{"id":30013,"date":"2019-09-06T00:00:00","date_gmt":"2019-09-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=30013"},"modified":"2019-09-06T00:00:00","modified_gmt":"2019-09-05T23:00:00","slug":"un-van-damme-friulano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-van-damme-friulano\/","title":{"rendered":"Un Van Damme friulano"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni novanta andavano di moda i film di Jean Claude Van Damme ambientati nel mondo della muay thai; o era sulla kick boxing? Ma non sono la stessa cosa? Sono il solito profano della materia e chiedo aiuto ad <strong>Alan Vidoni<\/strong>, un Van Damme nostrano, friulano doc, che mi illuminer\u00e0 sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>\u00abLa muay thai \u2013 spiega \u2013 \u00e8 l\u2019arte marziale che Van Damme, in modo cinematografico, metteva in scena nei suoi film; la kick boxing, diversamente, \u00e8 una forma di combattimento derivata dalla muay thai, nella quale sono stati eliminati i colpi pi\u00f9 pericolosi, quali ginocchiate, gomitate e tecniche anch\u2019esse devastanti, come il <em>clinch <\/em>e le proiezioni atterranti. La kick boxing \u00e8 una disciplina sportiva, come il pugilato, non un\u2019arte marziale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei quando ha cominciato a praticare arti marziali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cominciato a 25 anni in maniera del tutto casuale, incontrando un ragazzo mio coetaneo il quale poi sarebbe diventato il mio Maestro. Fino a quel momento avevo praticato sport di squadra, come il calcio, dove pur cavandomela abbastanza bene, sentivo che quello non era il mio mondo. Invece i guantoni mi hanno attirato subito, nonostante gli allenamenti durissimi ai quali il Maestro ci sottoponeva sin dal principio. Sentivo che era giusto essere l\u00ec e non mi sono mai lamentato della fatica fatta e dei colpi presi; d\u2019altronde non ero l\u2019unico a intuire che in quella palestra ci si allenava con metodi tanto efficaci e pratici quanto ancora attuali, poich\u00e9 venivano ad allenarsi anche atleti da Gorizia e altre parti della provincia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Affrontare uno sport cos\u00ec estremo \u00e8 una questione di coraggio consapevole o un ardimentoso\u00a0cimentarsi a sfidare il pericolo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi affronta tutto per gradi; nessuno va allo sbaraglio. Gli allenamenti duri insegnano a crearti il carattere\u00a0da combattente, sia nel fisico che nella mente che nello spirito. Porti a segno i tuoi colpi ma li incassi anche, impari a non esaltarti, mantenendo la guardia sempre alta anche quando le braccia ti esplodono\u00a0per la fatica, anche se intuisci di essere in vantaggio. Impari a non svilirti se ti trovi di fronte a un avversario particolarmente in forma, che combatte il suo match cercando di surclassarti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando ci si trova a gestire una situazione di \u2018emergenza\u2019 come un combattimento, non si vede l\u2019ora che finisca oppure si entra nel vortice dell\u2019\u2018ancora un colpo\u2019?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa preparazione che sta alla base della muay thai o della kick boxing non viene acquisita dall\u2019atleta cos\u00ec per caso, guardando i video su <em>YouTube<\/em>, ma dopo anni di lavoro duro in palestra, e l\u2019apprendimento dello stesso non finisce praticamente mai. Perci\u00f2 senti che non ti devi fermare mai, non ti fermeresti mai\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un famoso insegnante di una \u2018ginnastica dolce\u2019, che poi era anche un grande maestro di arti marziali, all\u2019inizio dei suoi corsi richiamava l\u2019attenzione sul significato dell\u2019essere definito \u2018un uomo buono\u2019, sostenendo che non competere in nessun campo \u00e8 una coercizione educativa limitante per qualsiasi individuo. Lei concorda? Ovvero, praticare uno sport da combattimento pu\u00f2 davvero aiutare l\u2019evoluzione di un individuo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono d\u2019accordo con il pensiero espresso da quel Maestro: praticare sport da combattimento non ti rende \u201ccattivo\u201d mentre restare sul divano fa di te un uomo \u201cbuono\u201d. Sostituirei la parola competizione con \u00a0\u201cconfronto\u201d e questo rende facilmente intuibile che ogni confronto ti arricchisce di un esperienza e quindi fa\u00a0di te un uomo migliore. Si usa anche dire \u201cconfrontarsi sul ring\u201d, ma certamente si pu\u00f2 applicare il concetto in ogni campo della vita. Pi\u00f9 sei ricco di conoscenze dovute alle esperienze acquisite meglio ti confronti con chiunque, anche e soprattutto con te stesso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parliamo del suo palmares.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono stato un atleta comune spronato dalla propria voglia di arrivare un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0, di mettersi alla prova costantemente come tantissimi altri. Non sono stato un campione e le classifiche non mi interessano pi\u00f9 di tanto. Per me ha valenza quello che si fa senza rimpianti e senza scuse. \u00c8 stato tutto molto naturale: prepararsi, andare a combattere, passare a fare il trainer per trasmettere quello che avevo appreso. La vittoria \u00e8 una cosa effimera, non la si possiede per sempre. Questo dovrebbe essere lo spirito che ti fa continuare a fare quello che stai facendo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019atleta o il maestro che pi\u00f9 l\u2019hanno impressionata o ai quali si \u00e8 ispirato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi sono alcune persone che durante il mio percorso sportivo mi hanno impressionato per il loro modo di essere, ognuna di loro con il proprio stile. Cito i Maestri Alfio Romanut del Team Satori di Gorizia, colui il quale, fra l\u2019altro, ha portato ai vertici mondiali i fratelli Petrosyan; il mio primo Maestro Luca Battista, che mi ha accompagnato per tantissimo tempo. Come non citare Stefano Busolini il mio attuale \u201cmentore\u201d di <em>krav maga <\/em>e <em>functional training<\/em>, discipline da me attualmente praticate. Ho smesso di praticare la muai thai, ma non voglio diventare un ex atleta e appendere tutto al famoso chiodo. Ci tengo a precisare di non essere il solo ad ammirare le persone che ho citato: il loro lavoro e il loro valore sono unanimemente riconosciuti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito, lei qualche film di Van Damme lo ha mai visto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCertamente, almeno quelli pi\u00f9 famosi. E ammetto che in qualche modo possono aver stimolato la mia voglia di indossare i guantoni, ma sicuramente non ne ho mai fatto un ideale. Bisogna sempre tenere presente il quotidiano, il lavoro, gli affetti\u00bb.<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0, la vita non \u00e8 un film, ma \u00e8 affascinante lo stesso, anche nella sua quotidianit\u00e0: \u00e8 l\u00ec la nostra lotta, dove un figlio di uno sport minore come Alan, che ringrazio per avermi raccontato &#8211; con il suo stile sobrio\u00a0&#8211; le proprie esperienze sportive, ben impersona il concetto del \u2018Mito della porta accanto\u2019 che pu\u00f2 celarsi\u00a0in ognuno di noi. <em>Hokka Hey<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alan Vidoni<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":30014,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-30013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1-300x205.webp",300,205,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",640,437,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",300,205,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",500,341,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",474,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",381,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",300,205,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",750,512,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1.webp",250,171,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30894-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Alan Vidoni","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}