{"id":30162,"date":"2019-10-02T00:00:00","date_gmt":"2019-10-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30162"},"modified":"2019-10-02T00:00:00","modified_gmt":"2019-10-01T23:00:00","slug":"riciclo-e-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/riciclo-e-solidarieta\/","title":{"rendered":"Riciclo e solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Un semplice tappo svitato dalla bottiglia di plastica, fino a non molti anni fa, veniva gettato nell\u2019immondizia senza nessun riguardo o attenzione. Poi, di punto in bianco, \u00e8 diventato un oggetto da custodire. Cos\u2019\u00e8 successo? Un gruppo di lavoro (cos\u00ec piace essere definito), <strong><em>Chei dai Taps di Ruda <\/em><\/strong>(<em>Quelli dei tappi di Ruda<\/em>), ha iniziato una raccolta, a scopi benefici, e fatto diventare importante questo piccolo, minuscolo oggetto, tant\u2019\u00e8 che attorno a esso \u00e8 nata una e vera e propria organizzazione.<\/p>\n<p>Andiamo per gradi e vediamo come \u00e8 nato questo gruppo. Era il 2004 (quest\u2019anno si festeggiano i 15 anni di \u201clavoro\u201d, se fosse un matrimonio si festeggerebbero le nozze di cristallo) quando un alpino di Torviscosa, <strong>Ottorino Sguazzin<\/strong>, fece conoscere a due esplosivi coniugi rudesi, <strong>Bruno e Vanilla Lugano<\/strong>, alcuni volontari che raccoglievano tappi di plastica che\u00a0poi consegnavano a una fabbrica di Chions di Pordenone per la trasformazione. Il ricavato ottenuto per la consegna dei tappi veniva destinato a opere di beneficenza.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 non portare anche nella Bassa Friulana questa iniziativa?\u201d, si sono detti i signori Lugano. Dopo un attimo di riflessione decisero di recarsi dai responsabili della Protezione civile di Ruda per spiegare il loro progetto. L\u2019iniziativa venne accolta in modo positivo, soprattutto dall\u2019amministrazione comunale guidata dall\u2019allora sindaco <strong>Alfonso Marcellino Sgubin<\/strong>,\u00a0che concesse una vecchia casa nell\u2019Amideria Chiozza.<\/p>\n<p>Grazie a <strong>Mario Lenarduzzi<\/strong>, <strong>Mario Gratton <\/strong>e <strong>Beppino Carlet <\/strong>part\u00ec quest\u2019avventura. Altre persone si sarebbero unite successivamente, una ventina in tutto. Raccontato come nacque il gruppo <em>Chei dai Taps<\/em>, ora analizziamo la filiera produttiva, da quando il tappo viene svitato a quando diventa un prodotto di nuovo consumo, ricordando che, alla fine, il ricavato di questo lavoro viene devoluto alla \u201cCasa Via di Natale\u201d Franco Gallini di Aviano che sostiene, donando vitto e alloggio, i famigliari dei malati del vicino CRO (Centro Regionale Oncologico).<\/p>\n<p><strong>Il sacchetto di tappi: il suo percorso<\/strong><\/p>\n<p>Solitamente il tappo viene depositato in un sacchetto di nylon, quindi, a discrezione dell\u2019organizzazione del comune in cui viene effettuata la raccolta (tutto il Friuli Venezia Giulia \u00e8 interessato, e parzialmente anche le vicine Slovenia e Austria) viene portato o in parrocchia o presso le sedi dei donatori di sangue, degli alpini, delle protezioni civili o di singoli privati cittadini. Quando il numero di sacchetti \u00e8 cospicuo, la Protezione civile, con i propri mezzi, li trasporta nella sede principale a Ruda, in <strong>localit\u00e0 La Fredda<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Selezione e preparazione per il trasporto<\/strong><\/p>\n<p>Arrivati alla prima destinazione, i sacchi contenenti i tappi passano un minuzioso controllo; i volontari hanno creato un sistema di semplici calamite per verificare che i tappi si ano di plastica: se inavvertitamente qualcuno avesse messo nel sacchetto tappi di metallo, il magnete li scoprirebbe e verrebbero gettati nei contenitori di solo ferro. Un\u2019operazione importante al fine di non rovinare i macchinari della ditta che poi ricever\u00e0 il materiale. Questa cernita permette poi di preparare dei grandi sacchi, dal peso di circa 3 quintali l\u2019uno, che verranno poi sistemati su dei camion, con destinazione la ditta Imbal Nord di Tombelle di Vigonovo, in provincia di Venezia. Pur all\u2019apparenza semplice, il controllo dei tappi \u00e8 faticoso: i volontari hanno l\u2019occhio vigile e riescono a trovare altre impurit\u00e0 che la calamita non pu\u00f2 conoscere come\u00a0l\u2019alluminio, la plastica non conforme e altro. La sede di Ruda \u00e8 meta di visite d\u2019istruzione da parte delle scuole e, in quelle occasioni, anche i bambini, muniti di guanti, si divertono a compiere questa operazione.<\/p>\n<p><strong>Trasporto e utilizzo nella sede finale<\/strong><\/p>\n<p>Quello di Tombelle di Vigonovo \u00e8 uno stabilimento dedicato alla raccolta e alla lavorazione di materiale plastico, dove mediante l\u2019utilizzo di compattatori, container e macchinari tecnologicamente all\u2019avanguardia, viene eliminata ogni piccola impurit\u00e0, assicurando risultati altamente professionali. Finito questo procedimento, il materiale plastico viene lavato e macinato, divenendo pronto per essere rilavorato. Alla fine si avranno nuovi pallet o cassette per la frutta, o altro ancora.<\/p>\n<p><strong>Alcuni numeri<\/strong><\/p>\n<p>Per scoprire quanti tappi sono stati controllati finora, bisogna affidarsi alla matematica, quella semplice, ma efficace, delle elementari. Il questi 15 anni, con la raccolta dei tappi, sono stati devoluti 130.000 euro alla \u201cCasa Via di Natale\u201d. Tenendo presente che un chilogrammo di tappi viene remunerato con 0,20 euro e che ce ne vogliono 500 per fare un chilogrammo, calcolatrice alla mano: 130.000 euro\/0,20 equivale a 650.000 chilogrammi. Questo dato (650.000) moltiplicato per 500 d\u00e0 un risultato sorprendente: 325 milioni (325.000.000) di tappi controllati.<\/p>\n<p>Tenendo presente che ogni anno per questo scopo vengono erogati a tutti i \u201ctappisti\u201d d\u2019Italia un totale di 38.000 euro e che Ruda ne riceve mediamente 8.500 euro, si desume che un quarto della produzione italiana passa per questo paese della Bassa Friulana. Il gruppo di lavoro, una quindicina di persone, tutte assolutamente volontarie, si ritrova ogni marted\u00ec, dalle 13 alle 17, nella vecchia casetta in localit\u00e0 \u201cLa Fredda\u201d, nell\u2019interno dell\u2019Amideria Chiozza, con qualsiasi temperatura, con il caldo afoso dell\u2019estate o nel freddo inverno: muniti di guanti e grande volont\u00e0 controllano tutto il materiale arrivato dalle varie parti della regione.<\/p>\n<p>Ognuno sa quello che deve fare e lo fa con grande passione. Unico neo \u00e8 l\u2019et\u00e0 avanzata dei componenti della squadra: si va dai 60 agli 84 anni. Ci vorrebbe anche qualche giovane che li affiancasse per dare continuit\u00e0 a questo lavoro. L\u2019amministrazione comunale, nel 2005, ha conferito loro \u201cLa Croce di Malta\u201d, un riconoscimento per il lavoro volontario e di solidariet\u00e0 svolto,\u00a0e chiss\u00e0 che, forse, vista la costanza e l\u2019impegno, per queste nozze di cristallo possa concedere il bis.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>I nomi dei primi volontari:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Ennio e Sonia Antonelli, Lidio Virgolin, Donata e Franco Quargnal, Rina Cocetta, Luisa Dominato, Franca Lena, Luciano Snidero, Solidea Spanghero, Francesco Gratton, Enio Scarabelli, Alessandro Paparoni, Edi e Elena Piovesan, Lucio Fuart, Alfredo Visintin, Giovanna Patti, Enio e Alida Scarpin, Adriano e Franca Quargnal.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chei dai taps<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":30163,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-30162","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1-300x190.webp",300,190,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",640,405,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",300,190,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",500,317,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",474,300,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",391,248,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",300,190,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",750,475,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1.webp",250,158,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/31230-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Chei dai taps","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30162"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30162\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}