{"id":28843,"date":"2019-02-04T00:00:00","date_gmt":"2019-02-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=28843"},"modified":"2019-02-04T00:00:00","modified_gmt":"2019-02-03T23:00:00","slug":"arte-da-tramandare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/arte-da-tramandare\/","title":{"rendered":"Arte da tramandare"},"content":{"rendered":"<p>Una professione complessa e appassionante. Quando <strong>Milena Dean <\/strong>parla del suo lavoro traspare un\u2019intensit\u00e0 contagiosa. Originaria di Fiumicello, dopo il liceo ha frequentato la Scuola di Conservazione e Restauro di Botticino (BS), dove si \u00e8 specializzata in restauro della scultura lignea. Terminati gli studi, nel 1986 ha iniziato l\u2019attivit\u00e0 come libera professionista a Belluno, dove si era trasferita. La specializzazione in scultura lignea si rivel\u00f2 provvidenziale, da un lato per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei manufatti in legno presenti su quel territorio, dall\u2019altro per la mancanza nel bellunese e in Veneto, in quegli\u00a0anni, di restauratori con questo tipo di qualifica.<\/p>\n<p><strong>Milena Dean, restauro di sculture lignee, ma non solo: lei si occupa anche di restauro di dipinti su tavola.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abScultura lignea e dipinti su tavola sono accomunati dallo stesso tipo di supporto (sono opere in legno) e spesso gli strati pittorici nella scultura lignea si avvicinano tecnicamente alle policromie dei dipinti su tavola: simili sono le tecniche e i materiali che li caratterizzano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 originaria di Fiumicello ma la gran parte della sua attivit\u00e0 professionale si \u00e8 svolta in Veneto: come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa mia attivit\u00e0 professionale ha inizio nel bellunese, dove mi ero trasferita, e anche oggi che sono nuovamente in Friuli continuo a lavorare su opere di quel territorio e per i Musei di quel territorio. Dal 2003 ho iniziato a lavorare anche a Venezia\u00a0e Padova, collaborando con Musei, Diocesi, Soprintendenze e Comitati privati. Ho eseguito un unico intervento in Friuli, un restauro ministeriale su un grande crocifisso quattrocentesco, opera d\u2019intagliatore veneziano, della parrocchiale di Porcia. Direi che \u00e8 andata cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nella visione degli interventi di restauro di opere antiche ci sono a suo avviso differenze tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei di no, l\u2019approccio agli interventi, le considerazioni che li precedono, le metodiche che vengono applicate si equivalgono. Va ricordato che molti restauri eseguiti in Friuli Venezia Giulia sono considerati delle eccellenze a livello nazionale: nei laboratori di restauro della Soprintendenza, a Udine, \u00e8 stato eseguito uno dei restauri pi\u00f9 importanti di questi anni: il crocifisso ligneo di Donatello della chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra i restauri da lei eseguiti quali sono quelli che ritiene pi\u00f9 importanti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abForse quelli eseguiti sulle opere lignee di Andrea Brustolon, perch\u00e9 si scalano lungo gli anni della mia attivit\u00e0. Il primo restauro su un\u2019opera dello scultore l\u2019ho affrontato nel 1989 e l\u2019ultimo l\u2019ho concluso a settembre di quest\u2019anno. Ho avuto la fortuna d\u2019intervenire su una trentina di manufatti autografi dell\u2019autore, opere di grandi dimensioni e piccole sculture, eseguite\u00a0con tecniche diverse: monocrome, policrome, dorate, a legno patinato&#8230; I dati emersi nel corso dei lavori, le indagini scientifiche eseguite per l\u2019occasione unitamente alle ricerche d\u2019archivio, hanno permesso di accumulare un bagaglio di conoscenze anche tecnologiche sullo scultore che sono sfociate in studi utili a colleghi e storici dell\u2019arte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le qualit\u00e0 indispensabili per chi svolge il suo genere di attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una professione complessa non solo artigianale, ma anche artigianale, che richiede una buona conoscenza di storia dell\u2019arte, di filosofia e di storia della tecnica, una solida formazione scientifica e che prevede un costante aggiornamento professionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Restaurare un\u2019opera significa restare fedeli alle sue origini e al suo contesto storico. Quanto studio e conoscenza sono necessari prima di iniziare operativamente ogni singolo intervento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOgni intervento di restauro \u00e8 sempre un\u2019operazione critica: in questo complesso lavoro sono coinvolte figure professionali con competenze distinte e la qualit\u00e0 dell\u2019intervento \u00e8 determinata da questo lavoro in equipe. Il restauratore \u00e8 in costante e costruttivo confronto con lo storico dell\u2019arte, a cui spetta la direzione dell\u2019intervento; si avvale spesso delle competenze dell\u2019archivista, e dei risultati delle indagini scientifiche eseguite da chimici, fisici, biologi sull\u2019opera. Va considerato che le singole opere d\u2019arte sono in rapporto e dialogo costante con i contesti architettonici in cui sono inserite. Nel caso della scultura lignea, si tratti di un singolo manufatto o di un complesso architettonico, la funzione culturale e liturgica sono elementi che vanno sempre considerati e mai sottovalutati e quindi il confronto con la propriet\u00e0, diocesi e per estensione\u00a0le parrocchie, \u00e8 necessario per risolvere parte delle problematiche che le opere pongono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il patrimonio artistico in Italia \u00e8 pressoch\u00e9 sterminato: come giudica il suo stato di conservazione e la politica di restauro a esso correlata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe figure professionali che si occupano della materia in Italia sono riconosciute anche all\u2019estero come delle eccellenze e non parlo solo dei restauratori, ma mi riferisco ai Centri di Ricerca, agli Istituti di Alta Formazione, ai nostri preparatissimi e poco considerati funzionari di Soprintendenze e Musei, che si trovano a combattere in un panorama politico che da sempre considera di poco conto l\u2019investimento nei beni culturali, anche se ne parla molto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I mancati interventi di restauro quali conseguenze possono avere sul patrimonio artistico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl restauro \u00e8 sempre l\u2019ultimo atto. Prima esistono una serie d\u2019interventi meno invasivi e spesso pi\u00f9 utili per la corretta conservazione del manufatto artistico e che possiamo descrivere come interventi di manutenzione o minimo intervento conservativo. La mancata manutenzione pu\u00f2 avere conseguenze disastrose sul patrimonio e portare di necessit\u00e0 a interventi pi\u00f9 complessi e costosi. Un restauro \u00e8 sempre un\u2019operazione invasiva e le motivazioni che lo precedono devono essere forti e chiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rispetto a quando ha iniziato a svolgere la sua attivit\u00e0 di restauro, la sensibilit\u00e0 sulla tutela delle opere d\u2019arte nel nostro Paese \u00e8 aumentata o diminuita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 un bene collettivo, come io credo, il suo riconoscimento come bene da preservare e da trasmettere alle future generazioni spetta anche alla collettivit\u00e0 a cui appartiene. I restauri eclatanti su opere clamorose di autori che sono delle icone della storia dell\u2019arte smuovono di certo grande interesse e hanno una copertura mediatica di gran lunga superiore oggi rispetto al passato. Ma il vero patrimonio in Italia \u00e8 dato dalle innumerevoli opere sparse sul territorio, spesso di autori poco conosciuti o sconosciuti e la cui tutela e conservazione \u00e8, almeno in parte, demandata alle comunit\u00e0 che principalmente ne fruiscono. Una maggiore sensibilit\u00e0 si determina dal sano e costante rapporto di collaborazione fra gli enti preposti alla tutela e le comunit\u00e0 locali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come negli altri campi, le moderne tecnologie trovano applicazione anche nell\u2019ambito del restauro: come si sono evolute le tecniche nel corso degli anni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019apporto delle nuove tecnologie \u00e8 stato significativo in questi ultimi decenni anche in questo campo. Ha contribuito a una migliore conoscenza delle problematiche conservative dei manufatti su cui s\u2019interviene\u00a0 e consente oggi di eseguire interventi sempre pi\u00f9 mirati. Per esempio l\u2019impiego del laser nella pulitura, l\u2019apporto delle nanotecnologie nella selezione di nuovi materiali da impiegare negli interventi, lo sviluppo che ha avuto la diagnostica non distruttiva, fondamentale nelle fasi preliminari del restauro ma non solo. Ma questa professione rimane, per me, sempre e comunque legata anche a una dimensione artigianale del fare, in cui sensibilit\u00e0 e manualit\u00e0 sono ugualmente indispensabili per la qualit\u00e0 del recupero dell\u2019opera\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milena Dean<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":28844,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-28843","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",640,425,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",500,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",750,498,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/28258-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Milena Dean","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28843\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}