{"id":27575,"date":"2018-11-12T00:00:00","date_gmt":"2018-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27575"},"modified":"2018-11-12T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-11T23:00:00","slug":"il-rischio-della-condivisione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-rischio-della-condivisione\/","title":{"rendered":"Il rischio della condivisione"},"content":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi molte persone pubblicano e condividono le proprie foto sui social network e, in molti casi, pu\u00f2 accadere che il materiale fotografico messo in rete venga poi riutilizzato da parte di altri utenti. Tali azioni sono diventate per noi un\u2019abitudine e, ormai, fanno parte della nostra quotidianit\u00e0, ma siamo davvero sicuri di poter\u00a0disporre liberamente delle foto pubblicate sui social da qualcun altro?<\/p>\n<p>Ad esempio, andando a leggere con attenzione le condizioni d\u2019uso di Facebook, uno dei social pi\u00f9 utilizzati, all\u2019art. 2 si pu\u00f2 rilevare che l\u2019utente \u00e8 proprietario di tutti i contenuti e le informazioni dallo stesso pubblicati sul social e, inoltre, ha il diritto di controllare e decidere le modalit\u00e0 di condivisione attraverso le impostazioni sulla privacy e attraverso le impostazioni delle applicazioni. Pertanto, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la scelta di avere un profilo pubblico da parte di alcuni utenti non determina un\u2019autorizzazione degli stessi all\u2019utilizzo da parte di terzi del materiale pubblicato, salvo che ci\u00f2 si limiti alla condivisione all\u2019interno della stessa piattaforma e,\u00a0tuttavia, mantenendo sempre riconoscibile la paternit\u00e0 del materiale condiviso.<\/p>\n<p>\u00c8 bene sapere che, nel nostro ordinamento, <strong>tutte le fotografie<\/strong>, comprese quelle pubblicate sui social network, <strong>sono tutelate dalla legge sul diritto d\u2019autore <\/strong>L. 633\/1941. Tale normativa fornisce tutela sia alle semplici fotografie che alle \u201copere fotografiche\u201d in senso tecnico. Ai sensi dell\u2019art. 87 della citata normativa, per semplici fotografie si intendono le \u201cimmagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell\u2019arte figurativa e i fotogrammi\u00a0delle pellicole cinematografiche\u201d, mentre le \u201copere fotografiche\u201d si differenziano dalle prime in quanto sono connotate dai caratteri dell\u2019originalit\u00e0 e della creativit\u00e0 della rappresentazione, secondo un\u2019interpretazione soggettiva da parte dell\u2019autore.<\/p>\n<p>Gli articoli da 87 a 92 della Legge 633\/1941 prevedono per la fotografia semplice una tutela che si estende per una durata di vent\u2019anni dalla sua produzione e garantisce all\u2019autore il diritto di esclusiva sulla riproduzione e diffusione del materiale fotografato, nonch\u00e9 il diritto al compenso derivante dall\u2019eventuale sfruttamento della fotografia. Per quanto attiene invece le \u201copere fotografiche\u201d, queste sono tutelate dalla disciplina generale sul diritto d\u2019autore, pertanto, il creatore dell\u2019opera potr\u00e0 godere dei diritti patrimoniali e morali per una durata pari alla vita dello stesso autore e tale tutela si protrarr\u00e0 per ulteriori settant\u2019anni solari dopo la sua morte.<\/p>\n<p>In linea generale, in base a quanto previsto dall\u2019art. 90, affinch\u00e9 possano ritenersi applicabili le tutele sopra descritte \u00e8 necessario che la foto, o l\u2019opera, debba contenere il nome del fotografo, la data dell\u2019anno di produzione\u00a0della fotografia e il nome dell\u2019opera d\u2019arte fotografata. Tuttavia, la giurisprudenza di merito in materia \u00e8 concorde nel riconoscere che la pubblicazione di una foto o di un\u2019opera fotografica sul profilo social dell\u2019autore rappresenti una presunzione, grave precisa e concordante in ordine alla titolarit\u00e0 dei diritti fotografici legati al materiale pubblicato (cfr. Trib. Roma sent. 12076\/2015).<\/p>\n<p>Alla luce di tale disciplina, \u00e8 necessario fare grande attenzione alle modalit\u00e0 di utilizzo del materiale fotografico pubblicato da parte di terzi sui social perch\u00e9, come evidenziato, si potrebbe incorrere in spiacevoli inconvenienti. Si deve tenere presente che per utilizzare materiale fotografico altrui, con modalit\u00e0 che non si limitino alla sola condivisione all\u2019interno della piattaforma dove \u00e8 avvenuta la pubblicazione da parte dello stesso autore (rendendo possibile risalire all\u2019autore, alla data e al nome dell\u2019opera), \u00e8 necessario il consenso da parte dell\u2019autore. L\u2019eventuale utilizzo delle foto o delle \u201copere fotografiche\u201d altrui, in assenza di tale autorizzazione, integrerebbe la lesione del diritto d\u2019autore, determinando la possibilit\u00e0 per il creatore della foto di pretendere il risarcimento di tutti i danni morali e patrimoniali conseguenti.<\/p>\n<p>I criteri che verranno presi in considerazione ai fini della valutazione dell\u2019entit\u00e0 del danno da risarcire tengono conto dell\u2019interazione di diversi fattori tra i quali: la qualit\u00e0 dell\u2019opera, il tempo per cui si \u00e8 protratto l\u2019utilizzo non\u00a0autorizzato, il mancato guadagno che l\u2019autore non ha potuto percepire a causa dell\u2019altrui sfruttamento dell\u2019opera e l\u2019eventuale utilit\u00e0 percepita dall\u2019utilizzatore abusivo. Ai fini della liquidazione del danno nella pratica si \u00e8 fatto riferimento anche alle tabelle utilizzate dalla SIAE nel \u201cCompendio delle norme e dei compensi per la produzione dell\u2019arte figurativa, plastica e fotografica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Social e diritto d&#8217;autore<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":27576,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-27575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27395-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Massimiliano Sinacori","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/sinacori\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Social e diritto d'autore","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27575"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27575\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}