{"id":30566,"date":"2019-12-27T00:00:00","date_gmt":"2019-12-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30566"},"modified":"2019-12-27T00:00:00","modified_gmt":"2019-12-26T23:00:00","slug":"ilaria-tuti-ninfa-dormiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ilaria-tuti-ninfa-dormiente\/","title":{"rendered":"Ilaria Tuti, Ninfa dormiente"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>Ilaria Tuti, lei ha studiato economia ed \u00e8 appassionata di pittura: avrebbe mai immaginato di diventare una scrit\u00adtrice di successo? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon era tra i miei sogni, forse perch\u00e9 cos\u00ec lon\u00adtano dalla mia quotidianit\u00e0. Mi sono avvicinata alla scrittura in un lungo percorso e nemmeno quando \u00e8 diventata una passione pregnante ho mai pensato al \u201csuccesso\u201d: desideravo solo scrivere storie, dare voce ai personaggi e profumi e suoni alle ambientazioni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il suo primo romanzo, <em>Fiori sopra l\u2019infer\u00adno <\/em>(Longanesi, 2018), ha venduto in un anno ol\u00adtre 100 mila copie, venendo tradotto in pi\u00f9 lin\u00adgue, compreso l\u2019ebraico. Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di scri\u00adverlo? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDa qualche tempo avevo iniziato a scrivere rac\u00adconti brevi di vario genere, ma mi stavo appassionan\u00addo ai gialli e ai noir. L\u2019idea \u00e8 nata assieme alla prota\u00adgonista, Teresa Battaglia: un commissario di polizia quasi sessantenne, acciaccata, fuori forma, una donna sola che ha sperimentato la violenza, ma che \u00e8 riusci\u00adta a fare del proprio dolore un fuoco di vita. Una don\u00adna che racchiude in s\u00e9 la bellezza e la forza della nor\u00admalit\u00e0, che parte quasi come un personaggio difetto\u00adso e che alla fine risulta vincente per la sua capacit\u00e0 di rimettersi sempre in piedi. A quel punto avevo biso\u00adgno di un antagonista forte tanto quanto lei, che non scomparisse nella storia: l\u2019ho trovato in alcuni studi di psicologia che mi hanno aiutato a tratteggiare la sua mente cos\u00ec peculiare, tanto che perfino un\u2019esper\u00adta come Teresa far\u00e0 fatica a delineare il suo profilo e lo definir\u00e0 \u201calieno\u201d. L\u2019ambientazione, lo sapevo fin dall\u2019i\u00adnizio, doveva essere la mia terra. Cos\u00ec \u00e8 nato <em>Fiori so\u00adpra l\u2019inferno<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In <em>Fiori sopra l\u2019inferno <\/em>i bambini hanno un ruolo centrale: dal figlio perduto della protagonista al ne\u00adonato vittima di un esperimento che segner\u00e0 la sua esistenza. Averlo scritto mentre era incinta che cosa ha significato per lei? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHa significato immergermi completamente nel vis\u00adsuto di questi piccoli guerrieri, con tutte le emozioni, le aspettative e le paure che stavo vivendo. I bambini sono un simbolo di speranza in questo romanzo, subiscono il mondo adulto che li tradisce, ma si salvano prima di tut\u00adto da soli: stando assieme, confidandosi, trovando il co\u00adraggio l\u2019uno nell\u2019altro. Vivono la foresta come una gran\u00adde avventura e sono gli unici a non temerla. Teresa lo dice: sono da poco al mondo, eppure sembrano portarsi dentro un\u2019esperienza antica. Le letture di psicologia cri\u00adminale che stavo facendo in quel periodo per documen\u00adtarmi erano dolorose, ma mi hanno aiutato a capire che spesso il male nasce nell\u2019infanzia, anche per questo dob\u00adbiamo proteggerla e curarla come qualcosa di infinita\u00admente prezioso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Da scrivere un romanzo avvincente a trovare un editore che lo valorizzi il passaggio non \u00e8 scontato. Nel suo caso come \u00e8 avvenuto? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl gruppo GeMS, di cui la casa editrice Longanesi fa parte, indice ogni anno un concorso online per pro\u00adporre le proprie opere. Ho partecipato e il personaggio di Teresa Battaglia \u00e8 stato notato dall\u2019editor. L\u2019idea di farne una serie mi \u00e8 stata proposta subito, tanto ci cre\u00addevano\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Da appassionata di scrittura a scrittrice di suc\u00adcesso: nell\u2019ultimo anno com\u2019\u00e8 cambiata la sua vita? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSi \u00e8 arricchita di esperienze e di soddisfazioni, ma \u00e8 diventata anche pi\u00f9 complicata. Di colpo ci si ritrova a fare due, tre lavori contemporaneamente: il mio, che an\u00adcora svolgo, la scrittura e la promozione, che porta via gran parte del tempo. Gestire tutti gli impegni non \u00e8 fa\u00adcile, ci sono scadenze da rispettare, professionisti con cui confrontarsi quasi quotidianamente, viaggi da pro\u00adgrammare, senza far mancare nulla agli affetti\u2026 Per me, riservata e solitaria, si \u00e8 trattato di far fronte a una vera e propria rivoluzione, che come tutte le rivoluzio\u00adni ha portato anche scompiglio e un po\u2019 di stanchezza\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Cosa significa la scrittura per Ilaria Tuti? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 la creativit\u00e0 di cui ho bisogno per essere felice e sentirmi \u201cdispiegata\u201d. Un ingrediente necessario che si aggiunge agli affetti pi\u00f9 cari\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>La protagonista dei suoi romanzi, Teresa Batta\u00adglia, \u00e8 un commissario di polizia di 60 anni. Eppure la domanda sorge spontanea: quanto c\u2019\u00e8 dell\u2019autrice in questo personaggio? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTeresa \u00e8 la persona che vorrei essere alla sua et\u00e0: di grande integrit\u00e0, generosa, presente per chi ne ha biso\u00adgno, compassionevole\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Fiori sopra l\u2019inferno <\/em><\/strong><strong>\u00e8 ambientato in un immagi\u00adnario paese delle montagne friulane, Traven\u00ec. <em>Ninfa dormiente<\/em>, invece, \u00e8 ambientato in Val Resia e i no\u00admi dei luoghi sono reali e veritieri: come mai que\u00adsto cambiamento? <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa scelta di usare nomi di fantasia nel primo ro\u00admanzo \u00e8 stata dell\u2019editore, perch\u00e9 la storia parla di una piccola comunit\u00e0 omertosa: in realt\u00e0 il villag\u00adgio \u00e8 inventato, ma le altre ambientazioni sono rea\u00adli \u2013 il Tarvisiano, l\u2019orrido dello Slizza, i laghi di Fusi\u00adne, le miniere di Raibl \u2013, per cui si temeva che qual\u00adcuno confondesse i due piani, immaginario e reale. Nel secondo caso, invece, cambiare i nomi avrebbe significato tradire il popolo resiano, che sta lottando strenuamente e con dolore per il riconoscimento del\u00adla propria identit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dal Tarvisiano alla Val Resia, la montagna del\u00adla sua terra cosa rappresenta per Ilaria Tuti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab\u00c8 origine, radici, materia che plasma l\u2019indole. In questo momento di grandi cambiamenti nella mia vita, \u00e8 anche salvifica: con la sua immensit\u00e0 immobi\u00adle mi ricorda la vera dimensione delle cose. Ridimen\u00adsiona preoccupazioni e ansie, mi accoglie con suoni gentili e profumi calmanti quando il \u201crumore\u201d attor\u00adno a me diventa troppo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Ninfa dormiente <\/em><\/strong><strong>\u00e8 destinato a bissare il succes\u00adso del primo romanzo: dopo le prime 50.000 copie si \u00e8 gi\u00e0 alla quarta ristampa. Inevitabile che si ra\u00adgioni su un terzo capitolo della saga\u2026 Ha gi\u00e0 ini\u00adziato a scriverlo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi sono documentata sugli argomenti che inten\u00addo toccare e ho scritto la trama, e questa \u00e8 forse la par\u00adte pi\u00f9 impegnativa del processo di creazione: tanti li\u00adbri da leggere su argomenti disparati (psicologia, sto\u00adria, geografia, medicina forense, antropologia, proce\u00addura penale\u2026), tante immagini mentali da cucire as\u00adsieme in una visione coerente e, si spera, appassio\u00adnante. \u00c8 una fase che richiede mesi di lavoro prima della stesura vera e propria\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Storie avvincenti e luoghi meravigliosi sembra\u00adno un binomio perfetto anche per il cinema. Come altri romanzi di successo, anche i suoi diventeran\u00adno format per lo schermo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019opzione sui diritti cinetelevisivi \u00e8 gi\u00e0 stata ce\u00adduta per entrambi i romanzi. Significa che la casa di produzione \u00e8 gi\u00e0 al lavoro su uno studio di fattibilit\u00e0 e su una possibile sceneggiatura. Sono comunque pro\u00adcessi molto lunghi. Speriamo che prima o poi il pro\u00adgetto si realizzi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In <em>Fiori sopra l\u2019inferno <\/em>Teresa Battaglia deve catturare un omicida seriale; in <em>Ninfa dormiente <\/em>deve risolvere un caso di omicidio mai risolto ma del quale non esiste nemmeno il cadavere. La pas\u00adsione e l\u2019abilit\u00e0 di Ilaria Tuti nel destreggiarsi in queste storie criminali da dove nascono?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDentro l\u2019essere umano: nelle mie storie indago la mente, prima di tutto. Alla fine l\u2019indagine corre in su\u00adperficie e parallelamente a un\u2019altra esplorazione mol\u00adto pi\u00f9 profonda, che coinvolge la psiche umana e che cerca di gettare un po\u2019 di luce negli abissi di oscuri\u00adt\u00e0 che tutti, poco o tanto, ci portiamo dentro come un potenziale inesploso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Nelle anticipazioni sul terzo libro della serie, lei ha rivelato che i paesaggi naturali avranno un ruolo meno preponderante rispetto ai primi due, mentre la storia si svilupper\u00e0 in un contesto pi\u00f9 storico e archeologico. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon amo le ambientazioni e i personaggi fissi: per appassionarmi, tutto deve evolversi, deve avere una storia. Non sarei riuscita a descrivere ancora la montagna con i suoi boschi: nei primi due romanzi la foresta aveva un ruolo preciso, era un simbolo, fino a diventare vero e proprio personaggio. Nel terzo ca\u00adpitolo, invece, sar\u00e0 altro a \u201cparlare\u201d. Il Friuli Venezia Giulia \u00e8 una terra poco conosciuta, ma con la sua sto\u00adria pi\u00f9 che millenaria e i paesaggi fascinosi e sempre diversi offre infinite suggestioni. Perch\u00e9 non attingere da tanta ricchezza?\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>Teresa Battaglia diventa sempre pi\u00f9 anziana e sempre pi\u00f9 malata. Dopo il terzo capitolo della sa\u00adga, Ilaria Tuti che futuro vede per la protagonista dei suoi romanzi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUn quarto romanzo di chiusura, in cui saluter\u00f2 Teresa Battaglia. Non sar\u00e0 una serie lunga, per coe\u00adrenza con il personaggio, con le sue caratteristiche. Teresa uscir\u00e0 di scena come le si conf\u00e0: da guerrie\u00adra. Mi mancher\u00e0, ma ormai per me \u00e8 una compagna, ci sar\u00e0 sempre qualche sua battuta caustica dentro di me\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Nel proprio futuro, invece, Ilaria Tuti quali so\u00adgni vorrebbe realizzare?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo un altro progetto di scrittura a cui tengo mol\u00adtissimo e che non vedo l\u2019ora di concretizzare: una sto\u00adria che appartiene al Friuli, con una protagonista an\u00adcora una volta fuori dall\u2019ordinario, ma vera\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo di &#8220;Fiori sopra l&#8217;inferno&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":30567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-30566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1-300x203.webp",300,203,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",640,433,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",300,203,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",500,339,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",474,321,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",384,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",300,203,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",750,508,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1.webp",250,169,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32154-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Dopo il successo di \"Fiori sopra l'inferno\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}