{"id":29148,"date":"2019-03-27T00:00:00","date_gmt":"2019-03-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29148"},"modified":"2019-03-27T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-26T23:00:00","slug":"io-so-che-tu-sai-che-io-non-so","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/io-so-che-tu-sai-che-io-non-so\/","title":{"rendered":"Io so che tu sai che io non so"},"content":{"rendered":"<p>Di questi tempi i ricercatori <strong>Dunning <\/strong>e <strong>Kruger <\/strong>della Cornell University troverebbero molte ulteriori conferme dell\u2019effetto studiato gi\u00e0 nel 1999 che prende il loro nome. Secondo l\u2019<em>effetto Dunning-Kruger <\/em>le persone che sanno molto poco di qualcosa hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di sentirsi come se ne conoscessero molto, perch\u00e9 la loro mancanza di conoscenza su un argomento le rende incapaci di riconoscere quanto non capiscono. Dunning e Kruger fecero ricerche per dimostrare come, per qualche ragione, gli umani che non sanno molto di un argomento hanno una grande tendenza a ritenere la loro comprensione \u201cal di sopra della media\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I due ricercatori avevano peraltro individuato illustri precedenti a sostegno del fenomeno secondo il quale l\u2019ignoranza genera maggiore fiducia che la conoscenza: secondo Charles Darwin e Bertrand Russell chi afferma di sapere \u00e8 stupido, mentre quelli<\/p>\n<p>con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni. Anche Shakespeare sosteneva che il saggio sa di essere stupido e lo stupido, invece, crede di essere saggio. Socrate, ancora, affermava che il sapere sta nella consapevolezza di\u00a0non sapere. In tempi pi\u00f9 remoti Confucio affermava che la vera conoscenza consiste nella consapevolezza dell\u2019estensione della propria ignoranza.<\/p>\n<p>Partendo da questi presupposti, i due ricercatori\u00a0 condussero empiricamente molti test e sperimentazioni per sostenere e validare quanto affermavano. I risultati di Dunning e Kruger sono stati replicati in almeno una dozzina di domini diversi: abilit\u00e0 matematiche, degustazione di vini, scacchi, conoscenze mediche tra i chirurghi, sicurezza e utilizzo delle armi da fuoco tra i cacciatori, conoscenze informatiche tra i programmatori, ecc. Di volta in volta, a prescindere dai soggetti e dagli ambiti interessati, i risultati dei test evidenziavano che <strong>le persone meno performanti classificavano la loro competenza molto pi\u00f9\u00a0alta<\/strong>. In media, i candidati che totalizzavano punteggi inferiore al 10\u00b0 percentile si auto classificavano intorno al 70\u00b0 \u00a0percentile: quelli che meno sapevano di cosa stavano parlando credevano di sapere quanto gli esperti.<\/p>\n<p>Ad esempio, ai negatori del cambiamento climatico la superficiale conoscenza della scienza sottostante consente loro di assolutizzare la certezza che il cambiamento climatico mondiale \u00e8 una bufala e che certamente non c\u2019\u00e8 nessun riscaldamento globale. Il gap di conoscenza e di consapevolezza dello stesso \u00e8 spesso cos\u00ec ampio da non indurre al dubbio, proprio perch\u00e9 non sapendone abbastanza non si \u00e8 in grado di riconoscere i pezzi mancanti del paradigma. Sfortunatamente, la scarsa conoscenza scientifica dei negazionisti \u00e8 maggiore della \u201cquantit\u00e0\u201d di conoscenza del fenomeno climatico conosciuta dal pubblico pi\u00f9 consapevole. Si potrebbe continuare con le conseguenze degli antibiotici o con il viaggio sulla Luna.<\/p>\n<p>L\u2019effetto Dunning-Kruger \u00e8 quindi una distorsione cognitiva che determina in coloro che non sanno la falsa convinzione di competenza e, al contrario, nei pi\u00f9 saggi una scarsa fiducia\u00a0 nelle proprie conoscenze. Da Confucio in poi si tratta di un fenomeno che ha sempre caratterizzato l\u2019uomo, ma che mai come ora, in particolare a causa dei social media e della possibilit\u00e0 di accesso alle fonti di informazione pi\u00f9 disparate e non validate, ha avuto una cos\u00ec vasta diffusione.<\/p>\n<p>I tuttologi dilagano nel web: aumenta il numero di coloro che, spesso caduti ingenuamente in una bufala o del tutto privi di informazioni affidabili, si gettano a capofitto nei social ostentando certezze e assurdit\u00e0 di ogni genere. Purtroppo, per via\u00a0dell\u2019ignoranza estesa, queste notizie assumono a volte credibilit\u00e0 arrivando addirittura ad acquistare risonanza nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>I due ricercatori sostengono che <strong>l\u2019effetto \u00e8 particolarmente preoccupante quando qualcuno con influenza o mezzi per comunicare non trova contraltari <\/strong>che possano mettere in discussione con onest\u00e0 intellettuale i diversi punti di vista e, figuriamoci, argomentare per far riconoscere i propri errori. Ad esempio, i ricercatori hanno registrato diversi incidenti aerei che avrebbero potuto essere evitati se nell\u2019equipaggio non ci fosse stato un pilota troppo sicuro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Cosa succede quando in situazioni di carenza di basi di conoscenza non si \u00e8 disposti ad ammettere di esserne in difetto o di avere visioni parziali di un fenomeno? Quando si \u00e8 cos\u00ec sicuri della propria posizione e percezione che si rifiuta l\u2019idea stessa di apertura all\u2019ascolto e al miglioramento? Le ricerche di Dunning e Kruger mostrano che i pi\u00f9 poveri di conoscenze sono anche i meno inclini ad accettare le critiche o i meno interessati al miglioramento personale. E non \u00e8 un fenomeno \u201cclassista\u201d: riguarda tutte le categorie sociali, in quanto <strong>gli sviluppi esponenziali del sapere <\/strong>sia negli ambiti delle scienze esatte che delle scienze umane <strong>rendono velocemente obsolete le conoscenze apprese solo un anno prima<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che, per quanto ho potuto vedere, queste ricerche non abbiano suscitato analisi e discussioni sulle \u00a0implicazioni dei risultati sulle dinamiche sociali e politiche nelle democrazie, almeno in quelle rappresentative. I cittadini, che sono ragionevolmente e inevitabilmente \u201cdisinformati\u201d sulla maggior parte delle questioni di cui il governo si occupa, se non riconoscono il fatto che non sono informati diventano facili prede di manipolazioni. E se decisioni e votazioni, referendarie o elettive, sono pi\u00f9 simili al ragionamento logico che ai dibattiti sul calcio, non si pu\u00f2 sperare in un processo decisionale razionale da parte dei cittadini, tantomeno in decisioni razionali non informate.<\/p>\n<p>Diventa veramente difficile prendere orientamenti e decisioni razionali non informate dal momento che non si \u00e8 informati e consapevoli del proprio livello di disinformazione. Si manifesterebbero orientamenti e decisioni per credere che si capiscono\u00a0le cose che non si conoscono, nella rassicurante certezza che il proprio giudizio sia basato su fatti e ragionamenti quando in realt\u00e0 si basa su passa parola e superficialit\u00e0 amplificate dalle nuove tecnologie dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>Pregiudizi subconsci, stereotipi, consuetudini e reiterazioni di messaggi rassicuranti per la loro immediata fruibilit\u00e0 e banalit\u00e0 orientano la formazione di propri \u201cgruppi di affinit\u00e0\u201d, molto spesso autoreferenziali. <strong>Non piace sentirsi dire cose che non si vogliono sentire<\/strong>. Anche lo status sociale esercita un ruolo: c\u2019\u00e8 il bisogno di sentirsi in qualche modo superiori agli altri per mantenere il proprio senso di autostima. Di conseguenza, qualcuno pi\u00f9 informato che dice cose complicate che implicano fattualit\u00e0 scomode, ma accurate, non piacer\u00e0 a nessuno. L\u2019effetto Dunning-Kruger nella nostra epoca rischia di avere una magnitudo e impatti incomparabili rispetto alle epoche passate in cui era gi\u00e0 stato preconizzato: da Confucio a Bertrand\u00a0Russel.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione sfortunata per le giovani e future generazioni. La politica, in particolare la democrazia, richiede\u00a0s\u00ec che le persone siano coinvolte, ma anche e soprattutto di fornire gli strumenti per la crescita personale e professionale, di creare le condizioni per un sistema educativo che formi a imparare e a reimparare per favorire l\u2019autonomia di giudizio e l\u2019onest\u00e0 intellettuale del confronto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Effetto Dunning-Kruger<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-29148","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Effetto Dunning-Kruger","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29148"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29148\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}