{"id":29824,"date":"2019-07-12T00:00:00","date_gmt":"2019-07-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29824"},"modified":"2019-07-12T00:00:00","modified_gmt":"2019-07-11T23:00:00","slug":"artista-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/artista-della-vita\/","title":{"rendered":"Artista della vita"},"content":{"rendered":"<p> \tQuando all\u2019et\u00e0 di 4 anni <strong>Valentina Bressan <\/strong>rimase a bocca aperta all\u2019interno del teatro della sua <strong>Gradisca d\u2019Isonzo<\/strong><\/p>\n<p> \taveva probabilmente gi\u00e0 intuito che quel mondo sarebbe stato parte integrante della propria vita. Tanto che oggi, a 45 anni, se le si chiede come potremmo definirla, parafrasando un politico francese risponde senza esitazioni: \u00abSiamo tutti artisti della nostra vita, perch\u00e9 l\u2019arte non appartiene a canoni prestabiliti\u00bb. Al telefono la sua voce trasmette passione e determinazione.<\/p>\n<p> \tSentimenti ed emozioni che l\u2019hanno sempre accompagnata, come ci spiega in questa intervista.<\/p>\n<p> \t<strong>Valentina, torniamo indietro nel tempo: nel 1996, grazie al Progetto Leonardo della Comunit\u00e0 europea, lei sbarca in Francia. Un Paese gi\u00e0 nel suo destino\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo sempre avuto la erre moscia e da piccola molti bambini mi prendevano in giro, facendomi soffrire. Cos\u00ec mi dicevo: se vado dove si parla francese mi lasceranno in pace. Per imparare la lingua e scoprire nuove culture avevo anche fatto domanda\u00a0di ammissione al Collegio del Mondo Unito. Quando seppi di non essere stata accettata fu per me una grande delusione. Da piccola inoltre praticavo la danza e la lingua ufficiale di questa disciplina \u00e8 proprio il francese. Cos\u00ec quando si profil\u00f2 l\u2019opportunit\u00e0 di poter andare in Francia, supportata dalla Comunit\u00e0 europea, non ci pensai due volte. Anche perch\u00e9\u00a0i miei genitori non avrebbero mai potuto permettersi di pagarmi un viaggio all\u2019estero di quel tipo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>A 22 anni il primo impatto con la Francia come fu?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abArrivare in Francia all\u2019inizio \u00e8 complicato perch\u00e9 la cultura \u00e8 radicalmente diversa. A partire da un aspetto a cui non si d\u00e0 il giusto peso: l\u2019humor. Il modo in cui italiani e francesi ridono \u00e8 diametralmente opposto. L\u2019italiano quando ride esagera le cose, il francese quando vuole ridere usa il secondo grado, cio\u00e8 dice l\u2019opposto di quello che pensa. Se tu non conosci il codice resti basito, perch\u00e9 ti sembrano cinici. E questo, per chi non comprende, crea un sacco di conflitti. Imparare l\u2019umorismo di un Paese straniero \u00e8 una delle condizione essenziali per viverci. E non \u00e8 una cosa semplice\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Anche per questo si \u00e8 dedicata fin da subito a imparare al meglio la lingua\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIn Francia ho cercato di non incontrare italiani, ma di perfezionare la lingua per me stessa. Quando frequentavo l\u2019universit\u00e0 a Trieste conoscevo uno studente libanese che parlava un italiano poco fluido, e tutti facevano fatica a capirlo e parlavano con lui mal volentieri. Io non volevo che i francesi provassero le stesse cose parlando con me, per cui mi impegnai per imparare al meglio la lingua nel minimo dettaglio. Solo comprendendo tutte le sottigliezze di una lingua \u00e8 possibile integrarsi con facilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>E l\u2019integrazione come fu?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQuando sono arrivata, oltre a una cultura ho scoperto anche il mondo del lavoro e una mia indipendenza: avevo una borsa di studio ogni mese che mi consentiva di essere autonoma. Ci sono stati dei momenti in cui ho sofferto molto, come quando, terminata l\u2019esperienza di studio, mentre cercavo lavoro mi dicevano \u201cpuoi sempre tornartene a casa tua\u201d. Ma dopo tanto tempo casa mia dov\u2019era? La casa \u00e8 dove c\u2019\u00e8 il tuo cuore e ci sono le tue amicizie\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>A proposito di lavoro, quali sono state le prime esperienze professionali?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo iniziato a lavorare grazie a uno stage da un geometra. Ricordo che l\u2019ultimo lavoro che feci fu il rilievo topografico di un cimitero e l\u00ec mi sono detta: non \u00e8 questo che voglio fare. All\u2019epoca cercavo ancora un lavoro che fosse negli schemi, a cui poter dare un nome preciso, che fosse rassicurante\u2026 All\u2019universit\u00e0 avrei voluto fare architettura, che per\u00f2 c\u2019era solo a Venezia, cos\u00ec ho fatto dei compromessi scegliendo prima fisica e poi geologia. Arrivata in Francia decisi di mettere in pratica quello che gi\u00e0 facevo negli studi, ma poi mi sono resa conto che non faceva per me\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Finch\u00e9 un giorno a Montpellier\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi ritrovai a fare visita al Teatro dell\u2019<em>Op\u00e9ra National de Montpellier. <\/em>Mi capit\u00f2 di entrare nell\u2019ufficio del direttore tecnico e l\u00ec vidi i disegni degli allestimenti degli spettacoli. Fu una folgorazione. Mi dissi: questo \u00e8 quello che so fare, voglio fare il geometra a teatro. Feci uno stage di sei mesi e da l\u00ec inizi\u00f2 il mio nuovo percorso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un percorso entusiasmante che l\u2019ha portata a divenire direttore tecnico dell\u2019<\/strong><strong><em>Op\u00e9ra Bastille <\/em><\/strong><strong>di Parigi. Cosa significa concretamente?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQua ci sono una ventina di produzioni e 300 rappresentazioni in un anno, di cui sempre tre in contemporanea. Il palcoscenico \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi del mondo. Ogni produzione rappresenta un volume di 12-15 tir, ma possono arrivare fino a 22. Gestisco una squadra di 250 persone tra macchinisti, tecnici, addetti a luci, suono, audio e attrezzeria. Oltre al coordinamento generale di tutti gli spettacoli che si terranno al <em>Bastille<\/em>. Assieme alla mia squadra lavoro con grande anticipo: in questo momento siamo operativi sugli spettacoli del 2020 e iniziamo a fare quelli del 2021\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come si svolge una sua giornata tipo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPasso molto tempo a redigere dei documenti nei quali spiego, sintetizzo e comunico i diversi dettagli degli spettacoli a venire. \u00c9 molto importante che ogni servizio sia perfettamente al corrente di ci\u00f2 che stiamo preparando e di ci\u00f2 che il regista e scenografo desiderano. Partecipo dunque a moltissime riunioni di coordinazione. Nella mia vita professionale mi sono occupata di sicurezza antincendio, regia di scena, creazione di scenografie, gestione del planning e ognuna di queste competenze sono oggi essenziali in tutti questi incontri. In una struttura di circa 1.500 persone la comunicazione \u00e8 un fattore essenziale di successo. L\u2019edificio \u00e8 immenso, basti pensare che ci sono circa 33 chilometri di corridoi, per questo preparare ogni mezzo di comunicazione e sintesi \u00e8 essenziale. L\u2019Op\u00e9ra Bastille \u00e8 come un enorme nave e ogni cambiamento o leggera modificazione di rotta deve essere perfettamente organizzato\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Riesce a ritagliarsi del tempo libero?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon ho un cartellino da timbrare, anzi credo che nessuno dovrebbe averlo perch\u00e9 le persone responsabilizzate lavorano molto meglio di quelle controllate. Cerco di gestire il mio tempo per essere efficace. Ci sono stati dei momenti della mia\u00a0carriera in cui mi sono trovata a gestire cos\u00ec tante cose che mi sembrava di esplodere. A Lione ho scoperto il <em>Metodo Eisenhower <\/em>su come gestire tante emergenze, distinguendo sempre tra incombenze urgenti o importanti. \u00c8 essenziale poter preservare le proprie passioni, perch\u00e9 altrimenti diventi matto e se diventi matto poi diventi sgradevole, e se diventi sgradevole poi diventi insopportabile nel contesto lavorativo\u2026 Proseguo con la danza a cui dedico un\u2019ora il sabato mattina. Il resto del tempo lo trascorro con le mie due bambine di 5 e 7 anni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In ambito professionale, invece, non solo direzione tecnica; ha infatti collaborato alla creazione di scene e costumi del <\/strong><strong><em>Mos\u00e8 d\u2019Egitto<\/em><\/strong><strong>: che esperienza \u00e8 stata?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPer me \u00e8 stato favoloso poter lavorare con Jos\u00e9 Yaque, artista cubano di livello assoluto. La creazione \u00e8 alla portata di tutti: per questo non mi do etichette e non mi sento autorizzata a darle agli altri\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dalla produzione delle opere teatrali alla fruizione da parte del pubblico: quali sono le principali differenze tra Francia e Italia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIn Italia l\u2019opera \u00e8 frequentata da un pubblico d\u2019\u00e9lite, in Francia viene invece svolto un lavoro enorme di apertura della cultura al grande pubblico. Questo perch\u00e9 la cultura crea ricchezza: secondo uno studio dell\u2019<em>Op\u00e9ra <\/em>di Lione, l\u2019indotto economico vale sette volte rispetto all\u2019investimento iniziale. Basti pensare a quanta gente lavora nell\u2019Opera: ingegneri,\u00a0costumisti, falegnami, fabbri, ballerini, cantanti\u2026 Ci sono tutti i mestieri. Inoltre investire nella cultura significa investire su opere che susciteranno emozioni nelle persone, ampliando i loro orizzonti. Quello che invece succede in Italia con la soppressione di enti lirici non \u00e8 solo drammatico e scandaloso, ma completamente illogico. In Italia c\u2019\u00e8 un potenziale di gioia e creativit\u00e0 enorme\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Se fosse rimasta in Italia avrebbe avuto le stesse opportunit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono convinta di no. In Italia, lavorare in un teatro senza avere una laurea o senza aver fatto gli studi di scenografia sarebbe stato impossibile. Basti pensare che quando sono rientrata dalla Francia per un breve periodo, ho partecipato a un concorso della Comunit\u00e0 europea a Palermo per potermi iscrivere a un corso di scenografia a cui si poteva accedere solo avendo avuto esperienze pregresse: quando sono arrivata e ho presentato tutti i documenti con le mie esperienze svolte in Francia, non mi hanno accettata dicendo che era impossibile che io avessi realmente fatto quanto riportato nella mia documentazione perch\u00e9 non avevo i titoli. Inoltre, in Italia in tanti anni non mi hanno mai nemmeno risposto alle lettere di candidatura\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ormai vive in Francia da vent\u2019anni: si sente pi\u00f9 francese o italiana?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPur non avendone bisogno, ho preso anche la nazionalit\u00e0 francese quando ci sono stati gli attentati terroristici: le mie bambine sono francesi e visto che la Francia era sotto attacco ho deciso di essere in pericolo esattamente come loro. Ma in realt\u00e0 non sono n\u00e9 italiana n\u00e9 francese. Non sono italiana perch\u00e9 non so pi\u00f9 come si vive in Italia. Ma non sono nemmeno francese, perch\u00e9 mi mancano 20 anni di vita: non avr\u00f2 mai tutte le esperienze culturali, sociali, politiche, musicali&#8230; Per cui sono una e l\u2019altra, ma non sono n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Torna spesso nella sua terra d\u2019origine?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAdesso \u00e8 complicato. Quando rientro \u00e8 come un pellegrinaggio. Non vengo in vacanza, vengo a rivivere il mio passato. Vengo a Gradisca a trovare la mia famiglia e i miei nipoti. Non ho pi\u00f9 tanti affetti: tutti gli amici della mia vita di adulta sono in Francia. Adoro per\u00f2 essere a Grado e vedere la montagna\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Cosa le manca dell\u2019Italia che in Francia non c\u2019\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019Italia che ho nel cuore \u00e8 qualcosa che di fatto non esiste: un mix tra film, cucina, incontri con le persone. L\u2019immagine che ho io dell\u2019Italia \u00e8 un\u2019immagine collettiva di tutte le esperienze vissute negli anni e in luoghi diversi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Qual \u00e8 invece la cosa della Francia a cui non rinuncerebbe pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl senso di nazione. Il senso che lo Stato esiste ovunque. Non c\u2019\u00e8 un angolo della Francia che non sia Francia. Quando sei in Italia ci sono dei posti in cui ti senti abbandonato. E questa per me \u00e8 una cosa intollerabile. I servizi pubblici sono uguali,\u00a0l\u2019accesso alla formazione, alla sanit\u00e0, alla sicurezza \u00e8 uguale per tutti i francesi. E il senso di giustizia: la sua efficienza e indipendenza sono la cosa di cui non potrei pi\u00f9 fare a meno\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>La sua \u00e8 una storia di sfide, evoluzioni, cambiamenti: quali sono gli obiettivi per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel 2021 cambier\u00e0 la direzione generale dell\u2019<em>Op\u00e9ra <\/em>e so benissimo che la direzione tecnica potrebbe essere tra le prime a saltare. Per ora mi vedo qui, ma dopo chiss\u00e0\u2026 Mi piace per\u00f2 pensare di poter percorrere strade finora mai percorse. Mi\u00a0piace scrivere: magari lo far\u00f2 per registi teatrali o cinematografici\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valentina Bressan<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":29825,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-29824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/30397-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Valentina Bressan","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29824\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29825"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}