{"id":27685,"date":"2018-11-30T00:00:00","date_gmt":"2018-11-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27685"},"modified":"2018-11-30T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-29T23:00:00","slug":"malformazione-prenatale-da-trieste-supporto-psicologico-alle-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/malformazione-prenatale-da-trieste-supporto-psicologico-alle-famiglie\/","title":{"rendered":"Malformazione prenatale, da Trieste supporto psicologico alle famiglie"},"content":{"rendered":"<p>La comunicazione di una diagnosi di malformazione a carico del feto in fase prenatale \u00e8 un evento traumatico per i genitori. Tale trauma comporta la difficolt\u00e0 ad accettare il gap tra le aspettative di un figlio sano e la realt\u00e0. Oltre al fatto che i genitori, prima, e il bambino, poi, devono intraprendere un lungo percorso di cura che implica il coinvolgimento di diverse professionalit\u00e0 e reparti ospedalieri. \u00c9 intorno a questa consapevolezza, data anche dall&#39;esperienza maturata sul campo, che\u00a0<strong>A.B.C. \u2013 Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus\u00a0<\/strong>assieme all&#39;<strong>IRCCS Burlo Garofolo di Trieste<\/strong>\u00a0ha dato vita al progetto triennale &#8220;<strong>Supporto psicologico dalla diagnosi prenatale in poi per le famiglie dei bambini chirurgici\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>La<strong>\u00a0finalit\u00e0 del progetto\u00a0<\/strong>\u00e8 che il sostegno psicologico faccia parte integrante del percorso di cura per i genitori di quei bambini a cui viene diagnosticata una malformazione\u00a0<strong>affiancando alla famiglia, fin dalla prima ecografia di tale diagnosi, uno psicoterapeuta qualificato che resta poi vicino ai genitori durante tutto il percorso di cura e che si interfaccia con i professionisti coinvolti al fine di dare una risposta coordinata alla famiglie<\/strong>, diventando punto di riferimento costante nell&#39;affrontare i momenti di intensa difficolt\u00e0 emotiva.<\/p>\n<p>In letteratura viene sottolineato come la condizione esistenziale del bambino nel suo primo periodo di vita sia strettamente legata alle modalit\u00e0 che regolano il rapporto con i genitori e come i primi processi relazionali rivestano un grande significato ai fini dello sviluppo successivo. \u00c8 quindi importante che vi sia un sostegno, nella prima fase di avvio del processo di accettazione della realt\u00e0, che possa aiutare le famiglie a tollerare quello che sta accadendo. L&#39;obiettivo \u00e8 prevenire futuri disagi causati da un trauma non elaborato, creando inoltre un clima di fiducia reciproca che permetta di affrontare le ansie e i vissuti pi\u00f9 dolorosi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto, perch\u00e9 l\u2019azione che sar\u00e0 messa in campo ha come finalit\u00e0 anche quella di\u00a0<strong>favorire la fiducia e l&#39;alleanza terapeutica fra medico e paziente<\/strong>, contribuendo quindi a facilitare il percorso chirurgico e di cura e migliorare la comunicazione della diagnosi tra operatori dell\u2019ospedale e la famiglia.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il percorso di supporto per le famiglie si differenzier\u00e0 a seconda dei momenti: prima, durante e dopo il parto.\u00a0<\/strong>Durante la gestazione lo psicoterapeuta assister\u00e0 all&#39;esame ecografico e a quelli futuri, sar\u00e0 a fianco dei genitori durante il counselling chirurgico e incontrer\u00e0 la futura mamma se ricoverata in ostetricia e ginecologia. Se richiesto dalla famiglia, assister\u00e0 al cesareo e dopo il parto ci saranno incontri in reparto oltre a quelli dedicati ai soli genitori. Dopo le dimissioni, le famiglie avranno a disposizione la possibilit\u00e0 di fare ulteriori colloqui, oltre al fatto che lo psicoterapeuta sar\u00e0 presente ai successivi controlli in ospedale e incontrer\u00e0 i genitori durante gli eventuali ulteriori ricoveri dei bambini.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Questo progetto ha il valore aggiunto di essere stato ideato anche grazie all\u2019osservazione e all\u2019ascolto dei bisogni delle famiglie a cui stiamo accanto da 13 anni. Crediamo molto in un modello di welfare che, nei giusti ambiti, possa essere partecipato e coinvolga tutti gli attori che ne fanno parte: i beneficiari in primis, l&#39;ospedale e la comunit\u00e0. E infatti, grazie al lavoro di rete, \u00e8 stato possibile, non solo pensarlo, ma anche sostenerlo e concretizzarlo. Il sostegno psicologico dalla diagnosi prenatale \u00e8 stato fortemente voluto da A.B.C. insieme al Burlo e il supporto di Credit-Agricole Friuladria rappresenta non solo un sostegno economico ma anche e soprattutto la concreta vicinanza e attivazione della comunit\u00e0<\/em>\u00bb sottolinea\u00a0<strong>Giusy Battain, direttrice di A.B.C. Onlus.<\/strong><\/p>\n<p>Infine, il progetto punta a favorire un processo di accompagnamento trasversale attraverso i reparti e le diverse fasi di cura, rendendo pi\u00f9 agevole la fruibilit\u00e0 da parte della famiglia del servizio ospedaliero. La strutturazione di una risposta sar\u00e0 condivisa all&#39;interno dell&#39;ospedale attraverso un coordinamento fra le diverse professionalit\u00e0 e i vari servizi che svolgono supporto psicologico ai pazienti. Ecco perch\u00e9 la figura dello psicoterapeuta sar\u00e0 integrata con quella dello staff medico, coinvolgendo le seguenti Strutture del Burlo Garofolo: la S.S. Dipartimentale di Medicina fetale e diagnostica prenatale, la S.S. Dipartimentale Gravidanza a Rischio, la Sala parto, la Degenza Ostetrica, la Terapia Intensiva Neonatale e Neonatologia e la Rianimazione.\u00a0<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ringrazio l\u2019associazione ABC e tutti i dipendenti e le aziende del Gruppo Cr\u00e9dit Agricole Italia<\/em>\u00a0\u2013 ha dichiarato il\u00a0<strong>direttore generale dell\u2019IRCCS Burlo Garofolo, Gianluigi Scannapieco\u00a0<\/strong>\u2013\u00a0<em>per l\u2019impegno con il quale sostengono il nostro ospedale. La qualit\u00e0 dell\u2019assistenza che offriamo non pu\u00f2 che aumentare con un servizio di questo tipo: un\u2019unica figura di riferimento che accompagner\u00e0 genitori e piccoli pazienti dalla diagnosi prenatale fino alla conclusione del percorso di cura, vivendo ogni fase e ogni passaggio tra le diverse strutture ospedaliere al loro fianco<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>A carico di A.B.C. Onlus c&#39;\u00e8 anche il reperimento dei fondi necessari alla sua realizzazione. A copertura completa del primo anno \u00e8 intervenuta una donazione dei dipendenti e delle aziende del Gruppo Cr\u00e9dit Agricole Italia che, attraverso il meccanismo del Payroll Giving, hanno raccolto l&#39;importo necessario. Inoltre, una parte di questa donazione sar\u00e0 destinata al sostegno delle famiglie dei bambini nati con malformazioni gi\u00e0 presenti in reparto e ospiti nelle Case A.B.C.<\/p>\n<p>Il progetto Payroll Giving del Gruppo Cr\u00e9dit Agricole Italia, avviato nel 2014, ha visto fin da subito la partecipazione attiva delle aziende del Gruppo, delle organizzazioni sindacali e dei dipendenti, tutti impegnati verso un obiettivo comune con finalit\u00e0 sociale. Alla base un semplice meccanismo: i dipendenti arrotondano all\u2019euro inferiore l\u2019importo della propria busta paga e l\u2019Azienda aggiunge la parte per arrivare al valore dell\u2019euro. In pratica, dipendenti e Azienda insieme donano tanti euro quanti sono i dipendenti che aderiscono al progetto, nel caso del Gruppo Cr\u00e9dit Agricole Italia la quasi totalit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\u00ab<em>Fin dalla nascita del progetto Payroll Giving si \u00e8 scelto di devolvere i fondi raccolti ad alcuni dei pi\u00f9 importanti ospedali pediatrici esistenti nei territori in cui \u00e8 presente il Gruppo Cr\u00e9dit Agricole Italia<\/em>\u00a0\u2013 ha dichiarato il\u00a0<strong>direttore generale di Cr\u00e9dit Agricole FriulAdria, Carlo Piana<\/strong>\u00a0\u2013.\u00a0<em>Prima del Burlo sono state sostenute realt\u00e0 di eccellenza come il Meyer di Firenze, il Gaslini di Genova e il reparto di oncoematologia infantile dell\u2019Ospedale di Padova. Ad oggi, attraverso il Payroll Giving, sono stati raccolti quasi 400 mila euro a livello di Gruppo, di cui circa 66 mila come Cr\u00e9dit Agricole FriulAdria grazie alla sensibilit\u00e0 dei colleghi di Friuli Venezia Giulia e Veneto e una parte significativa di questi ultimi sar\u00e0 destinata al progetto di A.B.C. Onlus<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Sono intervenuti all&#39;incontro\u00a0<strong>Giusy Battain<\/strong>, Direttrice A.B.C. &#8211; Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus,\u00a0<strong>Gianluigi Scannapieco<\/strong>, Direttore Generale IRCCS Burlo Garofolo Trieste,\u00a0<strong>Daniela Codrich<\/strong>, S.C. Chirurgia e Urologia Pediatrica IRCCS Burlo Garofolo Trieste e\u00a0<strong>Tamara Stampalija,\u00a0<\/strong>Responsabile\u00a0Medicina fetale e Diagnostica Prenatale e\u00a0<strong>Carlo Piana<\/strong>, Direttore Generale di Cr\u00e9dit Agricole FriulAdria insieme ai\u00a0rappresentanti dell\u2019azienda e delle organizzazioni sindacali che fanno parte della Commissione paritetica azienda-sindacato per la Responsabilit\u00e0 sociale d\u2019Impresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Progetto dell&#8217;Associazione Bambini Chirurgici<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":27686,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",640,428,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",474,317,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",389,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",750,501,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27627-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Progetto dell'Associazione Bambini Chirurgici","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27685\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}