{"id":27643,"date":"2018-11-23T00:00:00","date_gmt":"2018-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27643"},"modified":"2018-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-22T23:00:00","slug":"rovine-di-fasti-antichi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/rovine-di-fasti-antichi\/","title":{"rendered":"Rovine di fasti antichi"},"content":{"rendered":"<p>Nelle campagne di <strong>San Nicol\u00f2 di Ruda <\/strong>si scorge un\u2019antica villa, nascosta dalla vegetazione, che quasi sembra un tempio nella giungla descritto da Rudyard Kipling. Da una ventina d\u2019anni ha perso il fascino dei tempi perduti, ma la storia di questo luogo (assieme alla villa Ciardi-Baciocchi di Villa Vicentina) s\u2019intreccia col destino avverso dei napoleonidi: \u201c<strong>La Commenda<\/strong>\u201d \u2013 cos\u00ec come ancora oggi si chiama \u2013 oramai \u00e8 ridotta a un cumulo di rovine, ma le sue origini hanno genesi lontane e vanno ricercate addirittura agli inizi del II millennio.<\/p>\n<p>Dapprincipio fu rifugio per crociati e pellegrini e nel 1211 assunse il nome di \u201c<em>hospitale di San Nicolai di Levata<\/em>\u201d. Tale luogo fu affidato alle propriet\u00e0 dei Cavalieri dell\u2019Ordine dell\u2019Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (oggi conosciuti come Cavalieri di Malta) i quali, assieme ai Cavalieri Templari, divennero tra i pi\u00f9 potenti ordini cavallereschi a difesa della cristianit\u00e0. Il patriarca aquileiese Wolfger Ellenbrestchirken aveva fatto costruire un ospizio per quanti si recavano in \u00a0Terrasanta, a San Nicol\u00f2, situato sulla via che portava ai porti di Aquileia e Grado. Nel corso del 1300 si hanno altre notizie: una pergamena del 1352 attesta che fra\u2019 Guglielmo da Fuscarijs era diventato governatore e rettore dell\u2019ospedale e Franceschino de Mutina da Udine curava gli interessi del luogo. Alla fine del XV secolo cominci\u00f2 la decadenza della Commenda. Con la dominazione austriaca iniziarono delle frizioni tra i nobili della Contea di Gorizia e il Sovrano Militare Ordine di Malta ma, dopo 600 anni di storia, la Commenda, grazie all\u2019interesse dei napoleonidi, ritorn\u00f2 agli antichi fasti, ristrutturata e ampliata, come dimora degna di un re.<\/p>\n<p>Un luogo che tuttavia incroci\u00f2 i diversi destini toccati dalla malasorte. Ma prima di descriverli, un breve salto indietro. <strong>Maria Anna Bonaparte<\/strong>, detta Elisa, sorella esiliata di Napoleone, assieme al marito <strong>Felice Baciocchi <\/strong>aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita proprio nella vicina <strong>villa Ciardi-Baciocchi <\/strong>(oggi in Comune di <strong>Fiumicello Villa Vicentina<\/strong>), acquistandola dalla nobile famiglia vicentina Gorgo e ristrutturandola con l\u2019inserimento di preziosi reperti archeologici pro venienti da Aquileia, secondo il modello delle ville toscane, su progetto dell\u2019architetto di corte Charles de Sambucy. Fintantoch\u00e9 ad avvenuta morte, il 7 agosto del 1820, e ad appena 43 anni (decesso intervenuto nella camera da letto dell\u2019attuale proprietario), sua figlia Elisa, ereditando l\u2019intero patrimonio familiare, come unica diretta discendente, dopo la morte prematura del fratello Federico Napoleone, caduto da cavallo, decise di acquistare la vicina Commenda e di ristrutturarla. La stessa fu edificata inglobando i resti dell\u2019antico convento templare-giovannita, conservando le finestre medioevali dell\u2019arco ogivale e realizzando una serra detta \u201c<strong>la grotta delle aquile<\/strong>\u201d, con delle meravigliose inferriate, dove si coltivavano piante pregiate giunte da ogni dove.<\/p>\n<p>Seguirono anni di frenetiche attivit\u00e0 nelle due ville, con feste e sfarzosi ricevimenti. Inoltre le stanze dei due plessi furono arredate con svariati caminetti, sale decorate da affreschi, mentre nel salone adibito alle feste faceva mostra una gigantesca \u201cN\u201d in argento, simbolo dei napoleonidi. Non mancarono delle ricche biblioteche. Elisa vi si stabil\u00ec assieme al marito Filippo di Camerata e il figlioletto Benedetto Napoleone. Quest\u2019ultimo avrebbe voluto rimanere per sempre tra i verdi boschi della pianura friulana, ma mandato a Parigi nella Corte di Napoleone III non resse l\u2019ambiente di corte e si suicid\u00f2 in giovane et\u00e0. Fu per questo motivo che Elisa Bonaparte fece costruire la famosa <strong>cappella Baciocchi<\/strong>, rimasta a testimoniare la presenza dei Napoleonidi in Friuli.<\/p>\n<p>Nel 1868 la tenuta, divisa attualmente nei territori dei Comuni di Fiumicello Villa Vicentina e Ruda, fu venduta a Napoleone III, il quale la intest\u00f2 all\u2019unico figlio, il principe imperiale Eugenio Luigi Napoleone, morto poi in Sudafrica. In seguito venne abitata da Tisserand, amministratore dei beni agricoli della corona francese e infine acquistata nel 1919 dalla famiglia Ciardi che d\u2019allora \u00e8 proprietaria.<\/p>\n<p><strong>Maurizio Waschl<\/strong>, ultimo loro discendente, oggi vi gestisce un\u2019azienda agricola. Va ricordato inoltre che nella \u201cCommenda\u201d fu ospite illustre, dal 25 novembre 1869 al 6 luglio 1870, il grande scienziato francese <strong>Luigi Pasteur <\/strong>che esegu\u00ec studi per combattere il calcino del baco da seta che infestava gli allevamenti friulani. Inoltre, all\u2019interno di questa tenuta furono sviluppate le tecniche di vinificazione. Nelle cantine di Villa Ciardi-Baciocchi fu perfino sperimentato un metodo per la fermentazione dello champagne.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Salviamo i luoghi del cuore: una petizione per \u201cLa Commenda\u201d e Villa Ciardi-Baciocchi<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Parte una petizione per salvare la \u201cCommenda\u201d dei napoleonidi a Ruda e \u201cVilla Ciardi-Baciocchi\u201d a Villa Vicentina. I due edifici storici, in particolare la Commenda, stanno scomparendo inghiottiti dalla vegetazione e crollando sotto i colpi del tempo e dell\u2019abbandono. Per salvare un patrimonio di valore inestimabile, \u00e8 partita la petizione #salviamolacommenda. Due cervignanesi, l\u2019orafo Sergio Serdino e il giornalista Michele Tomaselli sono scesi in campo e hanno deciso di sensibilizzare le istituzioni. A breve scriveranno al ministro <strong>Alberto Bonisoli<\/strong>, al presidente della Regione FVG <strong>Massimiliano Fedriga<\/strong>, all\u2019assessore regionale alla cultura <strong>Tiziana Gibelli<\/strong>, al sindaco di Ruda <strong>Franco Lenarduzzi <\/strong>e a quello di Fiumicello Villa Vicentina, <strong>Laura Sgubin<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abA Villa Ciardi \u2013 spiega Serdino \u2013 c\u2019\u00e8 un bellissimo mosaico romano. I granai napoleonici sono gli unici appartenuti alla famiglia Bonaparte. Lungo la facciata esterna \u00e8 pieno di reperti romani. La cantina e i granai hanno una notevole importanza storica, cos\u00ec come il resto della villa. Non \u00e8 mai stato fatto nulla per preservare questo patrimonio. Per quanto riguarda la Commenda \u00e8 per buona parte distrutta. L\u2019unica cosa ancora in piedi \u00e8 la facciata della \u201cgrotta dell\u2019aquila\u201d. Anche in questo caso nessuno \u00e8 mai intervenuto\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il proprietario Maurizio Waschl non pu\u00f2 sobbarcarsi tutti i costi di recupero. L\u2019edificio, inoltre, \u00e8 soggetto alle belle arti da una serie di vincoli. Sergio Serdino, che cura gli interessi della propriet\u00e0, ha provato pi\u00f9 volte a contattare gli uffici della Soprintendenza di Udine e la precedente giunta regionale, ma senza risultati.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ville dei Napoleonidi in Friuli<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":27644,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1-300x186.webp",300,186,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",640,398,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",300,186,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",500,311,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",474,295,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",391,243,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",300,186,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",750,466,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1.webp",250,155,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27538-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Le ville dei Napoleonidi in Friuli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27643"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27643\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}