{"id":30328,"date":"2019-11-07T00:00:00","date_gmt":"2019-11-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30328"},"modified":"2019-11-07T00:00:00","modified_gmt":"2019-11-06T23:00:00","slug":"la-terra-delloro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-terra-delloro\/","title":{"rendered":"La terra dell&#8217;oro"},"content":{"rendered":"<p>\u201cFriuli Venezia Giulia. Viaggio nella terra dell\u2019oro\u201d \u00e8 il titolo della mostra multimediale del foto-giornalista <strong>Luigi Vitale<\/strong> allestita nella Galleria espositiva del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di piazza Oberdan n. 6 a Trieste fino al 19 novembre.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 un lavoro di documentazione di fotografie e di documentari che compone un itinerario emozionale di immagini e storie iniziato nel 2007 e dal quale sono state pubblicate tre libri usciti per OP ART editore dai titoli \u201cViaggio nella terra dell\u2019oro\u201d (2007), \u201cArtisti &#038; artigiani nella terra dell\u2019oro\u201d(2008), \u201cUomini Lavoro Industria\u201d (2010).<\/p>\n<p>Un corpus di oltre 1000 scatti che propone una sintesi delle eccellenze dei luoghi, delle genti e delle produzioni industriali e artistiche del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>In mostra sono esposte 40 opere fotografiche di grandi dimensioni a colori e 5 documentari che raccontano l\u2019opera e il pensiero degli artisti Sergio Altieri, Serse, Enzo Valentinuz, Celiberti e del costruttore di organi Gustavo Zanin. L\u2019esposizione suggerisce al visitatore una nuova espressione di bellezza che emerge dagli intrecci fra storia, natura, architettura, industria e le genti di questa regione, punto di incontro e osmosi nei secoli fra culture e lingue diverse.<\/p>\n<p>Orari: da luned\u00ec a domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15\u00a0alle 17. Catalogo in mostra.<\/p>\n<p>Luigi Vitale racconta l\u2019essenza della mostra, del suo lavoro e della sua personale visione della fotografia.<\/p>\n<p><strong>Il titolo evoca suggestioni e atmosfere dal forte impatto fisico e astratto: che setaccio \u00e8 stato usato per far emergere le preziosit\u00e0 del Friuli Venezia Giulia? <\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl titolo ha un doppio significato. Da una parte riassume l\u2019obiettivo della mostra di raccontare le preziosit\u00e0 del territorio dal punto di vista naturalistico, artistico e storico-architettonico, mostrando allo stesso tempo le eccellenze dell\u2019uomo contemporaneo nell\u2019imprenditoria in senso lato, motori di ricchezza ad ampi cerchi con ricadute in livelli diversi sulla societ\u00e0. Dall\u2019altra fa riferimento a uno dei prodotti principi di questo territorio che sono i vini bianchi, noti e apprezzati in tutto mondo. Una realt\u00e0 produttiva che, attraverso il sostegno del Movimento Turismo del Vino regionale, ha reso prossibile la realizzazione dei tre libri\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali sono i capitoli della storia che narrano la nostra regione scritta dalle sue immagini?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl percorso \u00e8 composto da 20 impaginati di libri e 20 fotografie. Capitoli che hanno come protagonisti da una parte il popolo dei Longobardi e il designer Bertoia, per fare un esempio di storie storicizzate. Mentre la contemporaneit\u00e0 \u00e8 rappresentata, fra le altre, dalle aziende note a livello mondiale come Fincantieri, Illy, Solari e Fazioli. L\u2019architettura \u00e8 rappresentata dal confronto fra le esperienze di Dante Fornasir e Franco Marinotti, il primo progettista del villaggio di Panzano a Monfalcone il secondo fondatore nella prima met\u00e0 del \u2018900 della citt\u00e0 industriale di Torviscosa. Sempre in tema di archeologia industriale uno spazio a s\u00e8 \u00e8 riservato al complesso dell\u2019amideria Chiozza di Ruda. Scorrendo le pagine-immagini incontriamo anche grandi personaggi come Primo Carnera e Pier Paolo Pasolini. Una visione a tutto tondo di questa regione da un punto di vista storico, di personaggi fra passato e presente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come ha scelto le immagini e i temi sviluppati?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer anni ho realizzato reportage internazionali e questo curriculum professionale mi ha allenato, se cos\u00ec possiamo dire, a cogliere situazioni interessanti con lo sguardo del fotografo giornalista, esercitando sempre una rigorosa azione di sintesi. Oltre a ci\u00f2 il mio modo di lavorare prevede anche una conoscenza il pi\u00f9 possibile approfondita dei temi e dei luoghi da narrare. Ecco perch\u00e8 prima di iniziare a scattare ho girato il territorio per immagazinare il maggior numero possibile di conoscenze e emozioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 dunque alla base un grande lavoro di accumulo, selezione e regia nella gestione del materiale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI capitoli di immagini e parole sono un racconto unico e irripetibile espressi da istanti colti e fissati per rendere gradi diversi di intensit\u00e0 e colore, come la note di uno spartito musicale. Naturalmente il risultato \u00e8 sempre fortemente legato al bagaglio culturale di formazione, sensibilit\u00e0 e capacit\u00e0 tecniche accumulati negli anni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che cosa \u00e8 per lei la fotografia ?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVedere tra le pieghe della realt\u00e0 e riuscire a mostrarlo agli altri. Avere una visione visivo-selettiva di quanto accade attorno. Questa \u00e8 la magia della fotografia. Il resto \u00e8 mera riproduzione di immagini che la tecnologia attuale mette a disposizione di tutti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa c\u2019\u00e8 dietro a uno scatto perfetto, artistico?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUna visione particolare, sensibilit\u00e0, intuito e una capacit\u00e0 tecnica frutto di studio e sperimentazione. Aggiungerei che una buona fotografia deve anche essere uno scatto onesto, senza trucchi e manipolazioni. Ma questo vale oggi come ieri.\u00a0La fotografia \u00e8 per me perfetta quando coglie l\u2019essenza di un volto, di una situazione di un luogo. Se questo sia arte sta agli altri dirlo\u201d.<\/p>\n<p><strong>In mostra anche cinque documentari. Che differenza esiste per lei fra lo scatto e l\u2019immagine in movimento?<\/strong><br \/> \u201cNella preparazione e composizione di uno scatto ho sempre avuto un atteggiamento da regista, ecco perch\u00e8 il passaggio al documentario \u00e8 stato per me naturale. Ritengo per\u00f2 vi sia una grande differenza fra fotografia e sequenza di immagini. La prima permette a chi guarda di immaginare e vedere oltre, seguendo il proprio modo di essere e la propria sensibilit\u00e0. La narrazione di un film invece ti prende per mano e conduce nella storia, coinvolgendo in un\u2019esperienza emozionale totalmente diversa\u201d.<\/p>\n<p><strong>I documentari raccontano di cinque artisti:\u00a0Sergio Altieri, Giorgio Celiberti, Gustavo Zanin, Serse e Enzo Valentinuz. Come ha scelto questi protagonisti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cRitengo che gli artisti per sensibilit\u00e0 e creativit\u00e0 anticipano e sintetizzano epoche e comportamenti. Sono il metro e il termometro delle epoche. Questi uomini raccontano in modo particolare visioni sociali e estetiche, per questo attraverso il loro lavoro si possono capire le radici di un\u2019epoca.\u00a0Oltre a ci\u00f2 nei miei libri ho sempre trattato molto di arte. \u00c8 un tema che sento vicino e mi affascina: una necessit\u00e0 espressiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>Prossimi progetti in cantiere dopo questa mostra? <\/strong><br \/> \u201cIl 16 novembre aprir\u00e0 a Cividale del Friuli nella sede dalla Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso una mostra sempre dedicata alla nostra regione. Inoltre in cantiere ci sono altri progetti sempre di racconto per immagini\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra multimediale a Trieste<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":30329,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-30328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",640,425,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",500,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",750,498,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31587-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mostra multimediale a Trieste","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30328"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30328\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}