{"id":30019,"date":"2019-09-06T00:00:00","date_gmt":"2019-09-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30019"},"modified":"2019-09-06T00:00:00","modified_gmt":"2019-09-05T23:00:00","slug":"in-olanda-la-ricerca-parla-friulano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/in-olanda-la-ricerca-parla-friulano\/","title":{"rendered":"In Olanda la ricerca parla friulano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Matteo Monai, lei \u00e8 stato premiato per una ricerca di sviluppo di catalizzatori nanostrutturati a base di leghe metalliche di elementi non nobili, quindi a basso costo, per applicazioni in campo energetico, in particolare nella conversione delle biomasse a combustibili e prodotti chimici. Ci pu\u00f2 spiegare le applicazioni pratiche?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn generale, la ricerca affronta due pilastri del problema della sostenibilit\u00e0: come fare minor uso di combustibili fossili, cos\u00ec da diminuire le emissioni di CO<sub>2<\/sub> e frenare il riscaldamento climatico; e come sostituire materiali rari, costosi e a rischio, quali il platino, con materiali pi\u00f9 abbondanti come il nickel e il rame. L\u2019applicazione pi\u00f9 immediata della mia ricerca \u00e8 la produzione di un additivo per benzine a minor impatto ambientale. Si tratta di un composto, il dimetilfurano, derivato da scarti agricoli a base di cellulosa, che nella mia ricerca ho dimostrato essere prodotto in maniera selettiva da catalizzatori pi\u00f9 economici. Miscelare la benzina con additivi bio-derivati \u00e8 una pratica gi\u00e0 in uso nei paesi europei, si prenda ad esempio l\u2019etanolo: vi siete mai chiesti cosa vuol dire E10 al distributore? Introdurre il dimetilfurano \u00e8 possibile senza ulteriori modifiche in quanto ha propriet\u00e0 simili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa questo premio per lei?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un grande onore aver ricevuto questo premio. Vedere riconosciuti il mio impegno e la mia passione mi sprona ancora di pi\u00f9 a raggiungere nuovi traguardi. Per la mia carriera significa avere una marcia in pi\u00f9 nella corsa ai bandi di ricerca, per ricevere fondi e poter avere un mio gruppo di ricerca indipendente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Premiato in Italia ma fa ricerca all\u2019estero&#8230; Nel nostro Paese sarebbe riuscito a raggiungere i traguardi perseguiti finora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, sono finito all\u2019estero come molti dei miei colleghi. Ma i traguardi che mi hanno permesso di \u00a0vincere l\u2019ambito Premio Eni sono stati in gran parte raggiunti in Italia, nel laboratorio del professor Paolo Fornasiero, all\u2019Universit\u00e0 di Trieste. A Fornasiero e al suo gruppo va tutta la mia gratitudine per avermi formato come scienziato e anche per aver dimostrato che in Italia siamo capaci di fare grandi cose, sebbene con un decimo, per usare un eufemismo, dei fondi che si trovano altrove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 fare ricerca e vivere in Olanda?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Olanda mi trovo molto bene. Vivo e lavoro a Utrecht, una bellissima citt\u00e0 di origini romane non lontana da Amsterdam. Mi sposto in bici, anche sotto gli acquazzoni, come vuole l\u2019usanza locale. Il gruppo di ricerca in cui lavoro (del prof. Bert Weckhuysen) \u00e8 enorme (un\u2019ottantina fra PhD e postdoc) ma il clima \u00e8 quello di una grande famiglia e i laboratori sono nuovissimi e forniti di attrezzatura all\u2019avanguardia. Quello che stupisce di pi\u00f9 \u00e8 per\u00f2 il pervasivo senso del dovere e la filosofia del lavoro olandese: ognuno fa il suo mestiere con entusiasmo, ma per le 6 si va tutti a casa e nel weekend ci si gode un po\u2019 di riposo. In Italia purtroppo c\u2019\u00e8 una dicotomia profonda fra chi sgobba e chi si approfitta \u2013 la quale supera ogni barriera di rango o estrazione sociale \u2013 e alla fine qualcuno deve rimanere in dipartimento fino a tarda sera o il fine settimana per finire il suo lavoro e quello de gli altri. Ma bando all\u2019amarezza: la mancanza di casa c\u2019\u00e8 e si sente a tavola e nel cuore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha vissuto esperienze anche in universit\u00e0 degli Stati Uniti: quali sono le differenze con il mondo accademico\u00a0europeo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl bello di essere un ricercatore \u00e8 che ti sposti molto e conosci culture diverse. Non amo generalizzare, e la mia esperienza \u00e8 che le cose negli Stati Uniti e in Europa cambiano molto non solo da Stato a Stato, ma anche di laboratorio in laboratorio. Per sei mesi durante il mio dottorato ho lavorato a Filadelfia (UPenn, Pennsylvania), sulla costa est, in due diversi laboratori situati nello stesso palazzo: gi\u00e0 questi due mondi erano totalmente diversi fra loro. C\u2019\u00e8 da dire per\u00f2 che oltreoceano sono molto operosi, e pronti \u2013 almeno i dottorandi \u2013 a lavorare anche nel weekend senza battere ciglio, anche se temo sia pi\u00f9 per disprezzo della pigrizia che per autentica vocazione\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Cosa significa per lei essere un ricercatore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuattro cose fondamentali: uno, porsi le domande giuste; due, elaborare strategie semplici ma efficaci per rispondere; tre, seguire il metodo scientifico fino a trovare una risposta, anche se parziale; quattro, \u00a0comunicare al mondo il risultato. E sul piano personale, essere umile, accettare i fallimenti, saper osservare e ascoltare opinioni diverse senza pregiudizi, vivere alla giornata, gioire dei successi quando alla fine arrivano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come vede il futuro della ricerca in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl futuro \u00e8 difficile da prevedere, ma il presente non \u00e8 florido, salvo alcune oasi di felicit\u00e0. I fondi \u00a0scarseggiano e il ricambio generazionale \u00e8 limitato. Ma esistono programmi di rientro dei cervelli e le eccellenze italiane sono invidiate nel mondo. La speranza c\u2019\u00e8, anche per me, di tornare in Italia un domani. Ma vedo un problema pi\u00f9 ampio, culturale. Vedo un Paese in retromarcia, del \u201cquando c\u2019era lui\u201d, dei tagli all\u2019istruzione. Un Paese dove coloro che dissentono vengono scherniti come \u201cprofessoroni\u201d. E mi viene un po\u2019 di paura per l\u2019Italia, figurarsi per la ricerca in Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Universit\u00e0 di Trieste e i centri di alta specializzazione come la SISSA fanno della citt\u00e0 e del Friuli Venezia\u00a0Giulia un riferimento internazionale nell\u2019ambito della ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, Trieste in particolare \u00e8 un fiorente centro di scienza. Il cosiddetto \u201cSistema Trieste\u201d pullula di ricercatori: gi\u00e0 dieci anni fa erano circa il 4% della popolazione triestina. E non ci sono solo l\u2019universit\u00e0 e la SISSA, ma anche il Sincrotrone italiano Elettra, l\u2019ICTP (Centro di fisica internazionale) e l\u2019ICGEB (Centro di genetica e biotecnologie internazionale), per citarne alcuni. Non a caso Trieste \u00e8 stata scelta dall\u2019ESOF \u00a0(Euroscience Open Forum) come Capitale europea della Scienza 2020, per ospitare una manifestazione internazionale con cui si vuole anche rilanciare l\u2019area del Porto Vecchio. Staremo a vedere se la Regione e la citt\u00e0 riusciranno a cogliere la palla al balzo e fare di questa manifestazione l\u2019inizio di un vero e proprio programma di ulteriore sviluppo del polo scientifico triestino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Matteo Monai come si immagina fra 10 anni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa tentazione di rispondere \u201cmi immagino capo di un mio gruppo di ricerca\u201d \u00e8 forte. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che non ho mai fatto piani a lungo termine. Citando il famoso monologo del film <em>The Big Kahuna<\/em>: \u201cLe persone pi\u00f9 interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni pi\u00f9 \u00a0interessanti che conosco ancora non lo sanno\u201d. Continuer\u00f2 a lavorare con passione e coglier\u00f2 le nuove opportunit\u00e0 con un sorriso\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Matteo Monai<\/em><\/strong><em>, nato a Cividale nel 1989, ricever\u00e0 il 10 ottobre a Roma al Quirinale, presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premio <\/em><em>Eni Award \u2013 Giovane ricercatore dell\u2019anno, riconoscimento divenuto punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell\u2019energia e dell\u2019ambiente. Laureato in chimica all\u2019Universit\u00e0 di Trieste ha conseguito nel 2017 il dottorato di ricerca sempre nell\u2019ateneo giuliano sotto la direzione del professor Paolo Fornasiero.\u00a0In contemporanea \u00e8 stato visiting student all\u2019Universit\u00e0 della Pennsylvania. La sua tesi di dottorato \u00e8 stata proclamata la miglior tesi in catalisi per lo sviluppo sostenibile nel XXVIII e XXIX ciclo di dottorato nel 2017 da parte della Societ\u00e0 Chimica Italiana, Premio Adolfo Parmaliana. \u00e8 co-autore\u00a0di 24 pubblicazioni uscite in riviste scientifiche internazionali di alto profilo.\u00a0Attualmente \u00e8 post-doctoral fellow presso l\u2019Universit\u00e0 di Utrecht nel gruppo del professor Bert M. Weckhuysen.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cividalese Matteo Monai<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":30020,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-30019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",640,424,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",500,331,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",474,314,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",750,497,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30899-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Il cividalese Matteo Monai","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30019"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30019\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30020"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}