{"id":29396,"date":"2019-05-07T00:00:00","date_gmt":"2019-05-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29396"},"modified":"2019-05-07T00:00:00","modified_gmt":"2019-05-06T23:00:00","slug":"udine-smantellato-contrabbando-di-pellet-contraffatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-smantellato-contrabbando-di-pellet-contraffatto\/","title":{"rendered":"Udine, smantellato contrabbando di pellet contraffatto"},"content":{"rendered":"<p>Su ordine del Tribunale di Udine, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Udine, unitamente ai Funzionari dell\u2019Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del capoluogo friulano, hanno notificato l\u2019Ordinanza di custodia cautelare che dispone la misura degli arresti domiciliari a carico di un imprenditore di Ivrea \u2013 dominus di un sodalizio criminale responsabile di una importante frode all\u2019IVA attuata mediante il contrabbando per sottofatturazione di pellet contraffatto dall\u2019Est Europa \u2013 e l\u2019interdizione dall\u2019esercizio d\u2019impresa per altri due.<\/p>\n<p>Contestualmente \u00e8 stato eseguito, a carico degli 11 imprenditori coinvolti, il sequestro di beni e valori per 3,5 milioni di euro.<\/p>\n<p>L\u2019indagine era nata a inizio 2017, dalla lettura integrata, fatta da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di un anomalo flusso di combustibile legnoso, importato, nella piazza friulana, da due aziende locali, gestite da due cittadini russi, i trentottenni B.A. e N.S., trapiantati, da alcuni anni, a Udine. Dopo il sequestro di alcuni carichi di pellet, operato in pi\u00f9 fasi presso gli spazi doganali del nord est per la contraffazione del marchio di certificazione di qualit\u00e0, i Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Udine e i Funzionari del locale Ufficio delle Dogane hanno iniziato ad analizzare gli scambi commerciali della filiera di importazione e vendita del combustibile, individuandovi alcune sostanziali criticit\u00e0 che incidevano, sin dall\u2019introduzione della merce in Italia, sulla determinazione e sul versamento dell\u2019IVA e dei dazi doganali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ipotizzata la frode, \u00e8 cos\u00ec partita l\u2019operazione \u201cperniciosa flagrantia\u201d, che, coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, nella persona del Sostituto Procuratore <strong>Paola De Franceschi<\/strong>, ha visto Finanzieri e Doganieri ricostruire un articolato disegno criminale che, in pochi anni, ha sottratto alle casse dell\u2019Erario circa 11 milioni di euro. Il meccanismo, architettato da cinque piemontesi, tra cui un commercialista, e dai due cittadini russi, prevedeva l\u2019acquisto di pellet \u2013 e, poi, con altre societ\u00e0, di metalli e automobili \u2013 da alcune societ\u00e0 dell\u2019est Europa e, prima ancora dell\u2019importazione in Italia, la contestuale rivendita ad altre due ditte \u201cfiltro\u201d, create ad arte per assolvere agli obblighi doganali e, subito dopo, scomparire assieme all\u2019ingente debito d\u2019imposta maturato.<\/p>\n<p>La ricostruzione della filiera illecita \u2013 effettuata grazie a indagini sia tecniche che finanziarie all\u2019esame di numerosi apparati informatici e a complessi riscontri internazionali ottenuti, in Austria, Slovacchia e Slovenia, dove il gruppo aveva costituito societ\u00e0 fittizie con lo scopo di aumentare i passaggi della filiera commerciale, grazie all\u2019attivazione dello strumento dell\u2019Ordine di Indagine Europeo \u2013 ha permesso di individuare il profitto illecito del gruppo criminale e di contestare una serie di altri reati, commessi principalmente dai due soggetti pi\u00f9 attivi, C.N.M., eporediese di 65 anni, e T.B., vercellese di 50 anni, meglio noti come Iulian Monteanu e Firona Costea, i romeni titolari delle ditte \u201cfiltro\u201d dei quali, contraffacendone i documenti di identit\u00e0, avevano usurpato le generalit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie a questo artifizio, C.N.M. e T.B., presentandosi come i titolari delle due ditte, sono riusciti a confondere la catena degli approvvigionamenti e ad ottenere fidi bancari e conti correnti che, diversamente, non gli sarebbero mai stati concessi. In Dogana, infatti, i due finti romeni \u2013 che, pur senza averne i requisiti, figuravano \u201cesportatori abituali\u201d \u2013 provvedevano a perfezionare l\u2019importazione del prodotto esibendo fatture di acquisto con valori inferiori a quelli, gi\u00e0 di per s\u00e9 competitivi, ottenuti dai due russi, cos\u00ec ottenendo il duplice vantaggio, da un lato, di corrispondere un dazio sensibilmente ridotto e, dall\u2019altro, grazie alla qualifica usurpata, di poter compensare l\u2019IVA con inesistenti crediti d\u2019imposta. La frode, oltre che all\u2019importazione, si \u00e8 poi ulteriormente ramificata nelle cessioni nazionali, interponendo tra le aziende che avevano acquistato e importato il prodotto e i reali acquirenti finali, una serie di societ\u00e0 filtro, intestate a prestanome, funzionali al solo azzeramento del debito fiscale.<\/p>\n<p>Accogliendo le richieste del Pubblico Ministero, che, a sua volta, aveva condiviso le proposte degli investigatori, il Giudice per le Indagini Preliminari, ha disposto, a carico di C.N.M., dominus del disegno criminale, la misura cautelare degli arresti domiciliari, ed, a carico dei due russi, B.A. e N.S., l\u2019interdizione dall\u2019esercizio d\u2019impresa per un anno. Per ristorare l\u2019Erario del danno subito, ha altres\u00ec ordinato il sequestro per equivalente di valori e beni nella disponibilit\u00e0 di tutti i soggetti attivi nella frode per un ammontare di 3,5 milioni di euro.<\/p>\n<p>Il pellet sequestrato, sia nelle perquisizioni eseguite a giugno 2017 che nei controlli negli spazi doganali, pari a oltre 750.000 chili, verr\u00e0 devoluto a organizzazioni umanitarie per l\u2019impiego a favore delle popolazioni colpite da calamit\u00e0 naturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Operazione \u201cPerniciosa Flagrantia\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":29397,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-29396","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1-300x198.webp",300,198,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",640,422,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",300,198,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",500,329,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",474,312,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",391,258,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",300,198,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",750,494,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1.webp",250,165,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29491-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Operazione \u201cPerniciosa Flagrantia\u201d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29396"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29396\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29397"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}