{"id":27222,"date":"2018-09-07T00:00:00","date_gmt":"2018-09-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27222"},"modified":"2018-09-07T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-06T23:00:00","slug":"la-rabbia-in-smoking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-rabbia-in-smoking\/","title":{"rendered":"La rabbia in smoking"},"content":{"rendered":"<p>La mia passione per il bianco e nero alla Fred Astaire. Il piacere per l\u2019eleganza. Il rispetto per il pubblico. E l\u2019amore per la verit\u00e0\u201d. Parole semplici, incisive e fortemente evocative di <strong>Lelio Luttazzi<\/strong> (Trieste, 27 aprile 1923 \u2013 8 luglio 2010) scelte a prefazione del racconto <strong>La villa di campagna<\/strong> del 1971. Un testo scritto pochi mesi dopo l\u2019errore giudiziario che lo coinvolse, ferendo in modo irrimediabile l\u2019uomo e travolgendo uno degli artisti pi\u00f9 eclettici e raffinati del secondo Novecento. Il libro, uscito postumo per volont\u00e0 della Fondazione Lelio Luttazzi presieduta dalla moglie <strong>Rossana<\/strong> <strong>Moretti<\/strong>, si intitola <em>La rabbia in smoking <\/em>(Luglio Editore, Trieste).<\/p>\n<p>Raccoglie sceneggiature, racconti, pensieri e riflessioni mai pubblicati. In particolare la ventina di pagine de <em>La villa di campagna <\/em>divenne la sceneggiatura del film <em>L\u2019Illazione<\/em>. Un lavoro realizzato per la Rai che per\u00f2 non lo mand\u00f2 mai in onda. Troppo diretto e senza appelli l\u2019atto d\u2019accusa contro l\u2019istituzione magistratura e i giudici in quanto uomini; una presa di posizione antesignana di quanto accaduto decenni dopo. Un gesto di rivolta morale e civile verso quelle professioni \u2013 magistratura in particolare ma non solo \u2013 che permettono l\u2019esercizio di un potere a danno degli altri, impunemente, senza controllo. Un testo di grande attualit\u00e0 contro chi pu\u00f2 mettere alla gogna, senza l\u2019obbligo di avere le prove definitive di un reato, contro \u201cgiudici\u201d non giudicabili, liberi di decidere il bene e il male di una persona con superficialit\u00e0. Un lavoro nel quale Luttazzi fu regista e \u00a0interprete oltre che sceneggiatore.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 stato proiettato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Roma nel 2011 dalla Fondazione Luttazzi, nata pochi mesi dopo la scomparsa dell\u2019attore, cantante, musicista, direttore d\u2019orchestra, regista, scrittore, showman e conduttore televisivo italiano. \u00ab\u00c8 stato possibile proiettare il film \u2013 racconta la signora Rossana \u2013 solo a quasi 40 anni di distanza, grazie alla determinazione della direttrice artistica della rassegna, Piera Detassis, che, dopo averlo visionato, decise che andava fatto conoscere. \u00c8 stata una grande anteprima mondiale alla quale erano presenti gli amici e un pubblico numeroso\u00bb.<\/p>\n<p>Un lavoro essenziale nel quale viene raccontato il dolore mai dimenticato di aver vissuto una \u00a0vicenda assurda e ingiusta. In contemporanea alla serata del Festival, venne mandato in onda anche da Rai 5.<\/p>\n<p><strong>Rossana, cosa ha significato per lei la nascita<\/strong> <strong>della Fondazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer me \u00e8 una forma di sopravvivenza alla scomparsa di Lelio e di devozione per i 36 anni vissuti assieme. La perdita di Lelio \u00e8 stata una grande, vera tragedia che mai avevo pensato potesse \u00a0\u00a0accadere. Ho deciso di dare vita a una fondazione dedicata a Lelio per dare una mano ai giovani musicisti e per diffondere il suo lavoro, tenere viva la sua musica, la sua scrittura, il suo cinema. In questi 8 anni abbiamo lavorato molto, io personalmente dedico tutte le mie energie a questo impegno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Luttazzi amava la musica e la scrittura e ha<\/strong> <strong>lasciato molti racconti, sceneggiature, testi veloci,\u00a0pensieri e riflessioni, cos\u00ec come partiture. Come<\/strong> <strong>gestite questo grande patrimonio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutto quello che era contenuto nella nostra casa di piazza Unit\u00e0 a Trieste, dove abbiamo vissuto \u00a0al\u00a02008 fino a quando \u00e8 volato via, \u00e8 stato donato da me al Ministero per i Beni culturali per essere esposto nello Studio Luttazzi, allestito permanentemente in quattro sale della \u201cBiblioteca statale Stelio Crise\u201d di Trieste. L\u00ec sono conservati ed esposti materiali importanti, manoscritti, premi, i suoi libri, oggetti personali, il suo smoking, il pianoforte e tanto altro. Il resto del patrimonio \u00e8 conservato nella sede della Fondazione e piano piano, compatibilmente con le forze e le risorse economiche sempre pi\u00f9 difficili da reperire, viene catalogato e diffuso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Maestro amava i giovani e la Fondazione ha<\/strong> <strong>istituito un premio&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA gennaio uscir\u00e0 sul sito <u><a href=\"http:\/\/www.premiolelioluttazzi\/\">www.premiolelioluttazzi<\/a><a href=\"http:\/\/www.premiolelioluttazzi.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">.it<\/a><\/u> il bando del premio dedicato ai giovani pianisti e cantautori. Il premio \u00e8 biennale, una scelta che ci permette di ottimizzare le energie organizzative per un progetto davvero impegnativo. Nel 2017 \u00e8 stato un successo e la serata delle premiazioni, avvenute al <em>Blue Note <\/em>di Milano, \u00e8 stata trasmessa da Rai 1. C\u2019erano gli amici di Lelio come Pippo Baudo presidente della giuria, assieme a Rita Marcotulli, Fio Zanotti, Arisa, Paolo Giordano e tanti altri. Ma c\u2019erano anche le istituzioni. Abbiamo avuto il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica. Il premio inoltre vede la presenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Mibac che, assieme ai Comuni di Trieste e Roma, hanno dato i loro patrocini. Anche la prossima edizione sar\u00e0 realizzata in collaborazione con <em>L\u2019isola degli artisti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che rapporto aveva Luttazzi con Trieste?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn rapporto di amore ricambiato. Ci siamo sposati il 6 dicembre del 1979, festa di san Nicol\u00f2. Ogni anno tornavamo in citt\u00e0 per festeggiare il nostro anniversario e Lelio tornava bambino, felice di girare tra le bancarelle, ritrovando le atmosfere della sua fanciullezza e adolescenza. Nel 2008 era felice di essere tornato a vivere nella sua amata Piazza Unit\u00e0, per lui la pi\u00f9 bella del mondo, era ringiovanito e pieno di energia. Il 15 agosto del 2009, in occasione del concerto di Lelio, Piazza Unit\u00e0 era strapiena di gente e il mare luccicante di barche per ascoltarlo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per lei cosa significa Trieste?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi \u00e8 sempre piaciuta, amo la sua atmosfera mitteleuropea, cos\u00ec come amo la lingua di Saba, Svevo e la sua grande cultura. Ma dopo circa tre anni dalla sua scomparsa sono dovuta scappare. Continuare a vivere a Trieste era diventato doloroso per me. Ogni volta sono felice di tornare ma i \u00a0ricordi e la nostalgia mi fanno davvero molto male. La verit\u00e0 \u00e8 che i lutti non si elaborano, i grandi dolori rimangono dentro di noi e con il tempo si trasformano. Oggi lo sento camminare, leggere e ridere accanto a me\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Artista e uomo elegante, come vivrebbe questi<\/strong> <strong>tempi impuri, spesso volgari?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEra molto distante dalle cose terrene e distaccato dalle mediocrit\u00e0. Detestava la stupidit\u00e0, gli esseri\u00a0vanesi e vanagloriosi. Nella scala dei valori pone va in alto l\u2019intelligenza e l\u2019umilt\u00e0, il tutto legato da una forte, a volte feroce, autocritica e da un brillante senso dell\u2019umorismo. Si sentiva un antieroe, pigro e svogliato, come Oblomov protagonista del romanzo dello scrittore russo Ivan Aleksandrovi\u010d Gon\u010darov. Per questo aveva battezzato la nostra barca con questo nome. Un\u2019ironia raffinata e non gridata, non comprensibile a tutti. Si prendeva in giro, senza mai darsi dell\u2019importanza, perch\u00e9 sempre insoddisfatto, in perenne ricerca della perfezione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>\u2026\u00c8 una mia vecchia idea che, in una societ\u00e0 bene<\/em> <em>organizzata, tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0<\/em> <em>sociali \u2013 insegnanti, medici, sacerdoti, poliziotti,<\/em> <em>magistrati e via dicendo \u2013 andrebbero psicoanalizzati<\/em> <em>prima di venire immessi nella professione. Una<\/em> <em>psicoanalisi addirittura discriminante, perch\u00e9 certe<\/em> <em>tendenze negative che fanno parte della natura di<\/em> <em>ciascuno di noi \u2013 sadismo, volont\u00e0 di potenza, narcisismo,<\/em> <em>esibizionismo \u2013 alle volte, quando siano<\/em> <em>presenti in misura esuberante, ci spingono a scegliere<\/em> <em>professioni dove possano meglio soddisfarsi<\/em> <em>rimanendo al coperto. Siccome questa psicoanalisi<\/em> <em>ancora non si fa, il primo sentimento ch\u2019io provo<\/em> <em>davanti alle divise, alle toghe, alle tonache, \u00e8 la<\/em> <em>diffidenza. Per questo trovo che la parte pi\u00f9 straordinaria<\/em> <em>della tua avventura, non \u00e8 tanto che ti abbiano<\/em> <em>messo dentro, quanto che ti abbiano messo\u00a0fuori. Un magistrato ti ha messo in galera per nulla<\/em> <em>e un altro magistrato, un mese dopo, ti ha messo<\/em> <em>fuori perch\u00e9 era evidente che non avevi fatto nulla.<\/em> <em>Possiamo anche dire che questo secondo magistrato,<\/em> <em>nel vedere giusto, \u00e8 stato aiutato dall\u2019opera<\/em> <em>d\u2019un valente avvocato&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Giuseppe Berto (dalla prefazione di \u201cOperazione Montecristo\u201d il libro scritto da Lelio Luttazzi)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rossana Moretti Luttazzi<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":27223,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-27222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1-300x195.webp",300,195,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",640,416,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",300,195,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",500,325,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",474,308,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",391,254,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",300,195,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",750,488,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1.webp",250,163,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26694-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Rossana Moretti Luttazzi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}