00:00","modified_gmt":"2020-02-19T23:00:00","slug":"sognando-leurolega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sognando-leurolega\/","title":{"rendered":"Sognando l&#8217;Eurolega"},"content":{"rendered":"<p>La volont\u00e0 di far rispettare le regole, di applicare e gestire in modo corretto il regolamento dello sport \u00e8 oramai una caratteristica nel DNA del monfalconese.<\/p>\n<p>Questa pu\u00f2 essere la giustificazione che spiega perch\u00e9 sportivi bisiachi riescono ad arrivare ai vertici nazionali e internazionali nel mondo arbitrale. Un esempio per tutti, nel basket, Elio Luglini, che arbitr\u00f2 due Olimpiadi (Roma \u201960, Messico \u201968), entrato nella <em>Hall of Fame <\/em>del Friuli Venezia Giulia, e, nel calcio, Erminio Piemonte unico arbitro italiano a dirigere, nel 55\/56, il derby della Madonnina tra Inter e Milan sia all\u2019andata che al ritorno. Continuando nel basket, in coppia con Luglini, c\u2019era anche Mario Plocher.<\/p>\n<p>Gli anni 80 e l\u2019inizio degli anni 90 hanno costituito un periodo particolare, probabilmente irripetibile per la pallacanestro monfalconese. Questo giudizio non \u00e8 solo influenzato dai risultati che hanno visto la formazione maggiore salire dai campionati regionali a quelli nazionali, riportando il basket monfalconese ai livelli degli anni 70, ma soprattutto dall\u2019incredibile simbiosi creatasi tra le varie componenti: dirigenti, allenatori, giocatori e arbitri. Il motore di tutto furono gli indimenticabili CAMP. Ed \u00e8 proprio in quegli anni che il basket monfalconese riusc\u00ec a sfornare giocatori, allenatori e anche arbitri di Serie A come Nicola e Luca Longo.<\/p>\n<p>In questo settore il Gruppo Comunale Arbitri Pallacanestro Monfalcone poteva contare su moltissimi direttori di gara nelle serie nazionali e alcuni di loro, come Massimo Cosulich e Sandro Bradamante, sfiorarono di poco la massima serie. Questo risultato fu possibile grazie al lavoro di reclutamento di Elio Luglini e, soprattutto, di Renzo Furlan che seguiva e organizzava\u00a0il gruppo come una vera squadra ma nello stesso tempo come se i componenti fossero tutti suoi figli.<\/p>\n<p>Le riunioni tecniche raggiunsero livelli eccellenti con la partecipazione di moltissimi allenatori. L\u2019impegno, la passione e la qualit\u00e0 nel materiale umano, permisero a molti componenti del GAP (Gruppo Arbitri Pallacanestro) di Monfalcone di raggiungere le categorie nazionali rivaleggiando, in numeri, con realt\u00e0 caratterizzate da densit\u00e0 demografica ben maggiore.<\/p>\n<p>Dopo questo periodo d\u2019oro, tuttavia, il gruppo perse consistenza. Ma le peculiarit\u00e0 insite nel DNA riaffiorano adesso con un nuovo arbitro di Serie A: <strong>Nicholas Pellicani<\/strong>, classe 1990, geometra, libero professionista, fisico asciutto, scattante, veloce, una persona con la testa sulle spalle. Ha fatto la gavetta lavorando assiduamente e nel 2018 \u00e8 arrivato nel grande basket. Incontrarlo \u00e8 stato un piacere, cordiale e disponibile a rispondere alle domande.<\/p>\n<p><strong>Nicholas, com\u2019\u00e8 stato il suo ingresso nel mondo arbitrale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAvevo 16 anni e dopo una partita con l\u2019Under 17 a Ronchi dei Legionari, l\u2019arbitro della gara chiese a me e ai miei compagni di squadra se volevamo partecipare al corso per diventare mini arbitri. Io e altri tre partecipammo e nel giro di tre mesi mi ritrovai in campo per la prima volta con il fischietto. La prima partita fu una Under 14 femminile, il collega che mi\u00a0accompagn\u00f2 all\u2019esordio era Alberto Dagri, anche lui di Monfalcone. La gara era Monfalcone contro Ginnastica Triestina&#8230; il mio primo fischio arriv\u00f2, credo, dopo 2 periodi di gioco: ero imbarazzatissimo e molto emozionato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi il suo nome viene affiancato a quello di arbitri monfalconesi di grandissimo prestigio come Elio Luglini o i fratelli Longo. Che effetto fa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi fa molto piacere: sono stati arbitri di prestigio a livello nazionale e internazionale, ma rispetto a loro non ho fatto ancora niente, vista la mia giovane carriera. Ho ancora molta strada da fare e molto da imparare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto lavoro e quanto sacrificio viene richiesto per preparare la stagione e, settimanalmente, la partita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI veri sacrifici sono altri, arbitrare per me \u00e8 un divertimento e un privilegio, visto che mi permette di visitare luoghi e conoscere persone in tutta Italia: sono nate bellissime amicizie in giro per lo stivale. Fortunatamente riesco ad abbinare l\u2019attivit\u00e0 lavorativa con quella arbitrale, la libera professione agevola sicuramente il tutto. Oltre all\u2019allenamento fisico curato con sedute in palestra, preparo le partite guardando a video le squadre che andr\u00f2 a dirigere la domenica. Successivamente riguardo le partite arbitrate per capire e valutare gli errori della gara appena arbitrata, sperando di non ripeterli nei match futuri\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Conoscere il gioco del basket aiuta anche ad arbitrare: lei come si mantiene aggiornato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abConoscere il gioco \u00e8 fondamentale per l\u2019arbitraggio, per questo oltre a guardare in TV molte partite, quando posso vado anche a vederle nei palazzetti della zona, anche quelle di categorie inferiori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i suoi obiettivi a livello arbitrale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo ovviamente \u00e8 quello di arrivare in serie A1, sapendo che \u00e8 difficile e che c\u2019\u00e8 molto da lavorare. Il sogno invece \u00e8 arbitrare una gara di Eurolega\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei lavora e quasi ogni domenica \u00e8 in giro per l\u2019Italia ad arbitrare: un impegno notevole anche in termini di tempo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuasi sempre arriviamo nella citt\u00e0 dove si terr\u00e0 la partita il giorno prima del match, in modo tale da essere freschi e riposati il giorno dopo. Pranzo assieme alla terna arbitrale il giorno della gara e faccio un <em>warm up <\/em>della partita, analizzando assieme ai colleghi quali possono essere le criticit\u00e0 dell\u2019incontro. Dopo di che si va al palazzetto, si arbitra la partita e, finita, si va a cena. Poi se sono abbastanza vicino a casa, rientro subito dopo la cena, altrimenti riparto la mattina seguente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il suo rapporto con le giovani leve nel panorama arbitrale regionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando non ho partite di serie A2 da arbitrare, nel weekend mi rendo disponibile per accompagnare giovani arbitri nel campionato di promozione, cos\u00ec da dar loro consigli utili che possano servire a crescere dal punto di vista arbitrale. Durante la settimana, invece, mi viene pi\u00f9 difficile affiancare i giovani a causa degli impegni lavorativi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nicholas Pellicani<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":32543,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-32542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1-300x215.webp",300,215,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",640,458,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",300,215,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",500,358,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",453,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",363,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",300,215,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",750,537,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1.webp",250,179,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32969-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Nicholas Pellicani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32542"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32542\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}