{"id":29215,"date":"2019-04-04T00:00:00","date_gmt":"2019-04-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29215"},"modified":"2019-04-04T00:00:00","modified_gmt":"2019-04-03T23:00:00","slug":"il-volo-del-corvo-timido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-volo-del-corvo-timido\/","title":{"rendered":"Il volo del corvo timido"},"content":{"rendered":"<p>La tarvisiana <strong>Nives Meroi<\/strong>, una delle alpiniste pi\u00f9 forti al mondo che ha salito in cordata con il marito <strong>Romano Benet <\/strong>le 14 cime pi\u00f9 alte della Terra, torna in libreria con il nuovo libro <em>Il volo del corvo timido<\/em>, edito da Rizzoli. Diario della salita nel 2017 alla <strong>cima Annapurna<\/strong>, massiccio montuoso di oltre 8 mila metri in Nepal.<\/p>\n<p>Un\u2019impresa diversa dalle altre, portata e termine in cordata di sei, ma sempre coerente con lo stile dei due alpinisti: rispetto della montagna, onest\u00e0 nel raccontare i propri passi. Un inno alla bellezza ma anche un itinerario di crescita e consapevolezza.<\/p>\n<p><strong>\u201cCon quest\u2019ultima perla chiudiamo la nostra collana\u201d: cosa intende con questa frase che apre il libro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo chiamato i 14 ottomila la nostra collana di cime incastonate nella fila di passi che io e Romano abbiamo percorso assieme. L\u2019Annapurna \u00e8 una perla perch\u00e9 \u00e8 stata una spedizione particolare, compiuta non da soli ma in cordata con due cileni e due spagnoli, in uno stile alpinistico d\u2019altri tempi. Abbiamo unito le forze, abbiamo armonizzato e messo assieme le differenze per riuscire in un progetto altrimenti impossibile. In solitaria nessuno avrebbe potuto farcela. L\u2019Annapurna \u00e8 una\u00a0montagna molto difficile sia per le condizioni climatiche che per le sue caratteristiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il vostro non \u00e8 alpinismo estremo e neppure turismo d\u2019alta quota, ma un alpinismo che definite onesto. Cosa intendete?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer onesto intendiamo il nostro modo di confrontarci con la montagna, utilizzando solo le nostre forze e capacit\u00e0, senza il supporto di bombole di ossigeno e <em>climbing sherpa<\/em>, usando le corde fisse solo se necessario. Diciamo come siamo saliti, senza metafore o imbellettamenti, senza fare i tromboni\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Preparazione, sacrificio, coscienza dei limiti, cuore aperto per vivere la gioia della bellezza della natura. Quali altri sentimenti entrano in gioco?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa condivisione, direi; camminare insieme verso un obiettivo. Per il resto c\u2019\u00e8 tutto quanto lei dice. Sicuramente \u00e8 la bellezza la molla che spinge a partire, senza paura di mettersi in gioco, abbandonando le certezze e le comodit\u00e0. In questo caso in particolare \u00e8 stata forte la ricerca di un tempo pi\u00f9 lento e naturale; diverso dalla citt\u00e0, dalla nostra civilt\u00e0 consumistica. Ma anche la necessit\u00e0 e la voglia di ricominciare a guardarci intorno. In alta quota si ha l\u2019opportunit\u00e0 di sperimentare l\u2019attenzione ai dettagli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Scrivere un libro cosa aggiunge alla soddisfazione e alla complessit\u00e0 dei sentimenti di un\u2019ascensione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDurante il trekking di avvicinamento compro sempre un quadernino che uso come diario. Ci scrivo particolari di incontri, momenti speciali e cose fatte. Dunque i libri sono diari ripuliti. Ci vuole tempo, una volta rientrati a casa, per digerire l\u2019esperienza e coglierne il messaggio pi\u00f9 forte. Posso dire che la scrittura \u00e8 distillare l\u2019esperienza. Ma un incontro mi ha fatto anche capire che la scrittura pu\u00f2 essere un messaggio importante. Il libro precedente, <em>Non ti far\u00f2 aspettare<\/em>, raccontata la salita\u00a0interrotta del Kangchendzonga per il manifestarsi della malattia di Romano, superata dopo 5 anni di cure e due trapianti di midollo. Durante una presentazione ho incontrato un giovane che si era fatto tipizzare (<em>reso disponibile a donare il midollo, ndr<\/em>) dopo aver letto il libro. Risultato compatibile per un trapianto aveva ridato la vita a una ragazzina. Con noi in cima c\u2019\u00e8 sempre anche il donatore anonimo che ha salvato Romano. Mi sono commossa al suo racconto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il messaggio di questa salita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo imparato a smentire i pregiudizi. Il libro \u00e8 incentrato sull\u2019incontro con altri 4 alpinisti: un confronto fra il mio essere metodica nell\u2019esercizio mentale di preparare tutto quanto serve durante la spedizione e la loro esuberanza, a volte sciaguratezza, e forza di trentenni. Mi sono resa conto che quello che per me era superfluo, cambiando prospettiva, diventava utile e meritevole di essere portato in spalla con fatica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un esempio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLoro non avevano il fornelletto, per me indispensabile, ma si sono portati una cassa da musica da un chilo fino a 7400 metri. Nella discesa le note sono state importanti. Mi sono ricreduta sulle mie convinzioni che erano pregiudizi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 durata la salita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo partiti dal campo base basso a 4 mila metri il 7 maggio e rientrati il 13: cinque giorni. Dall\u2019ultimo campo a 7150 metri siamo partiti a mezzanotte e giunti in vetta alle 9. Pochi minuti per goderci lo spettacolo e poi iniziare la discesa. Non \u00e8 possibile restare a quelle altitudini a lungo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come siete cambiati, in oltre 20 anni di scalate, dal punto di vista atletico, psicologico e interiore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGli anni vanno avanti, si perde in forza esplosiva e si guadagna in esperienza, capacit\u00e0 di ascoltare i messaggi che il corpo ti manda. Noi non siamo progettati per vivere in alta quota, per questo \u00e8 importante seguire i segnali del corpo che ha una sua saggezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rispetto ai due libri precedenti, in questo lo stile di scrittura appare pi\u00f9 incisivo. Un linguaggio asciutto, ironico, mai gergale e sempre di empatia con il lettore.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSto prendendo coraggio e confidenza con la scrittura e dunque ritengo emerga una maggiore spontaneit\u00e0. Messa da parte un\u2019iniziale paura mi sento pi\u00f9 libera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa prova quando torna sulle sue montagne friulane?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 sempre un piacere essere a casa cos\u00ec come \u00e8 bello partire, tornare e partire ancora. Quando siamo lontani sentiamo la nostalgia degli affetti, della famiglia, non sentiamo la mancanza di casa perch\u00e9 ovunque ci si sente in un\u2019altra casa. Ci portiamo anche una moka per fare il caff\u00e8 e una bottiglia del nostro vino. Davvero non ci manca nulla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Progetti a breve?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abContinuare ad andare in montagna. Partiremo presumibilmente in aprile per tornare in Nepal o in Pakistan. Ci piace quella zona dell\u2019Asia. Siamo in una fase nebulosa di scelta della meta. Possiamo decidere all\u2019ultimo in quanto viaggiamo leggeri, tutta l\u2019attrezzatura ci attende a Katmandu dove un\u2019agenzia si fa carico della parte logistica e organizzativa. Oggi \u00e8 diventato tutto pi\u00f9 facile, anche avere i permessi per la salita. Noi pensiamo solo al biglietto aereo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nives Meroi<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":29216,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-29215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1-300x192.webp",300,192,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",640,410,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",300,192,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",500,321,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",474,304,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",391,251,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",300,192,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",750,481,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1.webp",250,160,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/29129-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Nives Meroi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29215\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}