{"id":30554,"date":"2019-12-24T00:00:00","date_gmt":"2019-12-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30554"},"modified":"2019-12-24T00:00:00","modified_gmt":"2019-12-23T23:00:00","slug":"iperrealismo-perfetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/iperrealismo-perfetto\/","title":{"rendered":"Iperrealismo perfetto"},"content":{"rendered":"<p>Motori e musica. Musica e motori. Concretezza e suggestione. Materia e attimo fuggente. Perizia della mano e creativit\u00e0 d\u2019artista. Colori e forme, movimento e etereo attimo. Ma soprattutto passioni. La millenaria <strong>Abbazia di Rosazzo <\/strong>ospita fino al 7 gennaio la mostra di <strong>Enrico Ghinato <\/strong>dal titolo <em>Motori e Musica &#8211; Musica e motori<\/em>. Un binomio, pensato per la decima\u00a0Biennale d\u2019Arte, nel quale si abbracciano la volont\u00e0 e l\u2019impegno nella diffusione e promozione dell\u2019arte della <strong>Fondazione Abbazia di Rosazzo <\/strong>e la contemporaneit\u00e0 di linguaggio e di soggetto della produzione dell\u2019artista di Lendinara, in provincia di Rovigo.<\/p>\n<p>Un\u2019esposizione che sorprende man mano che il visitatore si inoltra nelle stanze dell\u2019ex Tribunale. L\u2019iperrealismo perfetto di Enrico Ghinato raffigura le signore dal cuore d\u2019acciaio di ogni tempo, emblemi di velocit\u00e0 e di perfezione di forme accanto a strumenti musicali. Questo il primo impatto di energia che mette benzina negli occhi e nel cuore del visitatore. Poi per\u00f2 si fa strada la magia del suggerito, dell\u2019evocato, dell\u2019attimo fermato come un fotogramma: sono le lucide superfici delle carrozzerie delle auto che riflettono la visione che l\u2019artista ha della vita, figure e contesti urbani che si specchiano nelle lamiere luccicanti e ammalianti di cofani, fiancate e frontali.<\/p>\n<p>La magia artistica e l\u2019originalit\u00e0 creativa stanno in questo cogliere l\u2019attimo che fugge, la visione di altro sulle superfici lucide e specchianti. Un mondo nel mondo, una visione altra che, colta ed elaborata dagli occhi dell\u2019artista, prende forma in prospettive e alterazioni di movimento e transita oltre la tela nello spazio espositivo. Potenza dell\u2019arte che dal piano iperrealista crea suggestioni impressioniste nelle immagini riflesse in una mescola di realt\u00e0 e visione. Viene da pensare alla forza delle tele futuriste, movimento e energia. In particolare al pittore futurista goriziano Tullio Crali: lui, come Enrico Ghinato, amava i motori e la velocit\u00e0 emblemi di un mondo in cambiamento, oggi come allora.<\/p>\n<p>Autodidatta, Enrico Ghinato, classe 1955, \u00e8 un pittore iperrealista o post iperrealista. La passione per i motori ha origine nella sua infanzia: il padre infatti era autoriparatore e il suo \u00e8 stato un mondo di bolidi. Da questo dato autobiografico nasce la passione per la quale spesso i suoi quadri hanno come protagoniste fuoriserie e utilitarie di ieri e di oggi: modelli che hanno segnato il sogno e la realt\u00e0 dell\u2019italiano privilegiato e medio dal secondo Novecento. I suoi quadri, realistici pi\u00f9 della realt\u00e0, in un primo momento appaiono fotografici. Ma basta poco per sentire quell\u2019emozione che solo l\u2019arte fa scaturire.<\/p>\n<p>Qui il gioco \u00e8 assai sottile perch\u00e9 il soggetto alla portata di molti se non di tutti non pone medium intellettuali: <strong>l\u2019approccio \u00e8 diretto, prima l\u2019emozione e poi la riflessione<\/strong>. Dunque l\u2019emozione non \u00e8 quella dell\u2019istantanea che fissa la realt\u00e0. \u00c8 la mano dell\u2019artista che coglie un labile passaggio di luce e figura per farne un frammento unico e indimenticabile. L\u2019effimero dei riflessi viene fissato sulla tela per durare, sono fotogrammi cinematografici per un racconto fatto di dettagli realizzati con perfezione assoluta. Una tecnica che vista da vicino mostra un suo aspetto impressionista, dipinta alla prima senza ripetizioni e sovrapposizioni con pennellate gestuali.<\/p>\n<p><strong>Enrico Ghinato, cosa significa per lei \u201creale\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 quello che la gente non vede, che ci passa davanti ogni momento, guardiamo ma non vediamo. La realt\u00e0 per me \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 sfuggente, la gente, le vetrine, i palazzi, la vita normale che ci circonda. La mia pittura \u00e8 un pretesto per creare delle storie sulle carrozzerie, sui volumi delle auto che sono forme scaturite dalla distorsione di immagini, da un gioco di riflessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da autodidatta cosa rappresenta per lei l\u2019arte: disciplina o libera creativit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUno e l\u2019altro: ci vuole disciplina per una persona come me che non ha un curriculum accademico ma ha avuto un talento da allenare per poter raggiungere certi obiettivi nel lavoro, creando una propria tecnica pittorica. Per me studio ha significato vedere i quadri dei maestri per ripeterli in modo originale con una mia personale e diversa impronta. La mia \u00e8 stata una sfida. Scrive bene Angelo Crespi nel saggio del catalogo: la mia pittura \u00e8 solo apparentemente realista, di fatto pu\u00f2 essere definita impressionista in quanto io dipingo alla prima, senza ritornare sul quadro. Una pennellata libera diversa dagli iperrealisti americani. I miei tondi sono dipinti a mano libera. La mia natura impulsiva mi farebbe gettare il colore sulla tela per finire l\u2019opera il prima possibile. A questo punto il temperamento \u00e8 mediato dalla disciplina: inizia il lavoro paziente all\u2019opera fino a raggiungere il risultato che mi prefiggo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quando decide che un quadro \u00e8 concluso e definito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo sento: io lavoro sempre su pi\u00f9 quadri in contemporanea per non annoiarmi e per trovare per strada soluzioni diverse. C\u2019\u00e8 il momento in cui si dice basta. Il quadro \u00e8! In questo mi aiuta anche confrontarmi con mia moglie che conosce la mia pittura e mi aiuta nella scelta finale. Il suo occhio esterno vede quello che il pittore non vede. Cos\u00ec come sono interessanti le opinioni degli amici che frequentano il mio studio. L\u2019artista, si sa, avrebbe sempre voglia di rimettere mano a un quadro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di colore utilizza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDipingo sempre e solo utilizzando colori a olio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i suoi maestri di riferimento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTanti e nessuno in particolare. A volte mi attraggono quadri di autori stranieri, magari sconosciuti in Italia, dei quali non ricordo il nome. Posso dire di sentire un\u2019affinit\u00e0 con Tiziano, con il quale sento di condividere il gesto pittorico in quanto alcune parti del quadro non sono caratterizzate dalla finitura, ma dalla forza della pennellata, data e finita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Motore e musica: da cosa nasce questo binomio scelto per il titolo e il filo rosso di questa esposizione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa musica \u00e8 vibrazioni, ci mette in contatto e relazione con la nostra natura pi\u00f9 intima e segreta. Il rombo dei motori \u00e8 musica. Oltre a questo mi ha ispirato il fatto che in Abbazia di Rosazzo si fa musica di alto livello\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il contemporaneo laico nel luogo antico e mistico dell\u2019Abbazia di Rosazzo: come ha vissuto questo binomio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abConoscevo l\u2019Abbazia di Rosazzo per la sua fama di luogo di cultura. Quando Giuliano Pavan (curatore della rassegna, ndr) mi ha proposto di esporre qui ne sono stato felicissimo perch\u00e9 l\u2019atmosfera e il <em>pathos <\/em>di queste antiche mura hanno grande fascino. Dovessi scegliere fra una mostra a New York e questo luogo stupendo non avrei dubbi: Rosazzo. L\u2019ambientazione\u00a0\u00e8 vincente per la mia pittura. \u00c8 il bello dell\u2019anima. Io dipingo automobili costruite dall\u2019uomo con passione e cuore, forme destinate a restare nella storia, indimenticabili, al contrario delle vetture di oggi che non hanno personalit\u00e0 di forma e di design. Nell\u2019industria automobilistica oggi ci sono dei limiti alla creativit\u00e0, imposti dalle norme, dalla sicurezza e dal risparmio energetico che stanno uccidendo il bello, riducendolo ad appiattimento. Qui i frati nei secoli hanno cercato\u00a0e creato bellezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da grande appassionato, qual \u00e8 la sua auto preferita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei la Ferrari a pari merito con l\u2019Alfa Romeo. Per lavoro ho una monovolume ma nel mio garage di collezionista di auto storiche possiedo una Ferrari BB 512 degli anni \u201980, una Fiat 124 Spider e un\u2019Alfa Romeo Giulia Spider carrozzate Pininfarina\u00bb.<\/p>\n<p>Auto icone della bellezza e dell\u2019originalit\u00e0 del design italiano nel mondo: basta citarle per sapere esattamente di che forme si tratta.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Decima Mostra d\u2019Arte Biennale 2019 <em>Motori&#038;Musica-Musica&#038;Motori. Enrico Ghinato \/\u00a0<\/em>Abbazia di Rosazzo, Manzano &#8211; Fino al 7 gennaio 2020 &#8211; Orari: aperto da luned\u00ec a domenica 9.30-12.30\/15-18.\u00a0Ingresso: gratuito. Info: 0432 759091 fondazione@abbaziadirosazzo.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enrico Ghinato<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":30555,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-30554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1-300x212.webp",300,212,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",640,452,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",300,212,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",500,353,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",458,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",368,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",300,212,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",750,530,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1.webp",250,177,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/32132-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Enrico Ghinato","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30554\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}