{"id":29479,"date":"2019-05-20T00:00:00","date_gmt":"2019-05-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29479"},"modified":"2019-05-20T00:00:00","modified_gmt":"2019-05-19T23:00:00","slug":"dr-jekyll-e-mr-hyde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dr-jekyll-e-mr-hyde\/","title":{"rendered":"Dr. Jekyll e Mr. Hyde"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIl mio babbo \u00e8 sempre in movimento, non si ferma mai\u00bb. Parola del piccolo Gioele. Il suo papa \u00e8 <strong>Denis Monte<\/strong>, musicista e\u00a0direttore artistico da oltre 20 anni dell\u2019Associazione \u201cArtem\u00eca\u201d di Torviscosa, complesso corale del quale fanno parte, suddivisi in 4 organici a seconda dell\u2019et\u00e0, circa 90 giovani coristi e coriste dai 4 ai 25 anni. Ma Denis di notte si trasforma e, come un moderno dr. Jekyll e mr. Hyde, svela un\u2019anima e un\u2019energia vitale poprock.<\/p>\n<p>Dal 1988, infatti, fa parte di una cover band che si esibisce con successo in Friuli Venezia Giulia. Una doppia personalit\u00e0 espressiva la sua: da una parte pianista e tastierista, dall\u2019altra docente e direttore di coro di voci bianche, in equilibrio stabile nel segno di repertori e generi tanto diversi, quasi estremi, in apparenza lontani, ma uniti dal piacere di fare musica e comunicare emozioni.<\/p>\n<p><strong>Denis, come \u00e8 iniziata l\u2019attivit\u00e0 di direttore di coro di voci bianche?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa musica \u00e8 sempre stata nel mio DNA. Alla fine degli anni \u201980 suonavo in una cover band con un repertorio di brani rock, dai Pink Floyd ai Dire Straits, da Gloria Gaynor a James Brown e Led Zeppelin. Era un gruppo di ragazzi di Torviscosa composto da Cristiano Pittini, Fabio Marchesini, Luca Peloi e Andrea Fontana (oggi batterista di Elisa). Una passione che da allora mi porta sui palchi di locali e feste in regione. Poi il caso: un giorno ero a Udine, durante la manifestazione <em>Telethon<\/em>, e sono entrato in una banca dove era in atto un\u2019esibizione di un gruppo di bambini e bambine. Fu una folgorazione! Una forte emozione a pelle. Mi sono innamorato del suono angelico e incantevole delle loro voci e subito ho avuto la netta consapevolezza che quella sarebbe stata la mia strada\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tanto da fare di questa emozione una professione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei di s\u00ec. Immediato \u00e8 stato il desiderio non solo di lavorare con le voci dei piccoli ma di creare il mio coro. Fino a quel punto avevo gi\u00e0 avuto esperienza di didattica infantile, ma nulla di pi\u00f9. Ho seguito la mia emozione anche per avere coscienza di quale sarebbe stata la mia strada professionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa l\u2019ha colpita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordo in modo nitido l\u2019emozione della limpidezza delle voci, la piacevole sensazione di essere travolto dal suono lieve e suggestivo delle note. Oggi, a distanza di circa 20 anni, riesco a rivivere le sensazioni belle e forti provate ascoltando le onde sonore di quel canto. Era uno stato di equilibrio perfetto, estetico ed estatico, piacere assoluto, serenit\u00e0, pace, bellezza, potenzialit\u00e0 di creare e ricreare emozioni fatte di sensazioni e colori\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Fin qui il ricordo di emozioni. Poi quali passi ha mosso per trasformare il sogno in realt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa subito ho cercato di capire come si potesse formare un coro di bambini e bambine. Avevo una formazione musicale accademica e professionale come pianista e tastierista di musica pop moderna, ma ho capito da subito che ne era necessaria una specifica. Cos\u00ec ho iniziato a seguire dei masterclass e dei corsi di perfezionamento in canto corale in giro per l\u2019Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato difficile?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Friuli Venezia Giulia esiste l\u2019Unione delle societ\u00e0 corali italiane, realt\u00e0 importante per la tradizione cora le. A livello nazionale un riferimento fra i pi\u00f9 autorevoli \u00e8 la Federazione Nazionale Italiana Associazioni Regionali Corali. All\u2019interno delle loro attivit\u00e0 vengono organizzati validi corsi specifici. Poi tanto studio: a Roma, in Lombardia, a Vittorio Veneto ma anche all\u2019estero. Ho un\u00a0ricordo bello di quegli anni di formazione; luoghi dove ieri sono stato studente e oggi docente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019associazione <em>Artem\u00eca <\/em>e il coro omonimo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nome deriva dal mio desiderio e volont\u00e0 di creare un\u2019arte che fosse espressione della mia personalit\u00e0. In parallelo alla formazione ho seguito il mio istinto, il mio personale modo di esprimermi. Quando mi viene chiesto di spiegare la mia esperienza e di trasmetterla ad altri ho difficolt\u00e0 a razionalizzare. Come spiegare il fatto che il mio progetto di direttore di coro \u00e8 frutto dell\u2019espressione di un\u2019emozione forte, scaturita dal mio intimo. Le azioni, i progetti, i programmi poi sono arrivati su questa spinta emozionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i fondamentali del suo metodo didattico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLavoro molto per immagini cercando di arrivare a un particolare suono, pensando a una specifica situazione, a un\u2019immagine o a un colore che descrivano un paesaggio, un quadro. Una visione nella quale le tonalit\u00e0 e il segno sono le note. Forse \u00e8 pi\u00f9 semplice fare un esempio: note acute possono fare pensare a un cielo stellato, sul pentagramma gli astri sono le note legate fra loro a \u00a0comporre l\u2019armonia e la bellezza di un cielo notturno. Ma un esempio pu\u00f2 anche essere il piacere di arrivare a un rifugio di montagna, dove trovare ristoro e buon cibo, gustando l\u2019appagamento e la soddisfazione di una meta raggiunta. Sono queste alcune delle emozioni di riferimento per dare intensit\u00e0 nell\u2019esecuzione di un brano. In questi anni ho sperimentato come sia possibile infondere potenza emozionale a un canto attraverso l\u2019immagine di un pensiero dalla quale scaturisce la magia musicale di un\u2019interpretazione. Dunque un modo per proporre musica e lasciare in libert\u00e0 i pensieri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I suoi coristi e coriste come reagiscono?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl risultato \u00e8 sorprendente: le loro voci hanno quel qualcosa in pi\u00f9 non scritto sul pentagramma che si manifesta nell\u2019unicit\u00e0 di un\u2019interpretazione, nella vo- lont\u00e0 di fare arrivare e condividere con il pubblico qualcosa di percettibile, ma non facilmente definibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per arrivare a un\u2019esecuzione perfetta servono anche lavoro, studio, disciplina\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProvare e riprovare, ripetere un brano fino ad arrivare alla perfezione serve molto. Ma l\u2019essenza per giungere a un buon risultato \u00e8 una fortissima motivazione. Il direttore la trasmette ai suoi coristi e coriste, ricevendo in cambio tanto entusiasmo. Non serve rigore quanto la voglia di ripetere fino al risultato perfetto, per raggiungere l\u2019interpretazione pi\u00f9 aderente allo spirito del brano, dove ogni sfumatura valorizza e contribuisce al giusto insieme. Per me la soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 la richiesta del coro di rifare e rifare. In tutto questo serve anche la disciplina, ma viene dopo l\u2019entusiasmo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa chiede in particolare ai suoi coristi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEleganza nel porsi al pubblico, non solo precisione interpretativa. Riservo molta attenzione, quasi maniacale, all\u2019insieme visivo emozionale, non solo nel suo complesso sonoro. L\u2019effetto deve essere percepito dal pubblico come un <em>blend <\/em>armonico e visivo che inebria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che et\u00e0 hanno i suoi cantori e che repertorio eseguite nei vostri concerti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEt\u00e0 molto diverse: i piccoli nella fase propedeutica iniziano a 4 anni, quindi si passa alla fascia preparatoria dagli 8 ai 14 e i grandi dai 15 ai 25. Il repertorio \u00e8 vario: dalla musica romantica e rinascimentale alla contemporanea, con anche brani di musica sacra. Spaziano dal compositore inglese Benjamin Britten all\u2019ungherese Bela Bartok al friulano Orlando Dipiazza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel vostro curriculum anche esperienze di registrazioni in studio ed esibizioni dal vivo con artisti importanti del panorama nazione e internazionale come Elisa e Remo Anzovino\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA settembre 2010 abbiamo preso parte alle registrazioni del CD e DVD <em>Ivy <\/em>e <em>Steppin\u2019 on water <\/em>di Elisa e con lei abbiamo partecipato al tour nei maggiori teatri italiani. Nel 2012 abbiamo cantato con lei e Ligabue al concerto <em>Italia Loves Emilia<\/em>, a favore delle popolazioni emiliane colpite dal sisma, davanti a un pubblico di oltre 150 mila persone. \u00c8 stata un\u2019esperienza molto \u00a0\u00a0formativa: il coro l\u2019ha affrontata con professionalit\u00e0 disarmante e assoluta. Nel 2018 abbiamo partecipato alla registrazione della colonna sonora di Remo Anzovino del documentario <em>Hitler contro Picasso<\/em>. Si sono comportati da navigati professionisti suscitando l\u2019apprezzamento di tutti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il coro dunque \u00e8 una scuola di vita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei di s\u00ec; i grandi aiutano i piccoli e si crea un senso di gruppo, nel segno della solidariet\u00e0 che poi rimane nella vita un valore umano che aiuta. Non \u00e8 solo il luogo del bel canto ma anche della gioia di stare assieme e condividere. Questo \u00e8 evidente nelle fotografie che vengono postate nei social, di armonia anche esistenziale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali doti servono per essere un rispettato docente e direttore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 facile rispondere. Direi essere veri, energici, preparati e anche un poco bambini per lavorare con i bambini, con grande senso di umilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E la notte?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTastiera a tracolla e saltare sul palco!\u00bb<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Denis Monte, classe 1971, si specializza in direzione e vocalit\u00e0 infantile con stimati direttori italiani ed esteri. Nel maggio 2009 \u00e8 stato premiato come miglior direttore al 5\u00b0 Concorso Nazionale per voci bianche di Malcesine (VR). Ha partecipato come docente al Festival di Primavera 2010, 2011, 2017 e 2018: manifestazione corale per le scuole organizzata dalla Feniarco. Collabora con l\u2019USCI per i corsi di formazione rivolti a coristi e direttori di coro. Ha collaborato con Elisa per la realizzazione degli arrangiamenti corali di <\/em>Ivy <em>e di diverse produzioni musicali. Nel 2015 \u00e8 stato premiato come migliore direttore al Concorso Corale Nazionale di Vittorio Veneto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Denis Monte<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":29480,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-29479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",640,449,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",500,351,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",462,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",371,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",750,526,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29642-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Denis Monte","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29479\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}