{"id":27565,"date":"2018-11-12T00:00:00","date_gmt":"2018-11-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27565"},"modified":"2018-11-12T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-11T23:00:00","slug":"il-viaggio-dei-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-viaggio-dei-sensi\/","title":{"rendered":"Il viaggio dei sensi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Irene Cao e la scrittura. Partiamo dall\u2019inizio: quando \u00e8 scoccata la scintilla?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo sempre scritto, fin da quando ero bambina avevo un diario. Ce l\u2019ho ancora, non viaggio mai senza il mio taccuino: \u00e8 il mio diario di bordo. Ho iniziato a contemplare l\u2019idea di scrivere un romanzo all\u2019et\u00e0 di 27 anni e ci \u00e8 voluto molto tempo prima di arrivare a una forma compiuta e poi alla pubblicazione. L\u2019idea di scrivere il primo romanzo mi \u00e8 arrivata dopo un viaggio in nord Africa regalatomi dal destino. Un viaggio in cui ho sperimentato l\u2019amore e la gioia, un viaggio che mi ha aiutata a uscire da un momento buio. Ecco, da quel momento ho iniziato ad appassionarmi alla scrittura in maniera seria. Scrivere era diventata una necessit\u00e0 viscerale, qualcosa che il cuore mi chiedeva di fare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo la laurea in Lettere classiche e un dottorato hai collaborato con il settimanale <\/strong><strong><em>A-Anna<\/em><\/strong><strong>. Cosa ha significato per te quell\u2019esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato un sogno realizzato. Da tempo seguivo il giornale da \u201clettrice\u201d, mi piaceva molto perch\u00e9 l\u2019allora direttrice Maria Latella aveva dato al magazine un taglio non solo puramente modaiolo. Cos\u00ec un giorno, mentre ero a Venezia, mi sono detta: \u201cio su quel giornale ci voglio scrivere\u201d. Dopo aver inviato almeno dieci articoli, un caporedattore si accorse della mia scrittura e mi diede la possibilit\u00e0 di tenere una piccola rubrica. Fu l\u2019inizio di un viaggio di fatica gioiosa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 2013 arriva l\u2019esordio letterario con la pubblicazione di <\/strong><strong><em>Io ti guardo<\/em><\/strong><strong>, primo atto di una trilogia erotica \u00a0successivamente tradotta in 14 diversi Paesi. Domanda semplice: com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 nata dalle ceneri di un primo romanzo che scrissi nell\u2019arco di tre anni e una notte di gennaio del 2012 gettai letteralmente nella stufa, perch\u00e9 sentivo che dovevo ripartire da zero. Di quel primo romanzo salvai un piccolo nucleo e da l\u00ec sviluppai l\u2019intera trilogia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A quel primo libro ne sono seguiti altri che hanno venduto centinaia di migliaia di copie: qual \u00e8 a tuo avviso il motivo di questo successo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono libri onesti. Le lettrici si identificano nelle protagoniste dei miei romanzi, spesso hanno vissuto o stanno vivendo o sognano di vivere storie simili a quelle che racconto. Storie in cui non ci sono \u201ceffetti speciali\u201d, storie dove a vincere \u00e8 la verit\u00e0 dei sentimenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa rappresenta la scrittura per Irene Cao?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer me la scrittura \u00e8 un atto intimo e viscerale. Scrivere un romanzo non \u00e8 una passeggiata, ti costringe a scendere dentro di te e a tenere nella pancia emozioni di ogni genere per molto tempo. \u00c8 un viaggio di fatica e sacrificio, solitudine e introspezione. Non la vivo benissimo, specie quando mi devo confrontare con le scadenze legate alla pubblicazione, ma la mia anima sportiva mi ha insegnato a non mollare mai\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci sono scrittori a cui ti ispiri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo sempre cercato un mio stile personale e, volutamente, mentre sto scrivendo, non leggo molti romanzi. Se posso, preferisco leggere scrittori italiani e tra gli italiani un grande narratore da cui ho silenziosamente appreso l\u2019arte dello scrivere \u00e8 Andrea De Carlo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal mezzo al contenuto: cos\u2019\u00e8 invece il sesso per Irene Cao?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn viaggio dei sensi, qualcosa che vive nei corpi ma va al di l\u00e0 dei corpi, toccando dimensioni spirituali. Per me \u00e8 un incontro di anime. Anime che attraverso i corpi trovano il loro punto di fusione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nei tuoi romanzi, oltre all\u2019eros un ruolo importante \u00e8 ricoperto anche dal cibo. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome il sesso, anche il cibo \u00e8 un viaggio dei sensi. E, se ben consumato, nutre l\u2019anima oltre che il corpo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gli addetti ai lavori sottolineano come i tuoi lettori siano in maggioranza donne: a tuo avviso perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSenza scadere nelle generalizzazioni che detesto, forse perch\u00e9 gli uomini preferiscono andare su YouPorn e hanno una visione del sesso pi\u00f9 elementare. Le donne che leggono i miei romanzi sono attratte non tanto dalla dinamica del sesso fine a s\u00e9 stesso, ma dal crescere della passione e dagli inevitabili drammi sentimentali in cui incappano i protagonisti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ibiza, Venezia, Roma, la Sicilia\u2026 Nei tuoi romanzi i luoghi giocano un ruolo importante: come li hai scelti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI luoghi per me sono protagonisti come le persone. I luoghi parlano e, se si sanno ascoltare, ci dicono molto. Tutti i miei libri sono ambientati in luoghi cari al mio cuore, luoghi in cui io stessa ho vissuto o che comunque conosco bene\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dai luoghi ai personaggi. Elena, la protagonista, \u00e8 una restauratrice trentenne: quanto c\u2019\u00e8 di autobiografico in lei?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolto: la passione per l\u2019arte, l\u2019amore per il lavoro che fa, la pignoleria (della serie: \u201cnon \u00e8 finito finch\u00e9 non \u00e8 perfetto\u201d), ma anche il perdersi in un mondo tutto proprio, la bont\u00e0, la dolcezza, l\u2019insicurezza, l\u2019onest\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mentre scrive, Irene Cao quali sensazioni prova?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFatica. Davvero. Tanta fatica. Il piacere arriva solo quando metto la parola \u201cFine\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giovane donna e scrittrice di successo: Irene Cao come vive la celebrit\u00e0 e il rapporto con il pubblico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSemplicemente. Non mi sento una persona celebre e continuo a fare le stesse cose che facevo prima del successo letterario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nata a Pordenone, vivi a Caneva: qual \u00e8 il tuo rapporto con il Friuli Venezia Giulia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAdoro la mia terra, tanto che ho deciso di stabilire qui a Caneva il mio eremo creativo. Non riesco a stare troppo a lungo lontana dal Friuli Venezia Giulia. \u00c8 una regione che offre molto, paesaggi diversissimi a pochi chilometri di distanza. \u00c8 una terra di cui dobbiamo avere cura\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In quale luogo della regione ti piacerebbe ambientare un futuro romanzo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abForse nei boschi del tarvisiano, in quella speciale terra di confine tra Italia, Austria, Slovenia, perch\u00e9 l\u00ec c\u2019\u00e8 una parte della mia storia di famiglia. E una parte del mio cuore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso giugno \u00e8 uscito <\/strong><strong><em>Io ti amo<\/em><\/strong><strong>, ultimo romanzo in ordine di tempo. Cos\u2019\u00e8 per te l\u2019amore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 il motore del mondo. Senza amore, nulla esisterebbe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal presente al futuro: stai gi\u00e0 lavorando ad altri progetti editoriali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer ora no, mi sto prendendo un periodo di pausa dalla scrittura e sto continuando a studiare e sperimentare tecniche di regia. Insieme a una troupe in gran parte friulana l\u2019anno scorso ho realizzato 7 mini film per il web, visibili sul mio canale YouTube, dal titolo <em>Un Cuore in Viaggio<\/em>: un viaggio in immagini nelle citt\u00e0 e suggestioni che\u00a0hanno fatto da sfondo ai miei romanzi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chiusura con il quesito pi\u00f9 difficile. Freud disse di non essere mai riuscito a rispondere alla domanda \u201cCosa vuole una donna?\u201d. Se la ponessi a Irene Cao, cosa mi risponderebbe?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVuole essere ascoltata. Null\u2019altro\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Irene Cao<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27565","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1-300x196.webp",300,196,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",640,419,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",300,196,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",500,327,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",474,310,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",391,256,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",300,196,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",750,491,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1.webp",250,164,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27374-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Irene Cao","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27565"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27565\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}