{"id":27155,"date":"2018-08-28T00:00:00","date_gmt":"2018-08-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=27155"},"modified":"2018-08-28T00:00:00","modified_gmt":"2018-08-27T23:00:00","slug":"udine-gli-studenti-videomaker-raccontano-luniversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-gli-studenti-videomaker-raccontano-luniversita\/","title":{"rendered":"Udine, gli studenti videomaker raccontano l&#8217;Universit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Universit\u00e0 di Udine si racconta attraverso i video degli studenti. Per l\u2019anno accademico 2018\/19, accanto alle tradizionali azioni di comunicazione, l\u2019ateneo friulano ha voluto infatti affidare la promozione dell\u2019universit\u00e0 ai propri studenti, come testimoni diretti non solo dell\u2019offerta didattica, ma anche dei servizi e delle opportunit\u00e0 che la vita universitaria a Udine offre. Il risultato sono una trentina di video con format diversi, realizzati con la finalit\u00e0 di reinventare, attraverso forme di storytelling ideate dai ragazzi, dei video social che, nel segno di \u201cWE are Uniud\u201d, slogan e logo anch\u2019essi ideati dagli studenti, vengono diffusi attraverso i social network istituzionali dell\u2019ateneo.<\/p>\n<p>\u00abQuesta iniziativa promozionale \u2013 sostiene la delegata all\u2019orientamento, <strong>Laura Rizzi<\/strong> \u2013 rappresenta una novit\u00e0 rispetto alle precedenti progettualit\u00e0 dell\u2019ateneo poich\u00e9 rende protagonisti dei messaggi e dei racconti gli studenti che vivono le loro esperienze di studio e di vita universitaria nelle sedi e nelle aule dell\u2019universit\u00e0. Una comunicazione tra pari, da studente a studente, che ha prodotto narrazioni di Uniud dirette, caratterizzate da un linguaggio condiviso dai giovani\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl nostro Ateneo \u2013 spiega il rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, <strong>Alberto De Toni<\/strong> \u2013 considera gli studenti il vero capitale di una universit\u00e0. Pertanto, la nostra attenzione e le nostre azioni sono costantemente focalizzate e indirizzate al miglioramento della loro formazione e dei servizi a essi dedicati. Abbiamo quindi pensato che nessuno meglio degli studenti avrebbe potuto raccontare cos\u2019\u00e8 e cosa significa frequentare l\u2019Universit\u00e0 di Udine\u00bb.<\/p>\n<p>Al progetto, <strong>per la realizzazione dei video<\/strong> hanno partecipato 4 studenti, <strong>Viktoria Pentek<\/strong> e <strong>Federico Millevoi<\/strong> del corso di laurea triennale Dams \u2013 Discipline dell\u2019audiovisivo, dei media e dello spettacolo, e <strong>Isabella Calderoni<\/strong> e <strong>Tamara Pellegrini<\/strong> della magistrale in Discipline della musica, dello spettacolo e del cinema. La supervisione \u00e8 stata di <strong>Mariapia Comand<\/strong>, docente del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale, coordinatrice del corso di laurea Dams, e il coordinamento nella fase operativa di <strong>Giacomo Vidoni<\/strong>, del Digital storytelling lab \u2013 Laboratorio della narrazione digitale e multimediale, di cui l\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 partner, oltre che sede. I video riguardano le aree di ricerca e gli spazi dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, gli eventi istituzionali, le iniziative speciali e la vita universitaria, visti dagli occhi degli studenti.<\/p>\n<p>\u00abEssendo stato impiegato lo storytelling \u2013 spiega Vidoni \u2013, \u00e8 stato dato ampio spazio ai sentimenti degli studenti, ai loro stati d\u2019animo e pensieri, a come, insomma, il percorso universitario si trasforma e viene vissuto in esperienza profonda e produce cambiamenti nel modo di essere. Gli studenti sono cos\u00ec al contempo autori e protagonisti di questi racconti digitai\u00bb. La maggior parte dei video sono stati rimontati partendo da materiale prodotto negli anni recuperato dal canale YouTube Uniud e da materiale dell\u2019Universit\u00e0 di Udine. Tra i vari temi trattati nei video vi \u00e8 anche una forte componente relativa alle esperienze Erasmus degli studenti, che nel loro percorso hanno documentato in modo autoriale la loro permanenza anche fuori da Friuli Venezia Giulia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La realizzazione del claim e del logo del progetto \u201cWE are Uniud\u201d<\/strong> nasce invece dal lavoro che ha coinvolto 22 studenti, del corso di laurea in Relazioni Pubbliche e del corso di laurea magistrale in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, con la supervisione di <strong>Renata Kodilja<\/strong>, docente del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e societ\u00e0, coordinatrice del corso di laurea in Relazioni pubbliche, il coordinamento di <strong>Sofia Braidotti<\/strong> e il sostegno dei docenti <strong>Oscar Serafin<\/strong> e <strong>Masha Fedele<\/strong>. Gli studenti sono: <strong>Alessandro Flora, Ester Marchesini, Alice Bisel, Antonio Visco, Carlotta Bravo, Christiania Arisoa, Dolores Ljiljak, Anna Fanzutti, Milo\u0161 Jovanovi\u0107, Giulia Pellecchia, Ketrina Terziu, Martino Giacovaz, Stefano Cantoni, Beatrice Ghirardi, Teodora T\u00f2mova Andrea Piccirillo, Gaia Di Monte, Lewis Enwegbara, Nicol\u00f3 Novello, Irene Piva <\/strong>e<strong> Federica Giordano<\/strong>.<\/p>\n<p>La realizzazione del claim \u201cWE are Uniud\u201d \u00e8 nata dall\u2019idea di proporre una visione dell\u2019Universit\u00e0 di Udine che coinvolge e unisce gli studenti all\u2019interno di una vera e propria comunit\u00e0, appunto \u201cWE\u201d. Per mantenere l\u2019identit\u00e0 dell\u2019Ateneo sono stati utilizzati i colori istituzionali che, nel contesto del logo, riempiono le tre frecce quasi sovrapposte, rappresentando cos\u00ec l\u2019unione delle tre sedi universitarie di Udine, Gorizia e Pordenone.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019ideazione e realizzazione del progetto \u201cWE are Uniud\u201d ha preso il via \u2013 spiega Renata Kodilja \u2013 con l\u2019obiettivo principale di affidare agli studenti la promozione dell\u2019Ateneo. Attraverso una raccolta di brevi video di racconti ed esperienze di vita universitaria di studenti, realt\u00e0 e associazioni, il progetto vuole far vedere la vita dello studente a 360 \u00b0 dall\u2019interno dell\u2019Ateneo; in questo modo gli studenti diventano dei veri e propri testimonial della realt\u00e0 Uniud di cui fanno parte. Questa missione mira al fine pi\u00f9 grande di permettere agli altri studenti di identificarsi in questi racconti, in modo che essi stessi poi contribuiscano alla loro diffusione attraverso i social. Le pagine WE are Uniud sono gi\u00e0 aperte e attive su Twitter, Facebook e Instagram, non solo per diffondere i video-racconti ma anche per offrire agli studenti nuove modalit\u00e0 di coinvolgimento all\u2019interno di una community universitaria fresca e giovane, attraverso lo scambio e la fruizione di informazioni riguardo la realt\u00e0 universitaria, quotidianit\u00e0, progetti, eventi e opportunit\u00e0 di qualsiasi tipo offerte dal territorio friulano e in particolare dalle varie citt\u00e0 che ospitano le sedi universitarie di Udine, Gorizia e Pordenone\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cWE are Uniud\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":27156,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-27155","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26577-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"\u201cWE are Uniud\u201d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27155","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27155"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27155\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27156"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}