{"id":29021,"date":"2019-03-07T00:00:00","date_gmt":"2019-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=29021"},"modified":"2019-03-07T00:00:00","modified_gmt":"2019-03-06T23:00:00","slug":"libano-e-kurdistan-nuove-scoperte-da-parte-di-archeologi-friulani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/libano-e-kurdistan-nuove-scoperte-da-parte-di-archeologi-friulani\/","title":{"rendered":"Libano e Kurdistan, nuove scoperte da parte di archeologi friulani"},"content":{"rendered":"<p>A novembre e ottobre 2018 si sono concluse rispettivamente la seconda campagna del Progetto archeologico Libano settentrionale, condotta dalla missione congiunta italo libanese diretta da <strong>Marco Iamoni<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e <strong>May Haider<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 Libanese Third Branch di Tripoli, e la prima campagna del Progetto archeologico di scavo Asingrian nel Kurdistan iracheno, diretta da Marco Iamoni e <strong>Hassan Ahmed Qasim<\/strong>, direttore delle Antichit\u00e0 di Dohuk.<\/p>\n<p>La <strong>seconda campagna in Libano<\/strong>, sostenuta dall\u2019Universit\u00e0 di Udine, dal Ministero degli Affari Esteri e dalla ONG COSV, si \u00e8 svolta dal 20 ottobre al 15 novembre concentrandosi nella <strong>piana di Koura<\/strong> e nelle moderne <strong>citt\u00e0 di Amioun e Kousba<\/strong>. Attraverso la ricognizione estensiva e intensiva, la missione ha identificato <strong>diversi insediamenti finora totalmente ignoti<\/strong>, alcuni dei quali databili ai periodi pi\u00f9 antichi nell\u2019area del Libano.<\/p>\n<p>In particolare, \u00abl\u2019area in esame \u2013 spiega Marco Iamoni, del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019ateneo friulano \u2013 dimostra un sostanziale livello di occupazione a partire almeno dal 3000 a.C. in poi. Notevoli evidenze di occupazione risalenti al periodo Ellenistico\/Romano e Bizantino sono state inoltre trovate in svariati villaggi nella zona del Jebel Qalhat, a riprova di un\u2019intensa e continua frequentazione dell\u2019area indagata dalla missione italo-libanese\u00bb.<\/p>\n<p>I risultati ottenuti \u00abstanno rivelando \u2013 continua Iamoni \u2013 un paesaggio archeologico ricchissimo e finora completamente sconosciuto nell\u2019area del Libano Settentrionale, il cui studio promette di fornire un quadro totalmente nuovo dell\u2019insediamento antico nella regione studiata e, pi\u00f9 in generale, nel Levante centrale\u00bb.<\/p>\n<p>Col permesso della Direzione delle Antichit\u00e0 Libanesi, la missione prevede di continuare le ricerche nel 2019 con la terza campagna di ricognizione.<\/p>\n<p>Alla seconda campagna in Libano, con i direttori Marco Iamoni e May Haider, hanno partecipato: <strong>Luigi Turri<\/strong>, storico del Levante dell\u2019Universit\u00e0 di Verona; <strong>Johnny Samuele Baldi<\/strong>, archeologo esperto di ceramica dell\u2019IFPO di Beirut; il disegnatore <strong>Giampaolo Ceccarini<\/strong>; due specializzande della SISBA &#8211; Scuola Interateneo di Specializzazione in Beni Archeologici di Trieste, Udine e Venezia, <strong>Maddalena Scattini<\/strong> e <strong>Laura Zanazzo<\/strong>; una studentessa dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, <strong>Sara Zampa<\/strong>; tre studentesse dell\u2019Universit\u00e0 Libanese &#8211; Third Branch Tripoli, <strong>Sirin Ghye<\/strong>, <strong>Le&#39;na Borgi<\/strong> e <strong>Sumaya Sheikho<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>prima campagna del Progetto archeologico di scavo Asingrian<\/strong>, svolta dal 25 agosto al 10 ottobre, era mirata a indagare lo sviluppo dell\u2019insediamento di epoca neolitica e calcolitica di Asingrian, presso la moderna citt\u00e0 di Rovia nella regione del Kurdistan iracheno, in Iraq settentrionale. Il sito \u00e8 uno dei pi\u00f9 antichi insediamenti identificati nel corso della ricognizione regionale condotta dal Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive diretto da Daniele Morandi Bonacossi, dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, e ha la caratteristica quasi unica di essere stato occupato senza soluzione di continuit\u00e0 a partire almeno dal 7000 a.C. fino a tutto il III millennio a.C.<\/p>\n<p>Grazie ai finanziamenti concessi dall\u2019Universit\u00e0 di Udine e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la missione Italo-curda nel corso del 2018 si \u00e8 concentrata sul completamento della <strong>ricognizione intensiva del sito<\/strong> e sulla preparazione di un <strong>digital terrain model<\/strong> (modello digitale di elevazione) basato sull\u2019acquisizione di ortofoto con risoluzione a 5 cm che servir\u00e0 da pianta topografica 3D necessaria a posizionare l\u2019apertura dei prossimi cantieri previsti per la campagna 2019.<\/p>\n<p>\u00abCon l\u2019aiuto dei colleghi curdi della direzione delle antichit\u00e0 \u2013 spiega Marco Iamoni \u2013, alcuni <strong>sondaggi esplorativi<\/strong> sono stati gi\u00e0 aperti lungo una delle sezioni esposte del sito: ci\u00f2 ha permesso di identificare la presenza di una serie di <strong>depositi fluviali<\/strong> che testimoniano la presenza in antico di <strong>condizioni climatiche completamente diverse rispetto al presente<\/strong>, evidenziando inoltre come gran parte della pianura sia ormai obliterata da accumuli posteriori che nascondono un paesaggio archeologico ancora tutto da scoprire\u00bb.<\/p>\n<p>La missione proseguir\u00e0 i lavori nel corso del 2019 con l\u2019apertura di una lunga trincea di scavo sulla collina principale e con l\u2019avvio di indagini geofisiche per identificare tracce di strutture murarie presenti nel sottosuolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terminate le campagne 2018<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":29022,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-29021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1-300x193.webp",300,193,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",640,412,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",300,193,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",500,322,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",474,305,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",391,252,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",300,193,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",750,483,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1.webp",250,161,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28705-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a 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