{"id":29052,"date":"2019-03-13T00:00:00","date_gmt":"2019-03-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29052"},"modified":"2019-03-13T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-12T23:00:00","slug":"gorizia-in-arrivo-esperti-di-cinema-da-tutto-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gorizia-in-arrivo-esperti-di-cinema-da-tutto-il-mondo\/","title":{"rendered":"Gorizia, in arrivo esperti di cinema da tutto il mondo"},"content":{"rendered":"<p>Attesi a Gorizia oltre 100 relatori da Europa e America settentrionale e 80 studenti da dottorati e lauree magistrali europee e nordamericane, per la 26\/a edizione di <strong>FilmForum,<\/strong> promossa e sostenuta dall\u2019<strong>Universit\u00e0 degli Studi di<\/strong><strong> Udine, Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, <\/strong>in collaborazione con l\u2019<strong>Associazione Palazzo del Cinema \u2013 Hi\u0161a Filma<\/strong>. L\u2019iniziativa, che si avvale del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, della Camera di Commercio Venezia-Giulia, del Comune di Gorizia, del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia e di altri enti locali, si fregia di un partenariato di atenei internazionali (19 tra Europa e America del Nord).<\/p>\n<p>In programma quest\u2019anno dal 21 al 26 marzo, la manifestazione si svolger\u00e0 in alcuni dei maggiori centri della regione, con eventi a <strong>Udine<\/strong>, presso la sede dell\u2019Universit\u00e0 di Palazzo Caiselli, e a <strong>Gorizia<\/strong> nelle sedi universitarie del Polo di Santa Chiara e negli spazi condivisi dal Palazzo del Cinema e dalla Fondazione Carigo. Tra gli altri numeri che testimoniano l\u2019eccellenza di FilmForum, 5 pubblicazioni scientifiche, 3 Premi nazionali e internazionali al miglior libro di cinema, 22 titoli tra film, performance e installazioni multimediali e 15 ospiti d\u2019eccezione, fra artisti, curatori e studiosi.<\/p>\n<p>Come ogni anno, in calendario tre momenti: il <strong>Convegno Internazionale di Studi sul Cinema<\/strong>, la Scuola dottorale <strong>MAGIS Spring School<\/strong> e una <strong>rassegna di cinema, video e arti visive<\/strong> con una programmazione di proiezioni serali, eventi e performance multimediali aperte al pubblico cittadino.<\/p>\n<p>\u00abLe giornate del FilmForum costituiscono forse la rappresentazione maggiormente significativa degli sforzi compiuti dal corso di laurea in <strong>DAMS<\/strong> e in <strong>Scienze del patrimonio audiovisivo e dell\u2019educazione ai media<\/strong> \u2013 ha spiegato <strong>Simone Venturini<\/strong>, professore associato del DIUM e coordinatore generale di FilmForum, oggi alla presentazione svoltasi a palazzo Caiselli a Udine \u2013 per mettere a punto un\u2019offerta formativa che agevoli l\u2019internazionalizzazione nell\u2019esperienza degli studenti, il costante scambio con gli esponenti di una ricerca di alta qualit\u00e0 che opera entro e oltre la comunit\u00e0 europea e, non ultimo, la formalizzazione di modalit\u00e0 di didattica innovativa e avanzata\u00bb.<\/p>\n<p>Alla conferenza stampa per l\u2019edizione 2019 sono intervenuti, oltre a Venturini, il direttore del DIUM, <strong>Andrea Zannini<\/strong>, e i ricercatori del DIUM <strong>Simone Dotto<\/strong> e <strong>Diego Cavallotti<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abFilmForum \u00e8 una della manifestazione scientifiche di pi\u00f9 lunga data dell\u2019ateneo e che coinvolge il maggior numero di studiosi, universit\u00e0 ed enti di ricerca internazionali e anche extraeuropei \u2013 ha commentato Zannini \u2013 ed \u00e8 un vanto per questo DIUM, che su un recente bando nazionale per consistenti progetti di ricerca \u00e8 risultato vincitore di quattro progetti nazionali, due dei quali sono dedicati proprio al cinema e all\u2019audiovisivo: uno sull\u2019attorialit\u00e0 nel mondo dei media e l\u2019altro sul ruolo della produzione nel settore del cinema italiano secondo dal secondo dopoguerra\u00bb.<\/p>\n<p>Saranno presenti a Gorizia con docenti e studenti 19 atenei italiani, europei e nordamericani: Universit\u00e0 degli Studi di Bari \u201cAldo Moro\u201d, Goethe-Universit\u00e4t Frankfurt-am-Main, IMT School for Advanced Studies Lucca, Universit\u00e9 de Lausanne, University of Malta, McGill University Montr\u00e9al, Universit\u00e9 de Montr\u00e9al, Concordia University, Montr\u00e9al, Universit\u00e9 du Qu\u00e9bec \u00e0 Montr\u00e9al UQAM, Universit\u00e9 Sorbonne Nouvelle Paris 3, Universit\u00e0 degli Studi di Parma, Fachhochschule Potsdam, Universit\u00e4t Potsdam, Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia, Stockholms Universitet, Vrije Universiteit Amsterdam, Leiden University Centre for the Arts in Society, Universit\u00e0 degli Studi di Sassari, Universiteit Utrecht.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/relink.html\" target=\"_top\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" align=\"LEFT\" height=\"250\" src=\"http:\/\/imagazinevideotruck.it\/outlet\/outlet30.gif\" width=\"300\" alt=\"\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Arrivato al suo 26esimo anno di storia, il Convegno Internazionale organizzato dal gruppo di ricerca del DAMS dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine dedicher\u00e0 la sua prossima edizione a un progetto collettivo intitolato \u201cMoving Pictures, Living Machines. Animation, Automation and the Imitation of Life in Cinema and Media\u201d.<\/p>\n<p>Di \u201cautomazione\u201d oggi si parla per indicare la prospettiva di un futuro dominato dalle tecnologie \u201cintelligenti\u201d tanto che, secondo quanto sostiene l\u2019informatico statunitense Andrew Yan-Tak Ng, l\u2019Intelligenza Artificiale rappresenter\u00e0 per il 21esimo secolo ci\u00f2 che l\u2019elettricit\u00e0 fu per il 20esimo.<\/p>\n<p>Da questa provocazione partir\u00e0 il convegno, per riflettere in senso pi\u00f9 ampio sulle radici storiche di un fenomeno di grande attualit\u00e0: si ragioner\u00e0 infatti sul modo in cui gi\u00e0 l\u2019avvento delle tecnologie meccaniche ed elettriche a cavallo tra \u2018800 e \u2018900 aveva fatto temere (o sperare) per un futuro dove le macchine si sarebbero gradualmente sostituite all\u2019uomo. Focus sul cinema, diretto discendente degli automi e delle bambole edisoniane, per molti aspetti la materializzazione dell\u2019immaginario tecnologico a cavallo tra i due secoli: un occhio non-umano in grado non solo di osservare e cogliere la realt\u00e0 ma anche di riprodurla, lasciando che le figure proiettate su uno schermo si animassero di \u201cvita propria\u201d.<\/p>\n<p>Oltre <strong>cinquanta relatori provenienti dai maggiori atenei d\u2019Italia, Europa e Nord America <\/strong>si incontreranno per tre giorni tra il <strong>21 e il 23 marzo<\/strong> nelle sedi dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine, di Palazzo del Cinema e della fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. A inaugurare i lavori in data Gioved\u00ec<strong> 21 marzo <\/strong>sar\u00e0 <strong>Yasco Horsman<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Leiden, giovane ed eclettico studioso di cinema e letteratura che in questa sede si soffermer\u00e0 sulle relazioni fra animazione e automazione proponendo un\u2019\u201carcheologia\u201d dei buffi animali dei cartoni \u2013 da Mickey Mouse a Felix il gatto. Venerd\u00ec <strong>22 marzo <\/strong>il FilmForum ospiter\u00e0 <strong>Julia Noordegraaf<\/strong>: la docente all\u2019Universit\u00e0 di Amsterdam, dove insegna <em>Digital Heritage<\/em>, torner\u00e0 su una tematica cara al gruppo di ricerca del DAMS udinese, quella dell\u2019archivio cinematografico e delle sfide che la nostra conoscenza della storia dell\u2019audiovisivo affronta dinnanzi all\u2019automazione digitale. Sabato <strong>23 marzo<\/strong> l\u2019ospite d\u2019onore sar\u00e0 <strong>Wolfgang Ernst<\/strong>, professore all\u2019Universit\u00e0 di Humboldt di Berlino, dove co-dirige il Media Archaeological Fund, e massimo esponente dell\u2019archeologia e della teoria dei media contemporanee: il suo contributo, incentrato sulla temporalit\u00e0 tecnologica, andr\u00e0 a introdurre alcune delle tematiche portanti della Spring School, la Scuola dottorale internazionale che verr\u00e0 inaugurata quello stesso pomeriggio.<\/p>\n<p>A partire dal pomeriggio del <strong>23 fino alla giornata del 26 marzo<\/strong> avranno luogo i lavori della <strong>MAGIS Spring School<\/strong>, la Scuola di formazione dottorale arrivata quest\u2019anno alla sua diciassettesima edizione. Pi\u00f9 di <strong>cinquanta giovani studiosi<\/strong> dagli atenei di tutto il mondo si riuniranno a Gorizia per contribuire alle riflessioni che si articoleranno nei cinque grandi \u201crami\u201d o sezioni in cui si struttura la Scuola, per esplorare direzioni inedite e promettenti degli studi sul cinema e l\u2019audiovisivo, sempre con una forte sinergia di intenti e scambi: <strong>Cinema and Contemporary Arts, <\/strong>che si concentra sugli scambi che lo spettacolo cinematografico ha intrattenuto con i luoghi dell\u2019arte contemporanea; <strong>Film and Media Heritage, <\/strong>dove il cinema costituisce invece un \u201coggetto storico\u201d, al centro di sempre nuovi scavi, recuperi e occasioni di riscoperta; <strong>Media Archaeology<\/strong>, sezione caratterizzata da un intenso confronto sul tema della temporalit\u00e0 e su come essa agisca e influenzi le tecnologie e i media; <strong>Porn Studies<\/strong>, che proseguir\u00e0 le proprie indagini sui rapporti tra pornografia e l\u2019audiovisivo, componendo quest&#39;anno un\u2019immagine delle diverse culture pornografiche contemporanee e delle molte trasformazioni cui la \u201cpornosfera\u201d \u00e8 andata incontro nell\u2019ultimo decennio; <strong>Post Cinema, <\/strong>infine, \u00e8 la sezione dedicata alla cultura digitale e alla realt\u00e0 virtuale,\u00a0 quest&#39;anno con focus sullo storytelling interattivo e i suoi rapporti con il cinema sperimentale.<\/p>\n<p>Molti gli ospiti chiamati a contribuire con i loro interventi alla <strong>Spring School. <\/strong>Tra questi,<strong> Geoff Brown <\/strong>(<strong>25 marzo)<\/strong>, per molti anni critico cinematografico del <em>Times<\/em>, storico del cinema e della musica, <strong>Catherine A. Surowiec (26 marzo) <\/strong>esperta di studio del film design, autrice di testi classici e fortunati quali <em>This Film is Dangerous<\/em>, <em>The Dawn of Technicolor<\/em>, curatrice storica del Catalogo delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, <strong>Alan McKee (25 marzo)<\/strong> docente alla University of Technology di Sidney e tra i maggiori esperti delle relazioni tra media, pornografia e condotte sessuali, il cui libro <em>The Porn Report<\/em> (curato con Catherine Lumby e Katherine Albury, 2008) ha rappresentato il primo studio sistematico della produzione e del consumo di pornografia in Australia, <strong>Massimo Bacigalupo (26 marzo), <\/strong>cineasta, critico, saggista, figura centrale del cinema indipendente fin dagli anni Sessanta,\u00a0 in dialogo con Paolo Simoni e Mirco Santi dell\u2019<strong>Archivio Home Movies <\/strong>di Bologna.<\/p>\n<p>Una giornata di studi dedicata al tema <strong>\u201cLa ricostruzione industriosa. Cinema non-fiction, circuiti mediatici, cultura post-bellica in Italia\u201d <\/strong>\u00e8 in programma per <strong>domenica 24 marzo alla<\/strong> MAGIS Spring School. L&#39;appuntamento \u00e8 il risultato finale di un progetto del DIUM dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine, avviato nel 2017 sotto la guida di <strong>Francesco Pitassio<\/strong>, docente di Storia del Cinema Documentario, col supporto dell\u2019<strong>Archivio Nazionale del Cinema d\u2019Impresa <\/strong>di Ivrea.<\/p>\n<p>Tra gli ospiti chiamati a contribuire alla riflessione, lo storico <strong>David W. Ellwood<\/strong>, professore alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies, che illustrer\u00e0 l\u2019importanza del Piano Marshall come strategia di <em>soft power<\/em> dell\u2019America sull\u2019Europa distrutta dal conflitto; <strong>Paola Bonifazio<\/strong>, giovane studiosa italiana trapiantata alla University of Texas di Austin, si occuper\u00e0 quindi dei film documentari finanziati da capitali americani in Italia e delle strategie politiche e mediatiche degli Stati Uniti nel Belpaese, <strong>Vinzenz Hediger<\/strong>, professore alla Goethe-Universit\u00e4t di Francoforte sul Meno ed esperto di cinema industriale e <em>utility film<\/em>, co-curatore, insieme a Patrick Vonderau, del volume <em>Films that Work<\/em> (Amsterdam, 2007).<\/p>\n<p>Numerosi gli ospiti d\u2019onore e gli eventi rivolti al grande pubblico nei giorni della manifestazione. Come tutti gli anni il programma prevede una serie di proiezioni, mostre e incontri aperti che coinvolgeranno la citt\u00e0, negli spazi del <strong>Kinemax<\/strong> e della <strong>Mediateca \u201cUgo Casiraghi\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Si comincia<strong> g<\/strong><strong>ioved\u00ec 21 marzo<\/strong> con la proiezione del corto di animazione del 1986 <strong><em>Street of Crocodiles<\/em><\/strong> del duo <strong>Quay Brothers<\/strong>, coppia di registi e animatori tra i pi\u00f9 importanti della scena mondiale. Liberamente ispirato a un racconto dello scrittore ebreo polacco <strong>Bruno Schulz<\/strong>, ucciso dai nazisti nel 1942, <strong><em>Street of Crocodiles<\/em><\/strong> \u00e8 un\u2019esplorazione del senso di isolamento e insoddisfazione che coglie l\u2019uomo nella modernit\u00e0, oltre che un esempio dello stile e delle particolari tecniche di animazione che sono la specialit\u00e0 della coppia di artisti.<\/p>\n<p>Seguir\u00e0 un programma di cortometraggi a cura di <strong>Diego Cavallotti<\/strong>: film che sono stati oggetto delle attivit\u00e0 di restauro e valorizzazione del laboratorio <strong>\u201cLa Camera Ottica\u201d<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Udine. In particolare verr\u00e0 proiettato il film <strong><em>Energica avanzata contro i ribelli di El-Baruni<\/em><\/strong>, girato probabilmente nel 1912 durante la Guerra di Libia da <strong>Luca Comerio<\/strong>, ritrovato e identificato da \u201cLa Camera Ottica\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Udine.<\/p>\n<p><strong>Sabato 23 marzo<\/strong> sar\u00e0 invece la volta della scena erotica ad occupare lo schermo. Il focus sar\u00e0 su due festival italiani che presenteranno una selezione di cortometraggi: <strong>Fish&#038;Chips International Erotic Film Festival<\/strong> di Torino, illustrato dalla direttrice artistica <strong>Chiara Pellegrin<\/strong>i, e l\u2019<strong>Hacker Porn Film Festival <\/strong>di Roma, raccontato dal direttore <strong>Lucio Massa<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella stessa giornata, alle 18.30, si terr\u00e0 come tutti gli anni, alla <strong>Mediateca \u201cUgo Casiraghi\u201d<\/strong>, la cerimonia di premiazione del <strong>Limina Award<\/strong>: il prestigioso premio, suddiviso nelle tre categorie di Miglior libro italiano di studi sul cinema, Miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici e Miglior libro internazionale di studi sul cinema \u00e8 assegnato dal comitato scientifico del FilmForum, dalla <strong>CUC<\/strong> \u2013 Consulta Universitaria Cinema, che riunisce professori e studiosi della disciplina italiani, e dall\u2019Editorial Board della rivista di studi accademici <strong>Cin\u00e9ma &#038; Cie<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Domenica 24 marzo<\/strong>, alle ore <strong>18.30<\/strong> il <strong>Kinemax<\/strong> di Gorizia ospiter\u00e0 la presentazione di\u00a0 <strong><em>Pleasure Rocks \u2013 Installation<\/em><\/strong>, progetto composto da un\u2019installazione artistica e un libro fotografico (presentato in anteprima nella nuova edizione) di <strong>Pornopoetica &#038; La Nut production<\/strong> in collaborazione con studiofaganelart gallery+frame lab. Il duo artistico Pornopoetica \u00e8 nato dall\u2019estro di Barbara Stimoli e Titta Cosetta Raccagni; il loro intento \u00e8 riscrivere l\u2019immaginario pornografico elevandone l\u2019estetica e liberandola dagli stereotipi che la circondano. Pleasure Rocks, nelle parole delle due artiste, \u00e8 \u00abuna ricerca tra eros e pornografia, per nuovi immaginari e piaceri non convenzionali. Un oggetto stampato e un\u2019installazione performativa\u00bb.<\/p>\n<p>La serata di<strong> d<\/strong><strong>omenica 24 marzo<\/strong> sar\u00e0 invece dedicata, dapprima, alla riscoperta di uno dei documentaristi pi\u00f9 interessanti ma meno noti del dopoguerra italiano, <strong>Ubaldo Magnaghi<\/strong>. In particolare, il FilmForu<br \/>\n proporr\u00e0, grazie al supporto di <strong>ENI<\/strong> e dell\u2019<strong>Archivio Nazionale del Cinema d\u2019Impresa<\/strong>, quattro cortometraggi industriali realizzati da Magnaghi tra gli anni Cinquanta e Sessanta, esempi di quel cinema documentario vicino alle tematiche dell\u2019industria e del rilancio economico della nazione di cui si discuter\u00e0 nella giornata. Film come <em>Le vie del metano<\/em> o <em>I prigionieri del sottosuolo<\/em> raccontano le attivit\u00e0 dell\u2019ENI e il lavoro degli operai, con sguardo sempre attento e partecipe.\u00a0<\/p>\n<p>A seguire, lo storico del cinema Hans-Michael Bock e Geoff Brown, critico e storico della musica e dei media, introdurranno la commedia tedesca del 1930 <em>Der unsterbliche Lump<\/em> di Gustav Ucicky, proiettata in pellicola 35mm: il raro film, realizzato alla soglia dell\u2019avvento del sonoro, mette in scena nella storia di un aspirante compositore il rapporto tra suono e immagine in un momento tanto importante e delicato nella storia del cinema.<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 25 marzo <\/strong>sar\u00e0 la volta di<strong> Massimo Bacigalupo, che <\/strong>presenter\u00e0 tre dei suoi cortometraggi sperimentali, tra i quali <em>Quasi una tangente<\/em>, opera cardine dello sperimentalismo cinematografico italiano; l\u2019autore introdurr\u00e0 il pubblico alla visione delle sue opere, insieme a Paolo Simoni e Mirco Santi dell\u2019<strong>Archivio Home Movies<\/strong> di Bologna.<\/p>\n<p>Infine, due lavori provenienti dal gruppo di ricerca <em>labdoc<\/em> dell\u2019Universit\u00e9 du Qu\u00e9bec \u00e0 Montr\u00e9al, da tempo partner della MAGIS Spring School: <em>Witnessing Exile<\/em> di Dani\u00e8le B\u00e9langer e <em>Lumi\u00e8res sur l\u2019eau<\/em> di Ariel St-Louis Lamureux e Nicolas Lachapelle, che esploreranno i temi della migrazione, dell\u2019esilio, dello sradicamento attraverso un uso non canonico del linguaggio cinematografico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata la 26^ edizione del 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