{"id":26669,"date":"2018-05-18T00:00:00","date_gmt":"2018-05-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26669"},"modified":"2018-05-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-17T23:00:00","slug":"convivere-con-i-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/convivere-con-i-robot\/","title":{"rendered":"Convivere con i robot"},"content":{"rendered":"<p>Robotica, intelligenza artificiale (IA) e apprendimento automatico (<em>machine learning<\/em>) hanno effetti sociali, politici e\u00a0commerciali, stanno trasformando molti settori industriali e spiazzano molti posti di lavoro. Recenti ricerche stimano che il 40-50% di tutti i posti di impiego sono ad \u201calto rischio\u201d di essere automatizzati nei prossimi 20 anni.<\/p>\n<p>In questo contesto, l\u2019introduzione di forme di tassazione dei robot o di reddito di cittadinanza vengono spesso citati come un modo per ridistribuire i vantaggi di queste tecnologie, ma non \u00e8 ancora chiaro come ci\u00f2 potrebbe essere finanziato n\u00e9 in quale misura. Ci\u00f2 significa che la tecnologia sar\u00e0 un distruttore di lavoro, al netto delle nuove professioni che si verranno a creare?<\/p>\n<p>\u00c8 comune considerare le nuove tecnologie come concorrenti piuttosto che complementari per gli esseri umani, specialmente nel crescente timore che l\u2019IA minacci il nostro lavoro. Tuttavia le rivoluzioni del passato hanno di fatto incrementato la produttivit\u00e0 e portato alla creazione di nuovi posti di lavoro, aumentando l\u2019occupazione complessiva.<\/p>\n<p>La natura del lavoro si \u00e8 costantemente evoluta nel tempo; alcuni compiti sono stati delegati alla tecnologia mentre sono emerse nuove occupazioni. Non \u00e8 ancora chiaro quali attivit\u00e0 l\u2019IA creer\u00e0, ma le tendenze attuali prevedono che alcuni lavori siano ragionevolmente \u201csicuri\u201d a breve termine, in particolare quelli che richiedono ampio contatto umano,\u00a0abilit\u00e0 sociali, pensiero strategico e creativo, gestione dell\u2019ambiguit\u00e0 e dell\u2019imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019IA non pu\u00f2 (ancora) sostituire gli umani quando sono richiesti creativit\u00e0, percezione e pensiero astratto: i <strong>sistemi di intelligenza artificiale <\/strong>possono fungere da partner in grado di <strong>aumentare e migliorare molti aspetti del lavoro e della vita<\/strong>. La realt\u00e0 \u00e8 che le macchine sono migliori di noi nel macinare numeri, calcolare, memorizzare, prevedere ed eseguire\u00a0movimenti precisi; i <strong>robot ci liberano di compiti noiosi, pericolosi e fisicamente impegnativi<\/strong>.<\/p>\n<p>Queste tecnologie stanno sfruttando miliardi di dati disparati, ben oltre le capacit\u00e0 funzionali del cervello umano. Ogni due giorni nel mondo si generano pi\u00f9 dati di quanti l\u2019umanit\u00e0 ha prodotto dall\u2019inizio della civilt\u00e0 ai giorni nostri. In un mondo incentrato sui dati, questi sistemi possono sintetizzare tonnellate di informazioni e aiutarci a prendere decisioni migliori. Possono anche liberare il tempo che possiamo dedicare a ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 prezioso per noi. L\u2019intelligenza artificiale\u00a0\u00e8 una raccolta di tecnologie applicabili ad analisi avanzate, sistemi esperti, reti neurali e apprendimento automatico. Alcune forme di IA vengono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni, la maggior parte delle quali sono attualmente basate su regole: automobili senza conducente, pubblicit\u00e0 mirata, assistenti digitali, giochi strategici interattivi, diagnosi e terapie mediche, interpretazione di dati complessi.<\/p>\n<p>I <strong>progressi dell\u2019intelligenza artificiale si stanno sviluppando anche nelle cosiddette aree della \u201ccreativit\u00e0\u201d<\/strong>. Nel marketing ad esempio gli operatori cambieranno ruoli e modo di lavorare in posizioni in cui gli addetti forniranno una serie di input su un problema o un obiettivo e il motore di intelligenza artificiale creer\u00e0 la campagna di marketing e comunicazione in tutte le sue articolazioni, dalla creazione di messaggi fi no alla distribuzione mirata dei contenuti ai clienti.<\/p>\n<p>Potremmo anche chiederci se questo articolo possa essere scritto da un algoritmo. Ci sono dei motori, dei software, che si stanno cimentando nell\u2019attivit\u00e0 editoriale, ma le piattaforme attuali non sono prive di difetti e carenze. In questo campo siamo ancora ai primi passi, ma sembra che la prossime generazioni di piattaforme di scrittura stiano sviluppandosi per eliminare potenzialmente del tutto l\u2019autore umano. Per il marketer dei contenuti aziendali, questo sta in parte gi\u00e0\u00a0avvenendo. Per il prossimo Pirandello, forse non sar\u00e0 mai possibile.<\/p>\n<p><strong>Aprire la scatola nera<\/strong><\/p>\n<p>Man mano che sempre pi\u00f9 compiti e decisioni vengono delegati agli algoritmi, cresce la preoccupazione per la responsabilit\u00e0: a chi\/cosa pu\u00f2 essere addebitata la responsabilit\u00e0 in caso di errori o di incidenti? Ad esempio, chi \u00e8 responsabile quando un sistema algoritmico, inizialmente implementato per migliorare l\u2019equit\u00e0 nella valutazione delle prestazioni dei dipendenti, finisce per rafforzare i pregiudizi esistenti e creare nuove forme di ingiustizia? E chi \u00e8 responsabile delle decisioni algoritmiche quando sono in gioco vite umane, come negli incidenti recenti che coinvolgono veicoli autoguidati? Dovremmo distinguere tra le decisioni prese da un\u2019IA rispetto a quelle prese da un essere umano? Ci\u00a0saranno molti casi in cui l\u2019obbligo morale o legale di farlo solleva problemi etici a livello personale e collettivo, con valenze anche di ordine pubblico e di convivenza civile.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che andrebbe posta la massima attenzione. Gli algoritmi avanzati possono essere cos\u00ec complessi che persino gli ingegneri che li hanno creati non comprendono il loro processo decisionale. Potrebbe essere il caso delle reti neurali profonde, un tipo di metodo di apprendimento automatico ispirato alla struttura del cervello umano. Il metodo prevede che gli algoritmi vengano alimentati, o si autoalimentino, con alcuni input, lasciando che l\u2019algoritmo calcoli l\u2019output.<\/p>\n<p>Non abbiamo idea di cosa succede in mezzo. Ci sono molti percorsi diversi che potrebbero portare al risultato e alla decisione: la maggior parte della \u201cmagia\u201d avviene in strati nascosti del sistema. Inoltre, questa \u201cmagia\u201d potrebbe anche implicare flussi e processi di scambio di informazioni completamente diversi da quelli del cervello umano. Una famosa esemplificazione di questa realt\u00e0 \u00e8 l\u2019esperienza di algoritmi che negoziano utilizzando un linguaggio naturale e che, dopo diversi round di trattative, comprendono che non era necessario usare un linguaggio umano per contrattare.<\/p>\n<p>Come valutiamo l\u2019attendibilit\u00e0 e l\u2019impatto delle decisioni algoritmiche quando il processo informaticodecisionale dell\u2019algoritmo \u00e8 una scatola nera? Quali nuove elaborazioni del pensiero etico filosofico si rendono necessarie? E quali meccanismi tecnico\/legali si dovranno implementare? Un\u2019opzione minimale consiste n ella \u201cprogettazione trasparente\u201d di questi algoritmi in modo che i loro \u201cprocesso elaborativi\u201d siano \u201cleggibili\u201d. Se potessimo capire come questi algoritmi prendono le loro decisioni, potremmo anche adeguare il loro \u201cpensiero\u201d, le loro logiche, ai requisiti e agli standard\u00a0etici e sociali, tecnici e giuridici, rendendoli cos\u00ec \u201cumanamente\u201d responsabili.<\/p>\n<p><strong>Dalla IA \u201cristretta\u201d alla IA \u201cgenerale\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il campione mondiale di scacchi <strong>Garry Kasparov <\/strong>ha dichiarato di essere stato il primo ad aver perso il suo lavoro a causa dell\u2019intelligenza artificiale quando il <em>Deep Blue <\/em>dell\u2019IBM lo ha battuto a scacchi. Ma <em>Deep Blue <\/em>era un super computer specializzato su un compito complesso in un ambito specifico, con la capacit\u00e0 di calcolare pi\u00f9 mosse (200 milioni di posizioni al secondo) di un umano.\u00a0 \u00c8 quindi pi\u00f9 corretto dire che Kasparov ha perso il lavoro per la forza di calcolo bruta e la legge dei grandi numeri. L\u2019<strong>intelligenza artificiale <\/strong>\u00e8 molto pi\u00f9: si riferisce a un <strong>sistema in grado di imitare l\u2019intelligenza umana<\/strong>.<\/p>\n<p>Il caso Kasparov rientra in quella che potremmo definire \u201cIA ristretta\u201d, che \u00e8 specializzata nella progettazione per eseguire un compito specifico. Ma che dire dell\u2019intelligenza artificiale \u201cgenerale\u201d, che potrebbe svolgere un qualsiasi compito cognitivo umano? Avrebbe una sua personalit\u00e0, le sue emozioni? Se l\u2019input di questa macchina fosse la nostra\u00a0storia, perch\u00e9 dovrebbe comportarsi in modo diverso da noi? Nel creare civilt\u00e0 passate, e nel nostro presente, non ci siamo preoccupati molto degli ecosistemi umani e biologici che uccidevamo lungo il cammino. Perch\u00e9 un IA dovrebbe allora preoccuparsi degli umani e delle loro regole?<\/p>\n<p>Per ora, questa domanda \u00e8, ovviamente, prettamente filosofica, ma \u00e8 bene iniziare a porsela: \u00e8 molto probabile che l\u2019IA cambi radicalmente le nostre vite personali e professionali e la societ\u00e0 in generale. Nel corso della storia, pur pagando prezzi altissimi sull\u2019altare dell\u2019evoluzione delle civilt\u00e0, abbiamo saputo sviluppare e mantenere il lato \u201cbenefico\u201d delle\u00a0nostre tecnologie. Non si tratta di essere pro o contro l\u2019IA , sarebbe come chiedere ai nostri antenati se fossero a favore o contro il fuoco. Queste nuove tecnologie faranno parte della nostra vita quotidiana, la strategia migliore \u00e8 essere proattivi e imparare come controllarle e gestirle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intelligenza artificiale e futuro<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-26669","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Intelligenza artificiale e futuro","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26669\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}