{"id":26885,"date":"2018-06-27T00:00:00","date_gmt":"2018-06-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26885"},"modified":"2018-06-27T00:00:00","modified_gmt":"2018-06-26T23:00:00","slug":"udine-palazzo-antonini-passa-alluniversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-palazzo-antonini-passa-alluniversita\/","title":{"rendered":"Udine, Palazzo Antonini passa all&#8217;Universit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Grazie alla donazione del professor Attilio Maseri, il palladiano palazzo Antonini, il cosiddetto \u201cPalazzo Palladio\u201d, ex sede della Banca d\u2019Italia in\u00a0via Gemona 1, passa in propriet\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 di Udine. All\u2019edificio principale di costruzione palladiana \u00e8 annesso anche il parco, che rientra fra i giardini storici della citt\u00e0, con accesso principale da piazza I Maggio. Il prof. Maseri, cardiologo di fama mondiale, che aveva gi\u00e0 donato all\u2019Universit\u00e0 la Biblioteca Florio, con questa nuova donazione, che d\u2019ora in avanti si intitoler\u00e0 \u201cPalazzo Antonini-Maseri\u201d, lega per sempre il suo nome alla citt\u00e0 di Udine e all\u2019Universit\u00e0 del Friuli entrando nel novero dei cittadini benemeriti. L\u2019annuncio oggi, a palazzo Florio, sede del rettorato dell\u2019Ateneo friulano.<\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 di Udine, dunque, disporr\u00e0 di un edificio storico e artistico di assoluto prestigio, integralmente ideato da Andrea Palladio, unico tra quelli situati al di fuori della regione Veneto. Il palazzo, prospiciente piazza Antonini, si colloca in continuit\u00e0 con le attuali sedi universitarie di palazzo Antonini, in\u00a0via Petracco 8, e palazzo\u00a0Florio, in\u00a0via Palladio 8.<\/p>\n<p>Per il rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Udine,\u00a0<strong>Alberto De Toni<\/strong>, si tratta di un sogno nel cassetto che si realizza. \u00abDa anni \u2013 spiega De Toni \u2013 speravamo di poter un giorno aggiungere palazzo Antonini\u00a0alla disponibilit\u00e0 della citt\u00e0, grazie anche a un nostro progetto denominato \u2018Cosmopoli\u2019,\u00a0che vorrebbe farne il baricentro della proiezione della citt\u00e0 e della sua universit\u00e0 verso un\u00a0futuro capace di abbracciare il mondo intero. Su questo chiederemo il sostegno al nuovo\u00a0sindaco di Udine e al nuovo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia\u00bb.<\/p>\n<p>Fino al 2009\u00a0sede udinese della Banca d\u2019Italia, \u00absi tratta indubbiamente \u2013 aggiunge De Toni \u2013 di uno dei pi\u00f9 bei\u00a0palazzo di Udine, progettato dal massimo architetto veneto di tutti i tempi, Andrea Palladio.\u00a0Nella certezza che il palazzo Palladio costituir\u00e0 un luogo fondamentale dell\u2019azione dell\u2019Ateneo, anche rispetto alla citt\u00e0 di Udine, la sua destinazione \u2013 precisa il rettore \u2013 sar\u00e0 oggetto di decisioni che elaboreremo nelle prossime settimane\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuesta donazione fatta nel ricordo dei miei familiari \u2013 sottolinea\u00a0<strong>Attilio Maseri<\/strong>\u00a0\u2013 nasce dal legame profondo che ho sempre avuto con la mia terra e vuole essere di stimolo a quanti potrebbero contribuire ad allungare la lista di tutte quegli udinesi benemeriti che, dal secolo scorso, attraverso atti di liberalit\u00e0 e donazioni, hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del Friuli, dall\u2019ambito culturale, a quello dell\u2019istruzione e della sanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo nella dismissione dei palazzi storici della Banca, non pi\u00f9 utilizzati in molte province quali filiali \u2013 spiega Il direttore della Sede regionale della Banca d\u2019Italia,\u00a0<strong>Ciro Schioppa<\/strong> \u2013, \u00e8 quello della valorizzazione degli edifici nel rispetto delle loro caratteristiche artistiche; la finalit\u00e0 ultima \u00e8 quella di restituirli pienamente alle comunit\u00e0 locali fornendo un\u2019occasione per rivitalizzare i centri storici e dare impulso alle attivit\u00e0 locali. Ma soprattutto la Banca ha assicurato, come \u00e8 facile rilevare, massima cura e attenzione nel corso degli anni al complesso palladiano e all\u2019ampio parco, provvedendo con frequenza alla sua apertura al pubblico\u00bb.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione sono intervenuti anche il prorettore <strong>Roberto Pinton<\/strong>, <strong>Paolo Petiziol<\/strong> e <strong>Paolo Cerutti<\/strong>, componenti esterni del Consiglio di amministrazione dell\u2019Ateneo, presenti il direttore generale dell\u2019Ateneo, <strong>Massimo Di Silverio<\/strong>, ed <strong>Enrico Coccolo<\/strong>, collaboratore di Attilio Maseri.<\/p>\n<p>L\u2019edificio del Palladio ha una superficie lorda di circa 3 mila metri quadrati (2.994,80) e si sviluppa su un piano di cantine, un piano terra, un mezzanino e un piano nobile. A questi si aggiungono due ulteriori piani di soffitta (prima soffitta e seconda soffitta).<\/p>\n<p>Commissionato\u00a0ad Andrea Palladio\u00a0da Floriano Antonini,\u00a0esponente di una delle famiglie pi\u00f9 in vista dell\u2019aristocrazia udinese, il progetto \u00e8 datato 1556 e il cantiere si chiuse nel 1595.\u00a0Nel corso del\u00a0Seicento almeno due campagne di lavori modificarono pesantemente l\u2019aspetto dell\u2019edificio, arrivando a sostituire tutte le finestre, tranne quella sulla destra della loggia nel prospetto posteriore, e le scale interne. Nel 1709 Martino Fischer realizz\u00f2 gli apparati decorativi, contribuendo a snaturare gli interni palladiani. Dell\u2019originario progetto rimangono la planimetria, escluse le scale, e la volumetria generale, le logge anteriori e posteriori e gli elementi della \u201cSala a quattro colonne\u201d (fonte: Centro di Studi di Architettura Andrea Palladio &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.palladiomuseum.org\/mediateca\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.palladiomuseum.org\/mediateca<\/a>).<\/p>\n<p>Il palazzo \u00e8 stato per pi\u00f9 di un secolo sede della Banca d&#39;Italia di Udine, dal 1900 fino al 2009, quando gli uffici furono trasferiti nella sede di Trieste.\u00a0L\u2019edificio si caratterizza per una splendida facciata a semicolonne ioniche e per il magnifico parco di 3 mila metri quadrati, che collegano l\u2019edificio affacciato su via Gemona e piazza Antonini alla piazza I Maggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie alla donazione del professor Attilio Maseri<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26886,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-26885","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1-300x188.webp",300,188,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",640,400,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",300,188,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",500,313,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",474,296,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",391,245,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",300,188,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",750,469,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1.webp",250,156,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25918-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Grazie alla donazione del professor Attilio Maseri","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26885"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26885\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}