{"id":26741,"date":"2018-05-30T00:00:00","date_gmt":"2018-05-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26741"},"modified":"2018-05-30T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-29T23:00:00","slug":"dove-finisce-la-logica-inizia-cuba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dove-finisce-la-logica-inizia-cuba\/","title":{"rendered":"Dove finisce la logica inizia Cuba"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Un mondo fatto di suoni e di canti, una realt\u00e0 \u201caltra\u201d in cui \u00e8 possibile entrarci solo abbandonando il proprio stile di vita e la propria visione del mondo. Mentre usciamo dell\u2019<strong>aeroporto di L\u2019Avana <\/strong>a notte inoltrata dopo un viaggio aereo con diversi ritardi lungo la rotta Francoforte-Toronto-Cuba, ancora non sappiamo quanta verit\u00e0 racchiuda la frase che un giovane del posto ci riferir\u00e0: \u201cDove finisce la logica, inizia Cuba\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Iniziamo a scoprirlo gi\u00e0 l\u2019indomani mattina, quando il risveglio avviene accompagnato da un sole splendente. Dopo un\u2019ottima colazione con molta frutta, ci facciamo accompagnare alla <strong>citt\u00e0 vecchia <\/strong>dove ci immergiamo in una miriade di rumori, talvolta accompagnati dalla suadente musica cubana e da sapori invitanti. Il tempo trascorre veloce fino all\u2019ora di pranzo, che consumiamo in un locale consigliato da un ragazzo del luogo. Terminato il pasto ci rechiamo prima alla <strong>Cattedrale <\/strong>poi nei \u00a0numerosi locali di souvenir e nella piazza su cui si specchia il teatro.<\/p>\n<p align=\"left\">Improvvisamente veniamo colpiti da un vociare concitato: sembra un rissa. Alcuni energumeni stanno discutendo \u00a0vivacemente. Chiedo lumi sulla situazione ma vengo rassicurato: stanno discutendo di sport e mettono tutta la loro passione\u00a0e voce per sopraffare l\u2019avversario. Ogni giorno \u00e8 cos\u00ec. Lungo le strade si possono ammirare le variopinte auto d\u2019epoca, ora adibite a taxi per la gioia dei turisti. Spiccano curatissime <em>Pontiac<\/em>, <em>Dodge<\/em>, <em>Chrysler<\/em>, <em>Plymounth <\/em>e altre vetture risalenti agli anni \u201950. La sera ci sorprende mentre stiamo ancora gironzolando per L\u2019Avana: stanchi ma felici non ci resta che salire su una moto-taxi per fare rientro alla <em>casa particular <\/em>dove siamo ospitati. L\u2019indomani abbandoneremo la capitale per raggiungere <strong>Vi\u00f1ales<\/strong>, la nostra base per i prossimi giorni.<\/p>\n<p align=\"left\">Il primo approccio con la nuova destinazione ha il sapore del tabacco. Quello del campo in cui un anziano sta raccogliendo le foglie della pianta, mentre una giovane guida ci racconta l\u2019importanza e la tradizione della coltivazione del tabacco per questi territori.<\/p>\n<p align=\"left\">Nemmeno il tempo di sentirne il gusto, che ci ritroviamo in sella a cavalli stupendi. Con loro raggiungiamo il <strong>Parco nazionale di Vi\u00f1ales<\/strong>, trascorrendo tre ore di rara intensit\u00e0. La prima tappa la facciamo in un\u2019azienda dove si coltiva caff\u00e8. Anche qui ci vengono spiegate le varie tipologie di lavorazione dei chicchi prima che la bevanda raggiunga le nostre tavole. L\u2019ultima tappa, invece, ci conduce al <em>mirador <\/em>da cui ammiriamo la bellezza del <strong>lago naturale<\/strong>. Piano piano, stanchi per la lunga cavalcata, raggiungiamo il taxi che ci aveva accompagnato e facciamo ritorno in paese, dove saliamo subito sul bus con destinazione <strong>Cueva dell\u2019Indio<\/strong>. Qui ci addentriamo in una caverna per un suggestivo tour in barca. All\u2019uscita ci attende nuovamente il bus che, dopo una sosta al <strong>Mirador del Cuajani<\/strong>, ci conduce ai \u201c<em>Murales Preistoricos<\/em>\u201d: qualcosa di unico. Incomincia a scendere la sera e facciamo rientro per il meritato riposo. L\u2019indomani raggiungiamo <strong>Cayo Jutias<\/strong>, lunghissima\u00a0spiaggia a 65 chilometri da Vi\u00f1ales. Il tragitto \u00e8 un\u2019autentica gimcana tra strade dissestate con profonde buche e con lunghi\u00a0tratti di sterrato. Siamo a bordo di una vecchia jeep, ma fanno parte del convoglio anche una <em>Pontiac<\/em>, una <em>Plymount <\/em>e una <em>Chrysler <\/em>degli anni \u201950. Al nostro passaggio si sollevano grandi polveroni che alla fine si disperdono lasciandoci davanti agli occhi la magia della spiaggia deserta. Impossibile non crogiolarsi al sole e concedersi dei bagni ristoratori.<\/p>\n<p align=\"left\">Dopo il rientro lungo lo stesso avventuroso percorso, consumiamo la cena al ristorante \u201cEl Olivo\u201d, degustando la specialit\u00e0 della casa: coniglio alle erbe aromatiche con salsa di cioccolato amaro. Una vera delizia per il palato. Il giorno seguente inizia con una levataccia per prendere l\u2019autobus che ci porter\u00e0 a <strong>Cienfuegos<\/strong>. Nella notte \u00e8 entrata in vigore l\u2019ora legale e dobbiamo svegliarci un\u2019ora prima dell\u2019orario preventivato. Per raggiungere la destinazione impieghiamo circa sette ore e mezza. Lungo il tragitto soste preventivate consentono di accedere ai servizi e di rifocillarsi.<\/p>\n<p align=\"left\">Percorriamo la Strada Nazionale al ritmo della musica cubana in mezzo a grandi distese di canna da zucchero dove il nostro sguardo si perde a vista d\u2019occhio. L\u2019incedere viene sovente rallentato dai camion stracarichi di canna che escono dai campi.<\/p>\n<p align=\"left\">Finalmente arriviamo a Cienfuegos. La citt\u00e0 pare addormentata e le poche persone che incontriamo sembrano non avere una meta precisa. \u00c8 una giornata festiva, tutto \u00e8 chiuso e solo un piccolo mercatino sembra ravvivare il contesto con i suoi colori.<\/p>\n<p align=\"left\">La prima destinazione dell\u2019indomani \u00e8 la <strong>riserva Laguna Guanaroca<\/strong>. Dopo un breve tratto a piedi ammirando la fauna del luogo, saliamo su un\u2019imbarcazione leggera azionata a remi per non recare disturbo agli animali. Durante il tragitto ammiriamo garzette, aironi e cormorani. Dopo un breve tratto ci ritroviamo di fronte una moltitudine di fenicotteri rosa che pasteggiano tranquillamente. D\u2019improvviso iniziano a muoversi, raggruppandosi per spiccare il volo: uno spettacolo emozionante.\u00a0Terminata la visita raggiungiamo la <strong>spiaggia di Rancho Luna<\/strong>, abbandonandoci ai piaceri del sole e del mare.<\/p>\n<p align=\"left\">Rientrati a Cienfuegos, visitiamo le botteghe artigianali lungo la via principale, tutte con gli stessi prodotti: quadretti, portachiavi, soprammobili in legno. La destinazione del giorno successivo \u00e8 <strong>Trinidad<\/strong>. Lungo il percorso sostiamo alle \u00a0<strong>c<\/strong><strong>ascate di El Nicho<\/strong>, che raggiungiamo a piedi dopo un continuo saliscendi lungo un sentiero scivoloso, attraversando precari ponticelli che sembrano cedere al passaggio delle persone. Un sacrificio ripagato dalla maestosit\u00e0 della cascata principale che, con un salto di 100 metri, emoziona tutti i presenti. Da l\u00ec raggiungiamo in un paio d\u2019ore Trinidad, dove ci avventuriamo per il centro storico. Incrociamo un signore distinto con tanto di sigaro in bocca. Chiedo se posso scattargli una foto pattuendo la ricompensa di un <em>cuc<\/em>. Scatto e, prima che me ne vada, mi porge il suo biglietto da visita, su cui leggo Jose Luis Garcia Rusindo &#8211; \u201c<em>El Caballero Trinitario<\/em>\u201d, con tanto di indirizzo e numero di telefono. Lo guardo e abbozzo un sorriso: che fantasia.\u00a0A due passi visitiamo il mercato artigianale prima di concederci una cena gustosa al ristorante \u201cLa Guitara Mia\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">La prossima tappa \u00e8 <strong>Camag\u00fcey <\/strong>che raggiungiamo a bordo di un taxi collettivo. Siamo in sei su una macchina americana degli anni \u201950. Con noi ci sono tre ragazzi maltesi con i quali facciamo subito amicizia. Dopo quattro ore stretti sui sedili, all\u2019arrivo a Camag\u00fcey le gambe devono essere massaggiate per far ripartire la circolazione del sangue. Poco dopo Reyes e Carolina, due persone splendide, ci danno ospitalit\u00e0 nella loro <em>casa particular<\/em>.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019indomani visitiamo la citt\u00e0, Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 e anima cattolica di Cuba. Vicino alla <strong>chiesa di San Giovanni di Dio<\/strong>, con l\u2019annessa piazza dove si svolge il mercatino artigianale, entriamo nello studio di un giovane pittore che ha esposto anche in Italia.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00c8 di nuovo tempo di mettersi in marcia: in cinque ore percorriamo la strada che da Camag\u00fcey ci porta a <strong>Santiago de Cuba<\/strong>. Il tragitto \u00e8 costellato da vaste coltivazioni di canna da zucchero. Attraversiamo svariate cittadine dove la gente del posto si affanna a vendere i pochi prodotti che possiede. Calessi trainati da cavalli stanchi, biciclette e vecchi camion che sbuffano grandi quantit\u00e0 di gas di scarico rallentano spesso il nostro incedere.<\/p>\n<p align=\"left\">Giunti a Santiago ci dirigiamo al <strong>cimitero di Santa Ifigenia <\/strong>per visitare la <strong>tomba di Fidel Castro <\/strong>e quella di <strong>Compay Segundo<\/strong>. Uscendo assistiamo al cambio della guardia, prima di dirigerci in centro per visitare la cattedrale. Il giorno seguente \u00e8 domenica e raggiungiamo il <strong>Santuario di Nuestra Se\u00f1ora del Cobre<\/strong>, dedicato a la <em>Virgen de la Caridad<\/em>, che dista 25 chilometri da Santiago. Il luogo \u00e8 affollato, segno di devozione alla Madonna, a cui molte persone portano fiori e piccole ghirlande in omaggio o per chiedere delle grazie.<\/p>\n<p align=\"left\">Sulla via del ritorno sostiamo al <strong>Quartel Moncada<\/strong>, dove ci fu un\u2019eroica insurrezione nel 1953. Le pareti esterne portano ancora i segni di quel tentativo fallito. Quindi saliamo al <strong>Morro<\/strong>, importante fortezza di epoca spagnola. L\u2019indomani arriviamo a <strong>Baracoa<\/strong>: qui ci attendono <strong>Lourdes <\/strong>e <strong>Arturo<\/strong>, che ci ospitano nella loro <em>casa particular<\/em>. Saranno i nostri angeli custodi per il prosieguo del viaggio. La cittadina si affaccia sull\u2019Atlantico e si sviluppa lungo la via principale dove il passaggio di molti automezzi rende l\u2019aria irrespirabile. Il centro invece segue tutto un altro ritmo con i venditori di cioccolato e di altri prodotti commestibili e dai nomi impronunziabili. Gironzolando ci imbattiamo spesso in venditori di <em>platano <\/em>(piccole banane). Sul\u00a0tardi apre la chiesa che, al suo interno, conserva la Cruz de la Parra, che il 1 dicembre 1492 venne eretta in queste terre da <strong>Cristoforo Colombo<\/strong>, unica di 29 a essere giunta fino ai giorni nostri. La sera, dopo cena, camminando verso casa assistiamo in un teatro a un matrimonio di fedeli alla Chiesa Pentecostale. Giusto il tempo per scattare alcune foto per poi andare a riposare.<\/p>\n<p align=\"left\">Il giorno successivo, dopo aver visitato un\u2019azienda che produce cacao, ci dirigiamo alla <strong>riserva di Yumuri<\/strong>. In barca raggiungiamo un isolotto dove la nostra guida ci fa conoscere diverse variet\u00e0 di piante e le loro propriet\u00e0 medicinali. Per completare la visita, pranziamo in un \u201cristorante\u201d di gente del luogo: oltre a un ottimo pranzo, ci divertiamo discutendo con loro.<\/p>\n<p align=\"left\">Nel frattempo la nostra guida, una ragazza molto giovane, si apre con noi chiedendoci qualcosa da darle per la sua famiglia: magliette, scarpe, sapone. Il ciclone Irma le ha distrutto la casa e non ha i soldi per ricostruirla. Insiste per accompagnarci a vedere dove vive assieme al marito disoccupato e alla bambina di 4 anni. La seguiamo fino a una baracca in lamiera in un\u2019unica stanza, dove alcune tende separano il piccolo letto dei genitori e la culla della bambina. All\u2019esterno quattro pali, un tetto in lamiera e un focolare improvvisato con pentole annerite dal fumo. Rimaniamo allibiti e senza parole.<\/p>\n<p align=\"left\">La tappa successiva \u00e8 <strong>Guardalavaca<\/strong>. Nella casa che ci ospita la sera si riunisce una moltitudine di persone per festeggiare un compleanno. Il profumo del <em>cerdo asado <\/em>(maiale alla brace) \u00e8 invitante e anche noi ci uniamo all\u2019allegra compagnia. Ci sono inglesi, francesi, canadesi e locali. La birra scorre a fiumi e prima di cena molti mostrano i primi segni di cedimento\u2026 Il maiale e le cosce di pollo sono deliziose. Si balla al ritmo di musica cubana e, per digerire, cola con dell\u2019ottimo ruhm. L\u2019indomani la sveglia suona all\u2019alba: un taxi ci aspetta per portarci a <strong>Holguin<\/strong>, da l\u00ec in autobus raggiungiamo prima <strong>Avila <\/strong>e quindi <strong>Moron<\/strong>. Successivamente raggiungiamo <strong>Santa Clara <\/strong>e per andare a visitare il <strong>monumento in onore di Che Guevara<\/strong>. La citt\u00e0 appare stanca anche nel suo cuore: il <strong>Parque Vidal<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"left\">Di diverso tenore la scena che viviamo il giorno seguente al terminal dei bus. I conducenti dei <em>collectivos <\/em>ci comunicano che il nostro mezzo per <strong>Varadero <\/strong>\u00e8 al completo e non ci sono posti per noi. Iniziamo una frenetica trattativa con loro nella quale iniziano a sparare cifre spropositate che ci rifiutiamo di pagare. Mentre iniziano a deriderci, dopo aver fatto colazione con calma l\u2019autista del bus ci comunica che sono disponibili nove posti. Ci contiamo: siamo in nove. Dopo aver fatto il biglietto, mi avvicino a quello che sembra essere il capo. Gli do una pacca sulla spalla e, sorridendo, gli dico \u201cAdios, amigo\u201d. Dopo tre ore di autobus pressati come sardine raggiungiamo Varadero. Qui trascorriamo gli ultimi giorni in una spiaggia magnifica, tuffandoci in un mare che assume tonalit\u00e0 verde smeraldo e azzurro intenso.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019ultima giornata a Cuba la trascorriamo nuovamente a L\u2019Avana, ascoltando la musica dei locali del centro e acquistando gli ultimi souvenir al <strong><em>Mercado Artesanal<\/em><\/strong>. Il viaggio \u00e8 alla fine, ci aspetta il ritorno a un\u2019altra realt\u00e0. Consapevoli di aver vissuto un\u2019esperienza al di fuori di ogni logica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guarda le foto on line<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":26742,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-26741","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/25555-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Guarda le foto on line","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26741"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26741\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}