{"id":27645,"date":"2018-11-23T00:00:00","date_gmt":"2018-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27645"},"modified":"2018-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-22T23:00:00","slug":"diventare-cio-che-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/diventare-cio-che-siamo\/","title":{"rendered":"Diventare ci\u00f2 che siamo"},"content":{"rendered":"<p>Educare vuol dire accompagnare e sostenere qualcuno a realizzare se stesso, favorire la realizzazione della sua personalit\u00e0 nella sua originalit\u00e0. A essere in questione \u00e8 l\u2019unicit\u00e0 della persona concreta in carne e ossa: ciascuno \u00e8 irripetibile e ha qualcosa che nessun altro ha, ha avuto e avr\u00e0. Ciascuno di noi \u00e8 insostituibile, proprio perch\u00e9\u00a0ha una sua originalit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abDiventa ci\u00f2 che sei\u00bb: esortava <strong>Nietzsche<\/strong>, riprendendo <strong>Pindaro<\/strong>. Questo forse \u00e8 il punto focale dell\u2019educazione e dell\u2019autoeducazione. Ciascuno di noi porta con s\u00e9 una identit\u00e0 fatta di potenzialit\u00e0, di una storia personale, di relazioni, di legami, di appartenenze, di errori commessi e subiti, di rilanci, di scommesse sul futuro\u2026 Ciascuno rappresenta una narrazione originale e pratica del senso del mondo e della vita, che molto dipende e deve alle relazioni che abbiamo e abbiamo avuto, a quanto abbiamo ereditato e portiamo con noi.<\/p>\n<p>Avere degli esempi e dei modelli da seguire \u00e8 necessario nel processo di crescita. Infatti, si cresce in una certa misura grazie all\u2019identificazione e all\u2019imitazione. Tuttavia, poi \u00e8 necessario staccarsene per formare la propria personalit\u00e0, distinta da quella degli altri. Una personalit\u00e0 matura \u00e8 sempre, almeno in una certa misura, autonoma\u00a0e non riproduce semplicemente esempi, modelli e stereotipi.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 cercare di diventare se stessi. Quindi non bisogna per forza n\u00e9 essere come gli altri n\u00e9 essere all\u2019opposto degli altri, ma crescere nella conoscenza di s\u00e9 e cercare di far fiorire la propria originalit\u00e0, le parti pi\u00f9 autentiche di s\u00e9. Potrebbe sembrare una verit\u00e0 scontata. Eppure non risulta per nulla facile da rispettare. Non\u00a0\u00e8 affatto raro trovare genitori, insegnanti, educatori che vogliano \u2013 o comunque sperino \u2013 che i propri figli, alunni, \u00a0educanti si conformino alle aspettative proprie o della societ\u00e0. \u00c8 sufficiente andare a vedere una partita di calcio per incontrare genitori che esaltano le presunte prodezze dei figli o che fanno di un errore una tragedia. Ma anche\u00a0vedere come i figli scelgono la scuola superiore: i genitori spesso piegano i desideri dei figli alle proprie speranze.<\/p>\n<p>Va detto che viviamo in un contesto sociale, culturale, economico, in cui la spinta alla conformit\u00e0 ad alcuni modelli \u00e8 molto forte. Il mercato vuole che tutti noi siamo dei consumatori e, per essere tali, dobbiamo fare nostre \u2013 meglio senza esserne consapevoli \u2013 le istanze di chi vuol fare soldi e avere potere. Siamo bombardati da decenni da\u00a0messaggi che ci inducono alla magrezza, al possesso di vestiti di moda, alla ricerca di determinati <em>status symbol<\/em>.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, come sosteneva <strong>Jacques Lacan<\/strong>, non esiste che una domanda alla quale tutti dobbiamo prima o poi rispondere: \u00abHo agito in conformit\u00e0 con il mio desiderio?\u00bb. In altre parole: ho rispettato e fatto emergere la mia identit\u00e0 e la mia personalit\u00e0 e fatto fruttare i miei talenti o mi sono adeguato a canoni e aspettative di altri? Questa\u00a0domanda \u00e8 decisiva, perch\u00e9 suggerisce che ciascuno di noi ha un proprio posto nel mondo e nella storia e che la propria realizzazione passa attraverso la corrispondenza alla propria originalit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima tappa di questo percorso di realizzazione di s\u00e9 ci viene suggerita dall\u2019<strong>oracolo di Delphi<\/strong>: \u00abConosci te stesso\u00bb. La conoscenza di s\u00e9 non \u00e8 scontata e si sviluppa lungo un processo dinamico che dura tutta la vita. Conosciamo noi stessi grazie alle cose che facciamo, alle relazioni che costruiamo, agli episodi che ci riguardano.<\/p>\n<p>Per conoscersi \u00e8 importante sapersi ascoltare, non lasciare che le cose semplicemente accada- no, ma chiedersi cosa \u00e8 successo, perch\u00e9, come si \u00e8 reagito e come si sarebbe preferito agire.<\/p>\n<p>E cosa si pu\u00f2 fare per educare a conoscere se stessi e a rispettare la propria originalit\u00e0? Innanzitutto dedicare del tempo ad ascoltare. L\u2019ascolto richiede che ci si metta in uno spazio vuoto per fare spazio all\u2019altro. Ascoltare \u00e8 una modalit\u00e0 importante di prendersi cura dell\u2019altro. Ascoltare richiede tempo al di l\u00e0 della routine quotidiana. Ma \u00e8 decisivo perch\u00e9 il figlio, l\u2019alunno, il ragazzo che si sente ascoltato si sente al tempo stesso considerato per quello che \u00e8, e questo stile di relazione funger\u00e0 da modello di riferimento nel proprio rapporto con s\u00e9 e con gli altri e da\u00a0base nella maturazione del pensiero critico.<\/p>\n<p>Conoscere se stessi aiuta anche a crescere nel pensiero critico (come il pensiero critico aiuta a conoscere se stessi), ossia nella capacit\u00e0 di interpretare in modo autonomo gli eventi, quello che facciamo o non facciamo, e quello che dicono, fanno e non fanno gli altri. Anche in questo caso si pu\u00f2 ritenere che l\u2019adulto che ascolta davvero il cucciolo d\u2019uomo, gli lasci la possibilit\u00e0 di esprimere se stesso. \u00c8 l\u2019originalit\u00e0 accolta che d\u00e0 la possibilit\u00e0 di esprimersi, di confrontarsi con s\u00e9 e con gli altri e di far emergere ci\u00f2 che si \u00a0\u00e8, al di l\u00e0 di qualunque adattamento a copioni o modelli esterni.<\/p>\n<p>Partendo dall\u2019ascolto i genitori, gli insegnanti, gli educatori in genere possono stimolare i ragazzi facendoli riflettere sulla loro storia, sui loro desideri, sui loro talenti, sulle loro fatiche, sulle loro difficolt\u00e0, sulle loro paure, su quello che hanno sperimentato e vorrebbero sperimentare&#8230; Un adulto pu\u00f2 chiedere quali sono i desideri e le ambizioni del ragazzo e ragionare con lui sulla realizzabilit\u00e0 dei desideri e delle ambi zioni e sulla corrispondenza con le abilit\u00e0 e le difficolt\u00e0 che ha scoperto di s\u00e9. Un adulto pu\u00f2 anche esplicitare al ragazzo i suoi pensieri, senza \u00a0proporli come verit\u00e0 inconfutabili.<\/p>\n<p>Importante \u00e8 che gli adulti evitino di imporre e di indurre i ragazzi a delle scelte o a delle preferenze che sono loro e non di chi si sta aprendo alla vita. Il rischio \u00e8 sempre presente. Si pensi alla scelta della scuola, dello sport, del lavoro\u2026 Ed \u00e8 importante che gli adulti non rimproverino o non trasmettano senso di disillusione quando un ragazzo non asseconda le loro aspirazioni. Un genitore dovrebbe chiedersi piuttosto quale siano i propri desideri e\u00a0non mescolarli con quelli dei figli. Educare equivale ad accompagnare, evitando di proiettare le proprie aspirazioni.<\/p>\n<p>Rispettare e far crescere la soggettivit\u00e0 personale e comunitaria \u00e8 il compito fondamentale di chi educa. \u00c8 tale perch\u00e9 vuol dire aiutare un cucciolo d\u2019uomo a diventare ci\u00f2 che \u00e8, a far emergere le parti migliori di s\u00e9, a trovare il proprio posto nel mondo, quello che solo lui pu\u00f2 ricoprire in quel modo. Per questo chi svolge un ruolo educativo \u00e8 bene che impari l\u2019arte di ascoltare il prossimo e di discernere tra le proprie aspirazioni e quelle altrui, tra il proprio mondo e quello altrui, per accompagnare senza imporre, sostenere senza sostituirsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Educazione e soggettivit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":27646,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-27645","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1-300x186.webp",300,186,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",640,397,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",300,186,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",500,310,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",474,294,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",391,242,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",300,186,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",750,465,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1.webp",250,155,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27540-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Cristian Vecchiet","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/vecchiet\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Educazione e soggettivit\u00e0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27645"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27645\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}