{"id":30168,"date":"2019-10-02T00:00:00","date_gmt":"2019-10-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30168"},"modified":"2019-10-02T00:00:00","modified_gmt":"2019-10-01T23:00:00","slug":"che-cose-un-infarto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/che-cose-un-infarto\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 un infarto?"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019infarto del cuore (pi\u00f9 propriamente <strong>infarto miocardico<\/strong>) \u00e8 una malattia molto diffusa e, di conseguenza, molto temuta. \u00c8 la causa pi\u00f9 frequente di mortalit\u00e0 nel mondo occidentale. Ma cos\u2019\u00e8, di fatto, l\u2019infarto?<\/p>\n<p>Il cuore \u00e8 nutrito, come tutti gli organi, da sangue che arriva attraverso vasi arteriosi, che nel caso del cuore si chiamano \u201carterie coronarie\u201d. Le arterie, quando sono sane, sono dei \u201ctubi\u201d con pareti interne completamente lisce, attraverso le quali il sangue scorre praticamente senza alcun attrito. Le pareti delle arterie per\u00f2 possono ammalarsi: possono irrigidirsi, infiammarsi, possono depositarsi dei grassi, dei trombi o del calcio al loro interno o tutte queste cose insieme, in un processo che prende il nome di <strong>aterosclerosi<\/strong>. L\u2019aterosclerosi porta a un restringimento dell\u2019arteria e quando questo restringimento arriva a occluderla completamente, il flusso del\u00a0sangue si arresta e il tessuto che veniva nutrito da quell\u2019arteria muore.<\/p>\n<p>L\u2019infarto miocardico \u00e8 dunque la morte di un pezzo di muscolo cardiaco a causa dell\u2019ostruzione dell\u2019arteria coronaria che lo nutre. Quando questo succede, il tipico sintomo \u00e8 un dolore intenso al centro del torace, che talvolta si estende al collo o al braccio sinistro. In certi casi per\u00f2 pu\u00f2 manifestarsi con disturbi diversi, come mancanza di respiro, dolore allo stomaco o addirittura senza sintomi. Qualche volta purtroppo l\u2019infarto manda in tilt l\u2019impianto elettrico del cuore che smette improvvisamente di battere subito dopo, o addirittura prima, che il soggetto si senta male. In questi casi l\u2019infarto si manifesta con una morte improvvisa.<\/p>\n<p>Ma quindi con l\u2019infarto il cuore muore? Nella maggior parte dei casi per fortuna no, nel senso che le arterie coronarie sono come i rami di un albero: il pezzo di cuore che muore sar\u00e0 grande se la coronaria che si occlude \u00e8 un ramo principale, piccolo se la coronaria \u00e8 un ramo secondario. Solo se si occlude il tronco c\u2019\u00e8 il rischio che vada perduto il cuore nel suo intero.<\/p>\n<p>Dalle dimensioni dell\u2019infarto dipende anche il futuro di chi ne \u00e8 colpito: pi\u00f9 \u00e8 piccolo, pi\u00f9 potr\u00e0 essere superato ritornando a una vita normale. Il cuore serve per pompare il sangue a tutto l\u2019organismo; come tutti gli organi ha una riserva: se ne va perso un piccolo pezzo, ne rimane abbastanza per continuare a svolgere la sua funzione normalmente.<\/p>\n<p>Se ne va persa una grossa parte, quella che ne rimane potrebbe non farcela a mantenere in vita la persona, oppure farcela con fatica, stancandosi facilmente e solo se aiutato da farmaci. Fortunatamente al giorno d\u2019oggi la medicina offre la possibilit\u00e0 di disostruire la coronaria in corso di infarto miocardico. Entrando con una sottile sonda attraverso un\u2019arteria del braccio o della gamba, si raggiunge il cuore, si entra nella coronaria e gonfiando un palloncino si dilata il restringimento. Il tutto in sola anestesia locale. In alternativa si pu\u00f2 somministrare un farmaco che scioglie la parte di ostruzione causata dalla trombosi, ripristinando una perviet\u00e0 sufficiente al passaggio del sangue.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 presto si agisce riaprendo la coronaria, pi\u00f9 piccolo sar\u00e0 il pezzo di cuore perduto. \u00c8 importante quindi, se si accusano sintomi sospetti per un infarto, rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso. La disostruzione, per essere efficace, deve avvenire entro poche ore.<\/p>\n<p><strong>Possiamo prevenire l\u2019infarto? <\/strong>Le cause dell\u2019aterosclerosi non sono ancora state comprese fino in fondo dalla scienza medica. Si sa soltanto che in presenza di alcuni fattori di rischio la probabilit\u00e0 di ammalarsi \u00e8 maggiore. I principali fattori di rischio sono: il fumo, la pressione arteriosa alta, il colesterolo alto, il diabete. Ma quante volte sentiamo chiedere: \u201cCome mai Tizio che non ha mai fumato, non aveva il diabete n\u00e9 il colesterolo ha avuto l\u2019infarto?\u201d Oppure: \u201cCome mai Caio che ha sempre fumato e mangiato in modo esagerato \u00e8 arrivato a 90 anni senza aver mai avuto niente?\u201d<\/p>\n<p>Una risposta definitiva purtroppo non c\u2019\u00e8, salvo il fatto che esiste senz\u2019altro un\u2019ereditariet\u00e0 anche nell\u2019aterosclerosi,\u00a0cio\u00e8 da quando nasciamo siamo pi\u00f9 o meno predisposti ad ammalarci. Questo non deve indurci per\u00f2 ad abbassare la guardia sui fattori di rischio. <strong>Fattori di rischio <\/strong>significa che se uno prende 100 persone che hanno fattori di rischio e 100 persone che non li hanno, nel primo gruppo si ammaleranno molte pi\u00f9 persone che nel secondo.<\/p>\n<p>Sta a noi quindi scegliere: stare nel secondo gruppo scegliendo di condurre una vita sana, tenendo sotto controllo i fattori di rischio, o stare nel primo gruppo, sperando di avere la fortuna di Caio.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>dott.ssa Lorella Dreas, cardiologa<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cuore e malattie<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":30169,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-30168","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1-300x188.webp",300,188,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",640,402,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",300,188,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",500,314,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",474,298,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",391,246,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",300,188,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",750,471,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1.webp",250,157,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31239-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Cuore e malattie","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30168","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30168"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30168\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}