{"id":29897,"date":"2019-07-29T00:00:00","date_gmt":"2019-07-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29897"},"modified":"2019-07-29T00:00:00","modified_gmt":"2019-07-28T23:00:00","slug":"il-giostraio-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-giostraio-dellarte\/","title":{"rendered":"Il giostraio dell&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pittore, scultore, regista: Gianni Maran come si definirebbe?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono stato sempre attratto da tutte le forme d\u2019arte, ho frequentato il teatro che per me \u00e8 il contenitore d\u2019arte pi\u00f9 completo, poi l\u2019arte figurativa con la pittura e la scultura, ma amo la musica \u2013 immancabile quando lavoro, adoro Mozart \u2013 mi piace il jazz, il cinema, la letteratura, la poesia. A una domanda analoga, in passato mi definii un giostraio dell\u2019arte. Ecco, questa \u00e8 la definizione perfetta: sempre in movimento, non sopporto la sedentariet\u00e0 della mente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dal primo amore, la pittura. Come scocc\u00f2 la scintilla?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSin da bambino riuscivo a ottenere buoni risultati con le matite e mi rifugiavo nel disegno per fuggire alla mia inadeguatezza calcistica. Penso che sia nato cos\u00ec, perch\u00e9 cos\u00ec doveva essere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dagli inizi sotto la guida di Aldo Marocco all\u2019incontro con Biagio Marin: in che modo queste due figure hanno influito sulla sua formazione artistica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa prima persona che mi ha formato artisticamente \u00e8 stato Aldo Marocco. Ho avuto la grande fortuna di conoscerlo da bambino: Aldo frequentava la mia famiglia e cercavo sempre di imitare le sue gesta artistiche, ma era un gioco che poi si \u00e8 trasformato in una passione e non immaginavo che potesse successivamente diventare il mio lavoro. Con Biagio Marin la frequentazione \u00e8 principalmente con la sua poesia che mi ha dato moltissimo per la mia formazione. Biagio l\u2019ho incontrato agli inizi degli anni ottanta e fu una rivelazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il suo ultimo progetto pittorico si intitola <\/strong><strong><em>Semo una carne sola<\/em><\/strong><strong>: come si \u00e8 sviluppato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tratta di una mostra voluta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che \u00e8 stata inaugurata a Roma nel 2017, per poi essere allestita nel mese di novembre dello stesso anno a Bruxelles. Nel 2018 \u00e8 approdata a Grado nella sala espositiva della Casa della Musica del Comune. In questa mostra ho voluto realizzare un percorso dove la poesia mariniana si fonde con il mio lavoro, tanto da ricevere il patrocinio scientifico del Centro Studi Biagio Marin\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Grado e il suo mare quanto sono importanti nella produzione artistica di Gianni Maran?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sono certo che sarei un\u2019altra persona se non fossi nato a Grado. La mia isola mi ha insegnato ad amare la poesia, mi ha sempre affascinato per i suoi colori e principalmente mi ha dato la possibilit\u00e0 di continuare a sognare, e di sentirmi un isolano, ma mai isolato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di mare, la sua mostra <\/strong><strong><em>Pesca miracolosa <\/em><\/strong><strong>inaugurata nel 2015 a Trieste parla di acqua in senso lato\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl soggetto della mostra non viene rappresentato perch\u00e9 io sono gradese e figlio di pescatori, ma lo \u00a0trasformo in uomo e racconto cos\u00ec storie di uomini utilizzando il simbolo religioso pi\u00f9 antico della storia: il pesce, che \u00e8 sempre stato simbolo di vita e di fertilit\u00e0. Poi l\u2019ambientazione dell\u2019acqua mi porta a omaggiare la grande madre, senza la quale noi non esisteremmo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Risale agli anni \u201990 il suo incontro con Mauro Manuel Musiani e la scoperta della ceramica e della lavorazione del vetro. Come mai questo cambiamento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRispondo con un pizzico di malinconia. Mauro Manuel Musiani \u00e8 stato per me un caro amico e un \u00a0ineguagliabile maestro, che mi ha portato ad amare la ceramica e il vetro. Con questi materiali abbiamo sperimentato tantissimo. Trasformavano la materia non solo in opere d\u2019arte ma in un grande gioco; \u00e8 stata una splendida complicit\u00e0 che ci ha portati a risultati eccellenti. Da quando Mauro non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ho smesso completamente di impastare argilla: penso che sia un rifiuto interiore, senza di lui manca la complicit\u00e0 della creazione. Recentemente ho realizzato delle grandi sculture in vetro avvalendomi della collaborazione del maestro vetraio Silvano Signoretto a Murano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 2000 il passaggio dietro la macchina da presa, con la realizzazione di diversi cortometraggi. Come nacque il progetto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa settima arte mi ha sempre affascinato. Iniziai con la consapevolezza di entrare in un mondo tutto da scoprire: con l\u2019aiuto corposo di amici professionisti del settore ho realizzato in quel periodo alcuni cortometraggi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il suo corto <\/strong><strong><em>Ala de Vita <\/em><\/strong><strong>si \u00e8 avvalso della critica di un maestro del cinema quale Ermanno Olmi. Cosa ha significato per lei questo riconoscimento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata veramente una grande emozione, anche perch\u00e9 precedentemente aveva visionato altri miei corti, ma non gli erano piaciuti e la cosa mi aveva demoralizzato. Poi il progetto di <em>Ala de Vita <\/em>in cui ho voluto raccontare con determinazione la mia terra e la mia gente. A Ermanno Olmi \u00e8 piaciuto la sua semplicit\u00e0, tanto che mi ha inviato una bellissima lettera autografa: \u201c<em>Ho visto il tuo piccolo film\u00a0(\u2018piccolo\u2019 solo in riferimento alla insignificante convenzione del \u2018minutaggio\u2019) ma cos\u00ec denso di lirico sentimento che\u00a0perfettamente rispecchia tutto l\u2019amorevole attaccamento alla tua terra, che ti \u00e8 anche madre&#8230;<\/em>\u201d\u00bb<\/p>\n<p><strong>Per non farsi mancare nulla \u00e8 stato anche autore di un cartone animato. Che esperienza \u00e8 stata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolto interessante; il piccolo corto mi \u00e8 stato commissionato da una grande azienda pordenonese che precedentemente aveva adottato come logo un mio lavoro, <em>Il pesce che vola<\/em>. E da quel lavoro sono partito nel sceneggiare una storia, una regia e poi la realizzazione dei disegni esclusivamente eseguiti con la tecnica dell\u2019acquerello. La canzone che \u00e8 stata composta per accompagnare il lavoro \u00e8 del\u00a0maestro Remo Anzovino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha sempre vissuto a Grado: come \u00e8 cambiata la citt\u00e0 in tutti questi anni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo vissuto sempre a Grado, ma ormai da pi\u00f9 di dieci anni trascorro l\u2019inverno a Udine, dove ho avuto modo di frequentare tanti artisti friulani: Celiberti, Cabai, Spessot, Borta\u2026 Con loro ci sono sempre degli arricchimenti e scambi culturali che nella mia isola non trovo pi\u00f9 cos\u00ec facilmente. Grado \u00e8 cambiata, principalmente nella cultura, nella passione dell\u2019appartenenza; gli interessi culturali si sono affievoliti, o addirittura annullati rispetto a qualche anno fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 2011 il Presidente della Repubblica l\u2019ha insignita della Medaglia di Rappresentanza: cosa ha provato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna grande emozione. Il presidente Napolitano mi ha conferito il premio di rappresentanza per il progetto espositivo che si intitolava \u201c\u0399\u03a7\u0398\u03a5\u03a3\u201d, pesce in greco antico, che \u00e8 l\u2019acrostico di <em>Ies\u00f9s Christ\u00f2s The\u00f2u Ui\u00f2s Sot\u00e8r = Ges\u00f9 Cristo Figlio di Dio Salvatore<\/em>. La mostra \u00e8 stata inaugurata ad Aquileia a Palazzo Meizlik in occasione della visita di Benedetto XVI nel 2011\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di riconoscimenti, qual \u00e8 il pi\u00f9 bel complimento che ha ricevuto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn artista riceve costantemente complimenti per il suo lavoro, ma molto spesso sono di circostanza. Se devo essere sincero i complimenti pi\u00f9 belli della mia carriera me li hanno fatti i bambini della <em>Nostra Famiglia <\/em>di Pasian di Prato. Con loro ho realizzato una grande opera per il centro, dove all\u2019inaugurazione con la loro dolcezza e la loro felicit\u00e0 sono riusciti a farmi commuovere: in quel momento mi sono sentito molto fortunato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la prossima opera che Gianni Maran vorrebbe realizzare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn questo momento sto lavorando a dei progetti di grandi sculture in acciaio, che dovrebbero essere\u00a0realizzate entro settembre. Poi ancora vetri a Murano. Ma principalmente continuer\u00f2 a raccontare storie con la mia pittura che scandir\u00e0 inevitabilmente le mie giornate\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni Maran<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":29898,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-29897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30552-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Gianni Maran","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29897","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29897"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29897\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29898"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}