{"id":27728,"date":"2018-12-14T00:00:00","date_gmt":"2018-12-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27728"},"modified":"2018-12-14T00:00:00","modified_gmt":"2018-12-13T23:00:00","slug":"lomaggio-di-trieste-al-pioniere-della-pubblicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lomaggio-di-trieste-al-pioniere-della-pubblicita\/","title":{"rendered":"L&#8217;omaggio di Trieste al pioniere della pubblicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>150 anni fa nasceva a Trieste<strong> Leopoldo Metlicovitz<\/strong>, uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. \u00c8 lui l\u2019autore di decine di manifesti memorabili, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l&#39;Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche (<em>Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot<\/em>) e a film dell&#39;epoca del muto (primo fra tutti <em>Cabiria<\/em>, storico precursore del kolossal).<\/p>\n<p>Assieme ad artisti quali Hohenstein, Laskoff, Terzi e al pi\u00f9 giovane concittadino Marcello Dudovich, Metlicovitz (che di quest&#39;ultimo fu il &#8220;maestro&#8221;) oper\u00f2 per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano, dopo un avvio come pittore paesaggista nella citt\u00e0 natale e un apprendistato come litografo (professione ereditata dal padre) in uno stabilimento grafico di Udine.<\/p>\n<p>Fu proprio grazie all&#39;intuito di Giulio Ricordi, che Metlicovitz pot\u00e9 esplicare, dagli ultimi anni dell&#39;Ottocento, tutte le proprie potenzialit\u00e0 espressive, non solo come grande esperto dell&#39;arte cromolitografica, ma pure come disegnatore e inventore di quegli &#8220;avvisi figurati&#8221; (cos\u00ec chiamati allora) che, affissi a muri e palizzate, mutarono il volto delle citt\u00e0 con il loro vivace cromatismo, segnando anche in Italia la nascita di quell&#39;arte della pubblicit\u00e0 sintonizzata su quanto il &#8220;modernismo&#8221; internazionale andava proponendo nelle arti applicate sotto i vari nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.<\/p>\n<p>A lui la citt\u00e0 di Trieste dedica, nel 150\u00b0 anniversario della nascita, la prima grande retrospettiva monografica. Con il titolo \u201c<strong>Metlicovitz. L&#39;arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicit\u00e0<\/strong>\u201d, rester\u00e0 allestita al Civico Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale \u201cCarlo Schmidl\u201d dal 16 dicembre 2018 al 17 marzo 2019, per poi passare al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto 2019.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 promossa e realizzata dal Comune di Trieste &#8211; Assessorato alla Cultura, Sport e Giovani &#8211; Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport &#8211; Servizio Musei e Biblioteche in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali &#8211; Polo Museale del Veneto &#8211; Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>La rassegna \u00e8 curata dallo storico dell\u2019arte e scrittore <strong>Roberto Curci<\/strong> e diretta da <strong>Laura Carlini Fanfogna<\/strong>, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, e da <strong>Marta Mazza<\/strong>, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce.<\/p>\n<p>Nella grande monografica rivive l&#39;intero arco della produzione dell&#39;artista. Le opere esposte, 73 manifesti (alcuni di dimensioni \u201cgiganti\u201d), tre dipinti e una ricca selezione di &#8220;grafica minore&#8221; (cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali), saranno organizzate in otto sezioni espositive, sette delle quali ospitate presso il Civico Museo Revoltella e una \u2013 la sezione dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette \u2013 nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale &#8220;Carlo Schmidl&#8221;.<\/p>\n<p>Le opere provengono per la gran parte dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (68 manifesti), oltre che dalle collezioni civiche (Civico Museo Revoltella e Civico Museo Teatrale &#8220;Carlo Schmidl&#8221;) e da raccolte private.<\/p>\n<p>\u201cLa produzione cartellonistica di Metlicovitz, cos\u00ec come quella dell&#39;amico Dudovich, fu \u2013 sottolinea Roberto Curci \u2013 particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt&#39;oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull&#39;evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento. A questo eccellente artista, caratterialmente schivo ed estraneo a ogni mondanit\u00e0, alle prove \u2013 affascinanti per verve ed eleganza stilistica \u2013 da lui devolute sia a realt\u00e0 commerciali come i popolari Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia all&#39;universo musicale e teatrale, spiritualmente a lui congeniale (conoscente di Verdi, fu amico soprattutto di Puccini), \u00e8 dedicata questa mostra che si propone di rappresentare il &#8220;tutto Metlicovitz\u201d, straordinario cartellonista, certo, ma anche eccellente pittore ed efficace grafico e illustratore\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 corredata da un catalogo, a cura di Roberto Curci e Marta Mazza (Lineadacqua Edizioni).<\/p>\n<p><strong>orari<\/strong><\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 visitabile negli orari di apertura dei due musei.<\/p>\n<p>Civico Museo Revoltella &#8211; Galleria d&#39;Arte Moderna,\u00a0via Diaz 27,\u00a0tutti i giorni 9-19 (marted\u00ec chiuso)<\/p>\n<p>Civico Museo Teatrale \u201cCarlo Schmidl\u201d,\u00a0Sala Attilio Selva,\u00a0via Rossini 4,\u00a0tutti i giorni 10-17<\/p>\n<p><strong>speciale biglietto combinato<\/strong><\/p>\n<p>per un ingresso, nello stesso giorno o in giorni diversi, ai due musei sedi della mostra:\u00a0Intero: 8 euro;\u00a0Ridotto: 5 euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;arte del desiderio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27728","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"L'arte del desiderio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27728"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27728\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}