{"id":27577,"date":"2018-11-13T00:00:00","date_gmt":"2018-11-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27577"},"modified":"2018-11-13T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-12T23:00:00","slug":"il-carattere-evocativo-del-quadro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-carattere-evocativo-del-quadro\/","title":{"rendered":"Il carattere evocativo del quadro"},"content":{"rendered":"<p>Creativit\u00e0, concretezza e fantasia sono le armi di <strong>Beatrice Cepellotti<\/strong>, l\u2019artista cervignanese che da diversi anni vive e lavora\u00a0a Codroipo. Intraprende studi artistici, fin dalla giovanissima et\u00e0, per merito dello zio Gigi Massimo (assistente del famoso pittore friulano Giuseppe Zigaina), perfezionandosi poi frequentando corsi di restauro, di pittura antica e di tecniche moderne. Una pittrice che \u00e8 riuscita a trovare un equilibrio nel suo percorso artistico e a elaborare un suo genere prettamente personale e riconoscibilissimo. Le sue opere hanno avuto apprezzamenti dalla critica, grazie alle partecipazioni a mostre collettive tra cui Udine, Bologna, Padova e Torino e attraverso numerose esposizioni personali, dalle quali ha ricevuto premi sia in ambito regionale, nazionale che oltre confine. Traguardi importanti che l\u2019hanno portata a vincere recentemente la decima Biennale\u00a0di pittura del <em>Carnevale di Foiano <\/em>a Chianciano, con la sua tela intitolata \u201cRicordi di musica e arte al mio paese\u201d, sbaragliando la concorrenza di altre 127 opere. Nelle motivazioni del premio \u00e8 stato valutato \u201cl\u2019equilibrio della composizione dei colori e la capacit\u00e0 dell\u2019artista di attingere con garbo alle correnti novecentesche come l\u2019espressionismo astratto (&#8230;)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Beatrice Cepellotti, lei ha vissuto per diverso tempo a Muscoli, frazione di Cervignano del Friuli, dove risiede ancora oggi la sua famiglia. Che ricordo ha di questa localit\u00e0 legata alle sue prime esperienze pittoriche?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo iniziato a dipingere a otto anni; il signor Danilo Zuri di Muscoli aveva sentito dire che ero brava e cos\u00ec mi regal\u00f2 una cassetta di colori a olio, vinta alla pesca. \u00c8 stato un bellissimo regalo, un dono che ha segnato la mia vita. Dai colori a olio, col supporto dello zio materno Gigi Massimo di Cervignano \u2013 un vero appassionato d\u2019arte che fu assistente di Federico Righi prima e di Giuseppe Zigaina poi \u2013, sono passata ad altre forme di pittura. Sono seguiti anni di studio con corsi di pittura antica con affresco, tecniche pittoriche moderne, nudo e disegni dal vivo. Mentre studiavo ragioneria mi dilettavo con la pittura a olio finch\u00e9, a ventiquattro anni, passai alle realizzazioni in acrilico. Quando la sera mi cimentavo a eseguirle, quasi sempre \u2013 per mancanza di soldi \u2013 ridisegnando sulle tele gi\u00e0 ultimate, mio padre mi diceva \u201c<em>Beatrice j\u00ea ore distud\u00e2 la l\u00fbs <\/em>(in friulano: <em>\u00e8 ora di spegnere la luce<\/em>, <em>ndr<\/em>). E anche se il mio amato nonno Emilio Zanmarchi, reduce da Nikolajewka, non mi spronasse verso l\u2019arte, traevo lo stesso l\u2019ispirazione, disegnando i paesaggi con la neve della disfatta russa, come li vedevo dai suoi racconti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che ricordo ha del suo mentore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordo lo zio Gigi con tanto affetto perch\u00e9 m\u2019incoraggiava sempre. Diceva che prima o poi mi sarebbe scattata la vena artistica: aveva ragione. Oggi ho degli allievi che vengono a imparare il mestiere nel mio laboratorio. Almeno cinque, durante l\u2019estate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In giovent\u00f9 il suo sogno era di fare la pittrice? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma qui in Friuli \u00e8 sempre stato complicato vivere con l\u2019arte. Cos\u00ec, per mantenermi, fui costretta ad adattarmi. Lavoravo la mattina e parte del pomeriggio in un negozio, facendo la commessa, mentre la restante parte della giornata la dedicavo alla pittura. Coi primi proventi comprai tutto l\u2019occorrente per dipingere. Nonostante siano passati diversi anni, ancora oggi abbraccio questa impostazione di vita, tanto che generalmente preferisco realizzare i miei quadri la sera, dopocena, perch\u00e9 riesco a esprimermi meglio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Attraverso quali maestri ha raffinato la sua tecnica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa frequentazione dello studio del pittore triestino Paolo Cervi Kerischer diede notevole impulso alla mia formazione artistica: fu un maestro con la M maiuscola. Successivamente iniziai un periodo di ricerca presso lo studio di un altro pittore triestino, Franco Chersicola, che contribu\u00ec a sviluppare la mia libert\u00e0 d\u2019espressione. Grazie ai loro insegnamenti passai alla tecnica mista. Ma quello che conta di pi\u00f9 nelle mie realizzazioni odierne sono l\u2019intensit\u00e0 e il dominio del colore, mentre il tema rimane una componente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nelle sue opere gli elementi appaiono estrapolati dal contesto originario per essere inseriti in uno diverso, dove acquistano il ruolo di chiave d\u2019accesso di un universo pittorico\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa mia pittura \u00e8 in continua evoluzione e ci\u00f2 dipende da esperienze pregresse. Agli inizi, quando avevo 20 anni, prediligevo ritrarre temi paesaggistici e spazi aperti ma, piano piano, affinando uno stile personale, ho mutato il linguaggio, imprimendo una tecnica pi\u00f9 informale e pi\u00f9 sintetica. Alla ricerca di sintesi ho sperimentato forme d\u2019arte che si scrivono attraverso la pittura\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua arte da cosa trae principalmente ispirazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cercato di sviluppare la mia creativit\u00e0 confrontandomi con espressionisti come Egon Schiele, pur adorando i giochi di luci e ombre del Caravaggio. Mi piace moltissimo anche Robert Rauschenberg per come ha saputo rende- re l\u2019arte in chiave \u00a0moderna. \u00c8 curioso sapere, ma se rimango in casa non trovo ispirazione perch\u00e9 deve colpirmi tutto ci\u00f2 che vedo dal vivo. L\u2019apice dell\u2019illuminazione, tuttavia, \u00e8 quando vado a visitare una mostra. L\u00ec esco sempre emozionata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alla sua Muscoli, luogo che nasconde peraltro una chiusa veneziana che pochi conoscono, ha mai dedicato un\u2019opera?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFinora non ho mai affrontato come soggetto il mio paese, forse perch\u00e9 prediligo un genere informale, ma sicuramente le sensazioni che provo quando dipingo a Muscoli sono riuscita a trasmetterle anche colorando altri luoghi. Raccontando la verit\u00e0 ci avevo pensato, ma poi mi fermai. Da ragazza non mi piaceva girare con un cavalletto per le vie del paese: mi avrebbero fermata in troppi&#8230; (ride, <em>ndr<\/em>)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alcuni critici hanno evidenziato che l\u2019arte \u00e8 sempre pi\u00f9 nelle mani delle donne, ma quali difficolt\u00e0 s\u2019incontrano oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe difficolt\u00e0 ci sono sempre e per una donna ancora di pi\u00f9; se vuoi farti conoscere non basta essere capace e apprezzata, perch\u00e9 in questo mondo le forme di pubblicit\u00e0 contano pi\u00f9 di tutto. Pi\u00f9 sei conosciuto e pi\u00f9 sei cercato, e inevitabilmente aumentano le possibilit\u00e0 di lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di emozioni, qual \u00e8 l\u2019opera artistica che l\u2019ha pi\u00f9 emozionata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Guernica <\/em>di Pablo Picasso esposta al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda di Madrid. Opera completamente in bianco e nero e di ventotto metri quadri di superficie. Tela creata per commemorare le vittime del bombardamento aereo dell\u2019omonima citt\u00e0 basca durante la Guerra civile spagnola, venne terminata in tempo per l\u2019esposizione internazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nelle sue pitture l\u2019atmosfera \u00e8 spesso densa di mistero. La grande sfida \u00e8 quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilit\u00e0. Da dove scaturisce l\u2019estro che porta al concepimento del quadro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn quadro per me nasce dalla memoria o da un episodio particolarmente significativo. Si tratta di rappresentare un ricordo o cercare di dare emozioni destando l\u2019interesse dell\u2019osservatore. Una tela non \u00e8 una fotografia, piuttosto un film di tanti aspetti variegati che raccontano una storia sotto la conduzione di una regia che decide se applicare un taglio drammatico, intenso\u00a0o sereno&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stata annunciata la morte dell\u2019arte svariate volte. La pittura gode di buona salute?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019arte non \u00e8 morta, \u00e8 morta la voglia di ricerca. Capire un\u2019opera significa entrare nella vita del pittore durante ogni singola fase realizzativa. Faccio un esempio: le opere di Frida Kahlo si vedono con occhi diversi se si studia la storia personale dell\u2019artista. Questa regola vale per ogni pittore: da Van Gogh al mio prediletto, Picasso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La critica Cristina D\u2019Angelo, parlando della sua arte, afferma che nei suoi quadri \u201c<\/strong><strong><em>racconta, ma lascia anche intuire, svela oppure tace, lasciando al posto della narrazione un magico silenzio carico di suggestioni<\/em><\/strong><strong>\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCristina D\u2019Angelo \u00e8 stata la prima critica che ha creduto in me e mi ha consegnato il primo premio a Izola, in Slovenia; ha scritto quella recensione parecchi anni fa e gi\u00e0 aveva colto il mio essere e l\u2019essenza della mia pittura. Le sono molto affezionata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ringraziando Beatrice Cepellotti, che potete trovare su Facebook sul suo profilo, siamo arrivati alla fine. Per concludere, pu\u00f2 svelare ai nostri lettori il suo prossimo lavoro? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDei quadri astratti ispirati al Cammino di Santiago. Per me sarebbe un sogno percorrerlo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beatrice Cepellotti<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":27578,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27577","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1-300x195.webp",300,195,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",640,416,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",300,195,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",500,325,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",474,308,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",391,254,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",300,195,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",750,487,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1.webp",250,162,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27403-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Beatrice Cepellotti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27577"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27577\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}