{"id":29578,"date":"2019-06-03T00:00:00","date_gmt":"2019-06-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29578"},"modified":"2019-06-03T00:00:00","modified_gmt":"2019-06-02T23:00:00","slug":"aquileia-festeggia-il-compleanno-con-i-suoi-tesori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/aquileia-festeggia-il-compleanno-con-i-suoi-tesori\/","title":{"rendered":"Aquileia festeggia il compleanno con i suoi tesori"},"content":{"rendered":"<p>Presentata stamattina a Roma la mostra <strong><em>\u201cMagnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna<\/em><\/strong>\u201d che inaugura sabato 8 giugno al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ed \u00e8 organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna con il patrocinio del Comune di Aquileia e in collaborazione con Fondazione So.co.Ba per celebrare i 2200 dalla fondazione dell\u2019antica citt\u00e0 romana.<\/p>\n<p>Alla conferenza stampa nella Sala della Crociera del Ministero per i beni e le Attivit\u00e0 Culturali hanno preso la parola il capo di Gabinetto del Ministro, <strong>Tiziana Coccoluto<\/strong>, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia <strong>Massimiliano Fedriga<\/strong>, il presidente della Fondazione Aquileia <strong>Antonio Zanardi Landi<\/strong>, il direttore della Collezione Antichit\u00e0 del Kunsthistorisches Museum di Vienna <strong>Georg Plattner<\/strong>, il direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia <strong>Luca Caburlotto<\/strong>, il sindaco di Aquileia <strong>Emanuele Zorino<\/strong> e l\u2019archeologo <strong>Louis Godart<\/strong>.<\/p>\n<p>La mostra riporta ad Aquileia, a distanza di quasi 200 anni, <strong>alcuni tra i pi\u00f9 importanti reperti archeologici restituiti dal ricchissimo sottosuolo aquileiese<\/strong>, attualmente esposti nella collezione permanente del Kunsthistorisches Museum di Vienna.<\/p>\n<p><strong>Un viaggio nel tempo<\/strong> che, grazie ai 110 reperti del Kunsthistorisches, ci trasporta <strong>nell\u2019Aquileia di\u00a0 2200 anni fa<\/strong> <strong>ma anche nell\u2019Aquileia dell\u2019Ottocento <\/strong>quando la citt\u00e0 era parte dell\u2019Impero asburgico e le raccolte viennesi rappresentavano l\u2019alternativa istituzionale al collezionismo privato delle famiglie locali e alla dispersione del materiale sul mercato antiquario.<\/p>\n<p>Un\u2019occasione per presentare, in molti casi per la prima volta dai tempi lontani del loro ritrovamento, alcuni dei capolavori della citt\u00e0 adriatica all\u2019interno del contesto storico per i quali furono creati e nel quale furono utilizzati. Ma offre anche l\u2019opportunit\u00e0 per raccontare un momento importante della storia di Aquileia, che, mediante una intensa attivit\u00e0 di raccolta, di scavo e di ricerca durata pi\u00f9 di due secoli, port\u00f2 alla progressiva riscoperta, durante l\u2019et\u00e0 moderna, della grandezza dell\u2019antica citt\u00e0 romana.<\/p>\n<p>\u00abSiamo particolarmente grati al Kunsthistorisches Museum \u2013 dichiara <strong>Antonio Zanardi Landi <\/strong>\u2013 per aver accettato di concedere il\u00a0 prestito di tutti i pi\u00f9 importanti pezzi\u00a0 delle sue collezioni provenienti da Aquileia.\u00a0 Non \u00e8 mai facile riportare opere d\u2019arte importanti nei luoghi di provenienza, per il sottinteso, ma sempre presente, timore che nella coscienza del pubblico e nel dibattito che sempre segue una grande mostra si insinui il concetto di spoliazione, di \u201cportato via\u201d. L\u2019apertura e lo spirito di collaborazione di tutti i responsabili del Kunsthistorisches e il risalto che ai reperti aquileiesi viene dato nelle sale espositive viennesi ci fanno capire invece che il rapporto Vienna-Aquileia \u00e8 davvero molto positivo, e che, in realt\u00e0, in quella sede Aquileia ha una sorta di \u201csuccursale austriaca\u201d oltre che una vetrina con un\u2019eccezionale capacit\u00e0 di richiamo e di illustrazione di quella che fu la grande citt\u00e0 romana\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA partire dal 1817 \u2013 spiega <strong>Georg Plattner<\/strong> \u2013 circa 340 reperti antichi da Aquileia sono stati inviati a Vienna da Aquileia, quarantacinque pezzi tornarono ad Aquileia nel 1921, nell\u2019ambito delle restituzioni che l\u2019Austria fece dopo la fine della prima guerra mondiale all\u2019Italia: tra essi, sculture e iscrizioni, bolli laterizi e altri oggetti minori. Ancora oggi \u2013 evidenzia la direttrice del Museo <strong>Sabine<\/strong> <strong>Haag<\/strong> \u2013 i capolavori aquileiesi mantengono una posizione preminente come importanti testimoni dell\u2019antico passato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl percorso espositivo si snoda attraverso le sale del Museo Archeologico Nazionale recentemente riallestito \u2013 come sottolinea <strong>Luca Caburlotto <\/strong>\u2013 i capolavori in arrivo da Vienna ricongiunti al loro contesto di rinvenimento e di utilizzo ne completano la narrazione; dialogando all\u2019interno delle singole sezioni con tutti quei materiali via via confluiti, per strade diverse, nella collezione permanente, essi contribuiscono cos\u00ec a fornire un ulteriore tassello alla ricostruzione della storia della citt\u00e0 antica\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abLa mostra \u2013 dichiara\u00a0<strong>Cristiano Tiussi, <\/strong>direttore della Fondazione Aquileia \u2013\u00a0\u00a0ci riporta ai tempi pionieristici dell&#39;archeologia aquileiese, tra il tardo Settecento e il primo Ottocento. Siamo ancora all\u2019epoca degli scavi occasionali, che sebbene determinati bens\u00ec dall\u2019unico scopo di recuperare \u201ctesori\u201d antichi hanno condotto a scoperte di notevolissimo rilievo, talvolta avvolte ancora da un&#39;aura di mistero. In un certo senso, essi prepararono le prime indagini di ampio respiro degli archeologi austriaci, quelle effettuate nell\u2019area del circo e delle mura tardoantiche tra il 1872 e il 1875 e, soprattutto, quelle importantissime avviate nel 1893 intorno al complesso basilicale\u00bb.<\/p>\n<p>Tra i \u201cmagnifici ritorni\u201d dell\u2019estate aquileiese spicca il <strong>rilievo marmoreo con la rappresentazione di Mitra Tauroctono<\/strong>, con il berretto frigio, il serpente, lo scorpione e l&#39;uccisione del toro sacro che riporta agli antichi culti che hanno segnato la storia dell&#39;umanit\u00e0, giunti ad Aquileia dopo un lungo viaggio da Oriente, dall\u2019India e dalla Persia dove il culto a lui dedicato, misterico ed iniziatico, era nato secoli prima.<\/p>\n<p>\u00abLa diffusa presenza di culti mitraici, molto diffusi tra i soldati, nella regione intorno ad Aquileia \u2013 nota <strong>Antonio Zanardi Landi<\/strong> \u2013 oltre che ricordarci il ruolo militare attribuito da Roma alla colonia che doveva consentire l\u2019espansione verso i Balcani e il Noricum, sottolinea fortemente quell\u2019elemento che rende unica Aquileia nel panorama dell\u2019Impero.\u00a0 Mi riferisco al ruolo di interfaccia economica e culturale della citt\u00e0 e del Caput Adriae con l\u2019Oriente (Balcani, ma anche con il Vicino Oriente mediterraneo, l\u2019Egitto e l\u2019Africa Settentrionale). Ruolo di intermediario culturale, svolto da Aquileia nel cuore dell\u2019Europa antica e tardo antica, che ha favorito il formarsi della specificit\u00e0 della cultura, dell\u2019arte e delle forme di culto prosperate nella citt\u00e0 romana\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl rilievo del Mitra \u2013 come spiega <strong>Marta Novello<\/strong>, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia \u2013 inizialmente promesso al Museo Archeologico al momento del suo rinvenimento nel 1888, fu poi regalato all\u2019imperatore Francesco Giuseppe. All\u2019interno delle sale del museo aquileiese ne rimase un calco in gesso, che ancora oggi rappresenta un chiaro richiamo all\u2019indissolubile <em>fil rouge<\/em> che pone in relazione le due collezioni museali, nate a pochi anni di distanza fra loro, l\u2019una \u2013 con il nome di Kunsthistorisches Hofmuseum \u2013 nel 1891, l\u2019altra \u2013 con il nome di Imperial Regio Museo dello Stato \u2013 nel 1882, per diretta iniziativa dell\u2019Imperatore Francesco Giuseppe quale chiara espressione della politica culturale dell\u2019Impero austro-ungarico e di quel lungo processo che nel corso del XIX secolo port\u00f2, in Europa, alla maturazione della moderna concezione del museo quale bene dello Stato al servizio dei cittadini\u00bb.<\/p>\n<p>Tra i reperti di maggior pregio si distinguono la <strong>patera in argento<\/strong>, l\u2019eccezionale piatto dalla complessa raffigurazione allegorica riconducibile a temi dell\u2019abbondanza e della celebrazione dell\u2019agricoltura, donato nel 1816 all\u2019imperatore d\u2019Austria Francesco I dal conte Francesco Leopoldo Cassis Faraone, e <strong>la croce in bronzo del IV secolo con il monogramma<\/strong> dato dall\u2019intersezione delle iniziali del nome greco di Cristo donata a Vienna dal barone Ettore von Ritter verso la met\u00e0 dell\u2019800.<\/p>\n<p><strong>In mostra anche molti materiali preziosi<\/strong> confluiti a Vienna attraverso l\u2019Imperial Regio Gabinetto Numismatico e delle Antichit\u00e0 di Vienna, nucleo originario del Kunsthistorisches Museum al quale i funzionari locali preposti al controllo degli scavi trasmettevano le antichit\u00e0 aquileiese fino all\u2019istituzione del Museo Archeologico nel 1882: <strong>gemme, monete, bronzi,<\/strong> tra i quali spicca la <strong>raffinatissima gemma verde con un ritratto femminile <\/strong>dalla complessa acconciatura ispirata dalle mode in voga tra le principesse della famiglia imperiale , oggi incastonata in una montatura in oro di et\u00e0 moderna o la <strong>pasta vitrea con la raffigurazione del Circo Massimo di Roma<\/strong> ora montata su un elemento moderno in argento.<\/p>\n<p>Grazie al sostegno della Fondazione Aquileia si \u00e8 reso possibile anche il restauro della cosiddetta <strong>Venere di Aquileia<\/strong>, che dopo una lunga permanenza nei depositi viennesi finalmente pu\u00f2 essere esposta. Rinvenuta nel febbraio del 1824 e venduta nel 1828 alle collezioni imperiali a Vienna, la statua rappresentata la dea nuda, con il solo mantello che avvolge il corpo all\u2019altezza dei fianchi. La scultura richiama la Venere Marina e deriva da un\u2019elaborazione ellenistica di II secolo a.C. della famosissima Afrodite Cnidia di Prassitele, opera di IV secolo a.C., che per la prima volta rappresentava la divinit\u00e0 completamente nuda. La scultura aquileiese doveva essere originariamente collocata in un luogo pubblico di grande visibilit\u00e0, forse il teatro e le terme della citt\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Tra le opere lapidee del percorso espositivo spicca un rilievo frammentario in marmo bianco di cospicue dimensioni, che rappresenta una scena di <strong>sacrificio rituale di un toro dinnanzi a un altare.<\/strong> Sul frammento, stilisticamente databile alla fine del I secolo d.C., sono rappresentati tutti i momenti salienti di un sacrificio alle divinit\u00e0 da parte di due personaggi, forse i magistrati della colonia o alcuni membri della famiglia imperiale. La rappresentazione richiama i grandi sacrifici di stato di et\u00e0 romana, che prevedevano il sacrificio consecutivo di un toro, di una pecora e di una scrofa (<em>suovetaurilia<\/em>). Il rilievo aquileiese, che non conta molti confronti al di fuori di Roma, doveva probabilmente essere esposto in un luogo pubblico come il foro o un\u2019area sacra.<\/p>\n<p>Va segnalata infine la <strong>statua di aquila<\/strong> a tutto tondo, databile al II d.C,\u00a0 che si poggia su un supporto ed \u00e8 stato lavorato in un unico blocco: l\u2019aquila, rappresentata a grandezza naturale e con le ali aperte, era spesso usata come simbolo del potere dell\u2019Impero romano, oltre che come animale collegato al culto di Giove.<\/p>\n<p>Il neo sindaco di Aquileia Emanuele Zorino ha espresso il suo apprezzamento perch\u00e9 \u00absi tratta di reperti che sono nel cuore e nella memoria di molti aquileiesi e la mostra sar\u00e0 l\u2019occasione per ritrovare la storia comune e riscoprire un sodalizio che dura da molti anni\u00bb.<\/p>\n<p>Info: <u><a href=\"http:\/\/www.fondazioneaquileia.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.fondazioneaquileia.it<\/a><\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dei 2200 anni di fondazione della citt\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":29579,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-29578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",640,447,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",500,349,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",464,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",372,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",750,524,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29900-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"In occasione dei 2200 anni di fondazione della citt\u00e0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29578\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}