{"id":29032,"date":"2019-03-11T00:00:00","date_gmt":"2019-03-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29032"},"modified":"2019-03-11T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-10T23:00:00","slug":"goriziano-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/goriziano-deuropa\/","title":{"rendered":"Goriziano d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p> \tIl pianista goriziano <strong>Alexander Gadjiev<\/strong>, 24 anni, \u00e8 uno dei giovani interpreti che si sta imponendo sulla scena\u00a0internazionale. La sua formazione musicale \u00e8 iniziata in famiglia, i suoi genitori infatti sono entrambi pianisti e docenti. I primi tocchi alla tastiera accanto alla mamma Ingrid e poi con il padre Siavush che lo ha preparato da privatista al diploma\u00a0conseguito al Conservatorio di Trieste, seguito da 4 anni di studio a Salisburgo. Oggi vive a Berlino e viaggia nel mondo per esibirsi in importanti teatri e sale da concerto, ma anche per partecipare e vincere concorsi fra i pi\u00f9 prestigiosi.<\/p>\n<p> \t<strong>Da Gorizia a Berlino nello spirito della cultura mitteleuropea?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi sento fortemente mitteleuropeo e convinto europeista e spero che questi valori che si rifanno a uno spirito contemporaneo ma anche di inizio Novecento possano continuare a vivere e crescere. Del resto le mie radici sono oltre i confini essendo mia madre slovena e mio padre russo. Fino a 19 anni ho vissuto a Gorizia, citt\u00e0 crocevia di culture. Ho la fortuna di conoscere diverse lingue, oltre all\u2019italiano e allo sloveno, il russo, l\u2019inglese e ora anche il tedesco. Credo che questi talenti assunti in famiglia e al liceo scientifico Duca degli Abruzzi siano aspetti importanti della mia formazione, fondamentali per il mio modo di ragionare e vedere il mondo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Recentemente \u00e8 uscito il suo primo lavoro discografico dal titolo <\/strong><strong><em>Fantasie Letterarie<\/em><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abUn progetto che comprende opere di Robert Schumann e Franz Liszt, un tentativo di tradurre in musica la mia passione letteraria, mettendo in relazione intima musica e letteratura. Il repertorio \u00e8 una scelta dei brani visionari a me pi\u00f9 cari, capolavori del pianismo ottocentesco, ispirati a testi di Petrarca e di Dante, connotati da atmosfere irreali: come interprete mi permettono sperimentazioni dal punto di vista sonoro. Musica di grande ricerca ed effetto, eseguite con una spiccata cura per il suono, caratteristica che mi appartiene\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quanto incide il senso onirico e fantastico nella cura della tecnica esecutiva?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abTutto parte dalla comprensione di una scrittura e dalla componente intellettuale del musicista, ma nell\u2019esecuzione di questo repertorio vi \u00e8 un\u2019intensa ricerca di ci\u00f2 che non \u00e8 scritto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lei ha vinto importanti concorsi internazionali, confrontandosi anche con alcuni dei maestri del pianismo come Martha Argerich. Risultati che le hanno valso l\u2019invito a esibirsi nelle grandi sale da concerto mondiali: dalla Fenice al Regio di Torino, da Tokio a Parigi, da Mosca e Gerusalemme, suonando con orchestre e direttori di fama mondiale\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel 2015 in Giappone mi \u00e8 stato assegnato il primo premio al concorso di Hamamatsu, uno dei dieci pi\u00f9 prestigiosi al mondo, seguito pochi mesi fa a Montecarlo dalla vittoria al <em>World piano masters competition<\/em>, vetrina riservata ai soli vincitori di altri premi. L\u2019incontro con Martha Argerich \u00e8 stato memorabile, subito dopo la semifinale mi aveva avvicinato definendomi \u201c<em>Extraordinaire<\/em>\u201d. Una grande emozione. Siamo in contattato, compatibilmente con i suoi molti impegni, e ci siamo rivisti anche a Parigi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Avere radici in un una piccola citt\u00e0 come Gorizia \u00e8 stato penalizzante oppure un elemento di vantaggio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAssolutamente un vantaggio; sono cresciuto come pianista in modo lineare. Dalla piccola alla grande citt\u00e0 come Berlino. Crescere in un territorio dove si parlano indifferentemente due lingue e si incontrano culture diverse ti fa capire meglio ed entrare in logiche culturali altrimenti sconosciute. Amo Gorizia, Trieste e tutto il Friuli Venezia Giulia, una terra bellissima dove torno sempre con grande piacere e spesso, compatibilmente con gli impegni di studio e professionali. In futuro mi piacerebbe vivere a Trieste\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Genitori musicisti e pedagoghi: una molteplicit\u00e0 di rapporti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo mosso i primi passi al piano fino ai 10 anni con la mamma, poi mi ha seguito mio pap\u00e0. Il rapporto con loro non \u00e8 solo affettivo e familiare, ma professionale. Mi danno consigli e mi seguono nei concerti, una complessit\u00e0 di scambio e relazione in evoluzione e molto importante. Mio padre nel panorama nazionale e internazionale \u00e8 un didatta noto, che io anche apprezzo molto. Sono stato fortunato, nonostante la complessit\u00e0 del rapporto non abbia sempre reso facile combinare il tutto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Suo padre ha portato a Gorizia una ventata di novit\u00e0 nel panorama musicale e culturale della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDi questo mi sono reso conto recentemente, in occasione della mia prima masterclass in veste di insegnante al Conservatorio di Trieste, dove ho percepito che quanto seminato in me \u00e8 riprodotto e comunicato ad altri. Sono felice che questa tradizione familiare continui\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>La sua giornata tipo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQuando sono stabile a Berlino inizio la giornata alle 9 studiando per almeno 6 ore. Questa citt\u00e0 offre grandi opportunit\u00e0 di seguire concerti con interpreti e direttori di fama. Recentemente mi sono appassionato all\u2019opera. In questo periodo viaggio molto per lavoro e quindi le ore non dedicate alla musica sono destinate a preparare le trasferte. Ad aprile sar\u00f2 a Pinerolo dove\u00a0presenter\u00f2 un repertorio dedicato a Beethoven e Liszt, ma anche ad autori russi come Prokofiev. Quindi sar\u00f2 a Udine per una masterclass e poi, in estate, Giappone, Francia, Austria, Slovenia, Macedonia e, per la prima volta, in Georgia a settembre\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i suoi autori contemporanei preferiti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNel panorama russo Mikhail Pletnev, il giovane Daniil Trifonov, ma anche Kirill Petrenko e Valerij Gergiev. Fra gli inglesi seguo con interesse Simon Rattle. Sono alcune delle figure che apprezzo in quanto significative per il mio sviluppo della fantasia interpretativa ed espressiva\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il suo interesse \u00e8 rivolto solo alla musica classica o segue anche altri generi?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAmo la musica jazz e rock progressive. Fra i mie pianisti jazz preferiti ci sono Keith Jarret, Bill Evans e Brad Mehldau. Seguo inoltre Stefano Bollani, di quest\u2019ultimo apprezzo la personalit\u00e0 istrionica e giocosa nella quale mi riconosco\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Se non avesse fatto il pianista?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCertamente avrei studiato filosofia e fisica, cercando di fare una crasi fra le due, come accade in Paesi di lingua inglese dove vi sono facolt\u00e0 che applicano le due discipline\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ha tutto il tempo per intraprendere altre strade\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCos\u00ec fosse, sarebbe proprio questo il vero sogno nel cassetto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando la potremo sentire a breve in Friuli Venezia Giulia?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA fine marzo, al Teatro Verdi di Gorizia, con il concerto doppio di Mozart\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alexander Gadjiev<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":29033,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-29032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28741-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Alexander Gadjiev","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29032\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}