{"id":26949,"date":"2018-07-06T00:00:00","date_gmt":"2018-07-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26949"},"modified":"2018-07-06T00:00:00","modified_gmt":"2018-07-05T23:00:00","slug":"vita-da-bomber","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/vita-da-bomber\/","title":{"rendered":"Vita da bomber"},"content":{"rendered":"<p>Luglio 1975. Dopo aver concluso il campionato al secondo posto dietro alla Juventus, il Napoli vuole un grande bomber per tentare l\u2019assalto al titolo. La societ\u00e0 partenopea non ha dubbi e bussa alla porta del Bologna per chiedere il suo cannoniere e capitano <strong>Giuseppe Savoldi<\/strong>. L\u2019operazione si chiude per la cifra record complessiva di due miliardi di lire: il trasferimento pi\u00f9 costoso nel calcio professionistico fi no ad allora. \u00abVissi quell\u2019esperienza con serenit\u00e0 \u2013 racconta oggi Savoldi, con il suo spirito sbarazzino che sembra aver fermato lo scorrere del tempo \u2013. Nonostante la pressione dell\u2019ambiente e della stampa, per me si tratt\u00f2 di motivazioni e stimoli nuovi per migliorarmi ulteriormente\u00bb.<\/p>\n<p>E il volto illuminato dal sole estivo conferma la sincerit\u00e0 del suo pensiero. Siamo ad <strong>Aiello del Friuli<\/strong>, dove \u201cMister due miliardi\u201d (come lo soprannominarono allora) \u00e8 giunto per presentare il suo <em>Manuale tascabile per allenatori<\/em>, in collaborazione con l\u2019artista friulano e amico <strong>Evaristo Cian <\/strong>che ha realizzato le apposite illustrazioni pubblicate al suo interno.<\/p>\n<p><strong>Savoldi, partiamo proprio da qui: qual \u00e8 il suo rapporto con il Friuli Venezia Giulia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn rapporto che nasce da lontano. Durante la mia carriera ho avuto modo di conoscere diversi compagni di squadra friulani, su tutti Tarcisio Burgnic ai tempi del Napoli. Grazie a lui ho incontrato Evaristo Cian, con cui \u00e8 nata una bella amicizia, che mi porta spesso in questi luoghi. Da Udine alla zona confinaria di Gorizia e Nova Gorica, fino alle meraviglie antiche di Aquileia: una terra ricca di posti straordinari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea di scrivere questo manuale com\u2019\u00e8 nata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAncora oggi continuo a frequentare il mondo del calcio da addetto ai lavori. Sono regolarmente a contatto con gli allenatori, li ascolto e li vedo in azione. Cos\u00ec \u00e8 nata l\u2019idea di mettere nero su bianco quello che fanno e quello che dicono, tra il serio e il faceto. Le illustrazioni di Cian impreziosiscono il tutto, rendendo il testo immediato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche lei \u00e8 stato allenatore: a suo avviso quali sono le difficolt\u00e0 principali del mestiere? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abRispetto al passato, oggi un allenatore deve gestire rose di trenta giocatori, tenendo in considerazione le esigenze dei singoli senza mai venir meno a quelle della squadra: una cosa non semplice. Tuttavia l\u2019aspetto pi\u00f9 importante \u00e8 un altro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ovvero?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMettere i giocatori nelle condizioni di fare quello che sanno. Anche da qui nasce la presa in giro del mio manuale: la tattica deve essere intelligente. Un allenatore non pu\u00f2 fossilizzarsi sulle proprie idee snaturando le caratteristiche dei suoi calciatori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Savoldi calciatore ha mai avuto a che fare con allenatori di questo tipo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFortunatamente ho sempre giocato in squadre che mi hanno consentito di esprimermi al meglio, con compagni abili a sfruttare le mie doti principali: il colpo di testa e il senso del gol\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come dimostrano le 169 reti realizzate su 421 presenze in campionato. Ce n\u2019\u00e8 una a cui \u00e8 particolarmente legato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer me tutti i gol segnati sono stati importanti. A volte restano impressi quelli pi\u00f9 belli, altre volte quelli segnati in partite fondamentali. Ricordo sempre la rete decisiva che realizzai in uno scontro salvezza contro Sampdoria: calciai male rasoterra\u00a0un rigore destinato a essere parato dal portiere avversario, ma un rimbalzo anomalo sul terreno alz\u00f2 la traiettoria del pallone facendolo finire in rete. Tutti si complimentarono con me per quel gol decisivo, ma io non parlai per due giorni perch\u00e9 sapevo\u00a0di aver calciato male\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra le squadre in cui ha militato a quale si sente pi\u00f9 legato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon dimenticher\u00f2 mai l\u2019Atalanta che mi ha dato i natali calcistici, facendomi esordire in Serie A. Ma Bologna, dove ho disputato 8 campionati e dove sono nati i miei figli, ha rappresentato e rappresenta tuttora qualcosa di speciale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stato uno dei bomber pi\u00f9 prolifici della sua generazione, eppure in Nazionale ha disputato solo quattro partite, segnando un gol. Come se lo spiega?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 ho fatto parte per un paio d\u2019anni del giro azzurro, ma all\u2019epoca eravamo in 7-8 attaccanti tutti di qualit\u00e0. Bettega e Graziani erano i titolari, mentre io e Pulici le riserve. Ma c\u2019erano anche altri campioni, come ad esempio Pruzzo, che avrebbero meritato spazio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il presente invece parla di un Mondiale senza l\u2019Italia e di attaccanti azzurri con il contagocce\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe ai miei tempi c\u2019era l\u2019imbarazzo della scelta, oggi \u00e8 difficile trovare attaccanti di qualit\u00e0. Purtroppo questo \u00e8 il risultato della scarsa attenzione dedicata ai settori giovanili. Solo se investiremo sui nostri giovani e daremo loro fiducia facendoli\u00a0sbagliare per maturare potremo invertire la rotta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di attaccanti: nel campionato italiano c\u2019\u00e8 un nuovo Savoldi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuello che pi\u00f9 mi assomiglia credo sia Mauro Icardi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In chiusura torniamo a parlare di allenatori: quali sono stati quelli pi\u00f9 determinanti nella sua carriera?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNe cito due. Il primo \u00e8 Marino Perani: \u00e8 stato mio compagno di squadra al Bologna e, successivamente, anche allenatore con i rossobl\u00f9. All\u2019epoca era un tecnico all\u2019avanguardia dal punto di vista tattico, con idee innovative\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E il secondo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abBruno Pesaola. Una persona umanamente eccezionale e tatticamente una spanna sopra gli altri: in allenamento lavoravamo poco, ma lui riusciva sempre a prevedere quello che sarebbe poi successo in campo\u00bb<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>Giuseppe Savoldi \u00e8 nato a Gorlago, in provincia di Bergamo, il 21 gennaio 1947. Tra i centravanti italiani pi\u00f9 prolifici della sua generazione, in Serie A ha collezionato 405 presenze segnando 168 reti, ponendosi in quindicesima posizione nella classifica marcatori all time del massimo campionato italiano. Capocannoniere della Serie A 1972-1973, e per 3 volte della Coppa Italia (1969-1970, 1973-1974 e 1977-1978), vanta il primato dell\u2019attaccante che pi\u00f9 volte (12) \u00e8 riuscito a presenziare nella top ten dei\u00a0marcatori della massima serie italiana. In Serie A ha indossato le maglie di Atalanta, Bologna e Napoli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Savoldi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26950,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-26949","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1-300x215.webp",300,215,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",640,458,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",300,215,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",500,358,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",453,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",363,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",300,215,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",750,537,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1.webp",250,179,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/26031-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Giuseppe Savoldi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26949"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26949\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}