{"id":27538,"date":"2018-11-07T00:00:00","date_gmt":"2018-11-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27538"},"modified":"2018-11-07T00:00:00","modified_gmt":"2018-11-06T23:00:00","slug":"esposti-allamianto-nuovo-studio-dimezza-la-mortalita-per-cancro-al-polmone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/esposti-allamianto-nuovo-studio-dimezza-la-mortalita-per-cancro-al-polmone\/","title":{"rendered":"Esposti all\u2019amianto: nuovo studio dimezza la mortalit\u00e0 per cancro al polmone"},"content":{"rendered":"<p>Arrivano da Udine i primi dati a livello mondiale di una ricerca scientifica in cui si dimostra come lo screening con tac spirale, rispetto a una sorveglianza effettuata soltanto con la radiografia toracica, dimezza la mortalit\u00e0 per tumore al polmone nei soggetti che sono stati esposti all\u2019amianto. Sono questi i risultati dello studio condotto da un gruppo di 11 studiosi, per la maggior parte appartenenti all\u2019Universit\u00e0 di Udine e all\u2019Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, il cui articolo \u00e8 stato pubblicato lo scorso 15 ottobre online sulla rivista <em>International Journal of Epidemiology<\/em>, tra le pi\u00f9 importanti al mondo del settore. L\u2019articolo si pu\u00f2 leggere integralmente all\u2019indirizzo <u><a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/ije\/advance-article\/doi\/10.1093\/ije\/dyy212\/5132993\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/academic.oup.com\/ije\/advance-article\/doi\/10.1093\/ije\/dyy212\/5132993<\/a><\/u><\/p>\n<p>L\u2019articolo \u201cImpatto dello screening della tomografia computerizzata a basse dosi sulla mortalit\u00e0 per cancro del polmone tra i lavoratori esposti all&#39;amianto\u201d, di cui primo firmatario \u00e8 <strong>Fabio Barbone<\/strong>, epidemiologo del dipartimento di Area medica dell\u2019ateneo friulano (dal 2016 nominato direttore scientifico dell\u2019IRCCS Burlo Garofolo di Trieste), \u00e8 stato realizzato anche da <strong>Fabiano Barbiero<\/strong>, <strong>Valentina Rosolen<\/strong> e <strong>Manuela Giangreco<\/strong> del dipartimento di Area medica dell\u2019ateneo friulano, <strong>Federica Pisa<\/strong> dell\u2019Istituto di Igiene e clinica epidemiologica dell\u2019Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, <strong>Alessandro Follador<\/strong> e <strong>Gianpiero Fasola<\/strong> del dipartimento e attivit\u00e0 integrata di Oncologia dell\u2019Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, <strong>Ornella Belvedere<\/strong> del dipartimento di Oncologia del York Teaching Hospitals NHS Foundation Trust in Gran Bretagna, <strong>Tina Zanin<\/strong> dell\u2019Ass2 isontina, <strong>Francesco Grossi<\/strong> della divisione di oncologia medica della Fondazione IRCCS Ca\u2019 Granda Ospedale Maggiore di Milano e <strong>Stefano Meduri<\/strong> del dipartimento di Radiologia dell\u2019ospedale di Latisana.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di un risultato che la sanit\u00e0 pubblica internazionale aspettava da tempo ed \u00e8 stato raggiunto grazie a un paziente lavoro di squadra durato oltre 15 anni\u201d dichiara il professor Barbone. Il punto di partenza della ricerca \u00e8 stato uno studio, iniziato nel 2002 e pubblicato nel 2008 da Gianpiero Fasola, sull\u2019efficacia dello screening con tac a basso dosaggio di radiazioni per rilevare il cancro del polmone in fase precoce nei lavoratori esposti all&#39;amianto. Lo studio, che aveva coinvolto mille persone esposte all&#39;amianto iscritte al \u201cProgramma di sorveglianza sulla salute professionale di Monfalcone\u201d e residenti in Friuli Venezia Giulia, ha dimostrato che lo screening con tac spirale identificava un certo numero di tumori polmonari in stadio iniziale, potenzialmente guaribili.<\/p>\n<p>La nuova ricerca \u00e8 partita da questo risultato per cercare di capire, nello stesso campione di popolazione, se l\u2019analisi precoce con tac spirale avesse comportato negli anni anche una minore mortalit\u00e0 nei soggetti sottoposti allo screening. I ricercatori hanno confrontato la mortalit\u00e0 dei \u00a0partecipanti allo studio del 2002 con quella di un campione di un migliaio soggetti esposti che non avevano partecipato allo studio. Seguendo queste persone dal 2002 al 2011 si \u00e8 scoperto che la mortalit\u00e0 per cancro del polmone del primo gruppo era ridotta del 59% rispetto a quelli del secondo gruppo. Si tratta del primo studio a livello internazionale a dimostrare questo tipo di evidenza nei soggetti esposti ad amianto. In precedenza altri studi avevano dimostrato che la diagnosi anticipata con la tac spirale riduceva del 20% la mortalit\u00e0 causata dai tumori al polmone nei forti fumatori.<\/p>\n<p>\u201cIl fatto che un\u2019idea pionieristica, sviluppata nel 2002, ci abbia condotto a questo risultato \u00e8 certamente gratificante &#8211; dichiara Gianpiero Fasola, direttore dell\u2019Oncologia di Udine &#8211; credo per\u00f2 che la cosa pi\u00f9 importante sarebbe ora valutare come utilizzare questi dati nell\u2019ambito di programmi pubblici di prevenzione che dovrebbero essere orientati a soggetti che siano contemporaneamente esposti all\u2019asbesto e forti fumatori\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo risultato a livello mondiale<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":27539,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27538","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1-300x188.webp",300,188,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",640,402,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",300,188,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",500,314,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",474,298,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",391,246,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",300,188,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",750,471,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1.webp",250,157,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/27317-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Primo risultato a livello mondiale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27538\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}