{"id":26973,"date":"2018-07-18T00:00:00","date_gmt":"2018-07-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26973"},"modified":"2018-07-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-07-17T23:00:00","slug":"musica-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/musica-infinita\/","title":{"rendered":"Musica infinita"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mariko Masuda <\/strong>\u00e8 una musicista di fama internazionale formatasi come violinista a Tokyo, nota soprattutto per la sua\u00a0attivit\u00e0 concertistica. Dopo essersi diplomata nella capitale del Sol Levante con il riconoscimento di \u201cMaster of Arts\u201d fu selezionata per esibirsi dinnanzi alla famiglia imperiale giapponese. Giunta in Italia si \u00e8 perfezionata sotto la guida di celebri violinisti come Ruggero Ricci, Franco Gulli e Cristiano Rossi, realizzando in seguito numerose registrazioni per la RAI, la Radio Slovena e la NHK Televisione Giapponese. Ha eseguito composizioni in prima esecuzione sia come solista che in gruppi cameristici e orchestrali, ha ricoperto il ruolo di violino di spalla presso l\u2019Orchestra \u201cRossini\u201d di Pesaro, l\u2019Orchestra \u201cI Pomeriggi Musicali\u201d di Milano, l\u2019Orchestra Filarmonia Veneta di Treviso e l\u2019Orchestra Filarmonica di Udine. Attualmente collabora con l\u2019Orchestra \u201cOpera Giocosa del F.V.G\u201d. Nel 2003 ha costituito l\u2019Orchestra giovanile \u201cLuigi Dalla Piccola\u201d. Da alcuni anni si dedica con successo all\u2019insegnamento del violino alle giovani promesse musicali.<\/p>\n<p><strong>Mariko, \u00e8 un onore per me intervistarla. Mi tolga una curiosit\u00e0: quando ha iniziato ad avvicinarsi al violino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMia madre mi accompagn\u00f2 ad ascoltare il concerto di un duo violino e pianoforte. Rimasi molto turbata e profondamente affascinata dalla bellezza del suono del violino. Mi avevano colpito la naturalezza del movimento dell\u2019arco e le dita della mano sinistra che scorrevano sulla tastiera. Per coincidenza, nella scuola materna che frequentavo c\u2019era un corso di violino collettivo. Cos\u00ec cominciai a prendere lo strumento in mano. Fu come un gioco, anche se avevo appena 3 anni e mezzo. Portare a spasso lo strumento e muovere l\u2019archetto assieme agli altri bambini fu davvero divertente. Anche se non provengo da una famiglia di musicisti, i miei, soprattutto mia madre, sono appassionati di musica classica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La storia della musica ci racconta di bambini prodigio\u2026 Lei ha iniziato a esibirsi molto presto, possiamo considerala una musicista portentosa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no. La mia prima esibizione fu alle scuole dell\u2019infanzia, quando interpretai le parti di \u201cpiccolo\u201d direttore d\u2019orchestra. Come violinista, invece, mi esibii per la prima volta a 6 anni; come pianista fui influenzata da una maestra dall\u2019atteggiamento severo ma che mi insegn\u00f2 velocemente a districarmi. Alla fine della scuola elementare gi\u00e0 suonavo al piano la <em>Rapsodia <\/em>in \u201csol minore\u201d di Brahms. Senza utilizzare lo spartito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con la sua cultura millenaria il popolo nipponico \u00e8 unico al mondo. Anche il Friuli Venezia Giulia \u00e8 una terra di grandi contaminazioni culturali. Quali sono le principali differenze che ha trovato tra il Giappone, l\u2019Italia e la nostra regione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuello che mi ha colpito positivamente degli italiani \u00e8 che hanno capacit\u00e0 creative. Noi giapponesi, piuttosto, seguiamo la linea della tradizione. Veniamo educati a vivere come un gruppo organizzato &#8211; ad esempio i turisti nipponici che vengono in Italia con la loro guida turistica (<em>ride, ndr<\/em>) -. Da noi anche l\u2019uso della metropolitana \u00e8 organizzato. La societ\u00e0 giapponese \u00e8 piramidale, d\u2019inclinazione quasi maschilista. Basta osservare la coppia delle tazze del t\u00e8 giapponese: quella pi\u00f9 grande \u00e8 destinata all\u2019uomo mentre la pi\u00f9 piccola alla donna. Nel mio Paese, inoltre, \u00e8 difficile dire di \u201cno\u201d. Anzi, \u00e8 sempre meglio dire di \u201cs\u00ec\u201d; ma nel caso capitasse di dovere rispondere picche a qualcuno, per non essere maleducati, preferiamo prendere tempo, oppure raccontare una scusa. Forse anche per questo motivo siamo un popolo timido. Dopo tutto parliamo poco e prima di agire preferiamo entrare nella mente delle persone. Apprezziamo i piccoli gesti, la cortesia e la gentilezza. Oggi i giapponesi viaggiano, incontrano persone di culture diverse, sono pi\u00f9 vicini al resto del mondo e possono avere informazioni e notizie con strumenti all\u2019avanguardia. Ultimamente sono cambiate molte cose, sia in positivo sia in negativo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E qui da noi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Friuli Venezia Giulia ormai \u00e8 diventata un po\u2019 anche la mia terra. Mi riconosco in certi atteggiamenti di riservatezza e discrezione, tipici della mia cultura. Anche qui, mi sembra, vale il detto \u201cil silenzio \u00e8 d\u2019oro\u201d. E anche qui, come in Giappone, lo sviluppo\u00a0 della tecnologia e la sua diffusione stanno creando nuove aperture e prospettive. Vedo dunque pi\u00f9 somiglianze che differenze rispetto al mio Paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha avuto modo di suonare davanti alla famiglia imperiale giapponese. Cosa ha provato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono stata scelta tra i migliori laureati dell\u2019anno del Giappone per suonare al \u201cTokagakudou \u2013 Sala Imperiale\u201d, davanti alla famiglia imperiale. All\u2019epoca questo concerto veniva organizzato dall\u2019imperatrice Michiko, principalmente per le nobildonne. Tuttavia trovai anche il principe ereditario Naruhito, appassionato di musica e suonatore della viola. Dopo il concerto sua eccellenza mi si avvicin\u00f2 dimostrando grande interessamento per la mia esibizione, oltretutto conosceva il mio maestro Louis Graeler. Rimasi impressionata dalla sua semplicit\u00e0 e generosit\u00e0. Suonai Josef Suk, <em>Four Pieces for Violin and Piano<\/em>. Mi venne regalato il set di posate in argento con lo stemma imperiale. La sala che ospit\u00f2 il concerto fu costruita nel 1966 in occasione del festeggiamento \u201cKanreki\u201d della principessa Koujunkougou. \u00c8 uno spazio molto particolare che pu\u00f2 contenere 200 persone. Fu davvero un\u2019esperienza unica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come mai \u00e8 arrivata in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSubito dopo la laurea all\u2019Accademia Musicale Musashino di Tokyo (Universit\u00e0 di Musica), iniziai a insegnarci. Durante l\u2019estate seguii la Master Class del celebre violinista Ruggero Ricci, con cui iniziai a suonare. Divenne famosa la nostra sonata per due violini di Prokofieff al Mozarteum di Salisburgo. Successivamente venni scelta tra i migliori allievi della Master Class di Salisburgo, fu cos\u00ec che iniziai a frequentare alcuni corsi tenuti da Ruggero Ricci. Proprio ascoltando una sua esibizione rimasi impressionata e decisi di prendere un periodo di aspettativa per studiare intensamente con lui al Mozarteum. Durante il periodo estivo avevo iniziato a venire saltuariamente in Italia. Fu proprio durante una di queste visite che superai l\u2019audizione per l\u2019Orchestra Filarmonia Veneta, cos\u00ec, senza conoscere la lingua italiana (sapevo solamente dire \u201cbuongiorno\u201d) cominciai a suonare in Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto le manca il suo Giappone?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi manca tantissimo la mia famiglia. Anche perch\u00e9 siamo molto numerosi e legati, siamo cresciuti sempre vicini e anche da adulti ci riunivamo spesso in varie occasioni. Ci sentiamo regolarmente con videochiamate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Viviamo un periodo storico dove si ridisegnano confini e dove le persone si spostano da un continente all\u2019altro. Lei che ha lasciato il proprio Paese, ritiene che la musica possa avere un ruolo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCerto, perch\u00e9 la musica \u00e8 infinita\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Una vita con il violino. Qual \u00e8 il segreto per trovare ogni giorno la freschezza nello studio e la spontaneit\u00e0 nella musica, soprattutto dopo molti anni di carriera?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDormire e riposare bene. Ma anche godere della natura. E fare le cose che piacciono. Adoro cucinare piatti semplici: spaghetti alla carbonara, ai gamberi\u2026 e anche mangiare ottimi piatti mi rilassa, soprattutto i dolci! Quando ascolto musica preferisco brani ben ritmati che mi diano la carica necessaria per terminare la performance in un paio di ore e che tengano viva l\u2019attenzione dell\u2019ascoltatore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali autori di musica per violino suona pi\u00f9 volentieri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDipende dal momento. In realt\u00e0 Bach e Paganini li suono sempre perch\u00e9 mi hanno aperto la porta verso altri compositori e la mia tesi di laurea all\u2019universit\u00e0 di Tokyo ha riguardato proprio Bach\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oltre alla musica e alla cucina ci sono altre passioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi piace tantissimo cercare nuovi posti dove mangiare bene\u2026 Qui non mi stanco mai. E mi piace chiudere sempre con un buon caff\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Riterrebbe utile inserire la musica classica nelle scuole fin dai primi anni, come atmosfera e come elemento di studio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCertamente. \u00c8 importante che ci sia un ambiente adatto e vi siano possibilit\u00e0 di studiare. La musica ci consente di analizzare meglio le cose. Mel Brooks diceva che \u201cla musica spesso \u00e8 matematica. \u00c8 tutta questione di equilibrio\u201d. \u00c8 sempre \u00a0entusiasmante quando i bambini ascoltano la musica e si appassionano. Ed \u00e8 importante il primo approccio alla musica. I pi\u00f9 piccoli si avvicinano con pi\u00f9 naturalezza, senza dubbi e senza avvertire ostacoli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla fine. I nostri lettori quando potranno assistere ai suoi concerti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn agosto suoner\u00f2 al Teatro Cinecity di Lignano Sabbiadoro. Terr\u00f2 poi un concerto in Carinzia, in una location particolare: suoner\u00f2 in riva al lago\u2026\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mariko Masuda<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":26974,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-26973","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1-300x214.webp",300,214,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",640,457,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",300,214,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",500,357,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",454,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",364,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",300,214,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",750,535,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1.webp",250,178,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26103-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mariko Masuda","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26973"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26973\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}