{"id":29094,"date":"2019-03-21T00:00:00","date_gmt":"2019-03-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29094"},"modified":"2019-03-21T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-20T23:00:00","slug":"pordenone-stroncato-commercio-illegale-di-auto-di-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/pordenone-stroncato-commercio-illegale-di-auto-di-lusso\/","title":{"rendered":"Pordenone, stroncato commercio illegale di auto di lusso"},"content":{"rendered":"<p>La Guardia di Finanza di Pordenone e la Polizia Stradale di Udine \u2013 Sottosezione di Palmanova, su delega della Procura della Repubblica di Udine, hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi della libert\u00e0 personale e un sequestro per equivalente per oltre cinque milioni di euro nei confronti di membri di un sodalizio criminale operante, in tutto il territorio nazionale, nella vendita di autoveicoli di pregio di provenienza tedesca (Porsche, Mercedes, Audi, Bmw).<\/p>\n<p>L\u2019operazione di servizio trae origine da un sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di una \u201c Rolls Royce Phantom II \u201d intestata ad una societ\u00e0 con sede in svizzera; i successivi approfondimenti investigativi consentivano di individuare una struttura organizzata che operava (per il tramite di societ\u00e0 con sedi legali fittizie a Roma e Palermo) nella promozione e vendita in tutta Italia di autoveicoli di alta gamma, attraverso noti siti internet specializzati.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le indagini, durate quasi un biennio e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, hanno permesso di scoprire che le operazioni commerciali erano attuate nella pi\u00f9 totale inosservanza degli obblighi tributari, per i quali sono stati quantificati, in quattro anni, ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30.572.000 euro (di cui 5.400.000 euro di IVA).<\/p>\n<p>Il meccanismo evasivo vedeva i redditi evasi strumentalmente \u201callocati\u201d in capo a societ\u00e0 0\u201cschermo\u201d, \u00a0esistenti pi\u00f9 da un punto di vista formale che imprenditoriale, intestate a \u201cprestanomi\u201d, del tutto incapienti ad eventuali pretese risarcitorie dell\u2019Amministrazione Finanziaria.<\/p>\n<p>Inoltre, anche grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse, la struttura criminale riusciva, presso alcuni uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri, a sottrarsi alle disposizioni di legge cd \u201cantievasive\u201d che non consentono l\u2019immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria (e quindi il rilascio dei libretti di circolazione e delle targhe) senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell\u2019I.V.A.. In tali occasioni le immatricolazioni venivano attuate con modalit\u00e0 truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa nonch\u00e9 contraffacendo la firma degli ignari soggetti acquirenti.<\/p>\n<p>Per 635 autovetture fraudolentemente immatricolate (avvenute presso gli uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri di Palermo, Roma, Latina e Treviso) \u00e8 stato disposto, dalla Procura della Repubblica di Udine, il sequestro delle carte di circolazione in relazione ai reati di falsit\u00e0 materiale e ideologica commessa \u201cper induzione\u201d dai Pubblici Ufficiali preposti che avevano erroneamente provveduto al loro rilascio in assenza dei requisiti di legge, sulla scorta della documentazione falsificata esibitagli.<\/p>\n<p>Ancora, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Stradale hanno rilevato ulteriori attivit\u00e0 criminose celate nelle operazioni di vendita: gli autoveicoli commercializzati risultavano sistematicamente subire una riduzione del chilometraggio (dal 50% al 70% di quello reale) agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi; le manomissioni avvenivano presso due autofficine, ubicate a Padova e nella provincia di Treviso, asservite all\u2019associazione criminale.<\/p>\n<p>Non solo, si \u00e8 altres\u00ec accertato, in contesti non episodici, il perfezionamento di operazioni di vendita correlate all\u2019incasso di anticipi e, talvolta, dell\u2019intero corrispettivo (anche per 30\/40 mila euro), senza poi provvedere alla consegna dell\u2019auto, sovente avviando plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo con pi\u00f9 acquirenti.<\/p>\n<p>In aggiunta alle evasioni fiscali sono stati, quindi, quantificati ulteriori introiti illeciti per 2.150.000 euro attinenti versamenti corrisposti dagli acquirenti per \u201cvendite\u201d di autoveicoli, invero, mai concluse. Malgrado le descritte truffe ed evasioni fiscali, le operazioni commerciali dell\u2019organizzazione criminale (canalizzate attraverso noti e importanti siti internet specializzati nell\u2019intermediazione di autoveicoli &#8211; risultati del tutto ignari dei reati), godevano, tuttavia, di notevole popolarit\u00e0 e attrattiva, tenuto conto dei prezzi estremamente competitivi offerti, in quanto motivati sia dalla truffaldina \u201criduzione\u201d dell\u2019anzianit\u00e0 chilometrica delle auto (che artificiosamente ne elevava il valore economico delle stesse) che dal seriale \u201crisparmio\u201d del versamento dell\u2019IVA dovuta all\u2019Erario.<\/p>\n<p>Risultano identificati 835 soggetti acquirenti le autovetture, residenti in svariate regioni del territorio nazionale (riepilogati nell\u2019accluso prospetto), di cui 128 hanno gi\u00e0 prodotto formale querela all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria per le truffe subite.<\/p>\n<p>Attualmente sono 18 i soggetti, facenti parte della struttura criminosa, indagati dalla Procura della Repubblica di Udine per reati di associazione a delinquere, fiscali, truffa e falso materiale e ideologico.<\/p>\n<p>Il Giudice per le Indagini Preliminari di Udine, sulla scorta delle evidenze investigative, ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti di tre soggetti (residenti a Pordenone, Anzio e Nettuno) posizionati ai vertici dell\u2019associazione, mentre nei confronti di ulteriori due, principali gregari del sodalizio, sono stati emessi altrettanti provvedimenti di \u201cobbligo di dimora\u201d nel comune di residenza.<\/p>\n<p>Lo stesso Giudice ha emesso, inoltre, un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per complessivi 5.168.000 euro eseguito su beni mobili, immobili e disponibilit\u00e0 finanziarie degli indagati.<\/p>\n<p>Su delega della Procura della Repubblica di Udine sono state condotte perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori tredici soggetti coinvolti a vario titolo nell\u2019organizzazione, tra i quali i titolari delle agenzie di pratiche automobilistiche utilizzate per le fraudolente immatricolazioni dei veicoli e delle officine dove gli stessi venivano \u201cschilometrati\u201d prima della vendita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Operazione &#8220;Cars Lifting&#8221; 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