{"id":27184,"date":"2018-09-04T00:00:00","date_gmt":"2018-09-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27184"},"modified":"2018-09-04T00:00:00","modified_gmt":"2018-09-03T23:00:00","slug":"larchitetto-dellarcheologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/larchitetto-dellarcheologia\/","title":{"rendered":"L&#8217;architetto dell&#8217;archeologia"},"content":{"rendered":"<p>Aquileia romana \u2013 patrimonio di storia, architettura, cultura, potenza economica, cosmopolitismo, spiritualit\u00e0 e bellezza\u00a0\u2013 entra nel futuro con la forza rivoluzionaria di un nuovo linguaggio contemporaneo che sappia parlare al mondo.<\/p>\n<p>A 136 anni dall\u2019inaugurazione dell\u2019Imperial Regio Museo dello Stato austroungarico, avvenuta il 3 agosto del 1882 nella villa neoclassica dei conti Cassis Faraone di Aquileia, \u00e8 stato aperto il nuovo MAN \u2013 Museo Archeologico Nazionale. Un intervento voluto e sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali nella citt\u00e0 riconosciuta dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Un intervento articolato in diversi lotti, realizzato con il contributo anche di privati attraverso lo strumento\u00a0dell\u2019art bonus, per un investimento complessivo di 4 milioni e 500 mila euro.<\/p>\n<p>Il nuovo progetto museologico, inaugurato alla presenza del ministro <strong>Alberto Bonisoli<\/strong>, \u00e8 stato curato dall\u2019<strong>architetto Giovanni Tortelli <\/strong>dello studio Tortelli Frassoni Architetti Associati GTRF di Brescia, realt\u00e0 d\u2019eccellenza internazionale nel settore. Un lavoro di squadra realizzato con il contributo di professionalit\u00e0 interne al MiBAC, fra le quali <strong>Luca Caburlotto<\/strong>, direttore del Polo museale del Friuli Venezia Giulia, e <strong>Marta Novello<\/strong>, direttrice del MAN.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che lo studio Tortelli Frassoni firma un intervento ad Aquileia. Lo scorso anno aveva portato a termine il restauro dell\u2019edificio dell\u2019ex stalla Violin e in precedenza la realizzazione della struttura architettonica e l\u2019allestimento dei mosaici dell\u2019Aula Sud del Battistero antistante la Basilica, come ci conferma l\u2019architetto Giovanni Tortelli in questa intervista.<\/p>\n<p><strong>Architetto Tortelli, perch\u00e9 questo nuovo allestimento del patrimonio archeologico, di reperti, mosaici, epigrafi e manufatti pu\u00f2 essere definito rivoluzionario?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa forza della narrazione e la contemporaneit\u00e0 lessicale del percorso proposto al visitatore attraverso la scelta dei reperti esposti \u00e8 il vero elemento che connota la differenza con la precedente impostazione museale del MAN, che presentava tratti vicini a un modello Ottocentesco. Oggi sono cambiati i canoni di comunicazione e di racconto del museo, soprattutto archeologico, che non si rivolge pi\u00f9 solo a esperti o appassionati ma al mondo, dunque anche a un pubblico privo di preparazione. Questo non significa abbassare il livello scientifico della proposta, ma rendere la storia della citt\u00e0 e dei suoi abitanti, della sua potenza e cultura pi\u00f9 comprensibile. Non viene abbandonato il rigore scientifico, ma lo si propone da un\u2019angolazione diversa, pi\u00f9 addolcita e semplificata senza per\u00f2 cadere nella banalizzazione o rinuncia al rispetto della storia e dell\u2019arte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come avete dunque impostato la sequenza degli spazi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAl piano terra abbiamo narrato la citt\u00e0 pubblica, accessibile a tutti, della quale poco in proporzione \u00e8 giunto a noi, viste le depredazioni susseguitesi nei secoli. La bellezza e l\u2019imponenza del Foro, della Basilica, del Circo del Teatro e dell\u2019Anfiteatro sono emotivamente suggerite e comunicate attraverso i mosaici, le statue e le epigrafi. Materiali che in alcuni casi erano conservati nelle barchesse o nei depositi. Viene proposta e spiegata la configurazione e l\u2019evoluzione urbanistica, la \u00a0collocazione geografica nel mondo allora conosciuto e le fasi salienti della nascita, crescita e decadenza della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci pu\u00f2 fare un esempio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella sezione \u201cAquileia porta del Mediterraneo\u201d il cosmopolitismo della citt\u00e0 e il suo alto livello culturale, frutto del continuo scambio di informazioni veicolate dal porto e dalle attivit\u00e0 commerciali, sono testimoniate dalle epigrafi in latino, ebraico e greco. Tavole di storie di uomini e donne che erano gli abitanti della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Diversa l\u2019atmosfera al secondo piano&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProprio cos\u00ec. Qui il visitatore entra nella vita privata della citt\u00e0, nelle domus riccamente decorate e arredate. Gli oggetti esposti testimoniano il tenore di vita raffinato, la passione per l\u2019arte e la bellezza. Emerge inoltre il tipo di lavoro svolto nel commercio legato al porto, l\u2019importanza dei riti e delle religioni. Gli oggetti in mostra nelle bacheche sono stati scelti in collaborazione con gli esperti scientifici, non solo seguendo canoni estetici, di sequenza cronologica, di provenienza dalla \u00a0stessa domus o campagna di scavo, ma piuttosto per la loro capacit\u00e0 evocativa del contesto dell\u2019ambiente e della vita che\u00a0raccontano. Alla base di questo metodo, in sintonia con l\u2019esigenza di raccontare il passato, vi \u00e8 uno studio molto approfondito dei luoghi, dei reperti, dei materiali e degli spazi. Un\u2019impostazione di lavoro che abbiamo avuto la fortuna di imparare, e successivamente perfezionare, andando a bottega nello studio Albini di Milano (uno dei pi\u00f9 importanti e rigorosi architetti razionalisti italiani del XX secolo, di fama internazionale, <em>ndr<\/em>). Citando Franco Albini non esistono cose belle o brutte. Bisogna saperle esporre. Io aggiungo: per farlo bisogna conoscerle bene, ecco perch\u00e9 in collaborazione con il personale della Museo e della Soprintendenza abbiamo studiato e deciso assieme, nel rispetto delle competenze, cosa esporre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dunque la rivoluzione del valorizzare e promuovere il passato si fonda su una nuova filosofia di allestimento e di linguaggio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei che la prima manifestazione dell\u2019importanza di un reperto \u00e8 data dall\u2019allestimento, segue poi la parte didattica ed esplicativa che noi come studio progettiamo e realizziamo con pari attenzione. Anche qui posso fare un esempio citando la sezione dedicata a vari oggetti in vetro (Aquileia fu un importante centro di produzione vetraria, <em>ndr<\/em>). I visitatori sono affascinati e sbalorditi non solo dalla bellezza e dalla variet\u00e0 di colori dei manufatti esposti, ma colgono la ricchezza della qualit\u00e0 e la complessit\u00e0 delle tecniche produttive. Attraverso questi oggetti comprendono la raffinatezza degli abitanti. Percepiscono che il gusto di una casa, oggi come ieri, non \u00e8 dato dalla consequenzialit\u00e0 cronologica o dall\u2019uniformit\u00e0 di\u00a0origine degli oggetti, decori e utensili, ma dalla variet\u00e0 di datazioni e provenienze, e che la bellezza d\u2019insieme rappresenta il gusto e la personalit\u00e0 di chi li ha scelti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il MAN \u00e8 da sempre ospitato in un edificio storico; che rapporto esiste fra contenitore e contenuto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa relazione fra l\u2019opera d\u2019arte, il reperto e lo spazio architettonico \u00e8 strettissima e noi poniamo la massima attenzione al restauro o alla creazione di spazi architettonici in chiave di fruibilit\u00e0 contemporanea, dove il percorso narrativo delle opere deve coincidere con la dimensione e sequenza degli spazi. Questo metodo \u00e8 stato applicato negli interni di Villa Cassis Faraone anche in relazione con gli spazi esterni, importanti per la presenza di essenze arboree secolari. Lo stesso metodo, ma in un contesto diverso, \u00e8 stato applicato negli interventi dell\u2019Aula Sud nell\u2019area del Battistero dove un volume di architettura\u00a0moderna \u00e8 stato creato per conservare i mosaici, senza ricostruzioni ma con suggestioni ed evocazioni di quello che c\u2019era. Ancora nel progetto della ex stalla Violin abbiamo mantenuto la stratificazione degli edifici costruiti successivamente. Nell\u2019intervento a Gerusalemme, nel Museo della Custodia francescana in Terra Santa, abbiamo lavorato in un contesto ipogeo, in ambienti pluristratificati fino a oggi sottoutilizzati ma che si sono rivelati di straordinaria importanza. Diverso per ampiezza e complessit\u00e0 l\u2019intervento al Museo di Santa Giulia di Brescia. Come vede situazioni differenti unite da un metodo via via adattato nel rispetto del contesto nel quale operiamo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le reazioni che vi aspettate nel visitatore dai vostri progetti museografici e allestitivi?<\/strong><\/p>\n<p>Apprezzamento del racconto proposto con un linguaggio comprensibile e di oggi, non gridato n\u00e9 provocatorio, ma costruito su basi scientifiche. Ci piacerebbe che il turista italiano e internazionale fosse sbalordito e incuriosito, non tanto da suggestioni estetizzanti ma da un coinvolgimento emotivo, frutto della comprensione delle opere d\u2019arte e dei reperti. Certo il visitatore non deve capire o sapere tutto uscendo da un museo, anzi deve conservare la curiosit\u00e0 di approfondire, per proseguire cos\u00ec il suo viaggio nella conoscenza\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Giovanni Tortelli<\/strong>, classe 1957, dopo la laurea con Franca Helg al Politecnico di Milano affronta, assieme al suo futuro socio Roberto Fassoni, le prime esperienze formative nello studio BBPR a fianco di Lodovico Barbiano di Belgiojoso e quindi nello studio Albini-Helg-Piva dove maturano una coscienza progettuale da artigiani, libera dalle seduzioni dell\u2019architettura di tendenza. Coerenti a questa impostazione ottengono riconoscimenti a concorsi nazionali e internazionali e partecipano al dibattito sul ruolo dell\u2019architettura contemporanea attraverso gli impegni didattici universitari (a Milano e a Genova) e la ricerca progettuale, a varie scale, applicata principalmente in ambiti storici e monumentali. In campo museografico e allestitivo tra le opere pi\u00f9 note si ricorda il Museo di Santa Giulia e le Domus dell\u2019Ortaglia a Brescia, il museo diocesano a Vicenza, il museo archeologico a Cremona, il padiglione temporaneo per il sito archeologico di piazza Sordello a Mantova, il Museo e Tesoro della Cattedrale a Bergamo, l\u2019aggiornamento del percorso museografico di Palazzo Bianco e del museo diocesano a Genova, nonch\u00e9 i musei della Custodia a Gerusalemme.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Tortelli<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":27185,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-27184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1-300x215.webp",300,215,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",640,459,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",300,215,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",500,359,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",452,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",362,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",300,215,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",750,538,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1.webp",250,179,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26624-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Giovanni Tortelli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27184\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}