{"id":29540,"date":"2019-05-28T00:00:00","date_gmt":"2019-05-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29540"},"modified":"2019-05-28T00:00:00","modified_gmt":"2019-05-27T23:00:00","slug":"il-tesoro-della-semplicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-tesoro-della-semplicita\/","title":{"rendered":"Il tesoro della semplicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>Di du l\u00e0 seso?<\/em>\u201d. All\u2019interno dell\u2019aeroporto di <strong>Madrid<\/strong>, questa domanda in friulano mi riporta indietro di cinque anni. Ancor\u00a0prima di girarmi ho gi\u00e0 riconosciuto la voce. Mi volto e davanti a me trovo Luigi Guerra proveniente da Montina di Torreano. L\u2019ultima e unica volta che lo avevo incontrato era stato in Cile, a San Pedro, nel deserto di Atacama. Anche allora pose a me e\u00a0Lucia lo stesso interrogativo. Scambiamo alcune battute, raccontandoci le avventure vissute negli ultimi anni. Una coincidenza incredibile. Non sar\u00e0 l\u2019unica in questo viaggio destinato \u2013 pi\u00f9 di ogni altro \u2013 a restare un\u2019esperienza indelebile.<\/p>\n<p>Dopo un volo tranquillo sbarchiamo a <strong>Buenos Aires <\/strong>in perfetto orario. Sistemati i bagagli in albergo facciamo un rapido giro in <strong>Plaza de Mayo<\/strong>: \u00e8 l\u20198 marzo e, come tradizione, \u00e8 in programma una grande manifestazione. Il centro \u00e8 bloccato, mentre i rivenditori ambulanti di alimenti prendono posizione ai bordi della piazza. Noi siamo molto stanchi e al calar della sera andiamo a riposare. La capitale argentina \u00e8 solo il punto di partenza di un tour che si preannuncia molto impegnativo\u2026<\/p>\n<p>L\u2019indomani ci imbarchiamo sul traghetto. Dopo un\u2019ora di navigazione, sbarchiamo a <strong>Colonia del Sacramento<\/strong>, in <strong>Uruguay<\/strong>. La citt\u00e0 sembra un luogo fantasma. Per strada non c\u2019\u00e8 nessuno a cui poter chiedere informazioni: sar\u00e0 cosi per tutto il tempo\u00a0e a tutte le ore del giorno. Vicino alla citt\u00e0 vecchia troviamo una buona sistemazione. Oltre a essere una citt\u00e0 tranquilla, Colonia offre anche luoghi di interesse: dall\u2019acciottolata <strong>Calle de los Suspiros <\/strong>risalente al XVIII secolo all\u2019ottocentesco faro:\u00a0da qui la vista sulla citt\u00e0 vecchia \u00e8 davvero affascinante.<\/p>\n<p>Nei pressi scorgiamo le rovine del <strong>Convento di San Francisco<\/strong>, risalente al XVII secolo. A due passi visitiamo la <strong>Basilica del Sanctissimo Sacramento<\/strong>, costruita dai portoghesi nel 1808. La domenica mattina \u00e8 allestito un mercatino dei prodotti tipici\u00a0locali: la grande confusione stride con il silenzio della citt\u00e0 vecchia.<\/p>\n<p>Decidiamo di andare a visitare il <strong>Real de San Carlos<\/strong>, un immenso complesso turistico degli inizi del XX secolo. Fatto costruire da un danaroso imprenditore argentino, comprendeva un\u2019arena da 10.000 posti (l\u2019intera area oggi \u00e8 recintata perch\u00e9 pericolante), uno sferisterio da 3.000 posti, un hotel e un casin\u00f2. Solo l\u2019ippodromo resta in funzione.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di ripartire, destinazione <strong>Montevideo <\/strong>che raggiungiamo dopo tre ore di autobus. Nella capitale lo scenario \u00e8 completamente diverso: moltissimo traffico e, al contrario di Colonia, un grande trambusto. Raggiungiamo un ufficio turistico per ritirare l\u2019indispensabile mappa della citt\u00e0 e per ricevere alcune dritte sui luoghi da visitare. La prima tappa \u00e8 <strong>Plaza Independencia<\/strong>, dove campeggia una statua di 17 metri che ricorda l\u2019eroe nazionale <strong>Jos\u00e8 Artigas<\/strong>. Nello stesso luogo sorge\u00a0il <strong>Mausoleo de Artigas<\/strong>, una struttura sotterranea dove riposano le sue spoglie, vigilate da un picchetto d\u2019onore.<\/p>\n<p>Nella stessa piazza si trova anche la <strong>Puerta de la Ciudadela<\/strong>, porta in pietra e unico resto della citt\u00e0 coloniale demolita nel 1883. Ci rechiamo al <strong>Mercado del Puerto<\/strong>, un\u2019imponente struttura in ferro al cui interno si trovano moltissime <em>Parrillas<\/em>, ristoranti che propongono abbondanti grigliate sprigionando nell\u2019ambiente un profumo invitante. Da qui raggiungiamo <strong>Plaza Matriz<\/strong>, dove incontriamo uno tra i monumenti imperdibili di Montevideo, la meravigliosa <strong>Cattedrale Metropolitana <\/strong>detta anche <strong><em>Iglesia Matriz<\/em><\/strong>: uno degli edifici sacri pi\u00f9 belli e importanti di tutto il Sudamerica, iniziata a costruire nel 1784 e terminata 15 anni pi\u00f9 tardi. Per gli appassionati di calcio non pu\u00f2 mancare una visita all\u2019<strong>Estadio Centenario<\/strong>, lo stadio pi\u00f9 grande di tutto il Paese e uno dei pi\u00f9 famosi al mondo grazie alla sua storia, tanto da essere considerato uno dei pochi Monumenti Storici del Calcio Mondiale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 stato sede del primo vero Mondiale, nel 1930, vinto proprio dall\u2019Uruguay, e di altre competizioni internazionali fino alla Coppa America del 1995, anch\u2019essa vinta dall\u2019Uruguay. Nonostante lo stato delle tribune ne evidenzi la vetust\u00e0, la <em>Celeste <\/em>\u2013 la Nazionale uruguaiana \u2013 disputa qui tutte le sue partite casalinghe. All\u2019interno dello stadio visitiamo il <strong>Museo del Futbol<\/strong>, interamente dedicato alla storia del calcio e della Celeste, dove sono custoditi numerosi cimeli, tra cui le coppe del mondo vinte dalla nazionale uruguaiana nel 1930 e 1950.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, di buon mattino, acquistiamo i biglietti per <strong>Tacuaremb\u00f2<\/strong>; a mezzogiorno partiamo: \u201c<em>La Patria Gaucha<\/em>\u201d ci aspetta. Nel lungo tragitto osserviamo solo mucche, pecore e cavalli liberi nell\u2019immensit\u00e0 della prateria, dove lo sguardo si perde. Ogni tanto qualche albero e rari paesi. Solo prima di giungere a destinazione scorgiamo qualche bosco di eucalipti. Arriviamo proprio nel giorno in cui iniziano i festeggiamenti cittadini, con musica tutta la notte fino alle prime luci dell\u2019alba:\u00a0verrebbe da dire \u201c\u00e8 qui la <em>fiesta<\/em>\u201d. Di primo mattino la gente gi\u00e0 freme per l\u2019evento pi\u00f9 atteso: la grande sfilata di cavalli e cavalieri provenienti da tutto l\u2019Uruguay. Per quasi tre ore in citt\u00e0 si assiste a uno spettacolo unico, con l\u2019invasione di 4.500 cavalli.<\/p>\n<p>\u00c8 domenica, il giorno della <strong>Missa Criolla<\/strong>. Il luogo\u00a0 dove \u00e8 prevista la celebrazione dista circa 3,5 chilometri dal centro. Nel frattempo inizia a piovere. Appena giunti sul posto chiediamo informazioni, ma scopriamo che la Messa \u00e8 stata spostata nella \u00a0cattedrale. Per cancellare la delusione decidiamo allora di assistere a qualche evoluzione sui cavalli nel grande campo di gara. Continua a piovere e diverse competizioni vengono sospese per il terreno troppo scivoloso. Decidiamo di rientrare, cos\u00ec assistiamo alla parte finale della messa. All\u2019uscita incontro il Vescovo che l\u2019ha celebrata. Parla molto bene l\u2019italiano, svelando le proprie origini: suo nonno era partito da Trento agli inizi del 1900&#8230;<\/p>\n<p>Ma le sorprese non sono finite. A pranzo, in un locale del centro, incontriamo <strong>Daniel L\u00f2pez Moroy<\/strong>, famoso giornalista e radiocronista di <em>Radio Tacuaremb\u00f2<\/em>, inviato al seguito della Celeste ai Mondiali di calcio. La segu\u00ec anche durante Italia \u201990, torneo in cui l\u2019Uruguay disput\u00f2 le proprie partite a Udine. Quando scopre da dove proveniamo, non solo ci racconta della sua esperienza in quei giorni, ma anche della sua amicizia con un uruguaiano che vive a Cividale.<\/p>\n<p>La tappa successiva del nostro tour \u00e8 <strong>Artigas<\/strong>, famosa per l\u2019ametista. Alla reception dell\u2019hotel incontriamo un giovane che per molti anni \u00e8 vissuto in Italia. Ci indirizza a un\u2019attivit\u00e0 artigianale dove possiamo acquistare qualche regalo per parenti e amici,\u00a0e dove incontriamo due persone che si rendono disponibili a farci visitare una <em>Cantera<\/em>, miniera da cui si estrae proprio l\u2019ametista. Un giro che dura circa 3 ore, ricco di emozioni. Visitiamo anche uno dei grandi laboratori artigianali del paese, dove ammiriamo la lavorazione delle ametiste giganti.<\/p>\n<p>Lasciamo Artigas per raggiungere <strong>Salto<\/strong>, la seconda citt\u00e0 dell\u2019Uruguay, sorta vicino alle cascate dove il Rio Uruguay compie il Salto Grande. Famosa per le sorgenti termali, qui troviamo alloggio in un hotel del grande complesso termale del <strong>Daym\u00e0n<\/strong>,\u00a0a circa 8 chilometri dal centro cittadino, privo di particolari attrattive. A Salto ci concediamo alcuni giorni di completo relax, crogiolandoci al sole in compagnia di ospiti argentini e uruguaiani. Effettuiamo anche un\u2019escursione in bicicletta per visitare la <strong>Grotta di Padre Pio<\/strong>, situata a qualche chilometro dalle terme e costruita dalla proprietaria del campo in riconoscimento di una grazia ricevuta.<\/p>\n<p>Il tempo scorre veloce: \u00e8 ora di rimettersi in marcia. Dopo diverse ore in autobus raggiungiamo <strong>Punta del Este<\/strong>, nota localit\u00e0 balneare con bellissime spiagge ed eleganti palazzi costruiti fronte mare. Il tempo non \u00e8 buono e il clima \u00e8 particolarmente fresco, costringendoci a tenere un abbigliamento autunnale. Come tutti i turisti non ci sottraiamo al rito della foto alla <strong>Mano en la Arena<\/strong>, per poi passeggiare nella parte sud della cittadina, raggiungendo prima la Chiesa della Candelaria, quindi il faro.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di pranzo. Ci fermiamo in un locale tipico e ordiniamo una pasta ai frutti di mare rigorosamente al dente. Il titolare ci chiede se veniamo dall\u2019Italia, spiegandoci che solo gli italiani vogliono la pasta al dente, mentre i locali non la apprezzano.<\/p>\n<p>Ricomincia a piovere. Terminato il pasto ci avviamo verso il campo base, soffermandoci nella zona del porto dove alcuni leoni marini se ne stanno comodamente sdraiati per la gioia di grandi e piccini. Ci imbattiamo anche in un curioso mercatino\u00a0artigianale. Si fa sera e la temperatura si abbassa ulteriormente, mentre ad alzarsi \u00e8 un vento fastidioso.<\/p>\n<p>\u00c8 gi\u00e0 ora di ripartire per Colonia del Sacramento, dove ci attende l\u2019imbarco per l\u2019Argentina. Una volta arrivati a <strong>Buenos Aires <\/strong>ci dirigiamo verso l\u2019hotel per un meritato riposo. Al mattino presto ci rechiamo alla <strong>Recoleta<\/strong>, il quartiere signorile della capitale, uno dei pi\u00f9 \u201ceuropei\u201d della citt\u00e0, con i suoi eleganti parchi e palazzi. Visitiamo uno dei cimiteri pi\u00f9 belli e popolari del mondo, situato accanto alla chiesta di <strong>Nostra Signora di Pilar<\/strong>, soffermandoci sulla tomba di <strong>Maria Eva Duarte de\u00a0Per\u00f3n<\/strong>. Si dice che il corpo di Evita fu trasportato in Europa e seppellito per qualche tempo a Milano, registrato sotto il falso nome di Maria Maggi de Magistris, per essere poi collocata definitivamente nel Cimitero de la Recoleta solo nel 1976. Nell\u2019ufficio all\u2019ingresso del cimitero chiediamo se qui \u00e8 sepolto Guy Williams, pseudonimo di Armando Joseph Catalano, attore e modello statunitense conosciuto per aver interpretato il ruolo di Zorro nel telefilm americano della Disney negli anni cinquanta, morto proprio nel quartiere della Recoleta. Purtroppo la risposta \u00e8 negativa\u2026<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 ancora molto lunga. Prendiamo un autobus e ci dirigiamo verso il <strong>quartiere della Boca<\/strong>, l\u2019originale <strong>strada di Caminito<\/strong>, una bellissima via dove, tra edifici colorati, si susseguono ristoranti, bar e postazioni di pittori. Ballerini di tango,\u00a0invece, affascinano i visitatori con la magia dei loro passi. Anche qui uno stadio cattura i nostri sguardi: la casa del Boca Juniors, \u201c<strong>La Bombonera<\/strong>\u201d, inaugurato nel 1940.<\/p>\n<p>Il tempo scorre veloce e dobbiamo prepararci a rientrare. Abbiamo vissuto esperienze uniche ma, soprattutto, abbiamo incontrato persone speciali che ci hanno fatto sentire a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uruguay<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":29541,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-29540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1-300x193.webp",300,193,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",640,411,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",300,193,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",500,321,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",474,305,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",391,251,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",300,193,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",750,482,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1.webp",250,161,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29832-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Uruguay","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29540\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}