{"id":27571,"date":"2018-11-12T00:00:00","date_gmt":"2018-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27571"},"modified":"2018-11-12T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-11T23:00:00","slug":"al-centro-della-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/al-centro-della-bellezza\/","title":{"rendered":"Al centro della bellezza"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019archeologo friulano <strong>Andrea Pessina <\/strong>\u00e8 alla guida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Citt\u00e0 Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. Dalla sede di Palazzo Pitti il dottor Pessina \u00e8 responsabile dell\u2019attivit\u00e0 di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico, demo-etnoantropologico, architettonico e paesaggistico di un territorio fra pi\u00f9 ricchi, importanti e famosi non solo del Paese, ma del mondo. Nato a Firenze nel 1963, il padre friulano vi si era trasferito per lavoro, si \u00e8 formato all\u2019Universit\u00e0 di Pisa dove nel 1998 ha conseguito il dottorato di ricerca in \u201cArcheologia: insediamenti, economia e cultura\u201d. Nel 2006, sempre a Pisa, la specializzazione in Archeologia con indirizzo in Preistorica e Protostorica. Negli anni seguenti ha svolto vari periodi di studio in universit\u00e0 europee, fra le quali in Francia e Ungheria. Dopo alcuni anni di esperienza universitaria come borsista, nel 1999 ha vinto un concorso per archeologo specialista, bandito dal Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 culturali, iniziando una brillante carriera che lo ha portato prima al Museo Nazionale Preistorico Etnografico \u201cL. Pigorini\u201d di Roma, quindi alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia. Vinto il concorso per dirigente archeologo nel 2009, \u00e8 stato soprintendente al Museo Nazionale d\u2019Arte Orientale di Roma e quindi Soprintendente ai Beni Archeologici in Abruzzo nell\u2019emergenza del dopo terremoto, incarico svolto fino al 2012, anno in cui \u00e8 passato a dirigere la Soprintendenza archeologica della Toscana per poi insediarsi dal 2016 a Palazzo Pitti.<\/p>\n<p>Nel suo curriculum annovera il coordinamento scientifico di mostre, convegni, docenze universitarie e la partecipazione a molti progetti italiani ed europei. Oltre un centinaio i suoi contributi scientifici dedicati alla Preistoria italiana.<\/p>\n<p><strong>Dottor Pessina, una carriera che nell\u2019arco di pochi d\u2019anni l\u2019ha portata alla guida di una macchina complessa e a tutt\u2019oggi in grande fermento verso il cambiamento.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato un percorso veloce e anche caratterizzato da una serie di coincidenze. Quando avevo deciso di lasciare l\u2019archeologia,\u00a0dopo anni di precariato universitario, caratterizzati dalla mancanza di concorsi che offrissero uno sbocco professionale stabile e avevo quindi iniziato a insegnare in Friuli, a Tarvisio, di colpo si \u00e8 aperta l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare a un concorso per archeologo specialista. Cos\u00ec sono entrato al Ministero per i Beni culturali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La prima nomina a soprintendente fu in una sede in un momento di grande criticit\u00e0\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019esperienza in Abruzzo all\u2019indomani del terremoto \u00e8 stata difficile, faticosa ma anche molto formativa. Per fortuna la mia sede era a Chieti, dunque in un territorio risparmiato dal sisma. Per questo abbiamo retto bene il colpo. Certo, da friulano, perch\u00e9 tale mi considero a tutti gli effetti, il pensiero \u00e8 spesso andato alla tragedia che nel 1976 mise in ginocchio la nostra terra, causando morti e danni gravissimi al patrimonio storico, culturale e architettonico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Recentemente le \u00e8 stato consegnato un importante premio ad Aquileia: dal suo osservatorio previlegiato di soprintendente e archeologo, ritiene che si stia facendo abbastanza nella ricerca e nella valorizzazione della citt\u00e0 patrimonio dell\u2019UNESCO?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAquileia negli ultimi anni ha fatto grandi passi avanti; la creazione della Fondazione, con l\u2019impegno diretto della Regione, ha significato disponibilit\u00e0 di adeguate risorse finanziarie, a cui ha fatto seguito il recente accordo siglato con il nostro Ministero per la gestione diretta delle aree archeologiche da parte della Fondazione. Di fatto, questo \u00e8 il sito pi\u00f9 importante della regione, per il quale senza dubbio si pu\u00f2 fare di pi\u00f9 e raccogliere di pi\u00f9. L\u2019esperienza attuale di Pompei \u00e8 in questo senso significativa. C\u2019\u00e8 da dire che la nostra archeologia, nonostante la presenza di realt\u00e0 come il Museo di Cividale del Friuli, \u00e8 ancora poco nota in Italia e nel mondo. Vi sono infatti periodi della storia dell\u2019uomo che hanno proprio qui in Friuli testimonianze significative, ma che sono ancora poco conosciuti e studiati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A cosa si riferisce?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRitengo che un aspetto nel quale credo di aver dato un contributo importante siano le ricerche fatte in Friuli sull\u2019origine dell\u2019agricoltura e la comparsa delle prime comunit\u00e0 neolitiche. Pochi sanno che in questo settore, anche durante la preistoria, \u00a0la nostra regione fu un laboratorio pressoch\u00e9 unico di incontri culturali, grazie al suo ruolo di cerniera fra Occidente e Oriente,\u00a0vera porta verso i Balcani. Attraverso il Friuli sono entrati popoli che arrivavano probabilmente da lontano e con loro piante e animali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di che periodo stiamo parlando?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe ricerche fatte con il supporto del Museo Friulano di Storia naturale di Udine e di alcune universit\u00e0 italiane hanno interessato la vita e le popolazioni che vissero dal 5500 al 4500 a. C. Nella bassa e alta pianura friulana esistevano villaggi piccoli e grandi, abitati da genti che avevano relazioni con i territori anche lontani, dalla attuale Croazia fino alla pianura padana e le Alpi nordoccidentali. In pochi sanno che in quel periodo si assistette a un\u2019esplosione demografica nella zona di Pozzuolo del Friuli, dove sono stati rintracciati i resti riferibili a decine di villaggi fondati da questi primi agricoltori. Popolazioni provenienti da Oriente che portarono nelle loro migrazioni animali domestici e introdussero per la prima volta in Italia nordorientale specie vegetali coltivabili. Durante gli scavi di Sammardenchia sono state trovate diverse variet\u00e0 di grano\u00a0e orzo. In particolare, \u00e8 stata individuata la presenza del \u201cgrano di Timophev\u201d (<em>Triticum timophevii<\/em>), le cui origini sono oggi riconosciute nei territori dell\u2019ex Unione Sovietica. Il ritrovamento di asce, accette e altri utensili di pietra verde del Piemonte e della Savoia, ma anche di ossidiane da Lipari, sta a dimostrare una rete vivace di circolazione e scambi di persone e idee attiva quasi 8000 anni fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 cambiato il ruolo di tutela e valorizzazione delle soprintendenze dopo l\u2019ultima riforma del 2017?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl primo elemento che distingue la riforma voluta dal ministro Franceschini \u00e8 la separazione netta fra tutela e valorizzazione, con una operazione che ha creato una dolorosa dicotomia: le soprintendenze fanno tutela e i poli museali e i musei autonomi si occupano di valorizzazione. Da questa separazione nasce per\u00f2 un problema non di poco conto: tutela e valorizzazione non sono scindibili in maniera netta, soprattutto per quanto riguarda l\u2019archeologia. I musei si nutrono del-le scoperte archeologiche\u00a0che avvengono nel territorio. Dividere in modo netto le due anime del ministero ha portato a forti contrapposizioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dei musei contenitori senza linfa vitale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei che oggi il pericolo maggiore \u00e8 quello di aver creato dei luoghi di antiquaria, dove verranno esposte collezioni morte, non pi\u00f9 destinate ad accrescersi grazie all\u2019azione di tutela delle soprintendenze, non pi\u00f9 luoghi deputati a ospitare le scoperte della ricerca. Mi riferisco in particolare all\u2019archeologia, mentre la questione \u00e8 meno drammatica per i musei storico-artistici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E per quanto riguarda il ruolo di tutela delle soprintendenze?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo passati da un\u2019impronta specialistica, con dirigenti e strutture ad alta specializzazione, a quella che viene ora definita \u201colistica\u201d, dove cio\u00e8 a un\u2019unica soprintendenza si richiede di esercitare una tutela a 360 gradi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la situazione a Firenze?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOggi mi occupo dei palazzi fiorentini, ma anche di chiese, conventi, quadri, archeologia, paesaggio e del patrimonio demo-etnoantropologico immateriale, con lo scopo di preservare le tradizioni popolari. Si tratta di un impegno improbo, che \u00a0inevitabilmente porta il soprintendente a privilegiare alcuni campi della tutela rispetto ad altri, anche solo perch\u00e9 pi\u00f9 lontani dalla sua formazione. Inoltre, la recente rivoluzione del MIBAC \u00e8 avvenuta su un corpo vecchio e debole, che presentava carenze e vuoti in organico significativi. Un aspetto da non sottovalutare per le sue ripercussioni negative. Nel 2016, quando sono stato nominato a Firenze, in organico erano presenti 150 persone, oggi sono 95. Il ministro Bonisoli in un recente incontro con i soprintendenti ha dimostrato molta attenzione su questo aspetto, promettendo concorsi e assunzioni, continuando una politica avviata dal suo predecessore, che \u00e8 riuscita per\u00f2 a colmare solo parzialmente le lacune\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le priorit\u00e0 nel suo territorio e in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa prima \u00e8 certamente la gestione del tema del paesaggio in rapporto alle esigenze di sviluppo del territorio in termini di infrastrutture e di crescita economica. Tema delicato, che deve essere affrontato dalle Regioni d\u2019intesa con gli uffici del nostro Ministero. A oggi per\u00f2 sono poche le regioni che hanno adottato i piani paesaggistici, strumenti principali per la gestione dei valori paesaggistici. La bellezza del paesaggio italiano \u00e8 un valore estremamente fragile che richiede scelte ponderate e consapevoli, perch\u00e9 la tutela non pu\u00f2 pensare di cristallizzare un paesaggio, finendo per originare un territorio abbandonato \u00a0dall\u2019uomo, visione romantica ma di fatto negativa. Vi \u00e8 poi in Toscana il problema della custodia e salvaguardia di un patrimonio architettonico e storico-artistico di enorme importanza, che deve essere mantenuto, restaurato, tutelato. Vi sono costi altissimi, spesso a carico dei proprietari privati, che a volte vedono la stessa amministrazione statale e quella della Chiesa in grande difficolt\u00e0 nel sostenerli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 il tipo di turismo che fa bene al patrimonio storico culturale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCertamente non il turismo di massa, ma quel flusso costante e non esagerato di persone che cercano, approfondiscono e apprezzano ci\u00f2 che visitano. In questa direzione in FVG vi \u00e8 spazio per crescere offrendo pi\u00f9 servizi, itinerari a ragnatela che comprendano visite ai grandi e piccoli musei, alle pievi e ai borghi, per non fare morire quelli che possono anche essere definiti su scala nazionale \u201csiti minori\u201d, ma lo sono per dimensioni e non certo per bellezza. Va bene una pluralit\u00e0 di offerte\u00a0che comprenda anche il cicloturismo, i cammini e i percorsi di pellegrinaggio, i castelli e i luoghi fortificati, i siti archeologici in grotta, senza mai abbandonare i progetti di grandi mostre che siano occasioni uniche per realizzare autentici progetti culturali e di ricerca, eventi che possono essere un volano di forte richiamo. Pensiamo quale esempio all\u2019attivit\u00e0 svolta qui a\u00a0Firenze dalla Fondazione Palazzo Strozzi, che riesce a produrre annualmente almeno 3 grandi mostre che attirano in citt\u00e0 centinaia di migliaia di turisti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei vive nella bellezza, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che le manca del suo Friuli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi mancano le montagne, dove io mi sento a casa; i rilievi dei monti sono i miei punti cardinali senza i quali mi sento disorientato. Mi manca la gente della nostra regione, a volte troppo semplice, ma certo sincera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il suo prossimo obiettivo professionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVorrei finire di pubblicare i risultati degli scavi da me condotti in Friuli. Si tratta di un debito con la mia regione che vorrei quanto prima saldare\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Pessina<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":27572,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27571","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1-300x210.webp",300,210,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",640,447,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",300,210,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",500,349,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",464,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",372,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",300,210,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",750,524,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1.webp",250,175,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27385-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Andrea Pessina","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27571"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27571\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}